
Evolvi il tuo cervello
Appunti dal seminario tenutosi a Milano il 22-23 novembre 2008.
Mente e Cuore sono i due ingredienti fondamentali per creare.
La maggior parte delle persone che popolano questo pianeta non applicano il potere creatore dei nostri pensieri perché non crede sia possibile.
Quando abbiamo la capacità di capire che il modo in cui pensiamo, riflettiamo e ci sentiamo controlla ogni singolo aspetto della nostra vita possiamo farci una domanda: se avessimo gli stessi pensieri, le stesse idee tutti i giorni e se volessimo avere le stesse sensazioni tutti i giorni, se potessimo comportarci nello stesso modo, la nostra vita cambierebbe?
La maggior parte delle persone, infatti, crede che le loro vite potrebbero cambiare, però pensano sempre nello stesso modo e quindi agiscono nello stesso modo.
Se non iniziamo ad elaborare nuove informazioni, se non cominciamo ad insegnare a noi stessi come poter applicare tutte queste nuove informazioni, la nostra vita non cambierà .
Indipendentemente dalla nostra storia passata, esiste un filo comune all’interno di ogni singola vita, qualcosa dentro di noi che ci da la vita. Questa “Intelligenza” ci fa battere il cuore, ci permette di assimilare il cibo che mangiamo, di realizzare costantemente un enorme numero di reazioni chimiche ogni secondo.
Dobbiamo accettare il fatto che siamo tutti collegati ad una grande mente e c’è una volontà che è molto più grande della nostra singola realtà .
Tale mente ama la vita: è un amore che è molto più grande del nostro.
Quindi quando cambiamo, quando chiediamo a questa intelligenza di intervenire nelle nostre realtà , in qualche modo organizzerà gli eventi che accadono nella nostra vita in modo che siano quelli giusti per noi.
Questa mente è personale perché fa parte di noi, ma allo stesso tempo è universale; è la stessa intelligenza che fa battere i cuori, la stessa intelligenza che fa ruotare i pianeti attorno al sole, è la mente che permette la creazione delle supernova in diverse galassie, è la stessa intelligenza che permette ai gigli di fiorire.
Come facciamo per veder espressa questa mente dentro di noi? Come possiamo utilizzare questa mente?
Lo possiamo fare tutti i giorni. Possiamo anche iniziare a pensare diversamente e nuovamente a sentirci diversamente, quindi agire diversamente.
Quando lo facciamo il nostro cervello cambia, perché quando noi cambiamo la nostra mente, cambiamo anche il cervello; e quando è il cervello che cambia, anche la mente cambierà .
Le neuroscienze e la tecnologia ci dicevano che il cervello è tutto collegato, è cablato; siamo, cioè, nati con dei circuiti e con dei collegamenti e noi vi accediamo come i cervelli dei nostri genitori.
Con le ultime ricerche si è capito che il cervello cambia ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo: ogni informazione acquisita crea una nuova connessione sinaptica nel cervello, ovvero un nuovo circuito verrà forgiato. Questo è ciò che si intende per apprendimento. Il ricordare significa rafforzare questi collegamenti. Inoltre, una nuova esperienza contribuisce ad arricchire il cervello.
L’ambiente influenza ciò che pensiamo? Oppure è ciò che pensiamo che controlla l’ambiente?
I nostri pensieri sono legati al nostro destino: le cose che noi pensiamo hanno una ripercussione nel nostro futuro.
Il nostro cervello è organizzato per poter riflettere su tutto ciò che sappiamo e fa riflettere tutto sul mondo esterno.
Tutto ciò che abbiamo fatto, le esperienze che abbiamo vissuto in momenti diversi della nostra vita, sono dei modelli, delle mappe che vengono utilizzati/e per poter riflettere tutto ciò che noi sappiamo sull’ambiente esterno.
Quindi il cervello è un riflesso di tutto ciò che noi sappiamo esiste là fuori, nell’ambiente circostante.
Se noi facciamo tutti i giorni le stesse azioni nello stesso modo, pensiamo tutti i giorni allo stesso modo, attiveremo continuamente sempre gli stessi circuiti. Se accade questo, che tipo di futuro ci creiamo? I nostri pensieri continuano incessantemente a determinare il futuro, quindi, così facendo, creiamo le stesse vite, con le stesse circostanze, con lo stesso lavoro da fare, con gli stessi rapporti con gli altri.
Cambiare davvero significa pensare in maniera più “grande” dell’ambiente, ovvero sentirsi, pensare in modo maggiore rispetto all’ambiente… è questo che ammiriamo delle persone eccezionali. Ogni grande personaggio che ha fatto la storia, ogni grande leader pensa allo stesso modo: anche se l’ambiente non sta ancora riflettendo il modo in cui sto pensando, anche se l’esperienza non ha ancora avuto luogo, il cambiamento è già avvenuto dentro alla mia mente, quindi comincerò ad agire come se la realtà si stesse già dispiegando davanti a me.
Se noi agiamo in questo modo, il cervello non sarà più una registrazione del passato, ma si mapperà sulla base del futuro.

Joe Dispenza a Milano
Se applichiamo questo principio, riusciremo ad applicare la legge quantica, la quale afferma che l’ambiente esterno è un prolungamento della mente; se noi cambiamo la nostra mente, se la cambiamo veramente, ci dovrebbero essere delle prove intorno a noi, un feedback come conseguenza dei nostri sforzi.
Se viviamo le nostre vite permettendo all’ambiente di controllare i nostri pensieri, allora andremo a vivere sulla base dei principi di Newton, ovvero causa-effetto e se noi applichiamo questi principi, queste leggi, probabilmente saremo già diretti verso il nostro destino genetico.
Però… cosa significa essere grandi? Significa pensare in modo tale da essere prima dell’ambiente, in modo da precederlo!
Se il cervello, la mente ed il corpo cambiano in modo da assomigliare a cervello, mente e corpo che hanno già vissuto quell’esperienza, quale sarà il segnale che inviamo nel campo quantico? Il segnale sarà “quell’esperienza ha già avuto luogo”. Quando, quindi, il cervello, la mente ed il corpo saranno cambiati, prima di aver vissuto quell’esperienza, verremo trovati da quell’esperienza in un modo imprevedibile e sorprendente.
Qual è il principio di cui parlo che fa riferimento alle neuroscienze? Tale principio afferma che le cellule nervose combattono le une contro le altre, e i neuroni sono collegati gli uni agli altri. Se pensiamo le stesse cose e abbiamo gli stessi pensieri, la ripetizione degli stessi, rafforza i circuiti del cervello ed il cervello non cambia.
La psicologia afferma che quando si hanno circa 35 anni, la personalità è completata; in altre parole, abbiamo collezionato una serie di programmi automatici e l’abbiamo fatto con delle azioni ripetute. In altre parole: se noi continuiamo a pensare nello stesso modo, i neuroni diventano “modellizzati“, si fissano.
Cosa significa pensare “out of the box”? Ovvero fuori da questo contenitore che è il cervello…
Significa che dobbiamo iniziare a pensare in una nuova modalità ; dobbiamo cioè forzare il cervello a trovare delle nuove sequenze, dei nuovi pattern, dei nuovi modelli, delle nuove combinazioni.
Ogni volta che chiediamo al cervello di funzionare in modo diverso, in quel momento riusciamo a cambiare la nostra mente.
La mente che cos’è?
E’ il cervello in azione, il cervello che lavora. Per questo, se facciamo lavorare diversamente il nostro cervello, rompiamo i modelli e creando una nuova mente. In questo caso ci sarà un ingrediente che faciliterà il processo: le informazioni; se noi iniziamo a realizzare nuove connessioni, possiamo utilizzare le informazioni e tutta la conoscenza sviluppata in modo tale che il cervello possa iniziare a lavorare in nuove modalità . Quando noi permettiamo ai circuiti di funzionare diversamente, cambia anche la nostra percezione del mondo esterno!
I nostri pensieri derivano dai nostri ricordi. Se dovessimo comprimere i nostri pensieri, questo diventerà un atteggiamento.
Se una tipologia di atteggiamenti persiste e li comprimiamo, si passa alla credenza. Se prendiamo tutte le credenze che abbiamo e le mettiamo tutte insieme, arriveremo ad avere una percezione.
Quindi, se noi vogliamo veramente cambiare le nostre percezioni, quello che dobbiamo fare è cambiare il modo in cui pensiamo!
Ogni volta che abbiamo un pensiero avviene una reazione chimica: produciamo delle sostanze chimiche che ci fanno sentire in un certo modo.
L’insieme di pensieri (immateriali), quindi, va ad attivare un insieme di circuiti nel cervello ed in pochissimi secondi iniziamo a sentirci nel modo in cui stavamo pensando di sentirci.
Nel momento in cui ci sentiamo come pensiamo di sentirci, appunto perché il cervello è in comunicazione costante con il corpo, cominciamo a pensare nel modo in cui ci sentiamo; questo significa che altre sostanze chimiche andranno a rafforzare il modo in cui ci sentiamo.
Questo ciclo di “pensare sentire – sentire pensare” va a creare quello che chiamiamo stato di coscienza.
Se non riusciamo a pensare diversamente a come ci sentiamo non riusciremo mai a cambiare. Cambiare, quindi, è modificare il modo in cui ci sentiamo!
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