Mar 12

Il Linguaggio Emotivo dei Bambini: per capirli e farti ascoltare - Debora Conti

“L’amore incondizionato è già parte di te, a volte però
vai in tilt. Questo libro ti aiuterà ad aiutare, a superare
la confusione e la mancanza di metodo e struttura. Sei
un genitore di oggi e sei il miglior genitore della storia,
nessuno però pretende la perfezione. Nel pallone ci vado
io e ci andrai anche tu. “

Ogni giorno, noi genitori ci troviamo a dover “capire” i nostri figli, sapere cosa fare e perchè o cosa non fare, quando agire e come agire, cosa dire e come dirlo. Inutile negarcelo a volte non è per niente facile capire cosa pensa il nostro bambino e come comunicare con lui.

Si comporta così perchè è stanco, e ha dormito poco?
O perchè cerca la mia attenzione per essere coccolato?
Cosa posso fare se non smette di fare i capricci e se non ci ubbidisce?

Debora Conti autrice del nuovissimo libro “Il Linguaggio Emotivo dei Bambini” ci spiega come e perchè ragionare, spiegare, arrabbiarsi sono approcci che spesso non funzionano.

Quali parole, gesti, toni utilizzare per
entrare al meglio in sintonia e comunicare con i nostri figli?!?
Come facciamo a restare calmi e affettuosi anche nelle occasioni più «critiche»?

Il metodo innovativo “Figli Felici“, che deriva dall’esperienza pluriennale dell’autrice sia nel campo della Programmazione NeuroLinguistica, che in quello di aiuto alle famiglie con “bambini difficili” (è anche mamma di due bambine) ci guida alla scoperta del modo migliore per comunicare con i bambini, aiutandoli anche a gestire le emozioni negative come la paura, la tristezza, la rabbia

Come ci spiega Debora – Il punto da cui partire è il cervello dei bambini e la profonda diversità di maturazione che lo distingue (e distanzia) dal nostro. Infatti recenti ricerche hanno dimostrato che nei primi anni di vita la parte limbica del cervello (quella più emotiva) è molto sviluppata e lavora in maniera completamente diversa dalla mente degli adulti. Ecco perchè il senso del tempo, le priorità, la memoria, la fantasia seguono vie quasi «aliene» per i genitori.

“Basta anche con il pretendere che possano adottare
un certo tipo di comportamento «solamente» dopo dieci
volte che lo applicano: può volerci di più.
E basta con i toni duri e secchi: per i bambini da 0 a 5 anni il mondo è
una favola, e noi dobbiamo parlare in modo buffo, come
se stupore e avventura regnassero dietro ogni banalità.”

Eh sì, questo è il nostro destino cari genitori :) da oggi in poi, per diversi anni dobbiamo prenderla come un gioco e divertirci da matti crescendo con loro e per loro :) Impariamo a metterci al loro livello, per far crescere meglio i nostri figli e noi con loro…

Con questo libro, scoprirai grazie anche ad esempi pratici, come adeguarti ai suoi funzionamenti (con la nuova ottica che il cervello dei nostri figli non arriva a completa maturazione prima dei vent’anni), con concreti suggerimenti per aiutarlo a promuovere comportamenti desiderati e a diminuire comportamenti indesiderati.
Scoprirai anche che il tuo tono di voce e la tua attenzione nei confronti di tuo figlio sono più importanti di mille parole dette “bene”.

“Non è divertente fare paternali, rimproverare, urlare e
combattere sempre con i propri figli. Quando mi è capitato,
mi sono sentita sbagliata e cattiva. Mi sono chiesta se
esistesse un modo corretto, dolce e rispettoso per educare
i propri figli, senza troppe urla o sconvolgimenti emotivi.”

Se anche tu sei come la maggior parte dei genitori alla ricerca di un clima più sereno in famiglia,
Se anche tu non ne puoi più di rimproverare, gridare e a sentirti “sbagliata,
Se vuoi aiutare tuo figlio “guidandolo” e non comandandolo come un robottino, allora ti consiglio da mamma di leggere e applicare i suggerimenti di questo libro e scoprire pagina dopo pagina LE PAROLE GIUSTE PER CRESCERE UN BAMBINO FELICE.

Consigliato per aiutare mamme e papà ;) confusi come lo siamo tutti in queste fasi di crescita, a trovare serenità attraverso un metodo semplice, amorevole e sopratutto rispettoso. Sono certa che anche tu ne resterai entusiasta, com’è stato per me e per i genitori che lo hanno già sperimentato.
Ricordiamoci sempre, se vogliamo aiutarli a crescere, che tutto s’impara gradualmente ;)

Buona lettura e buona vita in famiglia con Figli Felici :*

Il Linguaggio Emotivo dei Bambini Debora Conti Il Linguaggio Emotivo dei Bambini

 

Il metodo “Figli Felici” per capirli e farti ascoltare

 

Debora Conti

 

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Scoprendo i segreti che governano la mente e le emozioni di tuo figlio, con i moltissimi esempi mirati ed i suggerimenti pratici costruiti appositamente per l’età da 0 a 5 anni, questo manuale ti sorprenderà con soluzioni guidate passo per passo verso una crescita serena e amorevole di tutta la famiglia. 

 

Il linguaggio emotivo dei bambini



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Feb 12

Il mio Bambino non mi Dorme

Perchè i suoi bambini si svegliavano continuamente?
Perchè il bambino che mangia e dorme è solo il bambino della vicina?

Il mio bambino non mi dorme“. Il libro è scritto da Sara Letardi, con il contributo corale delle mamme in rete che da tempo che da tempo seguono le discussioni sul web.
L’autrice con pazienza ha raccolto, oltre che contributi scientifici e un’immensa bibliografia, tante testimonianze di mamme che non si rassegnano e non condividono il metodo Estivill-Ferber per abituare il proprio bambino al sonno.
Io volevo che il mio bambino dormisse e non piangesse” dice Sara.

Appena ci si ferma a parlare con qualche mamma si scopre che in realtà di neonati che non dormono ce ne sono davvero molti.
Purtroppo, troppo spesso noi genitori abbiamo delle aspettative troppo alte nei confronti del sonno del bambino. I neonati hanno un periodo di adattamento alla vita extrauterina che varia da neonato a neonato e ciò comporta dei ritmi di sonno che sono totalmente diversi da quelli di un adulto.

Prima di tutto non dobbiamo mai dimenticare che ogni bambino è unico, ha le sue abitudini e le sue caratteristiche particolari :)

Resta comunque il fatto che le difficoltà ad addormentarsi e i risvegli notturni dei bambini mettono a dura prova noi genitori, sempre più stanchi e sfiduciati che andiamo quindi alla ricerca di spunti e consigli che possano aiutare a trovare un equilibrio tra il suo sonno e il nostro.
Tra mamme ci si scambiano spesso consigli…e altrettanto spesso non si seguono o si fa il contrario pensando che “il nostro caso” sarà diverso.. personalmente penso che sia corretto che ogni mamma rielabori quanto leggerà in questo libro o che sentirà parlando con altre amiche mamme per riadattarlo alla propria situazione.

Quante volte si sveglierà mio figlio questa notte?
Quanto tempo impiegherà per riaddormentarsi?
Queste sono solo alcune delle domande che affliggono mamme e papà al momento della nanna.

Non possono esserci ricette universali, ogni coppia mamma-bambino ha delle caratteristiche uniche e particolari di cui non si può non tenere conto.

Per questo, quello che l’autrice ha cercato di trasmettere nel libro, non è tanto un “metodo” o una ricetta, ma un modo per elaborare una propria strategia per risolvere (o limitare) i problemi legati al sonno.
Quello di Sara è quindi un approccio globale non è un libro di istruzioni preconfezionate!

Con l’aiuto del libro Il Mio Bambino Non mi Dorme, sarà più semplice conoscere meglio le esigenze del bambino, bilanciare i bisogni di noi genitori con le sue necessità e sarà possibile raggiungere un equilibrio di cui potrà godere tutta la famiglia

Spero che, dopo esservi confrontati con tante situazioni diverse, troviate un po di conforto nel sapere che non solo non siete soli, ma neanche inadeguati o incompetenti. Diventare genitori è un processo che abbiamo appena iniziato e, probabilmente  non finirà mai.

Il mio Bambino non mi Dorme Il mio Bambino non mi DormeCome risolvere i problemi di sonno dei propri figli

Sara Letardi

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Ago 18

mente-meditazione-i-figli-non-li-crescete-voi-ma-essi-crescono-voi

I Figli non li crescete voi, ma essi crescono voi.
Sono essi i vostri educatori, perché attendono che voi siate nel bene prima di imitarvi.
E quando dite: Daremo la vita a un figlio, sapete quale vita state dando? Non la loro, ma la vostra (…)
E quando dite: I nostri Figli ci tolgono un mucchio di tempo, domandatevi se tutto quel tempo che vi viene tolto sarebbe impiegato meglio.

Nella loro infanzia ascoltate i vostri Figli, perché sui loro visi è ancora impigliato qualche frammento del sorriso con cui li hanno rivestiti gli angeli.
Nel tenerli per mano, non date loro fretta, ma camminate al loro passo, perché vogliono guarirvi dal vostro correre.
Non fate ad essi doni, ma donate voi stessi. I doni sono il vostro alibi per non regalare voi a loro.

Consegnatevi nelle loro mani, perché hanno quella saggezza che voi perdeste.
Chiamateli per nome, ed essi chiameranno il bimbo in voi, quello che da soli non riuscivate a rianimare, e lo faranno giocare nel giardino della Vita.
E nella loro adolescenza ascoltate i vostri Figli. Gran parte del muro che in quei giorni spesso vi oppongono non l’hanno costruito coi loro mattoni ma coi vostri.

Non chiedete ad essi cose che già voi non fate. Se siete saggi, vi basterà essere voi stessi.
(…) Voi siete i seminatori dei loro campi, non i raccoglitori delle loro messi.
E la vostra missione consiste nel donare sempre, anche quando la lama della loro libertà vi taglierà le mani.

 

Amarli Senza Se e Senza Ma Amarli Senza Se e Senza Ma 

Alfie Kohn

 

 

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Oggi viene definito un “bravo” bambino quello che non crea troppi problemi a noi adulti… Se un tempo per ottenere tale risultato i bambini venivano puntualmente sottoposti a crudeli punizioni corporali, oggi capita loro di essere messi in castigo o, al contrario, diricevere un premio in cambio della loro obbedienza. Ma non si tratta di mezzi nuovi per fini nuovi. L’obiettivo resta il controllo, anche se ottenuto con metodi piu’ moderni. 
Ma tu… come vuoi che sia da grande tuo figlio o tua figlia? Fermati un attimo a pensare come risponderesti alla domanda. Desideri che sia felice, equilibrato, indipendente, realizzato, efficiente, autosufficiente, responsabile, sano, gentile, premuroso, affettuoso, curioso e sicuro di se’?

Allora devi chiederti se il tuo operato e’ coerente con quello che desideri davvero. Le tue azioni quotidiane possono contribuire a rendere tuo figlio l’adulto che vorresti? C’e’ la possibilita’ che il modo in cui tendi a gestire certe situazioni renda tali risultati meno probabili? Se si, cosa dovresti fare in alternativa?

Prendi sul serio i bisogni, i sentimenti e l’evoluzione di tuo figlio o di tua figlia? Che genere di persona vuoi che diventi tuo figlio o tua figlia?

 



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