Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Le cose intorno a noi nascondono una realtà più profonda dove il tempo e lo spazio abituali perdono di senso…è il mondo dei NUOVI MISTERI.
L’incontro del dottor Bona con un paziente, Davide, senza particolari problemi psicologici, apre scenari insospettati sulla dimensione dell’anima. La trance ipnotica di questo paziente-non-paziente sfocia in territori oltre confine, ove le Guide Spirituali affrontano i grandi temi dell’umanità: l’Amore, la società contemporanea, la morte, la meditazione, il male, la malattia, il tempo.
In questo testo il dottor Bona riporta in maniera fedele i dialoghi avuti con Davide, che hanno aperto contatti straordinari con l’altra dimensione e che confluiscono in un unico, luminoso messaggio, un comandamento d’Amore sancito dalle vibranti parole di Maestri conoscitori della saggezzamaya e tolteca: la realtà vissuta da noi quotidianamente è un incantesimo nel quale il due non esiste, ma confluisce sempre nell’Uno.
Premesso che l’AUTOSTIMA (o profonda fiducia in sé stessi) è l’elemento personale che ci permette:
1) di cambiare la nostra vita in meglio per mezzo del puro intento,
2) di essere completamente sicuri che l’intento più edificante e migliore per noi sia già realizzato,
3) di fare quindi qualsiasi cosa,
…e che sempre l’autostima può permetterci di comprendere chi veramente siamo e le potenzialità che abbiamo..
E’ necessario comprendere questo:
Aver paura che si verifichi un problema significa comunicare a se stessi di non meritare “il contrario” di quel problema… ossia “la serenità“. In altre parole pensare a timori/paure che si verifichi qualche cosa di negativo significa comunicare a noi stessi di non essere “degni” della prospettiva più positiva, quindi significa avere poca autostima di sé, oppure non averla proprio.
E’ importante capire in che modo avviene la comunicazione con noi stessi…
Dal momento che noi siamo creatori del nostro microcosmo (cioè co-creiamo), e che quindi delle radicate convinzioni determinano la realtà che viviamo nell’adesso, è importante comprendere come dei pensieri limitanti (preoccupazioni, paure) provochino una realtà limitata in maniera direttamente proporzionale.
L’Autostima non è altro che una forma di Amore.. l’Amore è “tutto ciò che è” ed è il contrario della paura… essa infatti coincide con “tutto ciò che non è“.
Si tratta di una scelta tra la paura e l’amore. Sono i nostri pensieri inclini ad un amore incondizionato?
No???
Allora significa che non ci auto stimiamo abbastanza per riuscire a co-creare armoniosamente tutti gli aspetti del nostro microcosmo.
Amare gli altri significa amare noi stessi (perché mi concentro su “tutto ciò che è”). Amare noi stessi significa amare gli altri… (sempre per lo stesso motivo).
..E questo ha un immaediato riflesso nella vita reale. Le paure sono escluse.
Che vibrazioni hanno i tuoi pensieri dal più insignificante al più importante? Se c’è paura non c’è amore.
Noi siamo co-creatori perché siamo frammenti del Creatore, abbiamo il libero arbitrio e lo scopo è comprendere chi veramente siamo.
Se ci abbassiamo a pensieri limitanti creeremo una realtà limitata.
Siamo Noi che decidiamo a cosa pensare… Paure o Amore???? Che realtà ti stai creando??? Comprendilo e orienta i tuoi pensieri su quello che è meglio per te!
Il ragionamento di cui sopra potrà quindi farti evitare di cadere in paure, preoccupazioni, rabbia, rancori e altri pensieri limitanti o negativi…
Pensando a questi facciamo del male a noi stessi e ci impediamo da soli di vivere serenamente ed in Armonia con il Creato e Creatore.
Per comprendere e cambiare verso l’autostima (quindi verso “il meglio”), la domanda da farci è: Che tipo di pensieri sto elaborando nella mia testolina??? Cosa sto comunicando veramente a me stesso??? Mi sto amando???
Le coincidenze possono cambiare la vita, ma definirle solo “coincidenze” è inesatto poiché, se pur inaspettate, riflettono il disegno del mondo spirituale, con cui è connessa la nostra anima…
Spesso si dice che il caso non esiste, anche se poi si è portati a dire:”è stato un caso“. Se valutiamo attentamente il nostro approccio con il “caso” ci rendiamo conto che spesso ci troviamo di fronte ad eventualità non messe in conto nella programmazione della nostra vita e che poi prendiamo atto che proprio sulla nostra vita hanno avuto una incidenza così grande che hanno cambiato completamente quanto da noi preventivato. Allora si può dedurre che affermare che l’uomo è arbitro del proprio destino è una assurdità, perché se l’uomo si trova a vivere situazioni non previste allora significa che è stato portato a prendere coscienza di un’altra dimensione di vita, indipendentemente dalla propria volontà, senza però prenderne coscienza, perché convinto del contrario.
Mi spiego meglio. Se ad un certo punto della vita si offre a noi una opportunità non prevista, e noi la consideriamo come la migliore tra quelle previste, allora siamo portati a dire che abbiamo, con cognizione di causa e piena deliberazione, scelto o afferrato al volo un’occasione che ci ha permesso di realizzare qualcosa a noi più confacente.
E questo è il punto. Se la vita non ci avesse aperto gli occhi, facendoci intravedere il percorso a noi più congeniale, noi, col nostro status mentale, non avremmo mai preso in considerazione quella situazione, perché estranea al nostro modo di essere e di pensare. Qui si potrebbe disquisire all’infinito ma io ritengo che la vita ci segnala le tappe obbligate che concorrono alla realizzazione del nostro destino, e di conseguenza concordo con chi dice che il caso non esiste.
Una sera che riflettevo su come alcune coincidenze avessero procurato apertura di nuovi orizzonti, nascita di sentimenti e di atteggiamenti inaspettati, ho voluto chiedere alle mie Guide un approfondimento di quanto andavo ragionando, quasi a conforto di quanto ci accade e che spesso non accettiamo o non giustifichiamo, e così mi hanno risposto:
Nella vita di ogni giorno l’uomo si comporta come se non conoscesse l’esistenza di questo mondo sottile che può dare suggerimenti, e spingere a fare cose e a compiere azioni conseguenti solo al momento che si sta vivendo. L’uomo spesso si ritrova ad agire in un certo modo solo in conseguenza di un determinato evento che si è verificato senza essere stato da lui programmato. Pertanto quando si agisce così in buona fede e d’istinto, si può parlare di caso, poi quando gli avvenimenti concorrono verso realizzazioni non previste ed inaspettate, allora, ma solo sporadicamente, l’uomo riesce a cogliere il nesso tra quanto è accaduto e che ha cambiato la sua vita ed il precedente progetto. Questo non poteva essere stato programmato dalla mente cosciente dell’uomo ma era scritto che accadesse e ciò esisteva da sempre nella memoriacellulare delle sue scelte prenatali. Questo è il motivo per cui l’uomo, senza consapevolezza o premeditazione, si può ritrovare di fronte a situazioni strane e non preventivate. Allora si dice che il caso non esiste perché tutto fa parte di un disegnodestinico che porta l’uomo a compiere il percorso dovuto.
Molte volte accade che le situazioni siano svariate e molteplici, tali da confondere nell’uomo le idee e così si manifesta maggiormente la forza della casualità, dimostrando allo stesso uomo, scettico ed incredulo, che per quanto lui possa pensare di essere arbitro della sua vita, i passi obbligati si compiono perché ci si ritrova coinvolti in situazioni non previste né programmate. L’uomo va sempre alla ricerca di ciò che gli piace o di ciò che gli fa comodo e mai vorrebbe andare incontro a situazioni dolorose o alienanti, queste, infatti, non potrebbero mai essere messe in conto da una mentelucida, pertanto, nella sua superficialità spesso non si prepara o addirittura rifiuta di prepararsi ad eventi straordinari. Ed è in questa condizione che il caso agisce.
Quante volte è capitato di andare in un posto per accompagnare, per esempio, un amico o, per motivi del tutto diversi, accade di incontrare una persona che può cambiare completamente la vostra vita, oppure progettare la realizzazione di qualcosa ed un quid imprecisato vi ostacola e ve lo impedisce.
Sono le piccole cose che fanno la differenza, quelle a cui l’uomo non dà importanza, perché l’uomo è portato a pensare solo a grandi linee, e solo quando accade che per un piccolo ed insignificante incidente è costretto a cambiare il suo programma, forse solo allora comincia a riflettere e a meditare sul vero significato della vita, partendo dai vari accadimenti della propria esistenza.
Ora tutto questo è collegato al mondo spirituale, quel mondo sottile e sconosciuto ai più che è determinante perché è quello che spinge ad agire e ad operare nel mondo fisico e concreto, considerando sempre il tutto come espressione massima della mente.
Ma … cos’è la mente?
La mente è il pensieromanifesto che l’uomo attribuisce alla sua capacità di conoscere e collegare…
Ma queste non sono forse espressioni dell’anima? Non sono forse queste le qualità necessarie per far sì che anche l’anima parli?
Il mondo sottile ha bisogno del tuo braccio per scrivere, della tua lingua per parlare, dei tuoi occhi per vedere. La forza concreta della mano o la capacità fisica del parlare e del vedere sono manifestazioni concrete di un corpo fatto di materia ma animato da uno spirito vivo. Tutte le cose hanno un’anima e così molti potrebbero dire che l’inconscio proietta il suo messaggio attraverso il corpo fisico.
Inconscio… dunque può considerarsi sinonimo di anima?
Non proprio, perchè l’anima è in collegamento anche con tutto il mondo spirituale da cui può attingere suggerimenti e consigli per guidarvi nel portare a termine il vostro compito o a sciogliere il vostro karma.
La coincidenza quindi è la capacità di trovarsi al posto giusto al momento giusto, una capacità che è l’espressione del vostro mondo interiore che vi porta là dove è giusto essere perché la vostra anima vi guida a compiere il vostro cammino attraverso fatti e incontri fondamentali per la vostra crescita interiore.
Ora conoscendo tutto questo l’uomo potrebbe fare un uso sistematico della coincidenza valutandola nei limiti del possibile ogni qual volta accade e poi attendere con pazienza, nel mentre che la mente cerca di collegarla ed inquadrarla nella dimensione umana e spirituale del proprio vissuto. In questo modo si può cominciare ad acquisire dei dati che possono portare a delle convinzioni che col tempo possono far cambiare il metro di giudizio sui vari accadimenti della vita e, nella migliore delle ipotesi, tutti gli atteggiamenti che ne conseguono.