Gen 27

Un Corpo per Curarmi, un'Anima per Guarirmi - Libro
Dall’autore di Dimmi dove ti fa male e ti dirò perché
(-15%)

Dare un senso ai propri mali, ai sintomi, ai traumi e alle malattie più gravi è possibile.

L’essere umano possiede infatti dentro di sé la risposta alle sue sofferenze e, di conseguenza, alla completa guarigione.

Un corpo per curarmi, un’anima per guarire offre la chiave per interpretare questa risposta e individuare la provenienza di ogni manifestazione fisica, proponendo soluzioni per ritrovare da soli il proprio ottimale stato di salute.

Giungendo fin nei più remoti recessi dell’anima, alla fonte della malattia, si può riuscire a estirpare il male della psiche che ha dato origine alle ripercussioni sul fisico.

Michel Odoul
sfata il mito che la malattia sia una fatalità e propugna la necessità di dare un senso a ogni male, affinché da questa conoscenza derivi un maggior controllo sul proprio io e un sano senso di responsabilità verso ciò che ci accade.

La malattia non è una “sfortuna” o una “punizione“, è semplicemente il modo con cui il nostro corpo ci comunica che lo stress, lo stile di vita, i conflitti psicologici, ne hanno pregiudicato la salute e l’equilibrio.

La malattia è pertanto nostra alleata, in quanto ci permette di ritornare sui nostri passi e riscoprire noi stessi.

  • Conoscere i processi che conducono alla sofferenza
  • Scoprire le origini profonde della malattia
  • Capire i meccanismi che entrano in gioco
  • Accettare le nostre responsabilità
  • Riscoprire il potere di guarirci

 

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Gen 26

Il multitasking è una droga

Il multitasking è una droga

Sì, lo ammetto, perché riconoscere un problema è il primo passo per risolverlo: ero un drogato di multitasking!

Multitasking significa, in sostanza, fare più cose contemporaneamente. Stai parlando con qualcuno e nello stesso tempo stai controllando le e-mail: questo è multitasking. Possono esserci due, tre o anche dieci compiti che si sovrappongono.

Spesso mi trovo a fare più cose contemporaneamente, soprattutto quando sono di fronte al computer: le distrazioni sono tante su Internet, e resistere non è molto semplice.

Molte volte anche mentre sto scrivendo un post faccio dell’altro. So che questo è sbagliato e non andrebbe fatto, ma la tentazione è forte.

Quando scrivo un articolo ho sempre una lista di compiti da svolgere in sequenza, per evitare di accavallare due cose: ricerca, scrittura, inserimento immagine, controllo dell’ortografia e formattazione (maiuscolo, paragrafi eccetera). Ma durante ognuna di queste fasi, ecco che spunta fuori l’e-mail o l’amico che mi contatta in chat.

Ho sperimentato sulla mia pelle l’effetto deleterio del multitasking: scrivere un articolo mi prende il doppio del tempo, e per che cosa? Perché rispondo ad un messaggio o due? No, non ne vale la pena.

Ti rispecchi in quello che ho scritto? Bene, perché è giunto il momento di porre fine a questa situazione!

Perché il multitasking fa male?

Secondo un esperimento del New York Times, chi pratica multitasking ogni giorno ad alto livello (il che significa anche 10 cose diverse contemporaneamente) è meno attento, meno reattivo, meno concentrato e fa più fatica a filtrare le informazioni rilevanti da quelle inutili. Anche in compiti molto semplici, è stato osservato che concentrarsi solo su una cosa produce risultati nettamente migliori.

Ad inizio articolo ho detto che il multitasking è una droga: e qual è la caratteristica principale di ogni droga? Esatto, la dipendenza!

Secondo uno studio dell’università di Stanford, chi è abituato a fare più cose contemporaneamente ogni giorno farà fatica a staccarsi dall’abitudine. E anche quando dovrebbe concentrarsi o prendersela con calma, non riesce a focalizzare l’attenzione dove servirebbe.

Il cervello ha una specie di centro di controllo, all’interno del quale vengono smistate le informazioni e viene deciso come e quando processarle. Purtroppo la nostra mente nella storia della sua evoluzione non si è mai trovata a dover fare i conti con una così grande mole di dati e informazioni, e se non stiamo attenti potrebbe andare in tilt.

Facebook, Twitter, e-mail, feed RSS, cellulare, chat e via così, tutte cose che contribuiscono a mandare in palla il centro di controllo del cervello. Con tutti questi strumenti è possibile avere informazioni pronte e disponibili, senza dovere starle a cercare. La tentazione di andare a controllare ogni pochi minuti è fortissima. Secondo una ricerca sempre di Stanford, i dipendenti che usano il computer controllano la posta elettronica 37 volte… ogni ora!
Più di una volta ogni due minuti.

Il cervello non concepisce il concetto di multitasking: non è capace di fare due cose allo stesso tempo. Quello che fa in realtà è cambiare continuamente e freneticamente da un compito all’altro, dando l’illusione che ne sta facendo due o più.

Il risultato? Per gestire questo sovraccarico, il cervello rallenta. Secondo uno studio del MIT, il cervello perde all’incirca 10 punti di QI quando stai svolgendo tre o più operazioni contemporaneamente!

Se quindi ti sei sempre considerato capace a fare più cose nello stesso tempo, devo darti una brutta notizia: è solo il cervello che si dà delle finte arie.

Quindi il cervello è fatto per concentrarsi, non per spaziare su più compiti. Ora che sappiamo perché non devi fare multitasking, vediamo come risolverlo!

Chiudi il dannato Facebook

Ti faccio una domanda: è veramente necessario stare connesso a Facebook notte e giorno?

Non pensare che sia contrario al social network di Mark Zuckerberg, lo trovo uno strumento fantastico per tenersi in contatto con gli amici e ricevere aggiornamenti. Ma dall’altra parte Facebook è il miglior alleato del multitasking, e quindi il peggior nemico della tua produttività.

Non c’è dubbio che chi sta al computer è maggiormente soggetto al pericolo. Tutte le mie attività hanno ormai come centro focale il computer: i miei appunti universitari sono lì, ci sto scrivendo la tesi, lavoro, mi svago e gestisco Mindcheats. Ci guardo anche la televisione!

Mi sono reso conto che stavo facendo troppe cose nello stesso tempo per poter essere produttivo, e quindi ho iniziato a informarmi sulle conseguenze che può avere il multitasking. Dopo aver letto quanto ti ho appena illustrato, mi sono deciso a darmi finalmente una regolata.

Non ti serve controllare la posta elettronica ogni due minuti, bastano tre o quattro volte al giorno. Io quando accendo il PC guardo le e-mail, gli aggiornamenti dei miei siti preferiti, le novità di Facebook e gli altri social network e via così. Dopo una mezz’ora spesa a fare tutto questo, semplicemente chiudo tutti i programmi che potrebbero distrarmi e inizio a darmi da fare.

Se lavori al computer, non sfidare la tua forza di volontà tenendo aperta la pagina di gmail: cederai alla tentazione di controllarla. E anche se non controllerai, il tuo cervello sarà sempre meno focalizzato sul compito principale. Devi scrivere un articolo? Bene, abbi aperta solo la tua pagina di Word e nient’altro. Più cose apri, più aggiornamenti ricevi, e meno sarai produttivo.

Questo vale anche per tutti gli altri dispositivi elettronici, cellulare soprattutto. Non sembra, ma ricevere un SMS uccide la concentrazione. Spegni il telefono, o mettilo anche solo in modalità silenziosa, finché non hai terminato quello che devi fare.

Crea una distinzione netta fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato allo svago. E questo vale per tutto, non solo per il computer! Se stai facendo qualcosa, non permettere che nulla ti distragga. Certo la tecnologia è il pericolo di gran lunga maggiore, ma non è l’unico. Piuttosto che stare tutto il giorno a dividerti fra lavoro e SMS, crea una semplice tabella con gli orari nei quali fare ogni attività.

Conclusione

Io ho abbandonato il multitasking da un po’, e la mia produttività è cresciuta a dismisura. Ora a scrivere un articolo ci metto quasi la metà del tempo, mantenendo sempre al massimo la qualità.

Fare più cose contemporaneamente manda in tilt il cervello, che quindi non sarà più in grado di smistare i compiti in maniera adeguata. Questo provoca un sovraccarico, che la mente gestisce rallentando tutte le operazioni. Saltare con l’attenzione da un posto all’altro continuamente non permette al cervello di concentrarsi per un periodo lungo sullo stesso compito, causando un crollo della produttività.

Il più grande pericolo è composto dai dispositivi elettronici: computer e cellulare su tutto, perché ti notificano automaticamente e comodamente di tutti gli aggiornamenti.

Spegnili o fai in modo di non ricevere notifiche se ti devi concentrare su qualcosa, la tua mente ti ringrazierà!

Anche tu hai problemi di multitasking? Sei stato in grado di risolverli o ancora ci devi riuscire?

Fonte: http://www.mindcheats.net

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Gen 24

Stop allo Stress
Guida pratica per gestire meglio tempo ed energia

Lo stress, indispensabile alla sopravvivenza, consente all’organismo di fornirci un surplus di energia ogni qualvolta dobbiamo affrontare un imprevisto o una minaccia.

Ma è un meccanismo antico, ancora tarato sulla possibilità di incontrare, ogni tanto, una tigre dai denti a sciabola o un’orsa coi suoi cuccioli.

Oggi, un ingorgo stradale o una richiesta inaspettata, ci stravolgono fisicamente tanto quanto i pericoli con cui si confrontavano i nostri antenati.

La grossa differenza consiste nel fatto che non possiamo in nessun modo dare sfogo all’energia pronta all’uso né neutralizzare l’adrenalina ormai in circolazione nell’organismo.

La reazione di difesa dell’organismo diventa, così, ben più pericolosa dei problemi che la generano.

Ad aggravare la situazione, gioca anche il diverso stile di vita e l’alta frequenza degli imprevisti con cui ci confrontiamo quotidianamente e quindi l’iperattivazione di questo prestito energetico senza il tempo necessario per il recupero dell’equilibrio alterato.

Stop allo stress vuole essere una guida pratica che ci accompagna nel conoscere la natura, la fisiologia e la dinamica dello stress, per insegnarci a non subirlo ma a gestirlo attraverso una maggior presenza a noi stessi e alla realtà da affrontare, per elaborare le strategie di volta in volta più adatte alla circostanza, per garantirci attività utili a scaricare le tensioni e tempi di recupero indispensabili dopo ogni picco.

 



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