Nov 05

Un racconto tra madre e figlia

La piccola Arianna, era passata dal seggiolone ai primi passi, con la sua bella dose di cadute e ginocchia sbucciate, come succede a tutti i bimbi. In quelle occasioni di solito la mamma apriva le braccia e le diceva: “Vieni da me!”.

Allora Arianna andava a gattoni verso di lei, le saliva sulle ginocchia e mamma e bambina si abbracciavano.
La mamma le chiedeva : “Sei la mia bambina?”.
Piangendo Arianna faceva “si” con il capo. Poi aggiungeva: “La mia dolce nespolina Arianna?”. La bambina annuiva ancora, ma con un sorriso.
La mamma, infine, le diceva: “E io ti voglio bene, sempre, in eterno e ad ogni costo!”.
Dopo una risata ed un abbraccio, la bambina era pronta per un’altra sfida.

Anche a cinque anni Arianna continuava a ripetere la scenetta del “Vieni da me” per le ginocchia sbucciate e i sentimenti feriti, per scambiarsi il “buongiorno” e la “buonanotte”.
Un giorno capitò alla mamma di avere una giornataccia. Era stanca, irritabile e stressata dall’impegno che richiede prendersi cura di un marito, di una bambina di cinque anni, di due ragazzi adolescenti e del lavoro che svolgeva da casa. Ogni volta che squillava il telefono o che suonavano alla porta arrivava del lavoro che l’avrebbe impegnata per un giorno intero e che doveva essere fatto immediatamente. Raggiunse il punto di rottura nel pomeriggio e si rifugiò in camera a piangere in santa pace. Arianna corse subito a cercarla e le disse: “Vieni da me”.
Si accoccolò vicino alla mamma, mise le manine sulle sue guance bagnate dalle lacrime e disse: “Sei la mia mamma?” Piangendo la mamma fece “sì” col capo. “La mia dolce nespolina mamma?”. Sorridendo la donna fece “sì” con il capo.
“E io ti voglio bene, sempre, in eterno e ad ogni costo!”.
Una risata, un abbraccio e anche la mamma era pronta per la prossima sfida.

di Bruno Ferrero

Mi Fido di Te Magda Maddalena Marconi Mi Fido di TeI segreti per fidarsi di se stessi e gli altri: amici, partner, figli e genitoriMagda Maddalena Marconi

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Creare le basi della fiducia fin da quando il rapporto sta nascendo è molto importante.

Il rapporto che si andrà a stabilire può essere di qualsiasi natura ma sempre tra due esseri umani e mai tra una persona e un gruppo, in quanto nel gruppo esistono tante originalità – tante persone – che non devono perdere la loro responsabilità di rispondere in prima persona a ciò che decidono di fare o di non fare.

Eppure la fiducia non nasce spontaneamente ma si forma grazie a un processo relazionale in cui avviene qualcosa di molto importante tra due persone: chi offre la fiducia e sottintende “mi fido di te”, e chi offre l’affidabilità e lascia intendere “puoi fidarti di me”, possibilmente in una dinamica reciproca.

L’importanza della seduzione sana e il rischio di quella insana, è un argomento che viene trattato per comprendere meglio cosa significhi fidarsi di qualcuno. Esistono alcune modalità per sviluppare la capacità di essere affidabili e di capire quando gli altri lo sono: la fiducia reciproca prevede che ci si ponga sullo stesso piano relazionale decidendo di essere in buonafede e volendo che si crei una serena sicurezza in cui le due persone si abbandonano l’una all’altra, fiduciosamente.

Nel fidarsi, quindi, esistono due entità: una persona che si fida e un’altra che risulta affidabile.

Se la persona creduta affidabile tradisce le aspettative della persona che si fida, si distrugge una relazione che difficilmente si ripristina, pur nel corso del tempo, su nuove basi. Ciò che è perso non viene più recuperato e, nella dinamica del fidarsi, chi tradisce le aspettative della persona che si fida, allontana quest’ultima per sempre.



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Ott 30

Lavoro & Allatto

“Lavorare e allattare può essere il primo passo di un’inversione di tendenza
nella cultura e nel mondo della produzione che chiede alla donna di essere madre o lavoratrice.”

Io non ho potuto allattare perchè sono dovuta rientrare al lavoro quando il mio bimbo aveva tre mesi”.
Mamma Giorgia

Ho iniziato presto a sostituire alcune poppate con il biberon, perchè la mia bambina doveva abituarsi in vista del mio rientro al lavoro”.  Mamma Michela

E ancora: “Volevo allattare a lungo, ma quando sono tornata in ufficio il latte in poche settimane è andato via”.
Mamma Emma

Quante mamme, come Giorgia, Michela ed Emma, hanno rinunciato all’esperienza dell’allattamento o non sono riuscite a nutrire al seno come avrebbero voluto perchè sono tornate presto al lavoro??!
Tante. Troppe. Molte di loro lo raccontano con un velo di tristezza ripensando a quei dolci momenti intimi con il loro bimbo. Alcune ricordano con amarezza il loro “allattamento mancato”, per altre si è trattato di un “male necessario”, per cui non c’era alternativa.

In realtà, allattare e lavorare si può. Non solo. Proprio l’allattamento può rappresentare un valido alleato della mamma e del bambino che si trovano ad affrontare l’esperienza delicata del distacco. Solo che non lo sappiamo. Perchè nella nostra società si tende a pensare che allattamento e lavoro siano incompatibili o comunque difficilmente conciliabili.

Quante domande, e quanti pensieri abbiamo noi mamme, per imparare a gestire l’essere madre e lavoratrice. Assorte nei nostri pensieri ci poniamo mille domande..
Posso tornare a lavorare dopo la nascita del bambino e continuare ad allattarlo?
Come faccio a tirarmi il latte sul posto di lavoro?
La legge italiana sostiene la mia scelta di allattare? E come?
Il biberon è sempre necessario?
Posso uscire la sera se mio figlio prende il latte la notte?
Il latte materno può essere conservato?

Queste sono alcune delle domande che sono certa in molte ci siamo fatte.
Lo sappiamo, continuare ad allattare e rientrare al lavoro, per la neomamma, è tanto difficile quanto importante:
importante perché, continuando ad allattare, il legame madre-figlio si mantiene forte, fatto si di nutrimento, anticorpi ma anche benessere psicologico per entrambi;
difficile perché, una volta rientrata in quel tran-tran quotidiano lavorativo, si può subirne un distacco traumatico e stress che possono far desistere dal continuare ad allattare il piccolino rimasto a casa.
Ecco che Tiziana Catanzani, nel suo libro Lavoro & Allatto, ci aiuta, con la prima guida pratica che offre risposte, semplici, concrete ed davvero efficaci per sostenere la scelta di molte mamme di lavorare e allattare.

Al suo interno, pagina dopo pagina, troviamo tutte le indicazioni per estrarre il latte, prenderci cura del seno, preparare una scorta, offrire il latte tirato al bebè mentre siamo al lavoro.
Ma nel libro si parla anche delle emozioni di tutte noi, donne che si troviamo ad affrontare il primo distacco dal nostro piccolo e delle reazioni del bambino che si trova ad affrontare questa importante novità. L’autrice poi passa in rassegna anche quelle possibili risposte ai dubbi più comuni, come: a chi affidare il bimbo? E come gestire i rapporti con la figura che si prende cura del piccino?

Quindi, se ti stai chiedendo, “Posso tornare a lavorare dopo la nascita del bambino e continuare ad allattarlo?
La risposta è sì!

«Lavorare e proseguire l’allattamento si può.
Basta conoscere alcune fondamentali regole di buonsenso
e di organizzazione per gestire la separazione dal neonato,
il suo affidamento ad altri familiari e/o all’asilo,
la sua nutrizione in assenza della mamma».

Sono una grande fan dell’allattamento al seno e dei grandi vantaggi che ne dona al piccolo, lo consiglio a tutte le mamme e sono fermamente convinta che tutte (o quasi) le donne con il giusto supporto e sostegno hanno il latte, ma sono altrettanto convinta che per essere madri, ognuna di noi deve ascoltare il cuore.
Il manuale di Tiziana, grazie alla sua competenza sul sostegno all’allattamento, costruita in anni di studi ed esperienze, fornisce informazioni, consigli e tecniche per poter scegliere, con tutta la dovuta serentà se, come e quando allattare, tenendo conto in primis, del benessere di entrambi, mamma e bambino :)

Lavoro & Allatto nasce per l’importanza di offrire alle donne le informazioni necessarie per riuscire, se lo desiderano, a continuare ad allattare. E’ anche importante cambiare pian piano la cultura della nostra società che troppo spesso tende a mettere in secondo piano le esigenze di noi mamme e dei nostri bambini,  non offrendo strumenti adeguati alle madri lavoratrici per aiutarci a far conciliare lavoro e affetti, realizzazione professionale e cura del loro bambino…

Ricordate, allattare ha sempre un gran valore, anche quando lo si fa per un giorno solo!
Buona fortuna e buona crescita con i vostri bimbi!

Recensione di una mamma, che lavora e allatta, come tante :)

Lavoro & Allatto Lavoro & AllattoMetodi semplici ed efficaci per farlo bene e senza stress

 

Tiziana Catanzani

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In Italia ancora oggi la maternità è percepita come fatto privato nonostante nei principi teorici si affermi il contrario. A fronte di una legislazione in materia di tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori tra le più avanzate del mondo, nel nostro Paese è drammaticamente alta la percentuale delle donne che smette di lavorare dopo la nascita di un figlio e la maternità è al primo posto tra le cause dell’abbandono. Tra le sopravvissute che fine fa l’allattamento?

Lavorare e proseguire l’allattamento si può! Basta conoscere alcune fondamentali regole di buonsenso e di organizzazione per gestire la separazione dal neonato, il suo affidamento ad altri familiari e/o all’asilo, la sua nutrizione in assenza della mamma.

In questo manuale una Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC risponde in modo semplice e diretto ai tuoi dubbi più frequenti



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Ott 10

Come ascoltare il tuo angelo custode - Doreen Virtue

“Non li disturbi nè sprechi il loro tempo
se gli chiedi dei “piccoli favori”.
Sanno benissimo che spesso le preoccupazioni minori
si sommano ai problemi più grandi,
per questo è un piacere per loro aiutarti
a superare gli ostacoli che incontri sul tuo cammino.”

Leggendo questa frase è chiaro come chiunque sia in grado di ascoltare gli angeli, basta solo avere fiducia e smettere di dubitare.
Leggendo i libri di Doree Virtue senti davvero gli angeli vicino a te che ti parlano attraverso le sue parole, ma sopratutto ci insegna a comunicare con gli angeli in modo da riconoscere facilmente le visioni, le parole, i pensieri e le sensazioni che ci vengono comunicate dalle nostre guide divine.

Se ti stai chiedendo anche tu ma come faccio a sentire il mio angelo?
Perchè una volta compreso che loro sono con noi, che ci comunicano in qualche modo, una volta raggiunta questa consapevolezza, come si fa a trovare la soluzione?
Con il libro Come Ascoltare il Tuo Angelo, l’autrice, ci insegna proprio ad imparare a comprendere la differenza tra i messaggi angelici e quelli ispirati dall’ego.

Può capitare sopratutto le prime volte che si tenta di comunicare con il proprio angelo, dubbi e paure possano scoraggiarci e convincerci che non li sentiremo mai o che magari è tutto sciocco quello che stiamo pensando. Doreen, in questo libro, invece ci guida a distinguere l‘amorevole guida angelica dalla voce del nostro dubbioso e pauroso ego.

Diverse sono le tecniche per contattare gli angeli o per riconoscere i loro segni quando li “chiamiamo”;
Nel libro “Come Ascoltare il Tuo Angelo” vengono descritte tutte le varie e semplici tecniche per prepararci alla comunicazione angelica.
Quattro sono i modi con il quale i nostri angeli possono inviare, o tentare se noi siamo in grado di cogliere, i loro messaggi.

Le loro risposte ci possono arrivare attraverso: percezioni o sensazioni, visioni, pensieri oppure con suoni o voci
Per chiarirci le idee, per ognuna di queste possibilità di risposta, Doreen fa una lista indicandoci in modo chiaro quando una sensazione può essere vera o falsa (creata cioè dal nostro ego). Ad esempio, se questa sensazione ci fa sentire bene, protetti, al sicuro, al caldo, siamo sulla strada giusta.
Al contrario se abbiamo la sensazione di insicurezza, sentiamo freddo o avvertiamo tensione oppure abbiamo paura è proprio un segno che il nostro ego sta manipolando i nostri pensieri ;)

Gli Angeli sono messaggeri d’amore e hanno davvero tanti doni in serbo per noi, per cui è davvero importante che impariamo a ricevere chiaramente i messaggi che i nostri angeli custodi ci inviano.
Cominciare a parlare con loro e chiedere il loro aiuto in ogni momento “difficile” della giornata, ci aiuterà a cambiare in meglio la nostra vita.
Con l’aiuto degli angeli, la nostra crescita personale e spirituale può essere molto piacevole e molto più veloce.

“Se chiediamo ai nostri angeli di guidarci o
di darci delle risposte, non li disturbiamo affatto.
[..] Se pensi che staresti più in pace con te stesso
se ricevessi un aiuto economico,
se vivessi una grande storia d’amore o
se trovassi un lavoro più stabile,
stai pure certo che gli angeli sono all’opera
per aiutarti proprio a realizzare tutto questo.”

C’è chi li vedrà, chi li sentirà, chi li percepirà e così via.
Dobbiamo solo affinare i nostri 5 sensi.
Dobbiamo imparare ad amplificare il nostro senso della vista e dell’udito.

Spesso riceviamo dei messaggi angelici ma non ci faciamo caso. Invece, se siamo intenzionati ad ascoltare gli angeli è il caso di prestare si attenzione ai propri pensieri ma anche alle coincidenze e alle sincronicità che appaiono lungo la nostra strada.

Dopo aver letto questo libro abituatevi, ogni volta che incontrate una difficoltà, a chiedere agli angeli, le vostre guide, l’aiuto. Sarà molto più facile ed immediato trovare le soluzioni ai problemi che vi tormentano.

Tutti noi abbiamo un angelo custode, è giunto il momento di entrare in contatto e comunicare con il tuo!
Anche se sei scettico all’inizio, non c’è nulla di male nel fare un tentativo..non te ne pentirai :)
Gli angeli custodi attendono pazientemente al tuo fianco,
per agevolarti e guidarti attraverso gli ostacoli della vita di tutti i giorni.
Chi non ha bisogno di essere ascoltato e aiutato di tanto in tanto?

Buona lettura e buon ascolto :)

Come Ascoltare il Tuo Angelo Doreen Virtue Come Ascoltare il Tuo Angelo

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