Giu 12

Vivi l’attimo

Vivi l’attimo

Se non viviamo all’erta e coscienti nella giornata e in tutto ciò che ci capita, bensì fuori dal presente – cioè nel passato o nel futurosprechiamo la nostra vita e perdiamo sempre più energia fisica. Scorre a noi solo quel certo quantitativo di forza divina che occorre per mantenere in vita il corpo.

Il resto, cioè tutte le altre energie, le prendiamo o dai nostri simili, legandoli a noi come schiavi, rendendoli succubi e portandoli a fare la nostra volontà, o le prendiamo da vizi vari, come eccesso di cibo, il bere o una sessualità esagerata. Queste energie supplementari, tuttavia, non sono pure, ma sono energie trasformate ad un livello inferiore e compensano solo in apparenza la mancanza di energia.

Ogni vizio denota una carenza dell’anima. Siccome l’anima e l’uomo hanno troppo poca energia vitale, se la procurano tramite questi vizi. Quando c’è una tale mancanza di energia, sia l’anima che l’uomo ristagnano nel loro sviluppo spirituale. In molti casi, poi, l’anima si ribella, per dimostrare all’uomo che deve rimuovere la carenza che lo ha condotto agli eccessi ed ai vizi. Gli elementi della giornata, gli attimi, aiutano in questo senso.

Chi non osserva le molte indicazioni ed ammonimenti che gli vengono dati, anno dopo anno negli innumerevoli attimi della giornata, aggiunge ulteriormente delle formepensiero a ciò che l’anima già porta in . Chi, quindi, ristagna per anni e decenni, pensando in continuazione, giorno dopo giorno, cose uguali o simili, crea una o più forme-pensiero a sua immagine e somiglianza pronte per essere richiamate. Se riflettiamo sempre sul nostro passato, ne parliamo, lo citiamo facendo rivivere le sue immagini nel presente, creiamo delle forme-pensiero del passato.

Se persistiamo per anni nel litigio con il nostro prossimo e parliamo sempre della causa che ha provocato il litigio e lo facciamo rivivere nelle nostre sensazioni e nei nostri pensieri, creiamo, in questo modo, una forma-pensiero. Se per anni sottovalutiamo uno dei nostri simili – se, cioè, non troviamo assolutamente nulla di buono in lui – creiamo, con ciò, una forma-pensiero. Se cerchiamo con tutti i modi possibili a nostra disposizione, anche non corretti, di mettere qualcuno in cattiva luce, creiamo, con ciò, una o più forme-pensiero. Se calunniamo, disprezziamo e scherniamo qualcuno o lo lasciamo completamente in balia di altri, creiamo, con ciò, una o più forme-pensiero. Se ci creiamo col pensiero immagini del futuro – di qualunque tipo esse siano – creiamo, anche in questo modo, delle forme-pensiero.

Se una persona, per anni e decenni, riflette o parla in continuazione di cose uguali o simili, oppure ripete sempre le stesse cose, crea, con ciò, delle forme-pensiero corrispondenti. Chi, quindi, per anni non vive nell’attimo, non solo è “fuori di sé“, ma crea anche delle forme-pensiero invisibili al di fuori di lui. Dovunque vanno le nostre sensazioni, pensieri, desideri e passioni, là c’è una parte della nostra coscienza, là costruiamo delle figure invisibili del nostro ego umano.

Annotiamocelo: tutto è energia. Per cui ogni sensazione, ogni pensiero, ogni parola, ogni azione, ogni movimento, ogni passione, ogni istinto, ogni vizio è energia. Siccome nessuna energia va perduta, deve ben trovarsi da qualche parte. Come sappiano, le nostre energie positive – il nostro sentire, pensare, parlare ed agire divino – entrano nell’anima e nel potente computer universale, Dio. Attraverso l’anima, le irradiamo nel corpo ed esse procurano in noi salute, pace e felicità.

Questi doni della vita interiore li portiamo poi nel mondo e contribuiamo, con ciò, affinché altri uomini raggiungano la pace interiore e l’altruismo. Anche le nostre energie negative entrano nell’anima. Esse vengono registrate nel computer causale. Se noi, per anni e decenni, non prestiamo attenzione agli elementi della giornata, agli attimi – cioè ai loro innumerevoli impulsi a cambiare modo di pensare e osservare le leggi divine – creiamo ulteriori forme-pensiero. Queste, in fondo, non sono altro che una nostra “copia”, sono, cioè, noi stessi, perché si formano dal negativo che noi emaniamo.

Potremmo definire le forme-pensiero derivanti da aspetti simili o identici a quelli del nostro ego umano anche i nostri campi di pensiero. Potremmo paragonare le forme-pensiero anche a degli esseri invisibili, nebulosi, costituenti le immagini delle nostre rispondenze, a cui noi conferiamo impulsi e forza di agire ripetendo continuamente gli stessi o simili pensieri. Quando poi pensiamo cose simili o uguali a quelle con cui abbiamo costruito le nostre forme-pensiero, diamo loro il segnale di venire da noi e di agire su di noi. Quindi siamo noi stessi che scateniamo, attraverso il nostro comportamento umano, i nostri “sosia”, cioè le nostre forme-pensiero, il nostro ego che ha preso forma. Piombano su di noi come dei robot, ci influenzano e ci stimolano a ripetere quelle cose con cui le abbiamo costruite, cioè quello che noi siamo. Ci stimolano a pensare di nuovo o a ripetere cose simili o uguali. Queste forme-pensiero, da noi create, si sono formate con le forze della nostra anima e del nostro corpo. E ciò significa che più forme-pensiero creiamo, più perdiamo forza, perché le nostre forme-pensiero non ci conferiscono nessuna forza, anzi, proprio il contrario: esigono sempre più forza da noi, perché mirano a farci sentire, pensare, parlare o fare sempre cose negative simili o uguali.


Il video presenta alcune parti del film “L’attimo fuggente“.
Ogni attimo della nostra vita è un dono unico ed irripetibile!

Vivi attimo e riconoscerai te stesso (1104)
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