Giu 03

Dai tempo alla tua vita ogni giorno

Il paradosso della nostra epoca storica è che abbiamo edifici più alti ma temperamenti più corti, strade più larghe ma punti di vista più ristretti.
Spendiamo di più, ma abbiamo di meno; compriamo di più, ma gustiamo di meno. Abbiamo cose più grandi ma famiglie piccole, più comodità, ma meno tempo; abbiamo più lauree e poco buon senso.
Abbiamo più conoscenze, ma meno criterio; più specialisti, ma ancora più problemi, più medicine, ma meno benessere.
Beviamo troppo, fumiamo troppo, spendiamo troppo incautamente, ridiamo troppo poco, guidiamo in maniera spericolata, ci arrabbiamo troppo, rimaniamo alzati fino a tardi, ci svegliamo troppo stanchi, leggiamo troppo poco, guardiamo troppo la Tv e preghiamo raramente.
Abbiamo moltiplicato le nostre proprietà, ma ridotto i nostri valori.
Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Abbiamo imparato a condurre un’esistenza, non una vita, abbiamo aggiunto anni alla vita, non vita agli anni.
Abbiamo raggiunto la luna e ne siamo tornati, ma abbiamo problemi ad attraversare la strada per incontrare un nuovo vicino.
Abbiamo conquistato lo spazio esterno, ma non quello interiore.

Abbiamo fatto cose più eclatanti, ma non cose migliori.
Abbiamo pulito l’aria, ma inquinato l’anima.
Abbiamo conquistato l’atomo, ma non il nostro pregiudizio.

Scriviamo di più, ma impariamo di meno.
Progettiamo di più, ma completiamo di meno.
Abbiamo imparato ad affrettarci, ma non ad aspettare.

Costruiamo più computer per contenere più informazioni e produrre più copie che mai, ma comunichiamo sempre meno.
Questi sono i tempi dei fast food e della digestione lenta; grandi uomini con deboli caratteri; profitti esorbitanti e relazioni poco profonde.
Questi sono giorni in cui nelle case entrano due stipendi, ma aumentano i divorzi.

Ricordati di passare un po’ di tempo con i tuoi cari, perché non ci saranno per sempre.
Ricordati di dare un caloroso abbraccio a chi ti sta accanto, perché è l’unico tesoro che puoi dare con il tuo cuore e non costa un centesimo.
Ricordati di dire “TI AMO” al tuo partner e ai tuoi cari, ma soprattutto sentilo. Un bacio ed un abbraccio sanano una ferita se provengono dal profondo del cuore.
Ricordati di stringere le mani e conservare nell’anima ogni istante, perché un giorno quella persona non sarà lì ancora.

Dai tempo all’Amore, dai tempo al parlare,
dai tempo al condividere i preziosi pensieri che nutri nella tua mente.

da: “Words Aptly Spoken”

Il Metodo (The Tools) Phil Stutz Barry Michels Il Metodo (The Tools)Per cambiare da subito la tua vita e ritrovare forza, fiducia e coraggio 

Phil Stutz, Barry Michels

 

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Un libro rivoluzionario sulla crescita personale. Un kit di strumenti pratici, immediati ed efficaci per migliorare da subito la tua vita.

Quando il presente e il futuro prossimo ci procurano ansia, preoccupazione e dolore, è inutile cercarne le cause nel passato, come fa il modello tradizionale di intervento psicologico. Phil Stutz e Barry Michels hanno invece sviluppato un insieme di tecniche semplici e innovative per passare immediatamente e in poco tempo all’azione.

Le hanno chiamate “The Tools”, gli Strumenti, e rappresentano la chiave che permette a chiunque di far leva sui propri problemi per accedere all’immenso potere delle risorse interiori. Gli ostacoli si trasformano così in opportunità, con risultati sorprendenti: grazie a veloci esercizi pratici, si ritrova il coraggio, si supera la paura, si rafforza l’autostima, si riesce a esprimere veramente il proprio essere e si diventa più creativi.

Per decenni gli autori hanno insegnato l’uso di questi strumenti ai pazienti, conquistandosi una clientela sempre più numerosa ed entusiasta, e una fama prossima al culto. Con Il Metodo il loro approccio rivoluzionario è finalmente disponibile per tutti coloro che vogliono sfruttare fino in fondo il proprio potenziale e cercano una nuova via per superare le grandi e piccole difficoltà quotidiane.

La promessa contenuta in queste pagine è essenziale e ambiziosa: trasformare la vita di ognuno in un’esperienza eccezionale, che conduca alla vera conoscenza di se stessi e a una profonda e duratura felicità. Migliaia di persone che hanno migliorato radicalmente la propria esistenza grazie a questi strumenti possono testimoniarlo: Il Metodo funziona.

Il libro più innovativo e originale nel panorama del Self Help: è stato il caso editoriale della Fiera di Londra 2011; in Italia è stato conteso fra 7 Editori; nel mondo è stato venduto in 29 Paesi; è stato lanciato in contemporanea mondiale.



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Mag 08

Il pane tostato bruciato

Dopo un lungo e duro giorno di lavoro, mia mamma mise un piatto con salsicce e pane tostato, molto bruciato, davanti al mio papà.

Ricordo che stavo aspettando che lo notasse… Nonostante mio padre lo avesse notato, prese un pane tostato, sorrise a mia madre e mi chiese come fosse andata a scuola.

Non ricordo cosa gli risposi, però mi ricordo il vederlo spalmare burro e marmellata sul pane tostato e mangiarlo tutto.

Quando mi alzai da tavola, quella sera, ricordo d’aver sentito mia madre chiedere scusa a mio padre per il pane tostato molto bruciato. Mai dimenticherò quello che gli disse:

Cara non preoccuparti, a volte mi piace il pane tostato un po’ bruciato.

Più tardi, quella sera, andai a dare il bacio della buona notte a mio padre e gli chiesi se veramente gli piaceva il pane tostato bruciato.

Egli mi abbracciò e mi fece questa riflessione:
La tua mamma ha avuto un giorno molto duro nel lavoro,
è molto stanca, ed inoltre un pane tostato un po’ bruciato non fa male a nessuno”…….

La vita è piena di cose imperfette.
Imparare ad accettare i difetti e decidere di apprezzare ognuna delle differenze degli altri, è una delle cose più importanti per creare una relazione sana e duratura.

Un pane tostato bruciato non deve ferire un cuore.

La comprensione e la tolleranza sono la base di ogni buona relazione.
Sii più gentile di quanto ritieni necessario esserlo perché tutte le persone, in questo momento, stanno lottando contro qualche tipo di battaglia.

Tutti abbiamo problemi e tutti stiamo imparando a vivere, ed è molto probabile che non ci basti una vita per imparare il necessario.

“Il viaggio verso la felicità non è diritto.
Esistono curve chiamate EQUIVOCI,
esistono semafori chiamati AMICI,
luci di posizione chiamate FAMIGLIA,
e tutto si raggiunge se hai:
Una ruota di scorta chiamata DECISIONE,
un potente motore chiamato COMPRENSIONE,
una buona assicurazione chiamata FEDE,
abbondante combustibile chiamato PAZIENZA,
e soprattutto un autista esperto chiamato AMORE!!!

Hai due modi per diffondere la luce,
essere la lampada che la emette, o lo specchio che la riflette”.

di Lin Yutang

Non Puoi Piantare un Chiodo nel Cielo Non Puoi Piantare un Chiodo nel Cielo

 

Gli insegnamenti di un maestro zen
Lin-Chi

 

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Il messaggio del maestro cinese Lin Chi è qui tradotto e commentato da Fabrizio Rondolino, che ne offre una versione semplice e non dottrinale, una lettura piacevole e ispirante per tutti.

Lin Chi è rimasto celebre per il suo metodo di insegnamento, estremamente diretto dalla mente e dal cuore del maestro alla mente e al cuore del discepolo.

Le sue parole schiette, essenziali, vigorose fino ad apparire crude, tramandateci attraverso i secoli, spronano ancora l’uomo a cercare la Verità non nel mondo assordante, ma nell’interiorità silenziosa di ciascuno, facendo così emergere un “uomo vero”, libero dai condizionamenti, che tramite la meditazione, la riflessione sui koan e l’atteggiamento di consapevolezza in ogni istante della vita quotidiana possa raggiungere e vivere l’illuminazione nella pienezza di mente e corpo.



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Apr 30

Le lacrime del deserto - Paulo Coelho

 

Un missionario, appena arrivato a Marrakech, decise che tutte le mattine avrebbe fatto una passeggiata nel deserto che si estendeva oltre la periferia cittadina.
Durante la sua prima camminata, notò un uomo sdraiato sulla sabbia: accarezzava il suolo con una mano e vi teneva l’orecchio appoggiato sopra.
« E’ un pazzo» si disse. Ma la scena si ripeté giorno dopo giorno.

Trascorso un mese, incuriosito da quello strano comportamento, il missionario decise di rivolgersi all’uomo. Gli si inginocchiò accanto e, con molta difficoltà, giacché non parlava ancora l’arabo fluentemente, domandò: «Cosa sta facendo?»
«Tengo compagnia al deserto e lo consolo per la sua solitudine e le sue lacrime.»
«Non sapevo che il deserto piangesse.»
«Piange tutti i giorni. Ha un sogno: quello di rendersi utile all’uomo e trasformarsi in un immenso giardino, dove poter coltivare cereali e fiori, e allevare montoni.»
«Le chiedo una cortesia: dica al deserto che svolge la sua missione assai bene,» replicò il missionario.

«Ogni volta che mi ritrovo a camminare qui, comprendo la vera dimensione dell’essere umano: il suo spazio aperto, infatti, mi permette di capire quanto siamo piccoli di fronte a Dio. Quando guardo la sua sabbia, immagino i milioni di persone che sono state create uguali, e penso che non sempre il mondo si è dimostrato giusto con ciascuna di esse. Le sue montagne
mi aiutano a meditare. Quando vedo il sole sorgere all’orizzonte, la mia anima si colma di gioia e io mi sento più vicino al Creatore». Il missionario si allontanò e fece ritorno alle sue faccende quotidiane. Fu davvero enorme la sua sorpresa quando, l’indomani mattina, incontrò l’uomo nello stesso posto e nella medesima posizione.

«Ha riferito al deserto tutto ciò che ho detto?» domandò.
L’uomo annuì. « E nonostante questo, continua a piangere?» «Sì. Posso udire ogni suo singhiozzo.
Adesso piange perché ha trascorso migliaia di anni pensando di essere completamente inutile e ha sprecato tutto questo tempo imprecando contro Dio e contro il proprio destino.»
«Ebbene, ditegli che, malgrado abbia una vita molto più breve, anche l’essere umano passa molti dei suoi giorni reputandosi inutile. Di rado, scopre la ragione di quel suo destino e pensa che Dio sia stato ingiusto con lui. Poi, quando un qualche avvenimento gli mostra finalmente la ragione per cui è nato, crede che sia troppo tardi per cambiare vita, e continua a soffrire. E, come il deserto, si sente in colpa per il tempo perduto.»
«Non so se il deserto ascolterà queste giustificazioni,», disse l’uomo. «Ormai si è abituato al dolore e non riesce a vedere le cose in maniera diversa.»
«Allora è arrivato il momento di fare quello che io faccio sempre quando ho la sensazione che le persone abbiano perduto la speranza. Pregare. Sì, pregheremo.» Si inginocchiarono entrambi e pregarono. Uno si voltò verso la Mecca perché era musulmano; l’altro congiunse le mani e le portò al petto perché era cattolico. Pregarono, rivolgendosi ciascuno al proprio Dio – che è sempre stato lo stesso, anche se si insiste a chiamarlo con nomi differenti.

Il giorno successivo, quando il missionario fece la camminata mattutina, l’uomo non c’era più. Nel luogo in cui era solito abbracciare la sabbia, il suolo appariva bagnato, giacché era sgorgata una piccola fonte. Nei mesi successivi, la sorgente si fece più copiosa, e gli abitanti della città vi costruirono intorno un pozzo. I beduini chiamano quel posto il “pozzo delle lacrime del deserto“.
Dicono che tutti coloro che ne berranno l’acqua riusciranno a trasformare la ragione della propria sofferenza in motivo di gioia.
E finiranno per trovare il proprio destino.

Tratto da Come il Fiume che Scorre di Paulo Coelho

Come il Fiume che Scorre Come il Fiume che ScorreSette anni di riflessioni, viaggi e incontri: il segreto svelato di un’affascinante filosofia di vita 

Paulo Coelho

 

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In queste pagine non ci sono solo le convinzioni dell’autore riguardo al destino del mondo e dell’uomo, ma anche i risvolti autobiografici. La raccolta di racconti è inoltre preceduta da una prefazione in cui Paulo Coelho racconta come è diventato scrittore.

“Ho attraversato molti luoghi, cambiando più paesi che scarpe, come diceva Bertolt Brecht. Nelle pagine di questo libro, racconto momenti che ho vissuto, storie che ho udito, riflessioni che hanno affollato la mia mente mentre percorrevo una determinata tappa nel fiume della vita”



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