Mar 08
Decidi cosa vuoi veramente

Cosa vuoi veramente

Il senso di quello che leggerai è duplice:

il primo è di ispirarti; il secondo è di incanalare l’energia verso risultati misurabili, spingendoti a compiere a ritmo costante azioni semplici.

Insieme, le ispirazioni e piccole azioni quotidiane, ti condurranno verso il miglioramento della qualità della Tua vita.

Tre semplici passi prima di continuare con la lettura:

  1. leggi con attenzione ogni parola;
  2. impegnati a riflettere per pochi minuti su ciò che hai appena imparato;
  3. annota le tue rivelazioni o reazioni al brano. Dopo tutto, che senso ha l’ispirazione se non è seguita dall’azione?

Decidi cosa vuoi veramente e determina che cos’è che ti impedisce di averla adesso.

Ricordati che otteniamo qualsiasi cosa su cui ci focalizziamo. Invece di sprecare tempo su quello che non vogliamo, articola chiaramente ciò che vuoi davvero. Per esempio, anziché raggiungere la tua meta pensando di “smettere fumare”, decidi che vuoi “essere più sano, vivace, più allegro che mai”. Più specifico sei, più forza avrai per raggiungere il tuo scopo.

Una volta deciso ciò che vuoi, identifica gli ostacoli che potresti incontrare, come il dolore anticipato che potrebbe capitare come risultato di un cambiamento.

Che cosa desideri? Che cosa ti impedisce di averla adesso?

Hai mai notato come, quando qualcuno si fa male e gli altri si prodigano per lui, può succedere che le ferite non guariscano tanto in fretta? Sebbene ciò che lui voglia è guarire appena possibile, il piacere di ricevere tutta quella attenzione e la possibilità di rilassarsi, può inconsciamente tardare, o impedire la guarigione. Quando qualcuno ottiene un beneficio secondario dal suo comportamento o emozione dolorosa, che lui stesso sta cercando di cambiare, provoca quello che viene definito beneficio secondario. Questo bisogno di conservare il beneficio secondario è spesso uno dei grandi inibitori di un cambiamento durevole.

Quali sono i benefici nascosti che potresti ottenere da un comportamento che sai che dovresti cambiare? Quanto essi sono attraenti quando sono paragonati al dolore che sai che ti hanno causato nel passato, presente e futuro?

Associa un dolore tremendo al non cambiare ora e un piacere immenso ad un cambiamento immediato. Chiediti:

  • Quanto mi costerà questo comportamento (o emozione) se non cambio?
  • Che cosa mi mancherà nella vita se non faccio questo mutamento?
  • Quanto mi costa già questo vecchio comportamento mentalmente, emozionalmente, fisicamente, finanziariamente, spiritualmente?
  • Che effetto avrà questo sulla mia carriera? Sui miei cari?

Immagina vividamente e senti gli effetti piacevoli del cambiare ora. Chiediti:

  • Quando cambierò davvero, che cosa penserò di me stesso?
  • Che tipo di impeto creerò facendo questo cambiamento?
  • Come si sentiranno la mia famiglia e i miei amici?
  • Quanto sarò felice io?
  • Non merito già questi benefici ora?
  • Se hai provato un cambiamento che è fallito, probabilmente l’ingrediente mancante era il fare leva. Fino a quando non arriverai al punto in cui il cambiamento sarà un dovere assoluto, continuerai a rimandare la decisione. Ma con dei motivi abbastanza forti – il giusto stimolo – sarai costretto ad agire.

Condiziona il nuovo schema affinché diventi consistente.

Ho ricevuto una vera educazione nel condizionamento l’altro giorno mentre guardavo un accordatore che lavorava sul nostro piano a mezza coda. Quando gli ho chiesto il conto mi ha risposto che me lo avrebbe fatto sapere alla prossima visita. “Vuoi dire che non ha ancora finito?” gli ho chiesto. Pazientemente mi ha spiegato che le corde del piano sono forti e che, per mantenere il livello di tensione perfetto, devono essere condizionate regolarmente.

Questo è esattamente ciò che dobbiamo fare per creare un cambiamento durevole. Per avere successo in questo, dobbiamo condizionare i nostri sistemi nervosi non soltanto una volta, ma costantemente. Dopotutto, non frequenteresti un unico corso di aerobica per poi proclamare “ora sono sano per il resto della mia vita!”.

Ora tocca a te! Decidi cosa vuoi veramente e determina che cos’è che ti impedisce di averla adesso.

Di Anthony Robbins.


Eventi consigliati

Sprigiona il potere che è in te — Anthony Robbins

banner anthony robbins roma 2010 Il vocabolario di successo  what the bleep

>> VISUALIZZA IL PROGRAMMA COMPLETO!

Anthony Robbins: il più grande motivatore del potenziale umano

New York Times

Una delle 10 Personalità più eminenti al mondo

International Chamber of Commerce

E’ l’autore di volumi di successo del self help; conduce seminari a effetto; ha affascinato, negli anni, clienti che vanno da svariati Presidenti americani al Leader russo Mikhail Gorbachev; i suoi discorsi sono echeggiati anche tra le mura della Casa Bianca di George Bush padre e di Bill Clinton

Il Sole 24 Ore


Contenuti consigliati

comeotteneremegliosealtri Il vocabolario di successo  what the bleep

Compralo su Macrolibrarsi

appunti amico Il vocabolario di successo  what the bleep
Una guida semplice per assumerti la responsabilità della tua vita
passi gigante Il vocabolario di successo  what the bleep
Piccoli cambiamenti per fare una grande differenza

Compralo su Macrolibrarsi

comemigliorarepropriostato Il vocabolario di successo  what the bleep
Manuale di psicologia del cambiamento

Compralo su Macrolibrarsi

whatthebleep Il vocabolario di successo  what the bleep
Versione nuova
matrice divina Il vocabolario di successo  what the bleep
Versione nuova




Articoli collegati
Feb 13
Letica è nel cervello?

L'etica è nel cervello?

I nostri giudizi morali si sono creati nell’arco di millenni e tramandati di padre in figlio, ma possiamo imparare a valutare ogni situazione con occhi nuovi, attivando le parti del cervello che coinvolgono il ragionamento e il dialogo.

In filosofia, quando si parla di etica e di pensiero morale, i riferimenti sono ancora due: Emmanuel Kant, che vede nella ragione lo strumento per giungere alle verità morali e che antepone ciò che è giusto a ciò che è utile; e John Stuart Mill, che inaugura il concetto di utilitarismo e, al contrario di Kant, antepone ciò che è utile a ciò che è giusto. Su questo tema si pronuncia anche Hume, con la sua tesi che le persone considerano giusto un comportamento non per motivi razionali, ma perché li fa sentire buoni.

Joshua Green, è un filosofo contemporaneo che sin dai suoi studi scolastici, non si è mai sentito soddisfatto da nessuna di queste posizioni. Oggi segue da vicino le ricerche del dipartimento di neuropsicologia della Priceton University per studiare e comprendere i rapporti tra i meccanismi dell’anatomia cerebrale la morale dell’uomo.

Con l’ausilio di uno scanner per la risonanza magnetica nucleare, Green, è riuscito ad analizzare l’attività del cervello durante il compimento di difficili scelte di ordine morale, arrivando alla conclusione che le emozioni hanno un ruolo fondamentale nella formulazione dei giudizi morali, perché provocano reazioni istintive, frutto di milioni d’anni di evoluzione.

Questa conclusione sembra confermata dagli studi dei primatologi che hanno scoperto che gli istinti morali hanno radici profonde e che le scimmie sono dotate di senso di equità. A due scimmie chiuse in gabbie vicine viene proposto un compito da svolgere, dopo il quale ricevono un premio. Dopo diversi episodi in cui una riceveva dell’uva – premio più ghiotto – e l’altra un cetriolo, la seconda ha cominciato a protestare. In uno zoo in cui il guardiano distribuiva il cibo solo quando erano tutte riunite nella gabbia centrale, alcune scimmie si erano attardate, facendo attendere così il pranzo a tutto il gruppo. Al loro arrivo i ritardatari sono stati attaccati dalle altre. Il senso di rabbia e di sdegno verso il loro comportamento egoista ha cementato il gruppo.

Secondo Green, è questo il meccanismo attraverso il quale i codici morali si sono creati e trasmessi di generazione in generazione, trasformandosi in circuiti neuronali ben precisi ed ereditari. Dietro molti giudizi morali, quindi, vi sono solo emozioni istintive, ed è questa la causa di tante diversità nel modo di pensare e di agire, che avendo origine tanto antica rendono difficile la comprensione e l’accettazione reciproca, tra gruppi etnici, religiosi e culturali differenti.

Quando però la scelta da prendere non è inclusa nel bagaglio delle informazioni ricevute geneticamente, è un’altra la parte del cervello che viene attivata ed è il ragionamento che prende il sopravvento.

Possono anche crearsi delle situazioni di conflitto tra la spinta emotiva e quella razionale e allora è ancora un’altra l’area del cervello che si attiva – nota come corteccia del cingolato anteriore (Acc) – per cercare una mediazione tra le parti.

Un esempio? Se si mostra a qualcuno, chiedendogli di leggerla, una lista dei nomi dei colori non scritti però nel colore corrispondente, per esempio, la parola “verde” scritta a lettere gialle, questi avrà una frazione di secondo di incertezza, durate il quale il cervello lo avvisa che c’è un problema da risolvere, disinserisce il “pilota automatico” e valuta con maggior attenzione lo specifico caso che ha davanti.

Questa scoperta è fondamentale, ribadisce Green, e può essere la chiave per risolvere antichi conflitti mondiali. Esercitando qusta capacità di non agire in modo automatico, ma di valutare con gli occhi del presenta la situazione, si può imparare ad accettare che altri possano avere diverse visioni del mondo e si creano i presupposti per un dialogo e una comprensione reciproca con cui si potranno affrontare differenze di valori morali costruitesi nell’arco di millenni.

Quando capiamo come funziona il cervello – afferma il filosofo – impariamo anche a giudicare le idee degli altri con più distacco. Non abbandoniamo i nostri valori di riferimento, ma diventiamo più ragionevoli. Anziché dire: ‘Io ho ragione e tu sei matto’, diremo semplicemente: ‘Abbiamo opinioni diverse’“.

Fonte: http://www.lifegate.it

Contenuti consigliati

riprogramma tuo cervello Letica è nel cervello?  accettazione
Per far evolvere la tua vita
evolvi tuo cervello Letica è nel cervello?  accettazione
Evolve your Brain – Come uscire dal vecchio programma
whatthebleep Letica è nel cervello?  accettazione
Versione nuova
what the bleep dvd italiano Letica è nel cervello?  accettazione
What the Bleep do We Know? Scopri il film che aprirà i tuoi occhi a nuove possibilità!
the secret dvd i Letica è nel cervello?  accettazione
Il segreto ha viaggiato attraverso i secoli… per raggiungerti
lo spazio delle varianti reality transurfing 26544 Letica è nel cervello?  accettazione
Come scivolare attraverso la realtà
matrice divina Letica è nel cervello?  accettazione
Versione nuova
guarisci la tua vita dvd 28163 Letica è nel cervello?  accettazione
Il corso di Louise Hay per ripulire la mente da convinzioni, schemi, pensieri e guarire la tua vta




Articoli collegati
Feb 10
Yoga e mal di testa

Yoga e mal di testa

Una forma olistica di terapia del dolore per mezzo di posizioni dall’effetto calmante

Si tratta di magia? Di strani rituali? In realtà lo yoga si definisce come scienza, pertanto consiglia semplici ed efficacissime tecniche che agiscono sul corpo e sulla mente.

I mal di testa dovuti alla tensione sono i più comuni e sono causati da una costante ipercontrazione dei muscoli del collo e della testa (osserviamoci proprio mentre siamo davanti allo schermo del nostro pc: probabilmente le nostre spalle sono sollevate e il collo è teso).

Lo yoga offre una forma olistica di terapia del dolore, per mezzo di:

- Posizioni dall’effetto calmante;

- Esercizi di respirazione (prânâyâma), che aiutino ad espellere le tossine e a controllare l’ansia;

- Tecniche di rilassamento guidato, che sciolgano le tensioni (non solo quelle muscolari).

Per ottenere un sollievo immediato, è consigliabile eseguire:

- un rilassamento profondo con impacchi freddi sugli occhi;

- il dondolio sulla testa per tre volte al giorno.

Ecco come eseguire quest’ultima posizione:

1. Appoggiate a terra le ginocchia e le mani tenendo queste ultime allineate sotto le spalle;

2. Piegate i gomiti e appoggiate a terra la sommità della testa, poi, espirando, fate rotolare delicatamente in avanti la testa fino a percepire un leggero stiramento nella parte posteriore del collo.

3. Mantenete per un attimo la posizione poi, inspirando, fate rotolare indietro la testa fino a toccare il pavimento con la fronte;

4. Dondolatevi avanti e indietro lentamente per venti volte, cercando di percepire lo stiramento e il rilassamento dei muscoli di testa e collo.

AVVERTENZA: evitate questo esercizio se soffrite di disturbi o di dolori al collo.

Fonte: http://www.yoga.it

Contenuti consigliati

yoga potenza e liberta 27297 Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
Commenti ai “Sutra sullo yoga” di Patanjali
yoga il sentiero infinito 30396 Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
La consapevolezza attraverso la pratica dello yoga
yoga antistress dvd 28650 Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
Benessere -- natura -- arte
yoga per chi usa il computer 27468 Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
Consigli utili ed esercizi pratici per problemi di schiena e collo causati dall’uso quotidiano del computer
yoga per schiena kweel Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
Armonia, flessibilità e concentrazione
yoga per tutti kwell Yoga e mal di testa: un rimedio naturale osho
Elasticità, respirazione ed equilibrio

Contenuti video





Articoli collegati