Mar 06

Suggestione e Malattia

Suggestione e Malattia

Una delle deduzioni più straordinarie del prof. Coué è quella che la suggestione può agire anche sulle malattie organiche e non soltanto su quelle funzionali. Anzi, Coué non esitò a dire che egli preferiva avere a che fare con disturbi organici piuttosto che con casi d’isterismo, poiché quando il disturbo organico è guarito esso è guarito; mentre un isterico appena guarisce da un malanno ne determina un altro.

È noto che la suggestione agisce per mezzo del sistema nervoso, il quale domina tutto il corpo, avviluppando ogni nostro organo, ghiandola e cellula e, quindi, gli ordini dati alla mente devono poter raggiungere tutti gli organi ed influire su di essi. La guarigione delle verruche (porri) per mezzo della suggestione, così comune in certi paesi, potrà anche sembrare banale, ma è ricca di insegnamenti. I nervi vaso-motori, sotto l’influenza della mente, contraggono i vasi capillari ed arrestano la circolazione; se quest’azione viene esercitata con sufficiente costanza, si ottiene l’ostruzione: le cellule parassitarie deperiscono, si seccano e la verruca cade. Si può quindi pensare che quanto si applica all’innocuo porro, può applicarsi ai casi, ben più importanti, dei tumori, come è mostrato dalla casistica citata in questo libro.

Ma come applicare, come fruire dei benefici del Metodo Coué? Forse tutto il difficile sta qui. Il prof. Coué fa eseguire ai suoi pazienti delle esperienze preliminari: cadere in avanti, indietro, congiungere le mani ecc., come è indicato nel testo. Egli dice che queste esperienze non sono indispensabili, ma utilissime per comprendere il meccanismo della suggestione; però non consiglia di farle da soli, perché se non sono eseguite a dovere non riescono, e ciò può determinare la perdita di fiducia in se stessi. Pare che i soggetti meglio disposti ad approfittare degli insegnamenti di Coué siano i fanciulli e le persone semplici; è più difficile per coloro che gemono ricurvi sotto il peso di argomentazioni d’ogni tipo, acquisite con lo studio.

Il metodo migliore di applicazione è ben esposto da Alice Baird: Nella casa, così poco nota della nostra vita – non nel sottosuolo come molti credono ma in stanze lontane che noi visitiamo raramente – dimora un Essere misterioso, metà genio (poiché può compiere cose meravigliose) e metà schiavo (poiché realizza, senza opposizione, ciascun pensiero e ciascuna indicazione che noi gli facciamo pervenire). È il nostro IO-secondo, l’incosciente, di fronte all’IO-primo, cosciente.

Ma sia che gli parliate in tono cortese sia in tono protettore, basta fargli pervenire i vostri pensieri per vederli, in poco tempo ed in modo meraviglioso, divenire realtà. Questo IO-secondo non dorme mai e si occupa di tutto ciò che l’IO-primo gli propone. Egli è il guardiano della nostra memoria, ed appena noi gli chiediamo qualche cosa che la memoria ha messo da parte, egli la ritrova senza il minimo sforzo. Ma egli dimora in stanze così lontane che è difficile mettersi in rapporto con lui e comunicargli ciò di cui abbiamo bisogno. Pare che i momenti migliori siano quelli in cui il nostro IO-primo non è in servizio: il momento in cui sta per addormentarsi ed il momento che segue immediatamente il risveglio.

È in queste fasi che l’IO-secondo è più disposto ad ascoltare; ed è allora che bisogna inviargli i pensieri che devono essere realizzati; ma bisogna fare molta attenzione al tono di voce con cui gli si parla: non bisogna dargli degli ordini, poiché, ricorderete, egli è un genio; non bisogna pregare troppo poiché egli è anche uno schiavo. Il miglior modo è quello di comunicargli i nostri pensieri a voce bassa, quasi mormorando, senza nessuno sforzo e con piena fiducia. Un’altra cosa da tenere presente è che l’IO-secondo ama sentir ripetere le parole e, di conseguenza, i pensieri che stanno dietro le parole; ama sentirli ripetere più e più volte, fino a 20 volte… La parola d’ordine, dunque, per entrare nel giardino della felicità, da ripetersi venti volte, mattina e sera è: “ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”.

Emile Coué, farmacista francese, è noto in tutto il mondo come il padre, o l’ispiratore, di movimenti quali il pensiero positivo, la visualizzazione, il training autogeno di Schultz, la sofrologia, l’analisi transazionale (AT) e la programmazione neurolinguistica (PNL).

Estratto da: Il Dominio di se stessi di Emile Coué.

Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it

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