Apr 20

Genitori in gioco

“Quando si gioca, si apre il cuore, col cuore si vede e si apprendono le cose essenziali della vita”
il Piccolo Principe

Quando a metterci in gioco e ad aprire il nostro cuore siamo noi adulti, genitori, questo non può che portare un arricchimento prima a noi stessi e quindi ai nostri figli. Dopo una lunga giornata di lavoro e stress vario che possiamo incontrare durante la giornata ci portano alla grande tentazione di affidare, al nostro rientro a casa, i bambini alla televisione o ad un nuovo giocattolo, specialmente se entrambi i genitori lavorano.. non dovete sentirvi in colpa, anche voi avete il naturale bisogno di ricaricare le batterie, purchè le soluzioni di comodo non diventino le uniche ;)

Eppure, sappiamo quanto un rapporto diretto con i figli, anche nel momento del gioco è davvero fondamentale; ogni momento trascorso insieme è un’occasione speciale per conoscersi di più e rinforzare il legame affettivo.
Ecco un libro che ci viene in aiuto e ci spiega cosa fare in quelle giornate o anche serate che sembrano interminabili, Genitori in gioco di Alessandra Zermoglio, mamma di Martina, che ha raccolto, grazie alle sue esperienze di gioco con la sua bimba, ben 240 attività manuale, fisiche e intellettuali.
Queste sono suddivise in pratiche schede con le indicazioni di fascia di età e tipologia, adatte per tutti i bambini dalla nascita ai 6 anni, da svolgere da soli o con i compagni, in casa o anche all’aperto;

Mi piace molto lo scopo profondo di questo libro, e spero possa essere un nuovo stimolo per tutti, perché i figli crescono a una velocità sorprendente che talvolta sembra non rendersene conto… e nel giro di pochi anni ci si potrebbe pentire di aver lasciato i bambini davanti al televisore o al computer, rinunciando a un rapporto diretto che, oltre a far crescere meglio i figli, appaga enormemente i genitori per il legame forte di complicità che si viene a creare.

“Siate pronti ad improvvisare e sostituire dei vuoti divieti,
che alimenterebbero solo il capriccio,
con delle valide alternative altrettanto stimolanti.”

Come dice Alessandra Zermoglio – Giocare è anche sedersi a un tavolo e disegnare insieme, cucinare un budino, inzuppare i biscotti per la torta, insomma fare qualche cosa insieme che in fondo è il gioco preferito dei nostri figli.
Per te mamma, per te papà, sempre di corsa e presi dai ritmi frenetici della vita quotidiana, una guida pratica per sfruttare al meglio il tempo che dedicate ai vostri figli…in modo divertente.
Infine un ultimissimo suggerimento che troverete anche nel libro..
provate, sperimentate con vostro figlio, osate pure,
ma sopratutto non dimenticatevi che state giocando con lui
:)

Genitori in Gioco (eBook) Alessandra Zermoglio Genitori in Gioco (eBook)240 attività per crescere con i bambini da 0 a 6 anni senza la Tv

 

Alessandra Zermoglio

 

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I bambini nascono e crescono a una velocità sorprendente. I ritmi frenetici della vita moderna, però, spesso impediscono a mamma e papà, specie se impegnati con il lavoro, di prendere parte ai giochi dei figli piccoli: costretti a lasciarli in compagnia della «baby-sitter» televisione o con giocattoli e videogiochi già pronti, che lasciano poco spazio alla creatività, rischiano di sentirsi inadeguati e smarriti.

Per venire incontro alle esigenze di tutti quei genitori con sempre più impegni e sempre meno tempo libero a disposizione, ma che desiderano essere presenti con costanza e amore nel prezioso e irripetibile periodo della crescita dei figli, questa guida propone una ricca raccolta di attività ludico-didattiche da organizzare in famiglia, tutte ideate e sperimentate in prima persona dalla mamma/autrice: dai giochi all’aperto ai lavoretti di Natale, dal disegno alla manipolazione dei materiali, dall’invenzione di storie agli sport più classici rivisitati «a misura di bambino»…



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Apr 19

Come ti aiuta il tuo corpo

La conoscenza innata del nostro corpo umano:
Il corpo sa come aiutarsi in modo naturale ed efficace quando è necessario.
Anche se forse non ci facciamo caso, ricorriamo sempre al respiro nei momenti difficili per poter avere subito un immediato sollievo.
Pensiamo infatti a tutte le volte che, anche senza accorgercene, abbiamo sospirato quando eravamo tristi, sbuffato quando eravamo stanchi o arrabbiati, fatto un respiro profondo prima di un colloquio importante, di rispondere al telefono o di dire la nostra. Oppure pensiamo alle volte in cui ci viene consigliato di respirare profondamente per sopportare meglio un dolore fisico, alle donne in travaglio per esempio non si dice altro che respirare!
Tuttavia, nonostante la naturale saggezza del corpo e il buon senso comune, quanti di noi si ricordano di usare il respiro in modo consapevole in una situazione critica?
Quanti si fermano a respirare profondamente in mezzo al caos o davanti agli altri se ne abbiamo bisogno?

Purtroppo la frenetica vita moderna, lontana dai più lenti ritmi della natura, ci ha fatto dimenticare il vero significato del respiro. Siamo ormai così abituati a trattenere il respiro e a non respirare correttamente che non ci rendiamo conto di negare al corpo e alla mente dei grandi benefici.

Il respiro è fondamentale, non solo per la nostra sopravvivenza ma anche per le sue proprietà guaritrici e rilassanti. Il respiro è il soffio vitale, è il divino dentro di noi, è l’energia che sempre fluisce.

Il respiro ci mette in contatto con la parte più vera di noi stessi e con le nostre emozioni ecco perché finiamo con il trattenerlo così tanto, perché non vogliamo sentire.
Avete notato che si ha la tendenza a trattenere il respiro quando si ha paura?
Che tratteniamo la pancia e abbiamo respiri corti quando siamo nervosi o in situazioni di pericolo?
Ma avete notato che lo facciamo anche se non c’è alcun pericolo?

Lo stress quotidiano a cui spesso siamo sottoposti ci fa stare sul chi va là e quindi diventa un meccanismo di difesa restare contratti e pronti ad affrontare le situazioni. A lungo andare questo diventa un’abitudine e non ci rendiamo conto di non respirare correttamente per la maggior parte del tempo, cosa che tra l’altro fa aumentare lo stress.

Personalmente è stata un’illuminazione quando mi sono resa conto che molti stati di ansia immotivata venivano inconsciamente alimentati dal mio trattenere il respiro anche quando non c’era alcun pericolo. Quando me ne accorgevo e “ritornavo a respirare” avevo sempre un immediato sollievo fisico e anche una maggiore chiarezza mentale. Un senso di calma cominciava a pervadermi e le emozioni sembravano placarsi.

Musica per contrastare lo stress e aprirci a un dolce e benefico relax:

Il Potere Curativo della Musica - Con CD Allegato Sergio D'Alesio Il Potere Curativo della Musica – CD con Libro 

Da Pitagora alla Musica a 432 Hz

 

Sergio D’Alesio, Capitanata

 

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Ascoltando la musica proposta da strumenti accordati a 432 Hz, le onde sonore modificano la pressione sanguigna, la respirazione, il battito cardiaco, la resistenza elettrica della pelle, la sudorazione, la risposta neuroendocrina e le onde cerebrali stimolando il rilassamento della mente e il riequilibrio psicofisico.

Questo prezioso AudioLibro da “leggere e ascoltare” segue la scia di una tecnica molto diffusa in Europa e negli Stati Uniti.  Esauriente e approfondita, l’opera è arricchita da una lunga intervista con il compositore wellness Capitanata, autore dei brani del CD Therapeutic Health Music – 432 Hz Natural Notes incluso nell’audiolibro, che porta alla luce e regala agli ascoltatori ogni funzionale peculiarità della musica intesa come strumento di guarigione e di benessere.

La musica di questo CD aiuta ad eliminare progressivamente stati di nervosismo, di ansia, angoscia, difficoltà di ordine psicosomatico come cefalee, stanchezze muscolari. La musica si indirizza direttamente al corpo, ai sensi e  allo spirito stimolando la produzione di serotonina che influenza l’umore ed il comportamento riducendo la tensione muscolare e gli sbalzi d’umore, dando sollievo e benessere a tutto il corpo.

La musica di questo CD può essere usata sia come mezzo per favorire il rilassamento sia come tecnica terapeutica a sé stante (musicoterapia). L’ effetto tranquillizzante  è dovuto ad un aumento dell’attività dell’emisfero destro del cervello, responsabile dell’attività immaginativa e creativa, con diminuzione del lavoro dell’emisfero sinistro, sede del linguaggio, del pensiero razionale e della capacità di calcolo.



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Apr 14

10 motivi per abbracciare

L’abbraccio è una vera e propria terapia per il mantenimento della salute e del benessere. E’ un gesto primordiale e rappresenta il primo momento di contatto tra la mamma e il bambino dopo la sua nascita.

I vantaggi dell’abbraccio sono sia fisici che psicologici e possono coinvolgere chiunque, tanto che anche in Italia è nata una rete dedicata gli Abbracci Liberi, conosciuti all’estero come Free Hughs. E se il buonumore vi abbandona proprio quando non avete nessuno da abbracciare, provate la Silvoterapia e abbracciate un albero.

Ecco i 10 maggiori benefici di un abbraccio.

1) Ringiovanire
Un semplice abbraccio ha effetti benefici sull’ossigenazione del sangue. Il potere dell’abbraccio è nel contatto tra due corpi. Quando abbracciamo una persona, rafforziamo il suo organismo stimolando la produzione di emoglobina, che trasporta l’ossigeno ai tessuti. Quando essi ricevono ossigeno, hanno con sé una nuova energia che permette al nostro corpo di ringiovanire.

2) Guarire
L’abbraccio è parte di un vero e proprio percorso di guarigione. E’ per questo che si parla talvolta di abbraccio-terapia. Gli abbracci stimolano nel nostro organismo la produzione di sostanze benefiche che permettono l’autoguarigione e l’autoriparazione delle cellule e dei tessuti. Abbracciare un ammalato, dal punto di vista interiore, regala un piccolo momento di sollievo.

3) Benessere
L’abbraccio è un gesto reciproco e gratuito. Un abbraccio non costa nulla e non richiede molto tempo. E’ un vero e proprio dono reciproco, benefico per entrambe le persone che si abbracciano, che si donano calore e conforto a vicenda. E’ inoltre un gesto positivo di riappacificazione. Aiuta le persone a sfogarsi e ad aprirsi agli altri.

4) Autostima
Ricevere e donare un abbraccio migliora l’autostima e le capacità intellettive, oltre che le competenze linguistiche e il QI nei bambini. Studi scientifici hanno dimostrato che in generale questo gesto reciproco facorisce l’autostima e le capacità mentali sia della persona che abbraccia che di chi viene abbracciato.

5) Depressione
L’abbraccio può essere considerato come una terapia naturale e completamente gratuita contro la depressione. Gli scienziati del Canadian Community Health Survey hanno scoperto che coloro che ricevono frequenti dimostrazioni di affetto, che si manifestano con abbracci e carezze, presentano un rischio inferiore di andare incontro a depressione e disturbi mentali rispetto a coloro a cui non vengono mai dedicati gesti gentili.

6) Stress
Abbracciarsi è un ottimo rimedio per alleviare lo stress. Lo hanno dimostrato gli scienziati della Medical University di Vienna. Il merito è dell’ossitocina, una sostanza conosciuta come ormone del buonumore. L’ossitocina viene rilasciata dal nostro organismo durante gli abbracci, contribuendo a contrastare lo stress. L’effetto antistress dell’abbraccio sarebbe maggiore tra persone che si conoscono e che si vogliono bene.

7) Mamma e bimbo
L’abbraccio è il più naturale e spontaneo gesto d’affetto tra mamma e bambino. Se il bambino piange, non c’è nulla di più efficace di un abbraccio per calmarlo. Solo l’abbraccio della mamma può calmare realmente il neonato.
La psicoterapeuta statunitense Virginia Satir diceva:

“Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere.
Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute.
Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere”.

8) Memoria
Abbracciarsi migliora la memoria. Per stimolare il nostro cervello a ricordare meglio ciò che di importante ci accade, impariamo ad abbracciarci più spesso. Come nel caso dell’effetto antistress dell’abbraccio, il merito sarebbe ancora una volta della produzione di ossitocina, come sottolineato da parte dei ricercatori austriaci. Se tra le due persone che si abbracciano esiste una fiducia reciproca, la terapia dell’abbraccio funziona meglio.

9) Cuore
Un semplice abbraccio contribuisce a migliorare la salute del cuore. Uno studio pubblicato su Psychosomatic Medicine ha evidenziato che gli abbracci producono degli effetti positivi sulla salute del cuore, con particolare riferimento alle donne. Nelle donne, dopo una serie di abbracci, è stato evidenziato un calo della pressione sanguigna e del cortisolo, a beneficio del cuore e della circolazione sanguigna.

10) Ansia
In caso di ansia e panico l’abbraccio può diventare una vera e propria terapia. La produzione di ormoni del benessere nel corso di un abbraccio è in grado di stimolare una sensazione di maggiore calma e di pace. La stimolazione della produzione di endorfine avviene grazie agli abbracci frequenti. Per ottenere degli effetti positivi dagli abbracci, a parere degli esperti, ne sono necessari da 4 a 12 al giorno. 4 abbracci al giorno sono sufficienti per mantenere la normale tranquillità, mentre la dose massima di abbracci contribuisce ad alleviare ansia e angoscia.

Stringimi Forte Stringimi Forte 

La terapia dell’abbraccio stretto per liberare dai conflitti interiori e dai legami problematici

 

Jirina Prekop

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Con l’abbraccio stretto “da pancia a pancia, da cuore a cuore, da volto a volto”, Jirina Prekop propone una strada per la soluzione di situazioni conflittuali e legami problematici che difficilmente si possono risolvere sul piano verbale.

Nel contenimento dell’abbraccio, infatti, le due persone a confronto – genitori e figli, sia piccoli che adulti, e partner fra loro – possono esprimere qualsiasi sentimento: dolore, rabbia, delusione, ecc., tramite la parola ma, soprattutto, mediante forti manifestazioni emotive, come il grido e il pianto, tranne l’aggressività. In questo modo i nodi si sciolgono e si crea un rinnovato rapporto di fiducia reciproca che fa fluire nuovamente l’amore.

In questo libro, l’Autrice espone per la prima volta i fondamenti della sua terapia dell’abbraccio e la sua applicazione sia nell’ambito terapeutico, sia, come forma di vita, nella quotidianità familiare.

Commentando numerosi casi di studio, che si aggiungono alla parte teorica, Prekop fornisce un quadro ampio e dettagliato delle competenze specifiche necessarie a un’attività terapeutica, e anche consigli su come usare la pratica dell’abbraccio nell’ambito della famiglia, come supporto nella relazione con i figli e col proprio partner.



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