Set 30

La mia idea di decrescita felice

La mia idea di decrescita felice

La mia visione della decrescita è ovviamente del tutto personale, e quindi opinabile, ma vorrei ugualmente illustrarla.

La mia decrescita felice, e sottolineo felice, è cominciata per un motivo prettamente economico, anche se conoscevo già l’argomento e sapevo che prima o poi ci sarei arrivata.

A un certo punto della mia esistenza, ho dovuto forzatamente accelerare questo processo, e non poco.

Questo cambio di marcia mi ha permesso di vedere, scoprire, capire e apprezzare meglio questo straordinario mondo, fatto non solo di economicità – si risparmia molto denaro a utilizzare questo stile di vita – ma anche di ecologia – si inquina decisamente meno -, di rispetto per le cose – gestisci i tuoi beni materiali come fossero unici, irrinunciabili, sacri perché cambiarli anziché recuperarli sarebbe un costo economico e ambientale troppo alto -, di rispetto per le persone e per tutto il creato – perché se inquini di meno, inquini meno anche loro: il mondo è di tutti, non solo nostro!

Ritengo che i termini «ecologia», «biologico» e «naturale» siano troppo spesso utilizzati per farci credere cose non reali e, non di rado, vengono associati a prodotti che non hanno nulla a che vedere con ciò che significano!

Di frequente, il riciclo creativo di creativo ha molto, ma di riciclo ben poco.

Se, per esempio, recuperiamo una cassetta di legno, dovremo acquistare dei colori per dipingerla (quasi certamente colori che, a una attenta analisi dei componenti, risulteranno essere nocivi, benché decantati come acrilici non tossici), quindi spendere del denaro, del tempo e, infine, inquinare (le tinte naturali, infatti, hanno costi decisamente elevati rispetto alle pitture tradizionali).

Un altro esempio: l’autoproduzione di una crema.

Personalmente, utilizzo oli vegetali e cerco di fornirmi di materia prima locale (anche se non sempre è possibile), per evitare che le merci giungano dall’altro capo del mondo. La distanza del prodotto incide non solo sui costi di trasporto ma anche sulla sua qualità: sarà sottoposto a sbalzi di temperatura e rimarrà stoccato a volte per molto tempo.

Cerco di utilizzare, inoltre, le piante officinali – le quali possono essere tranquillamente coltivate sul balcone di casa -, e prodotti di facile reperibilità. Difficilmente troverete nomi strani nelle mie preparazioni: la semplicità è il primo pilastro, in termini qualitativi, organizzativi e di portafoglio, per una decrescita felice!

Nel mio piccolo, cerco sempre di pormi questa domanda: «I nostri avi avevano questo prodotto?». Se la risposta è no, allora posso tranquillamente farne a meno.

Un tempo non avevamo il burro di karité ma solo olio di oliva, eppure le creme venivano comunque prodotte!

Questo non per dire che non lo si possa utilizzare, ma solo per far capire la mia «politica aziendale casalinga».

Questa è la decrescita che cerco di praticare, non solo per motivazioni etiche ma per utilizzare al meglio le mie risorse economiche.

Spesso la decrescita viene talmente decantata che si perde di vista il suo vero scopo (o, almeno, quello che io ritengo sia): lo si fa solo per marketing, per moda, senza valutare bene i pro e i contro di un determinato comportamento o di un prodotto.

Per esempio, autoprodurre il detersivo per i piatti con i limoni, l’aceto, il sale e l’acqua, spesso costa di più di un detersivo chimico acquistato al discount. Per cui, di solito, lo preparo quando trovo i limoni in superofferta e ne produco una grande quantità, conservandolo in vasetti di vetro come fosse marmellata (quindi sottovuoto e sterilizzandolo). In questo modo consumo meno tempo: lo preparo una volta e per mesi ho la scorta. Il discorso dei costi ovviamente decade se si parla del Sud Italia, dove si hanno limoni in quantità superiori e a costi molto bassi!

Insomma, è vero che decidendo di praticare la decrescita ogni singola scelta deve essere ragionata con molta attenzione e maggiore consapevolezza, ma è anche vero che poi è bello arrivare a capire il perché e il come delle cose. Ognuno di noi, quando acquista un prodotto vota; vota quella marca, quel supermercato, vota quel modo di vivere, in definitiva.

Valutiamo bene, quindi, perché… volere è potere!

Tratto da Vivere in 5 con 5 Euro al Giorno di Stefania Rossini.

 

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