Set 02

La scelta vegetariana

La scelta vegetariana

Dal momento in cui nasciamo, superato il periodo in cui si vive in funzione dei genitori, ognuno diventa custode di questo dono immenso che è la vita.

E’ come se ci venisse detto: “ora hai uno strumento… suonalo!“. Lo strumento è il corpo e il suono che produce è la vita.

Tutti sono in grado di far emettere qualche suono ad uno strumento, ma per far sì che i suoni diventino una melodia è necessario conoscere le note, saper leggere la musica sul pentagramma, rispettare i tempi e le pause.

Non dimentichiamo, inoltre che uno strumento, per funzionare bene, ha bisogno di “manutenzione”. Una tromba con la cannula otturata produrrà suoni poco armoniosi anche se a suonarlo fosse il più bravo fra tutti i musicisti; lo stesso vale, ad esempio per un basso o una chitarra con le corde arrugginite o consumate.

Un bravo musicista (la coscienza individuale) cura il suo strumento come un bene prezioso: lo protegge dall’umidità e dalla polvere, lo pulisce, lo accorda, perché il musicista (la coscienza) sa che solo così potrà riuscire a suonare melodie armoniose e sublimi.

Mantenere il proprio corpo sano è un atto d’Amore verso se stessi, verso gli altri e verso la vita stessa.

L’alimentazione è alla base della prevenzione; per garantirsi un buono stato di salute la scelta dei cibi deve essere ben ponderata e consapevole.

Solo la non conoscenza di alcuni aspetti fondamentali che riguardano la necessità di seguire un’alimentazione sana può indurre i consumatori di carne più convinti e ostinati, a dimostrare la loro bonaria ignoranza ogni volta che affermano: “l’essere umano è onnivoro e che quindi può mangiare di tutto, anzi, che deve mangiare di tutto per mantenersi in salute“.

Ebbene questa convinzione che gli uomini siano onnivori non solo è errata, (infatti gli esseri umani sono frugivori e non onnivori), ma è anche responsabile di un indebolimento della specie, basti pensare a tutti i tipi di allergie che si rilevano in soggetti di tutte le età e che compaiono a tutte le età!

Certo, di scuse ce ne sono tante: l’aria inquinata, i pesticidi, i conservanti, i coloranti, ecc..

La realtà è che un corpo carico di tossine stenta a funzionare bene: gli organi sono affaticati e appesantiti, se a questo poi aggiungiamo il fatto che spesso i cibi vengono consumati in fretta e masticati giusto per renderli ingurgitabili e non certo per favorire la digestione che, come è noto, comincia dalla masticazione. Certo non ci si può mettere sotto una campana di vetro ed evitare tutti gli inconvenienti che si possono incontrare lungo il cammino, ma ci si dovrebbe assumere un minimo di responsabilità.

Non si intende certo additare chi mangia carne, e non si pretende neanche che dopo aver letto questo articolo si rivoluzionino completamente le proprie abitudini alimentari, questo vuole essenzialmente essere un invito a riflettere, ed è per questo che si ritiene opportuno fornire alcune informazioni.

Non si tratta di fanatismo gratuito quando un vegetariano afferma che “chi consuma carne si nutre di cadaveri“, certo è un’affermazione forte, ma è la pura e inconfutabile verità e, al di là di questo, non tutti sono consapevoli di cosa avviene nell’organismo durante la digestione della carne.

Quando arriva allo stomaco per essere digerita, la carne necessita della secrezione di succhi gastrici molto ricchi di acido cloridrico e, alla luce di studi scientifici risulta che il contenuto di acidi nello stomaco degli esseri umani e degli animale erbivori è di venti volte inferiore a quello dei carnivori. Inoltre c’è una fondamentale differenza tra l’intestino dei carnivori e quello dei non carnivori. Il tratto intestinale è l’ultima parte dell’apparato digerente in cui avviene la digestione e permette il passaggio delle sostanze degli alimenti nel sangue. L’intestino dei carnivori è lungo tre volte la lunghezza del loro corpo, mentre quello umano e di altri non carnivori è lungo dodici volte la lunghezza del loro corpo e quello degli erbivori da venti a ventotto volte.

Esiste un altro aspetto da considerare tutt’altro che trascurabile: non ci vuole una conoscenza approfondita per comprendere che quando un animale viene ucciso, dall’attimo stesso in cui muore, inizia il processo di putrefazione. Basti pensare che se si sottopone ad un’analisi chimica la carne destinata all’alimentazione sono rilevabili sostanze come la cadaverina e la putrescina.

Ci sono inoltre da considerare gli additivi chimici. Gli animali vengono allevati in grandi fattorie industriali e, la somministrazione di ormoni, antibiotici e altre sostanze chimiche comincia prima della nascita, continua mentre gli animali sono ancora in vita e anche dopo la loro morte. E’ facilmente deducibile che queste sostanze, anche se non vengono dichiarate sull’etichetta, siano ancora presenti quando la carne viene messa in vendita, unite ad altre che vengono somministrate dopo la morte per rallentare il processo di putrefazione, per mantenere una colorazione vivida anche quando sono trascorsi giorni dalla data di macellazione. Queste sostanze chimiche attive, purtroppo, non fanno distinzione fra la carne e il sangue dell’animale morto e la carne e il sangue di chi le ingerisce.

Avendo spiegato a grandi linee la composizione della carne come alimento e degli additivi contenuti in essa, è comprensibile che questo genere di alimento produca una quantità elevatissima di tossine che l’organismo umano non riesce a smaltire facilmente, vista la conformazione dell’apparato digerente. C’è un altro fatto molto importante che determina il formarsi di veri e propri veleni nella carne degli animali in seguito all’atto violento della macellazione, si tratta principalmente dell’urea e dell’acido urico, inoltre, anche se un animale non ha mai conosciuto la libertà, essendo nato e cresciuto in un allevamento, il suo istinto di conservazione gli detterà comunque il terrore della morte al momento della macellazione e queste vibrazioni resteranno impresse a livello sottileenergetico nella carne.

Non servirebbero altri commenti. Ma molti a questo punto, anziché tacere e concedersi una pausa di profonda riflessione, esclamano, con tono provocatorio, che anche le piante hanno vita e che recidendole anche esse vengono uccise. Le piante, sono loro stesse ad offrirsi, la loro conformazione non può che confermarcelo, sono state messe a disposizione per nutrirci e per curarci, ed esse si offrono: infatti, è come se, crescendo, ci venissero incontro.

Pensate che Madre Natura, nella sua incomparabile perfezione, non avrebbe dotato le piante di “gambe” per sfuggire alla morte?

Ognuno ha la sua funzione in questo Universo e sono state date delle indicazioni ben precise: tutto si compie in una perfetta armonia.

Agli esseri umani è stato dato di poter applicare il libero arbitrio, quindi essi possono “fluire” attraverso la via dell’armonia, quando questa gli si apre davanti o gli viene indicata, oppure scegliere di non farlo, qualunque sia la scelta di ognuno ciò che conta è che sia una scelta consapevole.

Fonte: http://www.satyasvara.com

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