E’ possibile cambiare il futuro?

Cambiare il futuro?
La conoscenza di eventi futuri, senza l’utilizzo di mezzi naturali o di deduzioni logiche per ottenerla viene indicata in parapsicologia con il termine “precognizione”.
Di fronte a questo fenomeno viene spontanea una domanda: se so quello che sta per accadere, ho la possibilità di fare qualcosa per cambiare gli avvenimenti? Ad esempio per scongiurare una disgrazia o per avvicinare un evento favorevole?
Una prima considerazione è che le precognizioni di solito sembrano addensarsi quando sta per accadere qualcosa di particolarmente catastrofico, il che farebbe pensare che siano proprio delle specie di “avvertimenti”.
Ad esempio, sono state raccolte decine di testimonianze che, prima dell’attentato delle Torri Gemelle, hanno suggerito ciò che sarebbe accaduto.
Diverse persone pochi giorni prima del disastro hanno sognato di trovarsi in un magazzino o in un palazzo e di sentirlo crollare sotto di loro, o addirittura di veder cadere un jet di linea su di esso, con gran distruzione e rovina. Altre hanno semplicemente avuto presentimenti che qualcosa di tragico dovesse avvenire, senza poter dire che cosa fosse.
E’ stato possibile associare queste informazioni agli eventi solo dopo che essi si sono verificati, quindi esse non sono state di nessuna utilità. Però sono state anche riferite circostanze, potenzialmente precognitive, che si sono rivelate utili: un uomo ha stranamente sbagliato strada per arrivare al suo ufficio, nonostante si trattasse del solito percorso di tutte le mattine. E così è arrivato in ritardo, proprio al momento di vedere l’incendio del palazzo. O una signora che, a causa di un improvviso e insolito mal di testa ha perso uno degli aerei dirottati.
Queste considerazioni aprono la strada a una domanda interessante: è possibile imparare abbastanza sulla precognizione da renderla più sicura, in modo da poterla utilizzare più spesso per sfuggire a un pericolo? E poi, le persone che hanno avuto questi “preavvertimenti”, quante volte li hanno utilizzati per cercare di prevenire il loro destino?
E’ possibile desumere qualche caratteristica di questo fenomeno, forse il più suggestivo della parapsicologia, dall’esame di raccolte di casi spontanei, cioè non studiati in laboratorio, ma raccontati dai protagonisti cui sono capitati. Una delle maggiori raccolte di casi spontanei di fenomeni parapsicologici, fra cui compaiono molte precognizioni, appartiene alla dott.ssa Rhine (1891 – 1983), moglie del fondatore della Parapsicologia scientifica. Si tratta di un insieme di circa 30.000 casi, che raccontano un insieme di esperienze molto diverse tra loro, e che sono state analizzate secondo vari criteri.
In particolare, un esame dettagliato di circa 1600 episodi scelti fra di essi ha evidenziato una notevole preponderanza dei fenomeni di precognizione (più del 70%). La maggior parte di questi, poi, sono avvenuti in sogno, che resta uno dei mezzi più adatti a convogliare le sensazioni che riguardano il futuro.
La dott.ssa Rhine ha analizzato più di 400 casi nei quali i soggetti hanno preso sul serio le loro precognizioni, e hanno cercato di fare qualcosa in proposito. Secondo una stima approssimata, questo intervento è stato efficace due volte su tre, confermando l’idea che il “destino” possa, almeno in qualche misura, essere cambiato.
In realtà, i parapsicologi che lavorano con persone che hanno tali previsioni, hanno notato che vi sono alcuni soggetti portati ad agire, mentre altri tendono a subire passivamente il loro futuro.
E’ possibile che le differenze dipendano dalle caratteristiche della personalità: ad esempio, ci sono persone che preferiscono agire in qualsiasi circostanza, se solo ne hanno la possibilità, mentre altre hanno un carattere più passivo. Oppure, l’azione potrebbe essere semplicemente un sintomo della tendenza a preoccuparsi troppo…
Per cercare di chiarire questa circostanza, e anche per investigare il fenomeno della precognizione in modo più mirato, sono stati eseguiti recentemente studi sperimentali sistematici.
Si è raccolto un insieme di partecipanti all’esperimento, reclutandoli con vari mezzi (passa parola, annunci sul giornale, sito internet dell’istituto che effettuava la ricerca, ecc.). Costoro dovevano riempire un questionario, nel quale era richiesto di descrivere la loro esperienza di previsione del futuro, insieme alla loro decisione di agire o non agire per cercare di influenzarla.
Una serie di criteri è stata applicata da due giudici indipendenti, incaricati di leggere i questionari e di classificarli in base a questi tre criteri:
- Si trattava effettivamente di un’esperienza di precognizione, di un altro tipo di esperienza paranormale, o di qualcosa che si può spiegare con mezzi naturali?
- L’evento previsto poteva essere impedito o modificato?
- Il soggetto ha fatto qualche tentativo in tal senso?
Si è così costituito un piccolo database di esperienze, dal quale, tuttavia, sono stati esclusi tutti i casi “indecidibili”, ad esempio quelli in cui la previsione non si era ancora avverata…
Ci si è poi concentrati sull’insieme delle esperienze che sono state giudicate effettivamente precognitive e che comprende 111 casi. La maggior parte delle persone (più dell’80 %) non hanno tentato nessun tipo di azione. Un’analisi combinata con questionari psicologici, ha mostrato che tendono ad agire le persone che di solito agiscono senza porsi troppe domande se dovrebbero farlo o meno.
Inoltre, è stato confermato un altro dato già indicato da studi precedenti: nelle previsioni abbondano gli eventi che non possono essere evitati o modificati (ad es.: terremoti, disastri aerei…). Considerando solo gli eventi nei confronti dei quali ha senso fare qualche azione, aumenta la percentuale di soggetti che hanno agito.
Ecco una serie di circostanze riguardo ai fenomeni di precognizione, che sostanzialmente confermano o completano le considerazioni già fatte dalla dott.ssa Rhine:
- la prima precognizione può avvenire a qualsiasi età, non necessariamente da giovani;
- il numero medio di episodi riportati dai soggetti è di 6, distribuiti casualmente, senza regola fissa;
- ciononostante, una percentuale non indifferente (18%) dei partecipanti ha tentato di predire il futuro ad altri;
- c’è una prevalenza di soggetti femminili tra coloro che hanno avuto la precognizione, mentre prevalgono i maschi come personaggi cui si riferisce la previsione stessa;
- circa due terzi delle previsioni si riferivano a persone strettamente legate al soggetto che le ha percepite (familiari o amici);
- la metà delle esperienze di precognizione è avvenuto in sogno, il 19% sotto forma di intuizione, il 13% di visione e il resto in altre forme;
- più della metà delle precognizioni riguardano la morte o seri incidenti, mentre il resto è diviso fra eventi banali, eventi positivi e lievi danni o incidenti
Concludendo, almeno in alcuni di noi, la mente inconscia sembra ospitare una specie di “sistema d’allarme”, che ci può avvertire di un pericolo. Purtroppo le sue indicazioni sono spesso così frammentarie, sottili o simboliche, che si riesce ad identificarle solo dopo che gli eventi si sono realizzati, quindi quando non servono più. Inoltre, anche se si riesce a capire in anticipo di che si tratta, i nostri pregiudizi razionali ci impediscono spesso di prenderle sul serio e, ancora una volta, la loro voce resta inascoltata.
Uno dei compiti della parapsicologia è comprendere meglio questi fenomeni, in modo da farne a tutti gli effetti una risorsa per l’umanità.
Di Stefano Siccardi.
Fonte: http://www.progettopsi.it
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