Ago 28

Ridi che ti passa

Ridi che ti passa

Ridere fa bene alla salute. Quella che poteva essere un’intuizione nota a tutti, oggi diventa anche un caposaldo scientifico. Come ricorda un articolo apparso sul quotidiano Metro, il 9 gennaio scorso, l’applicazione della comicoterapia ha messo in risalto «una forte diminuzione delle degenze ospedaliere e dell’assunzione di anestetici da parte dei pazienti trattati. Secondo studi italiani, ridere provoca un aumento dell’ossigenazione del sangue, la stimolazione della produzione di anticorpi, la neutralizzazione degli effetti dello stress e dell’ansia; l’aumento delle energie psichiche, la produzione di endorfine e neurotrasmettitori come la serotonina, la cui maggiore o minore presenza e funzionalità è da mettere in relazione con la durata stessa della vita media».

Il tema della comicoterapia, o più tecnicamente gelotologia è stato spesso oggetto di approfondimenti del mensile Vita & Salute, che questo mese dedica la copertina proprio alla terapia della risata, di cui pubblichiamo uno stralcio.

Ridere è una cosa seria

Il medico americano Patch Adams è diventato noto in tutto il mondo grazie tra l’altro a un film sul suo lavoro e alla diffusione del suo insegnamento negli ospedali pediatrici, ma anche agli stage-spettacolo che tiene un po’ ovunque.

Adams è medico pediatra, laureato alla prestigiosa università di Harvard. In ospedale va vestito da clown. Alto quasi due metri, baffoni da ussaro, lunga, colorata coda da cavallo, cravatta che sembra un rettile, camicia sgargiante, braghe larghe trasformabili in gonna, calzoncini o altro: già la sua semplice vista suscita ilarità irrefrenabile in bimbi e adulti. Adams sprizza giovialità e affetto da tutti i pori e riesce a mettere tutti a loro agio, con la sua sola presenza. Ha fondato un ospedale ad Arlington, in Virginia (Usa) dove cura gratuitamente e ne sta aprendo diversi in varie parti del mondo.

Molti medici e infermieri di ogni paese stanno seguendo il suo insegnamento. Ora la medicina sembra ovunque orientata verso il riconoscimento delle innumerevoli possibilità terapeutiche legate al ridere. In molti ospedali si pratica la comicoterapia: clown nelle corsie pediatriche, personale addestrato a trasmettere buon umore, reparti di terapia del ridere dove il paziente diventa attivo e interattivo, imparando tecniche di improvvisazione teatrale.

Numerose riviste scientifiche hanno dedicato degli articoli a ricerche sulla humourterapia; un periodico internazionale vi si dedica totalmente: l’International Journal of Humour Research.

In Italia è attiva la Fondazione Theodora all’Ospedale San Raffaele di Milano, con la clown-terapia. Strade simili vengono percorse al Bambin Gesù di Roma e al San Gerardo di Monza. L’ospedale Pediatrico Meyer di Firenze organizza, insieme a enti teatrali, corsi per diventare clown terapeuti, i quali visitano periodicamente i reparti pediatrici, ma non solo.

Gioia allo specchio

Alleniamoci alla serenità, alla gioia; coltiviamo la letizia interiore, ed esercitiamoci nell’arte di ridere. Sono sufficienti piccoli accorgimenti. Eccone alcuni.

  • Ogni volta che vi trovate da soli davanti a uno specchio, fatevi un sorriso, e poi fate la faccia più buffa che vi venga in mente. Siate creativi e inventate delle varianti. Tra l’altro è un’utile ginnastica per i muscoli facciali.
  • Quando leggete il giornale, cercate di modificare mentalmente il finale degli articoli: con un lieto fine o meglio ancora un effetto a sorpresa, molto buffo. E ridete tranquillamente della vostra trovata.
  • Trovatevi spesso con persone che amano ridere.
  • Le e-mail sono diventate per molti un modo per scambiarsi racconti buffi, vignette e simili.
  • Passate del tempo con i bambini. Fatevi contagiare dalle loro risate spontanee. E provate tutti i modi che li facciano ridere, poi unitevi alla loro risata.
  • Sorridete alle persone che incontrate, anche se non le conoscete. Sicuramente riscalderete la loro anima, trasmetterete calore alla loro vita. E magari dopo un po’ vi scambierete anche battute scherzose che aumenteranno il vostro «conto in banca» delle risate.
  • Leggete spesso qualche cosa che vi fa ridere anche da soli. I neuroni, le cellule nervose del nostro cervello, infatti, sono abitudinarie. Più la nostra mente percorre un dato schema, più si imprime la giunzione delle sinapsi, e lo scambio diventa sempre più facile, veloce e automatico. Allenandovi al sorriso, vi accorgerete che sempre più spesso coglierete il lato comico o bello di una situazione o di una battuta, e come minimo questi vi strapperanno un sorriso interiore. E anche questo fa bene all’anima e al corpo.

Di Gudrun Dalla Via.
Tratto da Vita & Salute, maggio ’06.
Fonte: http://www.maran-ata.it

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Imparare a far emergere in noi il buonumore è un “salto” tutt’altro che banale!

Saltando così, i giullari atterrano sempre in piedi…



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