Feb 01

Potenziale mentale

Potenziale mentale

Il funzionamento della mente sulla base dei testi e degli insegnamenti della tradizione buddhista tibetana.

E’ proprio la mente a essere la base e allo stesso tempo il cuore di tutta la profonda ricerca del Buddha.

Egli si rese conto molti secoli addietro, dopo una lunga e coraggiosa ricerca, che le nostre possibilità di sperimentare felicità o disagio dipendono esclusivamente dal modo in cui la nostra mente si pone in relazione con la “realtà” e con noi stessi. Ciò non ha nulla a che vedere con le differenze culturali, di tempo o di razza.

Prima dell’illuminazione, il Buddha storico si manifestò come un individuo come tutti noi, con le sue paure, insoddisfazioni e domande. Per darsi delle risposte mise in gioco se stesso e ciò che possedeva, e iniziò la sua ricerca interiore. Fu certamente un percorso faticoso, non privo di ostacoli, che durò molti anni durante i quali egli mise in discussione tutto quello che gli proveniva dalla sua stessa cultura. Alla fine riuscì a ottenere un risultato di conoscenza che possiamo ritenere, per profondità e acutezza, il più significativo della storia di questa nostra era.

Buddha capì proprio che la profonda e sottile comprensione di se stesso e della realtà dipendeva da quanto più riusciva a comprendere la mente, la sua natura, le sue potenzialità e le sue capacità di trasformazione. Perché, se è vero che la mente è in grado di costruire da sola gli inferni più terribili, è anche vero che ha tutte le capacità per liberarsi dai disagi e dall’insoddisfazione ed emergere in una condizione di perfetto equilibrio, pace, stabilità e apertura.

Egli capì che ogni nostra possibilità di vivere questa o altre vite in modo significativo, sereno e soddisfatto, dipende esclusivamente da noi stessi e da come riusciamo a utilizzare la nostra mente e le sue potenzialità, e che non è il caso di aspettarsi niente di particolare da entità esterne che, a un’analisi approfondita, sembrano essere frutto dell’ennesima costruzione della mente stessa.

Il punto è che, se cerchiamo di lasciar perdere i nostri continui tentativi di auto-giustificarci, sarà molto chiaro il fatto che noi vediamo l’ambiente che ci circonda come ostile, come piacevole o come indifferente a causa delle nostre elaborazioni concettuali, che sono frutto del lavoro della nostra mente.

Inoltre, tramite il filtro delle afflizioni mentali, interpretiamo il mondo e mettiamo in atto comportamenti che depositano un’impronta nella nostra mente, una tendenza che ci farà ripetere e rivivere le stesse situazioni in futuro, sotto forme che possono apparire anche differenti, ma che di fatto derivano dai medesimi condizionamenti mentali che li hanno preceduti. Questo è il funzionamento del karma e la mente è la sede nella quale tale processo nasce e si alimenta.

Proviamo ad osservare come la nostra mente limitata e confusa possa cambiare, quale gran potenziale di saggezza e di compassione possediamo e come possiamo apprendere i metodi per sbloccare tale potenziale.

Proviamo a percepire il valore di avere una mente libera da tutti gli stimoli e dalle distrazioni, in grado di sperimentare la coscienza mentale proprio com’è: scoprirne la natura chiara e cognitiva, il suo potenziale d’amore e di tutte le altre buone qualità, specialmente la saggezza intuitiva, la capacità di conoscere le cose come realmente sono, liberi da giudizi, condizionamenti, proiezioni.

Nanni Deambrogio
Istituto Lama Tzong Khapa

Fonte: http://www.lifegate.it

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