Giu 28
L'ultima Lezione
La vita spiegata da un uomo che muore

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Nell’agosto 2007, il professor Randy Pausch ha saputo che il cancro contro il quale combatteva era incurabile e che gli restavano pochi mesi di vita. Ha scelto di lasciare subito il suo lavoro all’università per stare vicino alla moglie Jai e ai loro bambini.

Prima, però, il 18 settembre 2007, ha tenuto davanti a 400 studenti e colleghi la sua “ultima lezione“, intitolata “Realizzare davvero i sogni dell’infanzia“. Con ironia, fermezza e coraggio, ha ripercorso le tappe della sua esperienza, e il suo discorso è una testimonianza toccante e profonda di una vita resa straordinaria dall’intensità con la quale è stata vissuta.

Da quel giorno, milioni di persone hanno visto su Internet l’ultima lezione di Randy Pausch. Oggi quel testo, ampliato e arricchito, diventa un libro capace di parlare al cuore di ciascuno individuo.

Randy Pausch non vuole rivelare il senso della vita; più modestamente, mostra perché vale la pena vivere.



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Nov 12
Affrontare i cambiamenti

Affrontare i cambiamenti

Indipendentemente da quanto tu sia preparato, da quanto tu pensi positivo, probabilmente a un certo punto della tua vita accadrà qualcosa che non ti renderà molto felice. Comunque, sia che si tratti di qualcosa di veramente grave, sia che si tratti di un piccolo inconveniente, puoi applicare lo stesso metodo per affrontarlo e andare avanti nella tua vita.

1. Riconosci perché il cambiamento è avvenuto

Sia che sia in meglio che in peggio, qualsiasi cosa sia cambiata nella tua vita, è successo per un motivo. Può essere stato qualcosa che tu hai fatto o no, può essere qualcosa che qualcun altro ha fatto o meno. In ogni caso c’era uno scopo dietro il cambiamento che ora devi scoprire.

Non confondiamo lo scopo con la ragione. Usiamo un esempio estremo, supponiamo che qualcuno a te caro muoia in un incidente. Al di là di quanto triste possa essere, la ragione dietro la morte della persona è l’incidente stradale in se stesso, ma questo non ti aiuta a superarlo. Invece scoprire lo scopo di quella morte, ti consente di ribaltare la situazione e almeno di cominciare a guardare al futuro, invece che rimanere attaccato al passato.

Un esempio personale, mia madre è morta di cancro al cervello quando avevo appena 21 anni. Io e lei eravamo molto legati e ero devastato dal dolore. Anche se la sua vita non era stata molto piacevole, specialmente alla fine, si alzava sempre prima dell’alba e era l’ultima a andare a letto la sera, perché era cosciente del valore del suo tempo su questa terra. Questo risale a 16 anni fa e ancora oggi sono il primo ad alzarmi dal letto nella mia famiglia e l’ultimo ad andare a letto la sera.

2. Tieni sotto controllo le emozioni

Se succede qualcosa che ti innervosisce, può essere molto difficile controllare le emozioni. Sei triste, infuriato, frustrato ecc., e l’ultima cosa che vuoi fare è praticare la padronanza delle proprie emozioni. Infatti, riconoscere le proprie emozioni per quelle che sono è parte del processo per superare questa fase difficile della tua vita. Se sei triste, perché sei triste? Perché sei infuriato? Perché sei frustrato? Quando le persone hanno paura di un certo risultato, questo influenza il loro comportamento. Quindi se sei furioso, triste o frustrato, da un cambiamento negativo nella tua vita, prendi il controllo delle tue emozioni, realizzando cos’ è che ti fa sentire così.

  • Hai paura di non poter continuare a vivere senza una persona che non è più nella tua vita?
  • Hai paura di non essere felice in una situazione nella quale la rabbia è una parte costante della giornata?
  • Hai paura che il tuo livello di frustrazione ti porterà a perdere il controllo?

Qualsiasi sia la tua reazione emotiva a un cambiamento negativo nella tua vita, è sempre alimentato dal bisogno di avere o non avere qualcosa. Riconoscere questo bisogno, anche se fa male, ti porterà sulla strada di giorni migliori.

3. Sii grato

Questo può essere difficile per alcuni, specialmente se il cambiamento negativo è stato grande. Comunque è sempre, e ribadisco sempre, possibile essere grati per i cambiamenti nella nostra vita, anche se li percepiamo come negativi. Perché essere grati? Perché ora hai un termine di paragone. Ora puoi vedere chiaramente la differenza fra quello che vuoi e quello che non vuoi, e quindi puoi applicare tutte le tue meravigliose capacità per ottenere quello che vuoi da ora in poi. Se una relazione finisce o qualcuno ti viene portato via,allora hai l’opportunità di capire, qualche volta pagando un prezzo molto alto, cosa vuol dire dolore, disperazione e solitudine. Anche se fa male da ora in poi sarai in grado di apprezzare tutti i momenti della tua vita in cui non ti senti così, molto di più di quanto tu non li abbia apprezzati fino ad ora. Sicuramente è una lezione dura da imparare, ma è una lezione, e essendo grato per questa lezione apprezzerai di più la tua vita. Forse non subito ma alla fine lo farai.

4. Guarda al futuro

Cosa viene dopo? Sia che il cambiamento nella tua vita sia qualcosa di semplice o qualcosa di più importante, puoi sempre fare in modo che il futuro sia migliore, pianificando come andare avanti. Come esseri umani, abbiamo sempre bisogno di un certo senso di direzione, o di credere che stiamo camminando lungo una certa strada. Anche le persone che affermano di voler solo vivere la vita e divertirsi hanno una strada da seguire, la strada è quella di fare semplicemente quelle cose. Ogni volta che un cambiamento negativo avviene nella tua vita, la strada viene sempre alterata. Ma come l’unico guidatore del treno della tua vita, puoi sempre decidere quale direzione prendere ora che il cambiamento è avvenuto. All’inizio può essere molto difficile pensare al futuro, e va bene così . Infatti, secondo la gravità del cambiamento che è avvenuto, potresti anche sentire che non ti importa nulla del futuro. Va bene anche questo. Prenditi il tempo necessario a guarire e a calmarti dopo che un evento negativo è successo. Alla fine ti ricorderai chi sei e cosa vuoi dalla vita. Questa forza ti farà muovere verso il futuro a piccoli passi come un bambino, o ti potrà far schizzare avanti come un razzo, una volta che sei venuto a patti con il cambiamento negativo. In ogni caso tu sei, e sei sempre stato, al posto del guidatore. Anche dopo una cambiamento negativo è sempre possibile scegliere una nuova destinazione se è di tuo gradimento.

Di Aaron Potts.
Fonte: http://www.leggeattrazione.altervista.org

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Ott 24
Mente umana

Mente umana

Spesso si paragona la mente umana ad un computer in cui sono installati quei programmi grazie ai quali funzionano tutti gli apparati e gli elementi del corpo umano. Proviamo invece ad utilizzare una metafora diversa: proviamo a pensare alla mente umana come ad un jukebox, un contenitore di dischi musicali e di canzoni.

Allo stesso modo infatti la mente tende a trattenere ed immagazzinare ad un livello inconscio tutti i ricordi e tutte le esperienze che ognuno di noi vive, proprio come se fossero delle canzoni, milioni di canzoni. Con il jukebox, quando più ci piace, possiamo scegliere un titolo tra i tanti disponibili, selezionarne il relativo pulsante e aspettare che la macchina musicale lo prelevi tra tutti quelli contenuti, lo posizioni sotto la puntina e lo faccia girare. E a noi non resta che ascoltare la canzone.

Allo stesso modo, come nel caso delle nostre canzoni preferite, possiamo accedere ai nostri ricordi più belli, più emozionanti o utili in una data situazione, quando più lo desideriamo. Cosa che vale, purtroppo, anche nel caso dei ricordi che invece preferiremmo dimenticare. Per farlo dobbiamo solo ricorrere a specifiche ed apposite modalità: così facendo avremo la possibilità di accedere, quando ne abbiamo voglia o necessità, a stati d’animo positivi, allegri, emozionanti, e quindi potenzianti, vissuti in precedenza.

Uno di questi metodi è noto con il nome di ancoraggio. In pratica attraverso la tecnica dell’ancoraggio possiamo risalire ad uno stato d’animo, ricordandolo e quindi rivivendolo nel presente, direttamente a partire da uno stimolo cui lo abbiamo legato, stimolo che può essere delle più svariate nature. Ad esempio possiamo associare un momento di grande sicurezza al gesto di stringere con forza il pugno: in questo modo, ogni volta che avremo bisogno di un po’ di carica, ci basterà ripetere il gesto del pugno per rivivere istantaneamente quelle emozioni ad essa associate.

L’importante è saper chiedere il disco più adatto rispetto alle varie situazioni che viviamo. Una canzone che sia allo stesso tempo sentimentale e dotata anche di un ritmo allegro e dinamico, non sarebbe molto efficace: sono due generi difficilmente compatibili. Ci vuole dunque un po’ di attenzione e precisione. Altra condizione da rispettare per poter utilizzare il nostro jukebox mentale delle emozioni e dei ricordi è che dobbiamo aver vissuto in prima persona l’esperienza cui si riferisce il disco. Se non abbiamo mai vissuto quella data esperienza, non possiamo richiamarla alla memoria per utilizzarla nel presente come supporto potenziante o per rifornirci di nuova energia.

Alla luce di questa condizione, è evidente quanto sia importante e necessario allargare i nostri orizzonti, vivere in modo pieno, accumulando il maggior numero di esperienze possibili. In questo modo amplieremo sia il cerchio delle nostre conoscenze, arricchendoci come persone grazie al confronto con realtà diverse dalla nostra, sia la nostra mappa, ovvero quegli schemi interpretativi con cui cataloghiamo e diamo senso al mondo che ci circonda.

Esiste tuttavia un piccolo espediente, da utilizzare nei casi in cui non possiamo proprio fare a meno di un’esperienza che non abbiamo ancora vissuto: possiamo usare un po’ di immaginazione e cercare di visualizzare quell’esperienza, visto che non ci siamo mai concretamente confrontati con essa. Visualizzare significa creare nella nostra mente dei veri e propri filmati molto particolareggiati e realistici: in questo modo il nostro cervello non riuscirà a distinguere facilmente la realtà vissuta davvero dalla realtà che abbiamo solo costruito con la nostra immaginazione. Per questo la situazione visualizzata è comunque utile per avere un’influenza concreta nella realtà e per realizzare davvero l’evento che avevamo solo immaginato.
[...]

Alcuni esperimenti scientifici lo dimostrano chiaramente. Uno dei più sorprendenti è stato condotto su un diverso numero di atleti, suddivisi in due gruppi. Una parte dei soggetti sono stati allenati attraverso una serie di esercizi fisici molto duri e faticosi; gli altri atleti invece dovevano allenarsi in modo solo immaginario, con esercizi a livello puramente mentale. Dopo alcune settimane vennero registrati i risultati sportivi dei due gruppi: quelli ottenuti dagli atleti allenati a livello mentale furono praticamente identici al gruppo di chi si era allenato in modo tradizionale, trascorrendo settimane di intensissimo lavoro fisico. Quanto conta allora l’immaginazione e quanto è grande l’influenza della mente?

Un ulteriore esperimento è stato condotto su alcuni studenti: suddivisi a metà, vennero assegnati a due diversi insegnanti. Al professore del primo gruppo fu detto che si trattava di ragazzi particolarmente dotati, dei geni. All’altro fu detto invece che avrebbe dovuto domare un gruppo di ragazzi indisciplinati e dalle ridotte capacità intellettive. Quale pensiamo che sia stato il risultato nel caso dei due gruppi? Il primo gruppo di studenti confermò doti intellettuali brillanti e facilità di apprendimento, al contrario del secondo, i cui risultati furono piuttosto scadenti. Quindi le diverse convinzioni degli insegnanti furono determinanti: il risultato infatti non dipendeva dal fatto che i primi fossero realmente dei geni o i secondi realmente meno intelligenti, ma piuttosto dalle differenti credenze degli insegnanti. In base ad esse i due si erano comportati in un modo particolare che aveva influenzato la reazione dei ragazzi.

Il primo li aveva trattati da geni, trasmettendo loro tanta sicurezza, rispiegando con molta disponibilità e in modo più comprensibile le lezioni che loro non capivano. D’altra parte erano dei geni e quando non capivano, sicuramente la colpa non era loro, piuttosto sua. Al contrario, il secondo insegnante non rispiegava mai una lezione: sarebbe stato solo tempo perso, visto che aveva a che fare con studenti in apparenza piuttosto lenti; quindi procedeva con il suo programma senza preoccuparsi del loro livello di apprendimento. Di conseguenza, a poco a poco, i suoi studenti cominciarono davvero a pensare di non essere bravi e l’insegnante trovò così la conferma di quello che gli avevano premesso sui suoi ragazzi. In definitiva, ciò in cui si crede tende a realizzarsi sempre.

Anche il cosiddetto “effetto placebo”, proprio della scienza medica, è la prova di quanto sia forte il potere della mente e delle nostre convinzioni, persino nella guarigione da alcune malattie. Semplici pasticche di zucchero a volte si sono rivelate efficaci al pari di antibiotici o medicine specifiche, se al paziente cui erano somministrate veniva detto trattarsi dell’ultimo ritrovato scientifico in fatto di guarigione. Incredibile, ma vero. Allo stesso modo si può verificare l’effetto opposto, definito “nocebo”: se ad esempio dopo un pranzo fra amici, uno dei commensali si sente male e qualcuno tra loro suppone che la causa sia da attribuire alle pietanze mangiate durante il pasto, sarà facile che anche altre persone comincino a sentirsi male, accusando gli stessi sintomi. La suggestione insomma, ciò in cui si crede, è spesso più potente di qualsiasi altra medicina.

Alcuni anni fa, Richard Bandler, uno dei fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica, voleva addirittura commercializzare le “pillole di placebo”, presentandole come la prima medicina al mondo per la cura di qualsiasi malattia e priva di qualunque effetto collaterale. Un’idea niente male, che sicuramente avrebbe guarito moltissime persone dalle più comuni malattie psicosomatiche: mal di testa, ulcere, depressioni.

Queste malattie, oggi molto diffuse, sono solo uno dei numerosi effetti negativi prodotti da una mente male indirizzata, perennemente concentrata sui mali del mondo, sulle proprie sventure e sugli insuccessi. Una mente che però è talmente potente che, se utilizzata nel modo corretto, può offrire un numero straordinario di risorse, non appena ne abbiamo bisogno. [...]

Fonte: http://www.soloamore.info

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