Imparare a guardare meglio fuori dalla finestra (cioè gli altri) ed imparare a guardarsi meglio allo specchio (cioè noi stessi) sebbene siano due azioni diverse partono dalla stessa base comune; tuttavia richiedono diversi percorsi pratici, che possiamo riassumere in 4 Azioni Efficaci per ciascun obiettivo.
Una Azione Efficace è come lo stoppino di una candela, secondo l’esempio di Lao Tze.
La candela è il corpo, la materia fisica, l’azione pratica.
Lo stoppino è la mente, i pensieri, le intenzioni e le decisioni.
La fiamma è lo spirito, la gioia, il risultato del nostro impegno.
La differenza fra una Azione ed una Azione Efficace risiede nella mente. Il risultato di una freccia scagliata non dipende dall’arco o dalla sua forza, ma da dove la punta l’occhio dell’arciere. L’azione mette in movimento uno strumento, ma è la mente che fornisce l’energia perché questo strumento produca
il risultato cercato.
Autosufficienza e Interdipendenza
La totale autosufficienza ci distacca dalle relazioni con altri esseri umani e non porta alla gioia.
La totale interdipendenza ci mantiene legati agli altri al punto da essere instabili e quindi infelici.
La sola via per una vita gradevole è un alternarsi di Finestra e Specchio, di Io e Tu, un mescolare la vita solitaria con la vita sociale.
Possiamo imparare a vedere negli altri il bello che fino ad oggi non abbiamo visto, pur senza illuderci che gli altri migliorino. Non si tratta di cambiare gli altri, ma di vederli in maniera diversa.
Possiamo imparare a vedere in noi stessi il bello che fino ad oggi non abbiamo visto, pur senza illuderci che i nostri difetti spariscano. La serenità non deriva dal non avere problemi, ma nel saperli gestire.
La spinta interiore a mettere in atto le Azioni Efficaci dipende dalla visione che abbiamo dello scopo di questa vita. Se pensiamo di essere nati solo perché i nostri genitori quella sera non avevano nulla di meglio da fare, non abbiamo motivo di cercare di progredire. Ma se crediamo che siamo venuti qui per uno scopo e che dopo la morte ci porteremo dietro quello che abbiamo immagazzinato nella nostra mente, abbiamo un motivo per cercare di avere nella mente ricordi belli.
LA FINESTRA
4 Azioni Efficaci alla portata di tutti per imparare a vedere il bello negli altri:
1- Dedicare 10-15 minuti al mattino per meditare sulla giornata che ci attende e sulle persone che incontreremo. Decidere di voler vedere il bello che la vita ci mostrerà.
2- Durante la giornata cercare di “cogliere sul fatto”qualcuno che fa una cosa bella. Cercare queste azioni altrui e notarle quando accadono.
3- Capire che la diversità non è un problema ma una opportunità; senza diversità non c’è esistenza, né tanto meno gioia. La mente chiusa teme il diverso, ma la mente aperta lo apprezza.
4- Dedicare 10-15 minuti alla sera a regalarsi un ripasso sulle cose belle vissute nella giornata. Ricordare è una delle azioni mentali più potenti. Quello che decidiamo volontariamente di ricordare influenza il condizionamento che la mente adotta per guardare il mondo.
LO SPECCHIO
4 Azioni Efficaci alla portata di tutti per imparare a vedere il bello in noi stessi:
1- Usare un linguaggio cortese ed bello. Le parole che diciamo ed il tono che usiamo stabiliscono la qualità delle nostre emozioni e quindi l’analisi della realtà. Parole belle = pensieri belli = visione bella della vita.
2- Curare il proprio corpo, senza confrontarlo con quello degli altri. Capire il senso della candela di Lao Tze : lo stoppino permette che la cera crei la fiamma, e che la fiamma sciolga la cera. Il corpo e lo spirito si nutrono a vicenda tramite la mente. Prendersi cura del proprio corpo vuol dire accettarlo, usarlo e proteggerlo.
3- Dare quello che vorresti ricevere, senza aspettarti la gratitudine di chi riceve da te. Amare non è una capacità istintiva della natura umana, ma deve essere appresa. Mentre il desiderio di essere amati è un bisogno primario della psiche umana, il desiderio di amare proviene dallo spirito e deve essere metabolizzato dalla mente.
4- Governare i desideri, senza pretendere di sopprimerli. La formula della felicità F=C/D. La felicità è il risultato dei Consumi fratto Desideri. Ridurre i desideri produce felicità più facilmente che aumentare i consumi. Governare i desideri significa chiedersi da dove nascono e distinguere quelli realizzabili da quelli irrealizzabili. Il desiderio produce la spinta energetica all’impegno se viene ritenuto realizzabile.
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