Feb 20

Molto tempo fa la gente era felice?!

“Molto tempo fa il mondo era molto diverso da come lo vediamo ora.
C’erano meno persone e si viveva più vicini alla terra. La gente conosceva il linguaggio della pioggia, dei raccolti e del Grande Creatore. Sapeva perfino parlare alle stelle e ai popoli del cielo. Era consapevole del fatto che la vita è sacra e proviene dal matrimonio tra Madre Terra e Padre Cielo. A quel tempo, c’era equilibrio e la gente era felice. (…)

Poi accadde qualcosa.
Nessuno ne conosce il vero motivo, ma la gente cominciò a dimenticare la propria identità.
In quel processo del dimenticare, tutti cominciarono a sentirsi separati – dalla terra, dal prossimo e perfino dal Creatore. Si erano perduti e andavano alla deriva nella vita, privi di direzione e senza un collegamento. In quella condizione di separatezza, cominciarono a credere di dover lottare per sopravvivere e per stare al mondo, di doversi difendere da quelle stesse forze che avevano dato loro la vita e con cui avevano imparato a convivere in armonia e fiducia. Ben presto, tutta la loro energia confluì nello sforzo di proteggersi dal mondo esterno, anzichè di fare pace col loro mondo interiore. (…)

Anche se avevano dimenticato chi erano, il dono lasciatogli dai loro avi era rimasto in loro.
Gli restava dentro ancora vivo, un ricordo. Nei loro sogni, di notte, sapevano di avere il potere di guarire i loro corpi, di far cadere la pioggia quando ne avevano bisogno e di parlare con gli antenati.
Sapevano di essere in grado in qualche modo, di ritrovare il loro posto nell’ambiente naturale. Mentre cercavano di ricordare chi fossero, cominciarono a costruire all’esterno di sé le cose che si collegavano alla loro identità interiore. Col passare del tempo fecero persino delle macchine capaci di guarirli, realizzarono sostanze chimiche per far crescere i raccolti e tesero lunghi fili per comunicare a distanza. Più si allontanavano dal potere interiore, più nelle loro vite si accumulavano tutte le cose che, secondo loro, potevano dare la felicità.”
(…)

“Come va a finire il tuo racconto?” chiesi al saggio.
“Alla fine la gente riuscì a recuperare il potere personale e a ritrovare la propria identità?”
Ormai il sole era scomparso dietro le pareti rocciose del canyon e finalmente potevo vedere il volto di chi mi parlava. Ritto davanti a me, dopo aver udito la domanda l’uomo dalla carnagione abbronzata fece un ampio sorriso.
Rimase in silenzio per un momento, poi sussurrò:
“Nessuno lo sa, perchè la storia non è ancora finita. Il popolo che ha smarrito se stesso era quello dei nostri antenati e noi siamo quelli che scriveranno la parola fine. Lei che ne pensa…?”.

Tratto da “La Matrix Divina” di Gregg Braden

Il Linguaggio della Matrix Divina - DVD Gregg Braden Il Linguaggio della Matrix Divina – Videocorso in DVD

Come conoscere e esplorare il Campo delle Infinite Possibilità

Gregg Braden

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“Vuoi ottenere abbondanza spirituale e materiale, rapporti umani soddisfacenti, sviluppare le tue più profonde passioni e raggiungere i traguardi più alti?”

Una potente forza dell’universo vive dentro di noi. E’ il grande segreto della creazione, il potere di creare nel mondo ciò che immaginiamo, attraverso i nostri convincimenti… Spetta a noi prenderne consapevolezza.

Possiamo essere molto più di semplici viandanti che per un breve arco di tempo si “lasciano vivere”: possiamo diventare dei veri partecipanti alla creazione e di tutto ciò che ci circonda..

Ma come è possibile? Gregg Braden in questo video-corso (è la ripresa dal vivo del seminario tenuto in Italia in primavera) spiega in ogni dettaglio con straordinaria chiarezza e profondità come conoscere ed esplorare l’esistenza di quel campo dalle infinite potenzialità (Matrix, o campo quantico, o Coscienza) e soprattutto come comprenderne il funzionamento e il suo linguaggio per imparare ad usarlo per portare gioia, guarigione e pace nella nostra vita e in quella di tutta l’umanità.

L’Autore riesce a fondere in una sinergia estremamente originale ed esplosiva le più recenti scoperte scientifiche della fisica quantistica e la più grande saggezza spirituale perduta o nascosta nei secoli per riconsegnarci le segrete tecniche che portano a miracoli di guarigione e di pace condividendo esperimenti indiscutibili e risultati che il pubblico può vivere in prima persona.

Esiste un campo di energia – la Matrix Divina – che rappresenta il contenitore, il ponte e lo specchio per tutto ciò che accade tra il nostro mondo interiore e il mondo esterno, frutto delle nostre convinzioni più vere e talvolta più inconsce.

Se comprendiamo il funzionamento di questa antica rete di energia ed usiamo un linguaggio adatto affinché essa sia in grado di riconoscere quando comunichiamo i nostri desideri, non abbiamo limiti: attraverso la pace e compassione, possiamo farne una tecnologia interiore delle emozioni, dell’immaginazione e dei sogni.

Secondo Braden ci basta solo un minuscolo mutamento per diventare gli architetti del nostro mondo e del nostro destino, gli artisti cosmici che dipingono le loro certezze interiori sulla tela dell’universo.

Attraverso l’utilizzo di chiavi consapevoli, ci vengono insegnati gli strumenti per tradurre i desideri più puri del nostro cuore nella concreta trasformazione della realtà. Noi abbiamo solo il compito di conoscere e di sapere come funziona la Matrice Divina, imparare il linguaggio che lei riconosce per iniziare a trasformare la realtà dentro e fuori di noi ed essere i creatori delle nostre vite e del cambiamento nel mondo attorno a noi. Con questa conoscenza i nostri poteri sono illimitati, il tempo e lo spazio solo delle credenze.



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Feb 17

Non aspettate che sia troppo tardi

Non mi stanco mai di ripetere che dobbiamo ringraziare chi ha cambiato la nostra esistenza e perdonare chi ci ha fatto del male, prima che lasci questo mondo.

Io l’ho fatto con mia madre per l’amore puro e incondizionato che mi ha sempre profuso a piene mani,
e con mio padre per aver condiviso con me la sua saggezza.
Insieme, mi hanno fatto il dono meraviglioso della vita e di un’infanzia felice.
In particolare, li ammirerò sempre per avermi cresciuto come una persona che vive seguendo i propri principi, considerando in qualunque frangente l’onestà e l’attenzione per gli altri.

Mi hanno aiutato a spiegare le ali e a volare verso i miei sogni,
rispettando le mie scelte anche quando ero giovane e inesperto e,
davanti a una mia decisione sbagliata, erano lì pronti a tendermi la mano per rimettermi in piedi,
senza mai giudicare le mie azioni.

Mi permettevano di cadere e imparare la lezione, e mi aiutavano a rialzarmi e a ritrovare l’orientamento.
Era giusto che sapessero quanto gli fossi grato per tutto questo.
Perciò fate come vi dico. Non aspettate che sia troppo tardi.

Siamo soliti rendere omaggio a chi ormai non c’è più con monumenti o lapidi commemorative.
Ma credetemi, se esprimete riconoscenza alle persone che amate quando sono ancora vive,
guardandole in faccia , sarete ricompensati dal sorriso più sincero che potrete ricevere.

Sergio Bambarén da L’Eco del Deserto Azzurro

L'Eco del Deserto Azzurro Sergio Bambarén L’Eco del Deserto Azzurro

Sergio Bambarén

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Molti anni fa Sergio Bambarén ha fatto una scelta di vita a cui forse molti hanno pensato ma per la quale non è facile trovare la forza: si è lasciato alle spalle una favolosa carriera di manager per sposare la natura e gli immensi spazi, primo fra tutti il mare e in particolare l’oceano.

Ha nuotato con i delfini, ha praticato il surf sulle coste più selvagge, ha trovato amici dal cuore generoso. E ha intrapreso una ricerca spirituale che lo ha messo in comunione con creature grandi e piccole, con gli esseri umani che ha incontrato sul suo cammino, e soprattutto con la sua anima.

Proprio durante uno dei suoi viaggi con la tavola da surf, in Marocco, Sergio si è trovato per caso a esplorare un altro oceano, quello di sabbia, uno dei luoghi più magici e avvolgenti della Terra: il deserto. Consigliato da un amico berbero, ha vissuto l’esperienza intensa ed emozionante di immergersi solo nel silenzio di sabbie millenarie, dove è possibile svuotare la mente da ogni affanno quotidiano e ritrovare la semplicità delle cose essenziali.

Lì, Sergio ha incontrato un grande saggio, un leggendario personaggio che lo ha guidato un passo avanti nel cammino coraggioso e a volte arduo verso la scoperta di sé e delle cose che contano davvero. Un passo che ora Sergio condivide con tutti noi.



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Feb 16

Non accontentatevi - Steve Jobs

Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa.
Non perdete la fede, però.

Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto.
Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti.

Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro.
E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate
Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare.
Non accontentatevi.

Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete.
E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano.
Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.

Steve Jobs

Lo Zen di Steve Jobs Lo Zen di Steve Jobs

Forbes, Jess 3

Compralo su il Giardino dei Libri

A metà degli anni Ottanta, dopo aver lasciato Apple, Steve Jobs si trovava in un momento difficile. Le vendite dei suoi nuovi computer Next stagnavano e nel cinico ambiente dei tecnologi e tra i giornalisti economici si mormorava che il suo declino fosse inesorabile.

Fu quello il momento più importante della sua amicizia con Kobun Chino Otogawa, un monaco buddista zen emigrato negli USA dal Giappone all’inizio degli anni Settanta, un innovatore con scarsa considerazione delle regole e con una grande passione per l’arte e il design.

Kobun fu per il buddismo ciò che Jobs rappresentò per il business dei computer, un rinnegato e un anticonformista, così non ci volle molto perché i due diventassero amici.

Questo primo graphic novel dedicato al fondatore di Apple è la rivisitazione immaginaria della loro amicizia e traccia un ideale e originale parallelismo tra gli insegnamenti zen del monaco e i momenti più salienti della vita di Jobs e della storia di Apple.

Con un dialogo spoglio e tavole dal segno calligrafico, e attraverso frequenti flashback e salti in avanti – dagli anni Settanta al 2011 -, il libro racconta come Jobs ha affinato la sua estetica del design attraverso lo studio delle religioni orientali, alla fine abbia preso dallo zen solo ciò che gli serviva, lasciando il resto – compresa l’amicizia con Kobun – dietro di sé.

Una storia coinvolgente e commuovente. Un tassello fondamentale che contribuisce a definire in modo inedito la personalità, le convinzioni e il senso del trascendente del più grande visionario dei nostri tempi.



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