Apr 14

10 motivi per abbracciare

L’abbraccio è una vera e propria terapia per il mantenimento della salute e del benessere. E’ un gesto primordiale e rappresenta il primo momento di contatto tra la mamma e il bambino dopo la sua nascita.

I vantaggi dell’abbraccio sono sia fisici che psicologici e possono coinvolgere chiunque, tanto che anche in Italia è nata una rete dedicata gli Abbracci Liberi, conosciuti all’estero come Free Hughs. E se il buonumore vi abbandona proprio quando non avete nessuno da abbracciare, provate la Silvoterapia e abbracciate un albero.

Ecco i 10 maggiori benefici di un abbraccio.

1) Ringiovanire
Un semplice abbraccio ha effetti benefici sull’ossigenazione del sangue. Il potere dell’abbraccio è nel contatto tra due corpi. Quando abbracciamo una persona, rafforziamo il suo organismo stimolando la produzione di emoglobina, che trasporta l’ossigeno ai tessuti. Quando essi ricevono ossigeno, hanno con sé una nuova energia che permette al nostro corpo di ringiovanire.

2) Guarire
L’abbraccio è parte di un vero e proprio percorso di guarigione. E’ per questo che si parla talvolta di abbraccio-terapia. Gli abbracci stimolano nel nostro organismo la produzione di sostanze benefiche che permettono l’autoguarigione e l’autoriparazione delle cellule e dei tessuti. Abbracciare un ammalato, dal punto di vista interiore, regala un piccolo momento di sollievo.

3) Benessere
L’abbraccio è un gesto reciproco e gratuito. Un abbraccio non costa nulla e non richiede molto tempo. E’ un vero e proprio dono reciproco, benefico per entrambe le persone che si abbracciano, che si donano calore e conforto a vicenda. E’ inoltre un gesto positivo di riappacificazione. Aiuta le persone a sfogarsi e ad aprirsi agli altri.

4) Autostima
Ricevere e donare un abbraccio migliora l’autostima e le capacità intellettive, oltre che le competenze linguistiche e il QI nei bambini. Studi scientifici hanno dimostrato che in generale questo gesto reciproco facorisce l’autostima e le capacità mentali sia della persona che abbraccia che di chi viene abbracciato.

5) Depressione
L’abbraccio può essere considerato come una terapia naturale e completamente gratuita contro la depressione. Gli scienziati del Canadian Community Health Survey hanno scoperto che coloro che ricevono frequenti dimostrazioni di affetto, che si manifestano con abbracci e carezze, presentano un rischio inferiore di andare incontro a depressione e disturbi mentali rispetto a coloro a cui non vengono mai dedicati gesti gentili.

6) Stress
Abbracciarsi è un ottimo rimedio per alleviare lo stress. Lo hanno dimostrato gli scienziati della Medical University di Vienna. Il merito è dell’ossitocina, una sostanza conosciuta come ormone del buonumore. L’ossitocina viene rilasciata dal nostro organismo durante gli abbracci, contribuendo a contrastare lo stress. L’effetto antistress dell’abbraccio sarebbe maggiore tra persone che si conoscono e che si vogliono bene.

7) Mamma e bimbo
L’abbraccio è il più naturale e spontaneo gesto d’affetto tra mamma e bambino. Se il bambino piange, non c’è nulla di più efficace di un abbraccio per calmarlo. Solo l’abbraccio della mamma può calmare realmente il neonato.
La psicoterapeuta statunitense Virginia Satir diceva:

“Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere.
Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute.
Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere”.

8) Memoria
Abbracciarsi migliora la memoria. Per stimolare il nostro cervello a ricordare meglio ciò che di importante ci accade, impariamo ad abbracciarci più spesso. Come nel caso dell’effetto antistress dell’abbraccio, il merito sarebbe ancora una volta della produzione di ossitocina, come sottolineato da parte dei ricercatori austriaci. Se tra le due persone che si abbracciano esiste una fiducia reciproca, la terapia dell’abbraccio funziona meglio.

9) Cuore
Un semplice abbraccio contribuisce a migliorare la salute del cuore. Uno studio pubblicato su Psychosomatic Medicine ha evidenziato che gli abbracci producono degli effetti positivi sulla salute del cuore, con particolare riferimento alle donne. Nelle donne, dopo una serie di abbracci, è stato evidenziato un calo della pressione sanguigna e del cortisolo, a beneficio del cuore e della circolazione sanguigna.

10) Ansia
In caso di ansia e panico l’abbraccio può diventare una vera e propria terapia. La produzione di ormoni del benessere nel corso di un abbraccio è in grado di stimolare una sensazione di maggiore calma e di pace. La stimolazione della produzione di endorfine avviene grazie agli abbracci frequenti. Per ottenere degli effetti positivi dagli abbracci, a parere degli esperti, ne sono necessari da 4 a 12 al giorno. 4 abbracci al giorno sono sufficienti per mantenere la normale tranquillità, mentre la dose massima di abbracci contribuisce ad alleviare ansia e angoscia.

Stringimi Forte Stringimi Forte 

La terapia dell’abbraccio stretto per liberare dai conflitti interiori e dai legami problematici

 

Jirina Prekop

Compralo su il Giardino dei Libri

Con l’abbraccio stretto “da pancia a pancia, da cuore a cuore, da volto a volto”, Jirina Prekop propone una strada per la soluzione di situazioni conflittuali e legami problematici che difficilmente si possono risolvere sul piano verbale.

Nel contenimento dell’abbraccio, infatti, le due persone a confronto – genitori e figli, sia piccoli che adulti, e partner fra loro – possono esprimere qualsiasi sentimento: dolore, rabbia, delusione, ecc., tramite la parola ma, soprattutto, mediante forti manifestazioni emotive, come il grido e il pianto, tranne l’aggressività. In questo modo i nodi si sciolgono e si crea un rinnovato rapporto di fiducia reciproca che fa fluire nuovamente l’amore.

In questo libro, l’Autrice espone per la prima volta i fondamenti della sua terapia dell’abbraccio e la sua applicazione sia nell’ambito terapeutico, sia, come forma di vita, nella quotidianità familiare.

Commentando numerosi casi di studio, che si aggiungono alla parte teorica, Prekop fornisce un quadro ampio e dettagliato delle competenze specifiche necessarie a un’attività terapeutica, e anche consigli su come usare la pratica dell’abbraccio nell’ambito della famiglia, come supporto nella relazione con i figli e col proprio partner.



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Mar 19

Caro papà

Caro papà,
calde e forti sono le tue mani, mentre accarezzi la pancia della mamma e io dentro mi sento blandire dalla grandezza del tuo sentimento. Sono dolci coccole che sento… e mi dicono “ciao bimbo mio io sono qui, sono il tuo papà e ti sto aspettando.”
Grande è la mia gioia, e muovendomi ti tiro un calcetto.
Oh no! Ti prego resta! Ma cosa dici?… Non è vero che mi dai fastidio, continua!… Come è possibile che tu mi dia noia!…
Comè possibile che io non ti riconosca!…
E assurdo pensare che non ti accetto…ricordi?…Per metà sono te!
Sono fatto della tua stessa sostanza, della tua stessa essenza.
Accarezzami ancora…parlami, ti ascolto.

Certo che per la mamma è più facile intuirmi, sentirmi, ma non pensare di essere così lontano da me.
Anzi, ti confido una cosa… quando tu l’abbracci, l’aiuti in casa, le dai i baci, le fai regali, insomma quando lei grazie a te è contenta, le viene una specie di formicolio nel cuore; sai io me ne accorgo, perché il suo cuore è un po più su, appena sopra di me.
Quel formicolio piano piano scende e fa brillare tutto il mio liquido.
E’ una sensazione bellissima e la devo a te.
Allora penso che sarà molto bello nascere in una famiglia con un papà e una mamma come voi, e che ho fatto una bella scelta.
Cammineremo insieme per un lungo tratto della nostra vita, a volte andrò spedito e con facilità, altre arrancando in salita, ma comunque avrò la mia mano nella vostra e sarò sorretto.

Continua allora ad accarezzarmi e parlarmi, avendo la certezza che io ti sia grato e che sappia che sei il mio papà già da ora.
In attesa di quel giorno che con dolore, con angoscia e paura nascerò, tu sarai lì sostenendo e dando la forza alla mamma.
Sostenendo e dando forza a lei, dai forza anche a me. Sarai lì per celebrare la mia venuta al mondo.
Immensa sarà allora la felicità dell’incontro. Sbigottito sarò io nel riconoscere l’odore della mamma, il suo battito del cuore, la sua voce, la tua voce…di sentire le vostre mani su di me, ammiccando con gli occhi che per la prima volta vedono il fuori…conoscere la sagoma del volto della mamma e del tuo…e sarà amore caro papà!!

Calde e forti sono le tue mani che amorevoli vigilano fin da ora su di me!
Il tuo tanto aspettato bimbo :)

Auguri a tutti i papà!

Diventiamo Mamma e Papà Diventiamo Mamma e PapàManuale pratico: dalla gravidanza al primo anno di vita del bambino

 

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Un manuale di autoaiuto per le coppie che si apprestano a diventare neogenitori.

In queste pagine gli autori – un team di psicologi del PIRI (Parent-Infant Research Institute) di Heidelberg Heights (Australia), che gode di fama internazionale come centro di eccellenza per gli studi sul rapporto genitore-figlio nei primi 2 anni di vita – forniscono un training di preparazione alla maternità e alla paternità. Accanto a suggerimenti e a pratiche descrizioni di che cosa succede ai genitori (dal punto di vista fisico, psicologico e emotivo) durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, il libro propone spunti di riflessione ed esercizi che permetteranno ai novelli mamma e papà di affrontare con serenità tutti gli inevitabili cambiamenti a cui andranno incontro sia come coppia che come genitori.

Il libro si sofferma in particolare sul periodo della gravidanza, lasciando spazio nell’ultimo capitolo ai primi mesi di vita del bambino.



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Mar 16

Massaggi che parlano al cuore

«Come l’aurora boreale vibra nel cielo notturno,
così reagisce la nostra energia vitale, emana luce
e si muove nel campo di energia della mano che ci tocca.
Un contatto può farci stare nuovamente bene,
e dare nuovo impulso alla nostra energia vitale

Per nove mesi, un bambino, è coccolato e cullato al caldo dentro il pancione e rassicurato dai suoni interni come il battito del cuore, lo stomaco e le voci della mamma e del papà. Alla nascita questo suo piccolo mondo viene stravolto e perde quel rassicurante contatto e contenimento che aveva all’interno del pancione.
Per rendere più sicuro e meno spaventato il bambino dalla conoscenza del mondo è molto utile e bello iniziare a toccarlo.

Margarita Klein, autrice del meraviglioso libro “Massaggi che parlano al cuore” ci insegna l’importanza del tocco.
Nel libro sono infatti spiegate con chiare immagini le fasi di diversi massaggi neonatali, per donare al proprio figlio quelle sensazioni che per nove mesi gli hanno dato sicurezza.
Il contatto è un legame energetico unico tra la vita intrauterina e quella esterna, aiuta la mamma a creare un legame di comunicazione, aiuta a comprendersi e conoscersi in una relazione nuova unica.
I benefici della costanza nel praticare i massaggi al bambino saranno molti, il piccolo sarà più sereno e tranquillo, il sonno sarà più regolare e più lungo oltre ad una serie di sequenze di massaggi utili per aiutarlo in caso di pianti per i nuovi dentini, mal di testa, raffreddore e tosse, asma, oppure potrà essere anche più semplicemente un modo diverso di divertirvi con il bambino con delle storielle create giocando sulla pelle.

“I primi nove mesi della sua vita, il bambino li trascorre cullato nell’abbraccio della mamma.
Poi nasce. E ricerca quell’abbraccio, per stare bene, Per sentirsi al sicuro.”

Molti pensano che massaggiare richieda una grande preparazione, ma in questo caso basta l’amore che ogni mamma e papà hanno per il loro bambino. Scoprite il momento giusto per voi e per lui e dedicate il tempo necessario a questa attività. Non negatevi questi momenti di comunicazione, unici, con il vostro bambino. A volte le faccende domestiche possono essere rimandate, il mondo va avanti lo stesso!

“Un massaggio può essere per voi e per lui un momento
di tranquillità quotidiana per rilassarvi e ritemprarvi insieme.”

L’autrice ci spiega come il massaggio può anche essere un terapeuta famigliare. Sì perchè talvolta i rapporti genitori e figli sono difficili e la comunicazione.
Grazie al massaggio, si può osservare e ascoltare ciò che il bambino vi risponde, ovviamente nella sua lingua, con uno sguardo che vi sembrerà scettico o con un sorriso felice, in entrambi i casi anche se il vostro bambino è ormai cresciutello, tranquillizzatelo, parlategli e descrivete ciò che state facendo, la vostra voce e il vostro tocco gli permetterà di abbandonarsi con fiducia.

“Il contatto da pelle a pelle è come un dialogo intimo:
la pelle può raccontare molto e le mani possono ascoltare e dare risposte”

Non fatevi mancare questi unici e dolci momenti con il vostro bambino, che sia un neonato o già grandicello.
Abbandonatevi l’uno all’altro e il legame tra voi sarà più intenso, date più spazio al contatto fisico e scoprirete fin da subito la profonda efficacia del tocco.
Il massaggio vi permetterà di consolidare la relazione genitori e bambino, un caldo abbraccio, una stretta affettuosa possono esprimere molto più di qualsiasi  discorso.
Un massaggio o una carezza lieve dopo una giornata lunga e faticosa sono un toccasana per tutti.

Con l’augurio di trovare ogni giorno il tempo per massaggi che parlano al cuore, …per massaggi d’amore.

Massaggi che Parlano al Cuore Massaggi che Parlano al Cuore

 

 

Margarita Klein

 

 

Compralo su il Giardino dei Libri

Il massaggio, praticato prima alla madre durante la gravidanza, e insegnato dopo il parto, consiste in una serie di tocchi delicati e leggeri come «ali di una farfalla». E’ la madre che tocca il proprio bambino, sperimentando direttamente con il piccolo questo tipo di comunicazione profonda. Imparando a massaggiare con attenzione e sensibilità, i genitori migliorano la relazione, profondamente corporea, che «nutre» i propri figli. In questo modo il massaggio può diventare un momento importante della vita quotidiana familiare, un rituale affettuoso per sanare conflitti e tensioni e favorire la comprensione reciproca.

Con un linguaggio chiaro e poetico, Margarita Klein guida i lettori a praticare passo a passo i singoli massaggi nelle diverse situazioni: dalla cura di un neonato e di un bebé, come occasione di gioco e di divertimento attraverso il racconto di «storie sulla pelle», ma anche come pratica in grado di alleviare disturbi psicologici e fisici.

Questo libro è in grado di parlare sia ai genitori che condividano il desiderio di contatto con i figli, sia a lettori più «tecnici» come medici, psicologi infantili, educatori, insegnanti, psicomotricisti, fisioterapisti e operatori del parto.

 



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