Ago 27

La PNL per Vincere - Libro
Le chiavi per il successo personale e professionale

Questo testo è destinato a chi pur essendo una persona “normale” vuole raggiungere risultati eccezionali in ogni ambito della propria vita.

Come molti oggigiorno sanno, la pnl (programmazione neuro linguistica) è una metodologia che si basa sul processo di modellamento.

Le sue tecniche sono il risultato della decodifica di strategie di pensiero e azione di coloro che ottengono risultati straordinari in ogni ambito della propria vita.

L’autore dopo avere per anni allenato imprenditori, genitori, mariti e mogli, politici, sportivi e professionisti di sicuro successo, è riuscito ad estrarre il comune denominatore di tutte queste persone straordinarie e a restituire al lettore un manuale semplice e pratico che lo guiderà passo dopo passo verso il successo.

In questo libro non ci sono ricette miracolose e generiche ma comportamenti pratici e specifici da agire per avere successo in ogni ambito della propria vita personale e professionale.

Anteprima del testo

Come forse già saprai la Pnl (Programmazione Neuro- Linguisitca) è stata progettata appositamente dai suoi creatori per permettere, a chi ne possiede le competenze, di raggiungere l’eccellenza. In effetti essa nacque e si sviluppò proprio a partire dalla decodifica delle strategie dei più grandi uomini di successo esistenti. In questo capitolo troverai un concentrato di strumenti utilizzati più o meno consapevolmente dalle persone che hanno raggiunto con maggior efficacia e continuità i propri obiettivi.

Potrai fare tue, se seguirai gli esercizi che ti proporrò, le tecniche dei più grandi campioni dello sport, della politica, del business e della creatività. Ho selezionato per te la sequenza di argomenti ed attività che più di tutte si è dimostrata efficace per permettere ai miei clienti di raggiungere i loro obiettivi; ti invito quindi a seguire passo passo quanto troverai nel testo, proprio come se fossi lì con te ad allenarti personalmente.

Perché porsi degli obiettivi?

Porsi un obiettivo è la più forte forza umana di auto motivazione.
Paul J. Meyer

Due anni fa stavo tenendo la presentazione di un seminario in un fantastico hotel di Roma, quando una signora del pubblico si alzò e mi chiese: “Mi scusi, ma perché dovrei pormi degli obiettivi, non si sta meglio senza?“.

Sinceramente devo ammettere che dopo tanti anni investiti ad aiutare le persone a superare i propri limiti e raggiungere i propri ambiziosi traguardi, questa domanda mi spiazzò alquanto. In effetti avevo sempre dato per scontato che fosse importante avere degli obiettivi e cercare di raggiungerli e la risposta a quella domanda era talmente interiorizzata in me che feci fatica a esteriorizzarla.

Qualche ora dopo il termine della presentazione ero ancora nella hall dell’albergo e mi accorsi che il mio pensiero si era fermato alla domanda di quella signora. Continuava a suonare nella mia testa l’interrogativo: “Perché è importante porsi degli obiettivi?“. A un certo punto il receptionista mi avvertì dell’arrivo del taxi e uscii in strada.

Appena giunsi sul marciapiedi, notai un barbone che chiedeva l’elemosina, si chiamava Lele ed era piuttosto noto nel quartiere per la sua simpatia. Una bizzarra idea attraversò la mia mente: “E se incontrare Lele proprio ora non fosse una coincidenza?“. Mi avvicinai a lui, gli diedi qualche moneta e scambiai alcune chiacchiere. Nel frattempo il taxista con uno spiccato accento romano mi fece capire che aveva fatto partire il taxametro e che avrei dovuto sbrigarmi. Ma Lele aveva voglia di parlare e mi trattenne tirandomi leggermente per un braccio. Mi raccontò in brevissimo tempo la sua storia. Era una storia triste, non era certamente stato fortunato. Lo salutai e salii sul taxi. Una volta a bordo l’autista si presentò e mi precisò che avrei pagato un po’ salata la corsa. Si chiamava Augusto, gli risposi che avrei pagato. Prima di arrivare a destinazione non resistetti alla tentazione di domandargli: “Augusto com’è che fa il taxista?“.

Lui, sempre nel suo dialetto stretto, mi rispose che era sempre stato il suo sogno farlo. Entrato un po’ in confidenza, gli domandai se fosse stato facile realizzare il suo sogno e in quel momento Augusto attaccò a raccontarmi tutte le peripezie che gli erano capitate, ma ci tenne a precisare che alla fine ne era valsa la pena perché il suo lavoro lo riempiva di soddisfazione. Ripensai a lungo ai personaggi incontrati quel giorno: la signora, Lele il barbone e Augusto il taxista. Se potessi rincontrare la signora, probabilmente le racconterei la storia degli altri due personaggi. Entrambi avevano avuto vite non facili, avevano più o meno lo stesso livello di istruzione e, stando ai loro racconti, le stesse chance in partenza.

Uno di loro aveva un sogno, un obiettivo e l’altro no.

Ti è mai capitato di conoscere qualcuno che è senza una meta, che prosegue a tentoni effettuando scelte casuali? Ti è successo anche di incontrare qualcuno che sa esattamente ciò che vuole nella vita? Chi dei due emana maggior carisma? Chi ti sembra più sicuro e capace? Il fatto stesso di avere un traguardo da raggiungere, attiva le tue risorse interiori e ti rende capace, soddisfatto, attraente e soprattutto, a prescindere da quale sia l’obiettivo che ti sei prefissato, ti porta più lontano di chi girovaga senza una meta precisa.

La maggior parte delle persone non ha obiettivi chiari e si ritrova quindi in balia degli eventi. Ci sono poi altre persone che sanno perfettamente cosa non vogliono e dove non vogliono andare. Entrambe le prospettive incontrano un forte limite, per comprenderlo prova a salire su un taxi, se ti trovi a Roma potresti incontrare Augusto, e chiedi all’autista di non portarti in un certo posto oppure dì lui che non sai dove andare. Quale sarà il risultato più probabile? Certamente la corsa ti costerà salata e potresti raggiungere una meta che non gradisci. La stessa cosa accade a chi non ha un obiettivo chiaro. Per avere successo in ogni ambito della propria vita è indispensabile chiedersi: “Che cosa voglio ottenere?“, “Quali risultati desidero raggiungere?“.



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