Set 04

Meditazione: l'arte di vivere sereni. Il mio metodo.

Meditazione: l'arte di vivere sereni. Il mio metodo.

Dopo aver pubblicato l’articolo “5 suggerimenti per vivere meglio la giornata” e aver ricevuto moltissimi messaggi da parte vostra (per i quali non smetterò mai di ringraziarvi), ho deciso di integrarlo (in questo post) con ulteriori aspetti.

Meditazione: l'arte di vivere sereni. Il mio metodo. (1439)
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Vi parlo, infatti, della tecnica di meditazione che seguo da anni, la quale si basa sulla meditazione Vipassana.

Un piccolo accenno sulla meditazione Vipassana
E’ una delle più antiche tecniche di meditazione dell’India; fu, infatti, riscoperta ed insegnata più di 2500 anni fa come metodo per superare ogni tipo di sofferenza, un’arte di vivere.

Il termine Vipassana significa “vedere le cose in profondità, come realmente sono“.

Premetto che questo articolo non vuole spiegare o descriverwwe la meditazione Vipassana, ma è un racconto della mia esperienza di meditazione quotidiana, la quale, come dicevo in precedenza, cerca di avvicinarsi alla meditazione Vipassana.

Come la pratico
Prima di tutto, è necessario trovare una posizione comoda e il più possibile silenziosa. Nel caso in cui si scelga di stare sdraiati, consiglio di mantenere la testa leggermente piegata con il mento verso il torace (ad esempio usando un cuscino). Consiglio di praticare la meditazione ad occhi chiusi per evitare di essere distratti da stimoli visivi.

La mia pratica quotidiana si suddivide in tre fasi: una fase preparatoria (Anapana), una fase di meditazione, una fase conclusiva (Metta).

La fase preparatoria è un momento di “centratura“, di “connessione” con la propria interiorità e si svolge attraverso una respirazione consapevole.

Cercando di rimanere immobili portiamo l’attenzione sul respiro cercando di non alterarlo, cioè di mantenerlo naturale: ci limitiamo ad osservare l’aria che entra ed esce dalle narici.

Lo scopo dell’attività descritta è quello di riportarci a vivere il momento presente, il qui e ora, ovvero l’unico tempo che esiste veramente. Gli altri momenti che siamo abituati ad avere tra i nostri pensieri (passato e futuro) sono “illusioni” prodotte dalla nostra mente.

Dopo qualche secondo di pratica, ci accorgeremo di aver perso la concentrazione e di pensare, ad esempio a quello che abbiamo fatto durante la giornata o a quello che dovremo fare domani.

Ma non preoccupiamoci / scoraggiamoci: è del tutto normale. Semplicemente, magari con un sorriso, riprendiamo a concentrarci sul nostro respiro.

Con il tempo e l’allenamento, la capacità di concentrazione, e quindi la capacità di essere a nostro agio nel momento presente, continuerà ad aumentare.

La fase di meditazione.

Mantenendo la concentrazione, portiamo l’attenzione alla testa e cerchiamo di osservare tutte le sensazioni che si riescono a percepire da quell’area.

L’osservazione dev’essere priva di giudizio: stiamo semplicemente osservando.

Inizialmente, probabilmente, ci sembrerà di non sentire alcuna sensazione.. ma cerchiamo di sentire con più attenzione, in quanto l’assenza di sensazioni non è possibile; siamo soltanto poco allenati ad ascoltarci.

Come prima osservavamo il nostro respiro senza alterarlo, ora osserviamo le nostre sensazioni accettandole per come sono, cercando di dimenticare le “etichette” che abbiamo collegato loro fino ad oggi, senza reagire; siamo osservatori “distaccati”.

Una volta individuate delle sensazioni, facendo la stessa attività, portiamo l’attenzione alle braccia; successivamente al torace, alla pancia, alle gambe ed ai piedi.

Fatto questo “percorso“, lo rifacciamo all’inverso, quindi partendo dai piedi e andando su fino alla testa.

Ripetiamo questa attività più volte, con calma e senza innervosirci se abbiamo l’impressione di “non riuscire“.. semplicemente, ricominciamo con un bel sorriso 🙂

Con l’allenamento, la sensibilità e la velocità di percezione delle sensazioni del nostro corpo aumenterà e potremo frazionare le aree di osservazione (testa, braccia, torace, pancia, gambe, piedi) in parti sempre più piccole in modo da sentire sempre con più precisione.

Praticando questa tecnica, senza accorgercene, diamo a noi stessi degli insegnamenti che nessun altro può offrirci, poiché l’esperienza diretta è il maestro per eccellenza.

Vediamoli insieme.

  • Impariamo a conoscerci e ad ascoltarci senza giudizio, onestamente.
  • Conosciamo l’accettazione.
  • Apprendiamo l’impermanenza delle sensazioni. Tale caratteristica è propria di ogni elemento dell’universo: tutto ciò che ha un inizio è destinato a finire.. è come una ruota che gira; non a caso, il simbolo della meditazione Vipassana è proprio una ruota.
  • Capiamo come gestire le sensazioni in modo distaccato, senza avversione, senza desiderio, senza attaccamento. Chi insegna la meditazione Vipassana, sostiene che la comprensione profonda di questo concetto porta alla conoscenza di una difficile (da comprendere e da accettare) verità: “il desiderio è la causa prima d’ogni sofferenza“.

La fase conclusiva, è la fase chiamata “Metta” che letteralmente significa “amore e gentilezza non condizionate“, “amore universale, infinito, senza limiti“.

Sorridendo, inviamo amore e gratitudine agli altri, al resto del mondo con delle affermazioni. Qualche esempio:

  • la mia famiglia vive nell’armonia e nell’amore
  • dono tutto l’amore e la gioia che ho agli altri
  • percepisco amore e serenità intorno a me

Il Metta ha lo scopo di diffondere amore ed energia positiva nel mondo. Sembra impossibile, ma è incredibile quanto benessere proveremo nel fare questa attività.

Sempre sorridendo, riapriamo gli occhi e facciamo un respiro profondo.

Concludo con qualche piccolo consiglio da affiancare alla meditazione, per rafforzarne i benefici.

  • Cerchiamo di apprezzare e di sfruttare i rari momenti di silenzio che si presentano durante la giornata.
  • Facciamo qualche servizio utile agli altri. Per la meditazione Vipassana, questo elemento è parte della tecnica stessa.
  • Mangiamo meno carne.
  • Evitiamo droghe e/o intossicanti

 

« Non chi vince mille volte mille uomini in battaglia, ma colui che conquista la propria mente è un vero vincitore ».
Dhammapada (v. 103)

Spero, come sempre, che questo articolo possa essere utile 🙂

Per ogni nota, appunto o domanda, non esitare a scrivermi a info@lamentemente.com o sulla pagina Facebook “La Mente Mente: ne sarò davvero felice.

Buona vita e buona meditazione.
Alessio.

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