Feb 26

Noi siamo un perfetto intreccio di vite parallele

«È dubbio se credere nel Fato o nel libero arbitrio faccia una gran differenza nell’agire di una persona, ma ne fa di certo per quanto riguarda il suo temperamento e la sua interiorità, poiché conferisce il proprio stampo alla forma della sua Anima».

Sri Aurobindo

La parola karma significa “azione”.

[..] Per poter vivere dobbiamo agire. Pensare e desiderare, sono già azioni. Noi agiamo, sentiamo la necessità di agire. Anche quando rincorriamo un sogno, un ideale, realizzarli significa trasformarli in azione; anche quando dobbiamo soddisfare il nulla, dobbiamo opportunamente agire.

La presa di coscienza di tutto ciò, ci porta però inevitabilmente a una seconda riflessione:
sino a che punto, ogni nostra azione è Figlia di un nostro Libero pensiero?
Sino a che punto è Figlia di qualcos’altro, di un’azione, di un Karma, di un Destino, che noi non vediamo, di cui non ne abbiamo assolutamente coscienza, ma percepiamo come una cosa oggettiva dentro e intorno a noi, e che per essa dobbiamo agire?

Molti miei pazienti mi chiedono aiuto per trovare una risposta a questa loro necessità o impossibilità o difficoltà nell’agire; mi chiedono aiuto per capire il loro ruolo, il loro destino, quale azione debbano compiere: il tutto, per chetare spesso un malessere interiore che percepiscono ma non riescono a vederlo.

Percepire, vedere e capire il legame tra il nostro agire e l’agire del mondo, è l’inizio della presa di coscienza; agire in accordo con ciò che sta intorno a noi è prendere coscienza.

Negli anni ho compreso che ognuno di noi ha un Karma, ossia “un qualcosa” da portare a termine, una spinta interiore che ci condurrà a camminare in mezzo o ai lati della strada. Il Karma è forse quel “qualcosa” cui non possiamo sottrarci.

Sin da studente, ho cercato di osservare il Mondo, sia con occhio attento all’aspetto magicoed energetico di ogni manifestazione della vita, sia con occhio meccanicistico, ove tutto è conseguenza di una struttura preconfezionata e preesistente all’evento stesso. Nel mio agire da ricercatore, ho sempre accolto la presenza di entrambi i fenomeni contemporaneamente, ho sempre cercato di immaginarli uno conseguenza dell’altro, uno integrante dell’altro.

Il Karma esiste forse perché fa parte della nostra stessa natura di esseri pensanti animali mammiferi.

Per anni mi son posto la domanda – soprattutto da ragazzo durante le interminabili nottate passate a osservare il cielo, a metà strada tra la piena tristezza e l’esaltazione di essere h presente e far parte di quell’immenso Universo stellato che si manifestava davanti ai miei occhi, ai miei sensi – se il Karma, il Destino, lo svolgere della Nostra Vita, dipendesse da “Qualcosa” che stava al di fuori di Noi, come un Dio immanente che riempiva una lavagna di compiti e ruoli da distribuire a tutti, o se nascesse da un “Qualcosa” dentro di Noi e quindi dipendente da Noi, quindi una nostra Creatura?

Oggi, come ricercatore, sono giunto a una conclusione: il Karma è sicuramente una sensazione oggettiva, emotiva, che nasce da strutture biologiche interne nostre, come la sensazione della fame.

Il nostro corpo produce sensazioni emotive oggettive che non possono essere soppresse o negate all’infinito. Dobbiamo iniziare a comprendere che non esistono solo i cinque sensi (tatto, olfatto, gusto, udito e vista), ma ne esistono forse altri che esulano dai cinque organi di senso (pelle, naso, bocca, orecchio e occhio) e dal Sistema nervoso sovra-corticale. Esistono organi di senso viscerali che ci danno informazioni viscerali, dunque irrazionali, ma non per questo non esistenti o di minor importanza.

[..] Io mi vedo un Sistema Biologico in accordo con chi mi ha preceduto e con chi verrà dopo di me; ogni qual volta, nel mio vivere la mia epoca, io modificherò il mio sentire emotivo, inevitabilmente modificherò il sentire emotivo in chi vivrà al mio fianco e di chi verrà dopo di me. Ogni qual volta io modificherò l’immagine emotiva dei miei Genitori e dei miei Antenati, io donerò una memoria emotiva del passato differente ai miei discendenti.

Modificando il mio sentire emotivo, modifico sia in me e sia in chi vive intorno a me, il suo interagire emotivo verso il mondo e verso gli altri.

[..] Questo forse è il Karma. È la somma di tutte queste emozioni viscerali, che ci portano ad agire per mezzo di pulsioni, oggettive ma non traducibili dal nostro sistema razionale. Figlie della nostra storia Filogenetica, ove al suo interno possiamo trovare, come un pozzo, che per un confluire infinito di canali, poi mescola il tutto in una sensazione.

Ogni nostra Azione dunque è Figlia di una necessità precedente al nostro stesso nascere, è Figlia di una necessità del nostro essere oggi, ed è Figlia di una necessità del divenire di un futuro, che solo apparentemente non c’è, ma è parte integrante e stimolante dell’intero sistema.

Noi siamo un perfetto intreccio di vite parallele (il nostro presente) e di vite in serie (il nostro essere diventato e divenire).

Tratto da: Ti Permetto di Far Parte di Me

Ti Permetto di Far Parte di Me Andrea Penna Ti Permetto di Far Parte di Me

 

 

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Andrea Penna

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Chi siamo, dove andiamo, da dove arriviamo?

Sono le domande che accompagnano l’esistenza di tutti noi da sempre.

L’autore dopo anni di ricerche ha maturato l’immagine di un filo che ci accompagna e ci lega Tutti. Da un uomo di scienza ha identificato questo filo nel nostro Istinto, nella nostra natura biologica, integrata in un ecosistema che può arrivare sino all’Universo.

Il rapporto tra Noi e questo Istinto immerso nell’ecosistema generale, è direttamente proporzionale al nostro stato di tranquillità interiore.

Il filo che collega tutti noi e tutti quelli che ci hanno preceduto, e ci collega al sistema Terra in cui viviamo, è il Destino o Karma, la ragione per cui siamo qui biologicamente.

Oggi possiamo dire che il nostro Agire o Karma non è più qualcosa di misterioso e mistico. E la memoria di tutti coloro che amorevolmente ci hanno preceduto e, in qualche modo, aspettano una nostra approvazione.

“Noi siamo un campo energetico emotivo, che si manifesta per mezzo di un corpo”.



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