Set 15

Il didgeridoo per ascoltarsi

Il didgeridoo per ascoltarsi

Vorrei evidenziare come qualsiasi strumento musicale possa convogliare le nostre emozioni positive e negative in una catarsi che, oserei dire, è indispensabile per l’uomo.

Mi soffermerò su alcune peculiarità particolarmente interessanti che il didgeridoo ci può offrire .

Il didgeridoo, strumento aborigeno australiano, ricavato originariamente da un eucalipto scavato dalle termiti è certamente uno degli strumenti più affascinanti, curiosi e sconosciuti in Europa.

L’idea di una cultura così lontana, sconosciuta e ancora esistente (nonostante i soprusi che questo popolo ha dovuto subire), l’origine naturale dello strumento, il legame con la terra sono fattori che, oltre ad affascinare, sono certamente in grado di aggiungere uno stimolo ulteriore per un nostro coinvolgimento emotivo. Suggestioni in grado di dare maggiore significato alle nostre “divagazioni” sonore qualunque forma esse possano assumere: un mantra, un ritmo ossessivo, un bordone senza fine, una favola narrata da suoni onomatopeici, suoni e rumori tipici della ricerca musicale contemporanea.

Tante sono le forme che il nostro viaggio sonoro può esprimere.

Ma più di tutto, il vantaggio di suonare uno strumento arcaico e lontano dalla nostra cultura risiede nell’assenza di stereotipie tipiche della musica occidentale rendendoci padroni di giocare liberamente; ci evita, in molti casi, la frustrazione del confronto perché, come diceva Joseph Beuys, “ogni uomo è un artista“.

Di Andrea Ferroni [artista Torinese tra i più significativi suonatori di didgeridoo Italiani]
http://www.andreaferroni.ithttp://www.windproject.it

The DIDGERIDOO discovery
Antichissimo strumento a fiato nel suo viaggio tra tradizione e modernità

The DIDGERIDOO discovery

The DIDGERIDOO discovery

I primi due capitoli, scritti da Furlan, descrivono alcuni dei concetti fondamentali della cultura aborigena australiana in particolare riferimento alla pratica musicale.Il capitolo che segue, scritto da Andrea Ferroni, continua sulla stessa traccia, elencando in una sintetica lista alcuni artisti tra i più significativi, con relative informazioni e materiale audio da cui attingere nuove informazioni; suddivisi in: interpreti di musica tradizionale, suonatori internazionali di musica contemporanea, suonatori Italiani.

Dal quarto al decimo capitolo, si affrontano le tematiche tecniche, tra cui: le parti costitutive del didjeridoo, forme e dimensioni; vari metodi di costruzione di didjeridoo in materiali alternativi.

Quindi viene affrontata la parte tecnica dal punto di vista del musicista. Un’accurata analisi dello spettro mette bene in mostra cosa sono gli armonici, poi, un’analoga analisi viene fatta sulla dinamica del suono; successivamente viene insegnato come utilizzare armonici e dinamica durante la fase compositiva; viene illustrata la postura, come produrre e come funziona la nota base, che cosa è la back-pressure; la respirazione circolare e tutte le sue varianti, i suoni eseguibili e come inserirli in un ritmo, infine, numerose tecniche per eseguire ritmi di stampo occidentale.

Tutti i testi sono accompagnati da illustrazioni estremamente chiare e da richiami al CD didattico allegato.

Un breve capitolo, scritto da Paride Russo, spiega alcuni accorgimenti a chi volesse intraprendere lo studio della musica tradizionale del Nord East e West Arnhem Land. L’ultimo capitolo chiude con alcuni cenni sulla musico e suono terapia grazie alla collaborazione di Nadine Berger, musico terapeuta di Monaco (Germania).

Infine un glossario dove trovare alcune delle terminologie più utilizzate.

PER ULTERIORI INFORLAZIONI >>

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