Set 03

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Ogni giorno conosciamo persone che ci accarezzano l’anima con la loro sensibilità, delicatezza, e non sai se è il tempo di un giorno di un mese o per un lungo periodo della nostra vita.
Arrivano, per una coincidenza, per quella strada presa piuttosto che un’altra, per il destino che dovevano arrivare, e non sai mai se sono arrivate nel momento giusto oppure non era il momento.

Arrivano, e come le foglie germogliano dandoti i colori della loro vita, ti dissetano ogni giorno l’anima, ci insegniamo a sentire il vento sulla pelle, a riconoscere le stelle, ci regaliamo sorrisi e momenti malinconici, ci guardiamo il mondo con rimpianto, insieme, con vele ammainiate pian piano ci doniamo colori sbiaditi dal tempo passato.

Ci insegniamo i passi, uno alla volta, come due perfetti equilibristi camminiamo ogni giorno quasi mano nella mano, con le suole delle scarpe ormai consumate dai tanti percorsi fatti.

Ma all’amore molte volte bisogna cambiargli il nome, bisogna dargli il nome di non poterlo raccontare insieme,
allora ci insegniamo i silenzi, gli adii, ci insegniamo a riempire gli spazi, anche i più dolorosi, l’amore è anche questo, insegnarci a non poterci amare, e alla fine il “vuoto” è quello che resta, non quello che hai lasciato e portato via con te…..

Amore Chiama Amore Risponde Cristiana Dalla Zonca Amore Chiama Amore Risponde

Cristiana Dalla Zonca

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Questo è un romanzo che parla direttamente al cuore. Una testimonianza profonda e bellissima sul vero significato della famiglia, su quanto contino le scelte del passato e sulla grandiosa possibilità di riscegliere in ogni istante cosa vogliamo essere.

Il giorno del suo rientro a casa, sono tutti in salotto che la aspettano impazienti. I suoi tre figli adolescenti, suo marito, perfino il grasso cane Loki che le corre incontro creando il solito trambusto.

Vittoria è lì, sul suo divano, tra i suoi affetti più cari, eppure non li riconosce. Da quando ha perso la memoria, fa di tutto per indovinare chi sono e cosa vogliono, ma il volume troppo alto della radio o il piano della cucina in disordine la tradiscono, ed è chiaro a tutti che la mamma e la donna di prima non ci sono più.

Mentre le sedute con la sua algida psicanalista aprono i primi squarci sul passato, Vittoria si aggira per casa spalancando armadi e cassetti per scoprire che la donna che era non le corrisponde per niente: quei maglioncini tutti uguali e dai colori sbiaditi, pacchi di cibo a basso contenuto calorico, il circolo borghese delle amiche dell’aperitivo.

Che cosa è diventata? Come uscire dalla gabbia dorata in cui si sente oppressa? Vuole veramente ricordare?



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