Il mondo che ho visto finora non è la realtà , ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Un corpo per curarmi, un’anima per guarire offre la chiave per interpretare questa risposta e individuare la provenienza di ogni manifestazione fisica, proponendo soluzioni per ritrovare da soli il proprio ottimale stato di salute.
La malattia non è una “sfortuna” o una “punizione“, è semplicemente il modo con cui il nostro corpo ci comunica che lo stress, lo stile di vita, i conflitti psicologici, ne hanno pregiudicato la salute e l’equilibrio.
La malattia è pertanto nostra alleata, in quanto ci permette di ritornare sui nostri passi e riscoprire noi stessi.
Conoscere i processi che conducono alla sofferenza
Multitasking significa, in sostanza, fare più cose contemporaneamente. Stai parlando con qualcuno e nello stesso tempo stai controllando le e-mail: questo è multitasking. Possono esserci due, tre o anche dieci compiti che si sovrappongono.
Spesso mi trovo a fare più cose contemporaneamente, soprattutto quando sono di fronte al computer: le distrazioni sono tante su Internet, e resistere non è molto semplice.
Molte volte anche mentre sto scrivendo un post faccio dell’altro. So che questo è sbagliato e non andrebbe fatto, ma la tentazione è forte.
Quando scrivo un articolo ho sempre una lista di compiti da svolgere in sequenza, per evitare di accavallare due cose: ricerca, scrittura, inserimento immagine, controllo dell’ortografia e formattazione (maiuscolo, paragrafi eccetera). Ma durante ognuna di queste fasi, ecco che spunta fuori l’e-mail o l’amico che mi contatta in chat.
Secondo un esperimento del New York Times, chi pratica multitasking ogni giorno ad alto livello (il che significa anche 10 cose diverse contemporaneamente) è meno attento, meno reattivo, meno concentrato e fa più fatica a filtrare le informazioni rilevanti da quelle inutili. Anche in compiti molto semplici, è stato osservato che concentrarsi solo su una cosa produce risultati nettamente migliori.
Ad inizio articolo ho detto che il multitasking è una droga: e qual è la caratteristica principale di ogni droga? Esatto, la dipendenza!
Secondo uno studio dell’università di Stanford, chi è abituato a fare più cose contemporaneamente ogni giorno farà fatica a staccarsi dall’abitudine. E anche quando dovrebbe concentrarsi o prendersela con calma, non riesce a focalizzare l’attenzione dove servirebbe.
Il cervello ha una specie di centro di controllo, all’interno del quale vengono smistate le informazioni e viene deciso come e quando processarle. Purtroppo la nostra mente nella storia della sua evoluzione non si è mai trovata a dover fare i conti con una così grande mole di dati e informazioni, e se non stiamo attenti potrebbe andare in tilt.
Facebook, Twitter, e-mail, feed RSS, cellulare, chat e via così, tutte cose che contribuiscono a mandare in palla il centro di controllo del cervello. Con tutti questi strumenti è possibile avere informazioni pronte e disponibili, senza dovere starle a cercare. La tentazione di andare a controllare ogni pochi minuti è fortissima. Secondo una ricerca sempre di Stanford, i dipendenti che usano il computer controllano la posta elettronica 37 volte… ogni ora!
Più di una volta ogni due minuti.
Il cervello non concepisce il concetto di multitasking: non è capace di fare due cose allo stesso tempo. Quello che fa in realtà è cambiare continuamente e freneticamente da un compito all’altro, dando l’illusione che ne sta facendo due o più.
Il risultato? Per gestire questo sovraccarico, il cervello rallenta. Secondo uno studio del MIT, il cervello perde all’incirca 10 punti di QI quando stai svolgendo tre o più operazioni contemporaneamente!
Se quindi ti sei sempre considerato capace a fare più cose nello stesso tempo, devo darti una brutta notizia: è solo il cervello che si dà delle finte arie.
Ti faccio una domanda: è veramente necessario stare connesso a Facebook notte e giorno?
Non pensare che sia contrario al social network di Mark Zuckerberg, lo trovo uno strumento fantastico per tenersi in contatto con gli amici e ricevere aggiornamenti. Ma dall’altra parte Facebook è il miglior alleato del multitasking, e quindi il peggior nemico della tua produttività .
Non c’è dubbio che chi sta al computer è maggiormente soggetto al pericolo. Tutte le mie attività hanno ormai come centro focale il computer: i miei appunti universitari sono lì, ci sto scrivendo la tesi, lavoro, mi svago e gestisco Mindcheats. Ci guardo anche la televisione!
Mi sono reso conto che stavo facendo troppe cose nello stesso tempo per poter essere produttivo, e quindi ho iniziato a informarmi sulle conseguenze che può avere il multitasking. Dopo aver letto quanto ti ho appena illustrato, mi sono deciso a darmi finalmente una regolata.
Non ti serve controllare la posta elettronica ogni due minuti, bastano tre o quattro volte al giorno. Io quando accendo il PC guardo le e-mail, gli aggiornamenti dei miei siti preferiti, le novità di Facebook e gli altri social network e via così. Dopo una mezz’ora spesa a fare tutto questo, semplicemente chiudo tutti i programmi che potrebbero distrarmi e inizio a darmi da fare.
Se lavori al computer, non sfidare la tua forza di volontà tenendo aperta la pagina di gmail: cederai alla tentazione di controllarla. E anche se non controllerai, il tuo cervello sarà sempre meno focalizzato sul compito principale. Devi scrivere un articolo? Bene, abbi aperta solo la tua pagina di Word e nient’altro. Più cose apri, più aggiornamenti ricevi, e meno sarai produttivo.
Crea una distinzione netta fra il tempo dedicato al lavoro e quello dedicato allo svago. E questo vale per tutto, non solo per il computer! Se stai facendo qualcosa, non permettere che nulla ti distragga. Certo la tecnologia è il pericolo di gran lunga maggiore, ma non è l’unico. Piuttosto che stare tutto il giorno a dividerti fra lavoro e SMS, crea una semplice tabella con gli orari nei quali fare ogni attività .
Conclusione
Io ho abbandonato il multitasking da un po’, e la mia produttività è cresciuta a dismisura. Ora a scrivere un articolo ci metto quasi la metà del tempo, mantenendo sempre al massimo la qualità .
Fare più cose contemporaneamente manda in tilt il cervello, che quindi non sarà più in grado di smistare i compiti in maniera adeguata. Questo provoca un sovraccarico, che la mente gestisce rallentando tutte le operazioni. Saltare con l’attenzione da un posto all’altro continuamente non permette al cervello di concentrarsi per un periodo lungo sullo stesso compito, causando un crollo della produttività .
Le continue vessazioni cui tutti noi siamo sottoposti: delusioni, abbandoni, umiliazioni, bruschi cambiamenti, fatiche estreme si accompagnano ai sentimenti negativi quali rabbie, rancori, paure, solitudine che a un individuo fragile e impreparato possono portare malattie fisiche e mentali con un sentimento di destrutturazione per cui la persona rischia di perdere la sua identità e i suoi valori.
Da qualche tempo cercavo, come terapeuta e ricercatrice, un filo conduttore che permettesse di dare alla gente insieme con una sintesi degli avvenimenti della loro vita, una finalità che fosse come un premio ai loro tanti affanni.
Ci basterebbe una corda sottile, un filo al quale aggrapparsi per risollevare la speranza e riaccendere la luce negli occhi. Questa fune di salvataggio si chiama sutra.
Per 365 settimane, per più di sette anni, ogni giovedì, in tempi in cui Internet ancora non esisteva, Sri Sri Ravi Shankar tesseva questi fili (i sutra) e si collegava via fax o via posta con i devoti di tutto il mondo, in oltre 150 Paesi, per trasmettere il suo breve messaggio di conoscenza tratto dall’antica saggezza vedica.
Questo libro ne raccoglie 108, tra i più belli e significativi.
108 è un numero potente e pieno di significati nella cultura induista e buddista.