Mag 04

Che cos'è la coscienza?

Che cos'è la coscienza?

La coscienza è la coscienza universale, il fondamento di tutta l’esistenza, in congruenza con quello che hanno affermato da millenni molti saggi del misticismo orientale.

Tutto ed ogni cosa è coscienza, materiale, immateriale, vivente ed intelligente, senza possibilità di separazione tra inerte e organico. E non si tratta quindi solo di quel “fattore” (misterioso) che da Amit Goswami è considerato come il precursore della fisicità. Cioè l’”implicito” di David Bohm.

La verità è che la realtà del mondo naturale, che credevamo solida ed intangibile, ha perso ormai tutta la sua consistenza materiale in cui credevamo, per trasformarsi in una pura e semplice sostanza pensante (Spazio Pensante). Ed è diventata ciò che la fisica quantistica chiama oggi con il nome di “informazione”: un campo di pensiero universale, interamente intelligente.

Nel 1944 Max Planck la chiamò “matrice energetica“, o sostanza da cui tutto ha origine. Per rendere l’idea, egli, padre della fisica quantistica, diceva che ogni particella ha un confine indistinto, la cui sostenibilità è dovuta solo all’apparente rigidità della sua solidità.

La spiritualità, invece, è la manifestazione dello “Spirito“, l’ingrediente più essenziale e totalizzante di tutto ciò che esiste e che noi chiamiamo Universo o “Pensiero Vivente“. L’ implicazione di questa nuova scoperta è sconvolgente. Si tratta di ciò che abbiamo appena finito di chiarire sopra: la coscienza che osserva… se stessa. Una compartecipazione congiunta e reversibile di Osservatore (figlio) e Osservato (padre). Come è stato effettivamente, spiritualmente e… “quantisticamente” testimoniato circa 2.000 anni fa con l’affermazione: “Io ed il Padre siamo UNO“.

Di Vittorio Marchi.

Insegnante di Fisica e ricercatore, è nato a Roma il 30 luglio 1938. Negli anni della sua maturità, 1968, ha conosciuto l’ingegnere compagno di stanza e di studi di Enrico Fermi, alla Normale di Pisa. È stata la svolta della sua vita, il cui “cursus honorum” ha preso una direzione extra-accademica. Egli è stato infatti spettatore di fenomeni che lo hanno reso responsabile dello sviluppo, della diffusione e della comunicazione delle potenzialità della macchina umana; capacità che sono di gran lunga superiori a quelle delle macchine, pur fantastiche, dell’attuale tecnologia moderna. Da molti anni ha orientato i suoi studi e le sue indagini scientifiche verso il tema dello spirito, oggetto di discussione delle sue numerose pubblicazioni e dei suoi frequenti incontri con autorevoli personalità del mondo delle scienze e della cultura. Tra i suoi diversi scritti si segnalano L’Uno detto Dio, La Scienza dell’Uno e Mirjel, il Meraviglioso Uno.

Tratto da Tratto da The Quantum Activist.
Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it

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Mar 25

Dalla Libia a ciò che avviene intorno a noi

Dalla Libia a...

Stiamo assistendo a una situazione drammatica in Libia. La soppressione di ogni diritto umano. I recenti scontri hanno dimostrato la gravità di una vera carneficina allo scopo di porre fine alla ribellione di un popolo represso per lungo tempo da un regime di sofferenze fisiche e mentali. Molti uomini mettono a repentaglio la propria vita per la loro libertà e quella del loro paese.

In nome di interessi economici e finanziari spesso si stringono amicizie pericolose, senza pensare alle possibili conseguenze. E’ più facile ignorarle e conveniente non vedere la verità.

Ora si biasima tutto, siamo bravi a stupirci, inorridiamo di fronte a tale scempio. Siamo anche commossi e pensiamo di rimediare con aiuti umanitari. C’è da chiedersi se non era prevedibile. E nel mondo, quanta altra malvagità.

I paesi sono sempre più interdipendenti e diventa indispensabile considerare per prima cosa le azioni nell’interesse comune. Ma ciò che avviene intorno è il riflesso di noi stessi, della parte egoista e opportunista della nostra personalità.

Un male oscuro che divora l’anima e i sentimenti. Perché tutto questo non accada più è doveroso che ognuno si confronti in profondità con la propria coscienza. Un percorso che richiede coraggio e impegno, ma è la via della rinascita. È necessario capire per cambiare, perché il ruolo dell’uomo sul pianeta è creare e non distruggere. È amare per vivere. L’obiettivo è la coesistenza pacifica e solidale tra nazioni e popoli.

La speranza di ritrovare la dignità, assaporare l’onestà e il rispetto per guardare a un futuro che unisce e non divide. Per una società e una politica che lavori per tutti.

Di Simona Roveda.
Fonte: http://www.lifegate.it

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Mar 16

Coerenza, bisogno, desideri, valori

Coerenza, desideri, valori

Coerenza come valore a se stante o come stile di vita?

La coerenza può sì essere un valore, se non è vista come una “mania“, ma come uno stile di vita volto a seguire un sentiero già tracciato al fine di raggiungere una meta.

Ovvero, si può essere coerenti nel bene come nel male. Viene scambiata per coerenza anche la “cocciutaggine” o l’integralismo.

Si può parlare di coerenza quando chi è consapevole dei suoi bisogni, si pone alcuni obiettivi e cerca di raggiungerli mantenendo sempre chiari i suoi valori.
Facciamo un esempio, può dirsi coerente chi sente il bisogno di evolversi spiritualmente e si pone come obiettivo di raggiungere l’autorealizzazione e nel percorso per raggiungerla cerca di mantenersi entro i binari dei valori spirituali.

Possiamo capire che non sempre è facile, ma se vi riesce, può dirsi una persona coerente. Ovvero c’è uguaglianza tra quanto pensa, dice e fa.
Per l’essere umano la coerenza va di pari passo con la consapevolezza.

Se si è consapevoli di pensare una cosa e dirne un’altra, si capisce che si è usciti dal binario, così pure se si dice una cosa e se ne fa un’altra.

Andiamo a fare un esempio su un caso più alla portata di tutti e che è utile a tutti: l’educazione dei figli.

Un genitore che ama i suoi figli ha il bisogno di vederli realizzati e felici. Gli obiettivi che si pone per dare loro la possibilità di realizzarsi e di essere felici sono di vario genere: educazione ai valori della famiglia, della solidarietà, dell’altruismo, dell’amore per gli altri, del rispetto ecc..

Per realizzare questi obiettivi li fa studiare fino all’università, li manda alla chiesa della sua religione. Ma… lui cosa fa?

Li manda alla chiesa e lui non va? Li fa studiare e poi permette loro di guardare la TV per ore? Come vive lui i valori della famiglia? Rispetta il partner o per i figli è esempio di lite, sopraffazione e mancanza di rispetto? Pratica la solidarietà in qualche modo?

Ecco, se l’esempio che dà è il più possibile vicino (umanamente parlando) ai valori che vuole dare ai figli (al fine di raggiungere gli obiettivi che si è prefissato per soddisfare il bisogno di vederli realizzati e felici), si può dire che sia stato un genitore coerente.
In caso contrario no.

Per riassumere, la coerenza va di pari passo con la consapevolezza, innanzi tutto dei propri bisogni, poi dei propri obiettivi, quindi dei propri valori. Una volta che si è consapevoli di questi, si cerca di rimanere dentro i binari dei valori e si è coerenti.

Fonte: http://jezael.splinder.com

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