Feb 19

Io Voglio Vivere - Anne Frank

“Viviamo tutti, ma non sappiamo perché e a che scopo;
viviamo tutti coll’intento di diventare felici,
viviamo tutti in modo diverso eppure uguale.”

Tutti noi sappiamo chi era Anne Frank che, con il suo diario, è divenuta il simbolo della Shoa.
Nel libro “Io voglio vivere” si legge la sua biografia rivisitata come un romanzo, così che anche i nuovi giovani d’oggi possono riflettere ancora su un doloroso passato e ritrovare in lei il coraggio, la forza e l’esempio di una giovane ragazza che non si è mai arresa alla vita.
L’autrice Mirjam Pressler ci fa conoscere Anne, mettendo in risalto il suo talento di scrittrice e la sua “trasformazione” da ragazzina a giovane donna, capace di scrivere riflessioni profonde sull’esistenza.

Questa biografia risulta molto scorrevole ed interessante, e la consiglio a tutti coloro che hanno letto con passione il suo diario e che ora vogliono conoscere meglio questa giovane donna che fu costretta a piegarsi alla pazzia nazista e abbandonare la sua “fame di vita” piena di aspettative e opportunità; diventata donna nel periodo più cupo della storia dell’umanità.

“È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze
perché esse sembrano assurde e inattuabili.
Le conservo ancora, nonostante tutto,
perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”

Si legge come un romanzo, e si scopre essere anche un interessante punto di riferimento per i coetanei di oggi che affrontano le difficoltà dell’adolescenza.
La giovane vita di Anne, destinata ad un tragico destino ha commosso e continuerà a commuovere i lettori di tutte le età.

“Pensa a tutta la bellezza ancora intorno a te e sii felice.”

Io Voglio Vivere Mirjam Pressler Io Voglio Vivere

 

La vera storia di Anne Frank

 

Mirjam Pressler

 

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Gen 24

Felice qualunque cosa accada

Tutto ciò che ottieni e tutto ciò che non riesci a ottenere
è il diretto risultato dei tuoi pensieri.
James Allen

Gli esseri umani sono creature pensanti. In ogni momento, ogni giorno, la nostra mente è al lavoro per dare un senso a quello che vediamo e percepiamo. Per quanto ciò possa sembrare ovvio, si tratta di uno dei principi che meno comprendiamo nel nostro sviluppo psicologico. Eppure comprendere la natura del pensiero è alla base di una vita pienamente funzionale e felice.
Pensare è una capacità, una funzione della coscienza umana.
Nessuno sa esattamente da dove arrivi il pensiero, ma possiamo affermare che proviene dallo stesso posto in cui si trova qualunque cosa faccia battere il nostro cuore: deriva dall’essere vivi. Come nel caso di altre funzioni umane, il pensiero esiste con o senza il nostro volere.
In questo senso, il pensiero è un elemento impersonale della nostra esistenza.

[..] Siamo noi gli artefici dei nostri pensieri a differenza di altre funzioni e abilità che possediamo in quanto esseri umani, difficilmente ci ricordiamo che siamo noi gli artefici dei nostri pensieri.
È facile ricordarsi che la voce è il prodotto della nostra capacità di parlare. Sarebbe praticamente impossibile restare sorpresi dalla nostra capacità di linguaggio, visto che sappiamo benissimo che siamo noi a produrre i suoni. Possiamo gridare, strillare, sbraitare e infuriarci, ma il suono della nostra stessa voce non potrebbe mai spaventarci.
Lo stesso si può dire della capacità di ingerire e digerire il cibo. Non sarebbe possibile mangiare qualcosa e poi chiederci come mai sentiamo un determinato sapore in bocca: sappiamo benissimo che siamo stati noi a metterci il cibo in bocca.

[..] Ma con il pensiero è diverso. Una volta William James, padre della psicologia americana, disse:
“Il pensiero è il grande artefice della nostra esperienza.”

Ogni esperienza e percezione nella vita si basa sul pensiero.
Il pensiero, che precede ogni cosa e persiste in modo automatico, è la nostra funzione più basilare e che ci tocca più da vicino.

Abbiamo imparato in modo del tutto innocente a interpretare i nostri pensieri come se fossero “reali”, ma il pensiero non è altro che un’abilità di cui disponiamo: siamo noi a generarlo. È facile credere che, se pensiamo qualcosa, allora l’oggetto del nostro pensiero (il contenuto) corrisponde alla realtà. Una volta capito che il pensiero è un’abilità piuttosto che una realtà, saremo in grado di accantonare qualsiasi pensiero negativo che attraversi la nostra mente. Così facendo, comincerà a venire a galla un sentimento positivo di felicità. Se continuiamo a essere un porto sicuro per i pensieri negativi (prestando loro troppa attenzione o soffermandoci su di essi), ci perderemo i sentimenti positivi e risentiremo degli effetti della negatività.

Ecco un semplice esempio di come il pensiero possa essere frainteso e di come un simile fraintendimento possa avere un’influenza su di noi, artefici dell’equivoco.
Facciamo finta di rovesciare per sbaglio un bicchiere d’acqua al ristorante, di alzare lo sguardo e vedere un uomo, due tavoli più in là, che ci lancia quella che a noi sembra un’occhiata di disapprovazione. La nostra reazione è di rabbia. “Cosa vuole quello?” pensiamo. “Non gli è mai caduto niente di mano? Che cretino!”.

Ciò che pensiamo delle circostanze ci fa sentire frustrati e finisce per rovinarci il pomeriggio. L’incidente ci torna in mente di continuo, a distanza di pochi minuti, e quando ci pensiamo, ci arrabbiamo. Ma la verità è che quell’uomo non aveva nemmeno visto che avevamo rovesciato l’acqua.
Era perso nel proprio mondo, ripensava a un errore che aveva commesso al lavoro quel giorno. Non avrebbe potuto importargliene di meno di noi. In effetti, non sapeva nemmeno della nostra esistenza.

Sfortunatamente, tutti noi ci siamo ritrovati molte volte in una situazione simile.
Ci scordiamo che si tratta solo dei nostri pensieri. Ci riempiamo la testa di informazioni false che poi interpretiamo come se fossero “reali” invece di semplici “pensieri”.
Se solo riuscissimo a tenere sempre a mente che siamo noi gli artefici dei nostri pensieri! Sapendo che, nel momento in cui pensiamo qualcosa, ne avvertiamo gli effetti, come nell’esempio del ristorante ci saremmo resi conto che a infastidirci non erano i pensieri di qualcun altro, ma i nostri.

Sono i pensieri, e non le circostanze, a determinare i nostri sentimenti, e l’assenza di pensieri negativi suscita sentimenti positivi.
È il pensiero a modellare la nostra esperienza di vita. Il modo in cui pensiamo qualcosa, e soprattutto il rapporto che instauriamo con ciò che pensiamo, determinano l’effetto che i pensieri hanno su di noi.

In apparenza, il livello di felicità che proviamo aumenta e diminuisce in base alle circostanze in cui ci troviamo.
In realtà, non sono le circostanze a determinare il nostro livello di benessere, ma il modo in cui le interpretiamo.

 

Tratto da: Puoi Essere Felice Qualunque Cosa Accada

Puoi Essere Felice Qualunque Cosa Accada - Richard Carlson Puoi Essere Felice Qualunque Cosa Accada

 

Cinque principi per gustare la vita con la giusta prospettiva

 

Richard Carlson

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Molti credono che potranno essere felici solo dopo aver risolto i propri problemi, migliorato le relazioni e raggiunto gli obiettivi prefissati. Invece Richard Carlson spiega ai lettori come essere felici subito, adesso, a prescindere dalla situazione in cui si trovano.

Basandosi su:

  • i principi del Pensiero (i pensieri sono volontari, non involontari);
  • i principi dell’Umore (pensare è un’attività volontaria cangiante e le sue variazioni si chiamano “umori”);
  • i principi delle Realtà Separate (ciascuno pensa in modo unico e ineguagliabile e vive in realtà psicologiche separate);
  • i principi dei Sentimenti (sentimenti ed emozioni fanno da barometro quando sei fuori strada, diretto verso l’infelicità);
  • i principi del Momento Presente (il solo momento in cui puoi essere felice, soddisfatto e realizzato).

Questa guida indispensabile conduce il lettore attraverso le sfide della vita restituendogli la gioia di vivere e di godersi il viaggio lungo il cammino.

“Il nuovo approccio di Carlson è molto utile: solido, sensibile e ricco di buoni consigli.”
Dr. Wayne Dyer



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Dic 27

Riprendi le redini di te stesso

“Non vorreste “passare ad altro”, vivere in un altro modo,
scrollarvi di dosso i vecchi schemi di inquietudine,
paura, autoprotezione, collera e frustrazioni varie?

Insomma, non vi andrebbe di trovare anche solo un po’ di pace autentica,
tornando ad essere semplicemente voi stessi,
così come, in fondo, sapete d’essere?” 

La cosa più importante che ci sia nella nostra vita, è di ritrovare e riconoscere la Forza che c’è in noi, far riemergere la memoria che ci unisce a quell’Amore chiamato Divino.

Attraverso il libro Advaita – Anatomia del Divino, naturalmente non dogmatico, ma davvero aperto a tutti i pensieri, Daniel Meurois-Givaudan, ci porta alla scoperta di sentieri di espansione interiore e riconcilianti.
Un bel percorso che attraverso questo libro ti farà trovare la sensazione di pace, ma più di tutto ti trasmetterà la forza di volontà per intraprendere una nuova trasformazione. Passo dopo passo lo scrittore ti guida in un programma di pulizia e unificazione interiore grazie alle diverse pratiche e meditazioni presenti nel libro.
Esercizi che ti invitano a riprendere la redini di te stesso e superare le sofferenze di ogni giorno.

Qual’è lo scopo? La tanto desiderata pacificazione di tutte le nostre angosce, paure, smarrimenti e la vera scoperta di uno spazio tutto tuo dove sarà protetta ed inattaccabile la Tua Pace interiore.
Questo luogo che in apparenza ci risulta aver perso vi chiama;

Perché questo è accaduto? In quali strati dell’anatomia dell’anima si nasconde l’ Advaita?
I grandi sistemi religiosi e filosofici sembrano porre la riconquista di questa dimensione, che pure ci appartiene, alla fine di lunghi e spossanti cammini, ma i grandi mistici e Maestri sono venuti a insegnarci le scorciatoie.

Dove andiamo, se non al centro di noi stessi?
Con chi abbiamo un appuntamento, se non quell’ atomo in fondo al cuore che dal tempo dei tempi ha compreso ogni cosa e che incredibilmente continuiamo a ridurre al silenzio, giorno dopo giorno?”

E’ una straordinaria visione olografica quella che l’autore ci presenta con tanta chiarezza e con tutte le indicazioni per sperimentare l’Advaita.
Meditazioni, respirazioni, visualizzazioni: questi sono gli strumenti alla portata di tutti, attraverso i quali Daniel Meurois-Givaudan ci accompagna in questo lungo e bel percorso per raggiungere e liberare il Divino che è in noi.
Una costante ricerca di gioia, felicità, ricchezza e consapevolezza dello spirito umano, con uno stile all’avanguardia, ovvero esortandoci a guardare infinitamente più in là, oltre l’orizzonte, verso la positività e l’eterna Felicità.

Le parole che leggerete saranno un vero nutrimento
che portano alla ricerca del pensiero positivo,
alla comprensione e fiducia nella nostra vita.

Un libro semplice, profondo e utile che ci esorta a pensare in grande, a credere in noi stessi, ad espandere il nostro desiderio di felcità… immensamente oltre l’orizzonte senza cadere nell’ossessione del tempo, della frenesia, del lavoro, dell’ansia degli impegni, della famiglia, dell’essere qualcosa che non ci appartiene, ma essere semplicemente noi stessi, uomini e donne felici, nella nostra dimensione, con i nostri tempi nel respiro Divino.

Advaita – Anatomia del Divino Daniel Meurois-Givaudan Advaita – Anatomia del Divino

 

 

Daniel Meurois-Givaudan

 

 

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