Nov 18

volersi bene

volersi bene

Siete riusciti a mettere in pratica i primi 5 modi per volersi bene di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo? Hanno funzionato?

Ripartiamo con le successive 5 regole per volersi bene.

6. Volerci bene significa aiutarci: chiedere aiuto agli amici quando ne abbiamo bisogno è sempre una buona cosa. Contrariamente a quanto si pensa, quando siamo in difficoltà e chiediamo aiuto, dimostriamo di essere più forti invece che deboli. Spesso capita che quando una persona non vuole appoggiarsi agli altri per fronteggiare un problema, finisce per arrabbiarsi ancora di più con se stessa quando vede che non è capace di fare le cose in maniera diversa o che non riesce a trovare una differente soluzione: così il senso di frustrazione aumenta e il rischio è quello di sentirci ancora più soli e senza via d’uscita. Einstein diceva “pazzia è fare sempre le stesse cose aspettandoci risultati diversi” non è forse vero? Ecco perché Louise Hay ha sempre creduto nella forza e nell’aiuto del gruppo: era il 1985 quando lei cominciò a tenere degli incontri periodici con 6 malati di aids (lo scrivo in piccolo come fa lei per diminuire la carica emotiva e il potere che questa parola rappresenta nella nostra società): l’appuntamento divenne un modo per sostenersi in maniera positiva e nei primi anni ’90 il gruppo si era dovuto trasferire a West Hollywood Park perché da 6 erano diventati ben 200!!

Questo tipo di gruppi di sostegno, sono diventati una nuova entità sociale capace di fornire quell’aiuto e quel sostegno che oggi risultano essere così importanti. Anche Lucia Giovannini ha seguito l’esempio di Louise Hay e ha creato dei gruppi di “Tutta un’altra vita” [...]. La stessa autrice afferma: ” Mai come in questo tempo soffriamo di solitudine. E’ necessario ricostruire il concetto di comunità, un gruppo fisico o virtuale dove poter essere accolti, confrontarci, dare e ricevere supporto, amicizia, idee, ascolto, far sbocciare i nostri talenti, scoprire lo scopo della nostra vita“.

7. Amare la propria negatività: come abbiamo già più volte sottolineato, è importante amarci incondizionatamente anche quando ci rendiamo conto di aver sbagliato e di stare attuando ancora una volta quell’atteggiamento negativo di cui tanto volevamo liberarci. Gli errori sono una parte davvero importante del processo di cambiamento: essi ci aiutano a riconoscere le aeree in cui abbiamo bisogno di impegnarci maggiormente per migliorare. Se, per esempio, continuiamo ad affermare “odio questo lavoro” , oppure “odio la mia malattia“, questo non ci aiuterà di certo a trovarne un lavoro a noi più congeniale o a guarire, insomma non ci porterà certo a raggiungere né più facilmente né più velocemente i cambiamenti che tanto desideriamo. Un buon modo per aiutarci invece, potrebbe essere quello di imparare a sorridere dei nostri errori: “lo humour, infatti, è capace di aiutarci a liberare la negatività e di corroborarci in situazioni problematiche” dice Louise Hay.

8. Curare il nostro corpo: esso è come una casa per noi, rappresenta lo spazio fisico in cui ci è dato di vivere lungo tutto l’arco della nostra vita e, pertanto, è nostro compito e dovere prendercene cura. Sarebbe dunque meglio fare attenzione a ciò che ingeriamo, agli alimenti con i quali ci nutriamo: impariamo a identificare quali per esempio ci danno più energia e con quali invece ci sentiamo più appesantiti o, magari, semplicemente fatichiamo a digerire. Anche fare un po’ di regolare attività motoria può aiutarci a migliorare la nostra forma fisica, scegliendo il tipo di sport che più ci piace e ci diverte: va benissimo anche solo una lunga passeggiata che ci aiuti a staccare dalla routine e a liberare la mente. Impariamo a farci guidare dai messaggi del nostro corpo, ed esso ci ripagherà con sempre maggiore salute ed energia.

9. Lavoriamo quanto più ci è possibile di fronte allo specchio: è considerato un metodo molto potente ed efficace per entrare ancora di più in contatto con noi stessi e con la nostra parte più interiore.

Louise Hay consiglia di cominciare la giornata mettendosi di fronte allo specchio, dicendosi: ” Ti voglio bene. Che cosa posso fare per te oggi? Come posso renderti felice?“. La nostra voce interiore potrebbe metterci un po’ a darci una risposta, ma questo può essere dovuto al fatto che siamo talmente abituati a rivolgerci messaggi di rimprovero che, quando ci diciamo qualcosa di gentile, il nostro Io più profondo non sa bene come rispondere. Si può usare lo specchio anche quando ci accade qualcosa di spiacevole, e dirci: ” Ti voglio bene comunque. Questa situazione avrà solo conseguenze positive per tute le persone coinvolte. Va tutto bene!“. Allo stesso modo, è importante lodarci per i piccoli e grandi cambiamenti, o quando ci succede qualcosa di meraviglioso, dicendoci: ” Grazie! Ti voglio bene!“, riconoscendo così l’efficacia del nostro operato. Ricordiamoci sempre che i fatti vanno e vengono, mentre l’amore che proviamo per noi stessi è costante!!

10. Volerci bene subito: non dobbiamo certo aspettare di saperlo fare bene. E’ solo quando siamo capaci di amarci ed accettarci esattamente così come siamo, che saremo in grado di amare ed accettare anche gli altri. Vi è mai capitato di investire le vostre energie nel tentare di cambiare gli altri, certe loro reazioni o comportamenti? Quante volte, infatti, abbiamo cercato di cambiare i nostri genitori, il nostro partner o i nostri amici? Ci siamo forse riusciti? Ricordiamoci che il cambiamento parte prima di tutto da noi: solo se noi saremo in grado di cambiare, anche gli altri si adegueranno.

L’amore incondizionato è forse lo scopo principale per cui siamo venuti su questo pianeta e che siamo chiamati, pertanto, ad allenare e sviluppare. Il primo passo in questa direzione è uno solo: quello di imparare ad accettare ed amare noi stessi fin da ora, qualsiasi cosa accada.

Abbiamo visto che magari non sempre sarà facile, forse a volte ci verrà addirittura voglia di buttare la spugna e dire “non ci riesco, non fa per me…”, ma anche questo fa parte del processo di cambiamento. Non è forse solo cadendo ed imparando ad alzarci che si impara a camminare?

Fonte: http://louisehayitalia.wordpress.com

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