I livelli del cambiamento

I livelli del cambiamento
Tutto intorno a noi, noi compresi, è in continua metamorfosi; questa è una delle certezze della vita. Nulla è statico ma tutto esiste grazie ad un continuo mutamento.
Basti pensare al nostro corpo; esso non è mai lo stesso secondo per secondo, le nostre cellule si rinnovano ogni momento e noi… non siamo mai sempre gli stessi.
Vivere significa cambiare, anche in questo preciso istante, senza che ce ne accorgiamo, stiamo cambiando. Ma “come” cambiamo? Ci stiamo muovendo per mantenere il nostro status quo? Stiamo andando a fondo, oppure ci stiamo facendo trascinare dalla corrente?
L’antropologo Gregory Bateson, studiando il comportamento e il cambiamento, distingue 5 livelli.
Il livello zero, è la resistenza al cambiamento. La maggior parte di noi, anche se non è soddisfatta dei propri risultati o di come sta andando la propria vita, continuano a fare esattamente le stesse cose, mantengono le stesse abitudini, frequentano sempre gli stessi ambienti (anche se gli andrebbe di far altro), reagiscono sempre nello spesso modo. Ma come mai?
Perchè in questo modo, si riesce a rimanere in una zona cosiddetta di “comfort“, dove tutto già si conosce, dove tutto è prevedibile e non bisogna sforzarsi più di tanto per vivere… o lasciarsi vivere.
Ci diciamo cose come: ma è il mio carattere, io sono fatto così, questa è l’unica cosa che sò fare, cambierò quando avrò un altro lavoro, quando avrò una nuova relazione… ecc., ma le cose anziché migliorare peggiorano.
Il 1° livello del cambiamento è quando iniziamo ad imparare qualcosa di nuovo e questo ci porta a compiere nuove azioni e assumere dei nuovi comportamenti. Ma ancora non usciamo dal “conosciuto“. Quando cominciamo a comportarci diversamente, notiamo un allentarsi delle tensioni e ci accorgiamo che forse… è possibile fare un passetto in più.
Man mano che sviluppiamo nuovi modi di vedere le cose, aggiorniamo le nostre mappe concettuali e questo ci spinge ad accedere ad un livello superiore dove cominceremo a chiederci quali sono le capacità, i comportamenti e le strategie di cui abbiamo bisogno; questa è la fase del “cambiamento sviluppativo“, cominciamo, quindi, a sviluppare nuove abilità e, avendo aggiornato le mappe, troveremo nuovi territori finora sconosciuti.
Abbiamo ora sviluppato capacità, strategie e ricerche di nuove strade. Abbiamo capito che i nostri graduali passetti in avanti ci portano benefici nel lavoro e nelle relazioni, portandoci a comprendere che il nostro cambiamento non è solo questo, ma deve riguardare il nostro sè più profondo, la nostra vera essenza; siamo alla fase del cambiamento “evolutivo“.
Quando questa consapevolezza emerge, ci troviamo davanti al nascere di una nuova identità; questo nuovo Sè modifica il nostro intero mondo, guida le nostre scelte future e ci consente di dare una diversa direzione alla nostra vita. E’ arrivato il momento del “risveglio“. Questo livello è chiamato “rivoluzionario“, perché porta delle vere e proprie rivoluzioni nella nostra esistenza.
Il seme del cambiamento è insito in ogni essere umano ed è una abilità innata come camminare. Sfruttiamo molto poco questa nostra abilità, per paura che accada qualcosa che non sappiamo gestire, oppure per paura di uscire dalla nostra zona di comfort.
Ma possiamo in ogni momento ricordarci di averla e che essa ci può aiutare a guidare le piccole o grandi trasformazioni nella nostra vita, indirizzandoci verso una evoluzione anziché intrappolarci dalle catene delle nostre paure.
Tony Buzan, psicologo e studioso inglese, illustrò il cambiamento umano di fronte al cambiamento, in questo modo: se una rana viene messa in una bacinella di acqua fredda e l’acqua viene scaldata rapidamente, la rana sentendo il brusco cambiamento di temperatura e avvertendo il pericolo, schizzerà fuori immediatamente. Ma se l’acqua viene scaldata piano piano, la rana non si accorgerà del cambiamento di temperatura e piano piano si assopirà lasciandosi bollire viva.
Concludendo, nella nostra vita i cambiamenti avvengono spesso, ma se non rimaniamo svegli e vigili per accoglierli nel modo giusto, non riusciremo a dare, alla nostra vita, la direzione che vogliamo, ma ci lasceremo “bollire vivi“.
Di Barbara Fasano [http://www.relazionarsi.it]
Barbara FasanoChi è Barbara Fasano?
Counselor (Gestalt Counseling)
Iscritta al CNCP (Coordinamento Nazionale Counselor Professionisti) accreditato dalla E.A.C. (European Association of Counselling)
Vive e lavora a Catania da oltre 20 anni occupandosi, come Formatrice, di Tecniche di Comunicazione.
Ha conseguito il Master in Gestalt Counseling presso l’ASPIC dove ha seguito anche seminari e laboratori di approfondimento nell’ambito dell’Art-Counseling.
Lavora come Counselor nell’ambito delle “relazioni difficili” con particolare attenzione al mondo delle donne.
Il suo lavoro è soprattutto ascoltare, sostenere ed aiutare donne che vivono situazioni di conflitto con il proprio/a partner, sul lavoro, in famiglia con i propri figli, con l’intento di migliorare, attraverso l’uso delle tecniche di Counseling, la qualità delle loro relazioni e quindi della vita.
Si occupa, anche, di uno Spazio Ascolto Arcobaleno, servizio di Counseling di sostegno rivolto in modo specifico alla comunità omosessuale e a genitori con figli omosessuali.
RELAZIONARSI – http://www.relazionarsi.it
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