“Segni” del Tempo che giunge

Segni del Tempo che giunge
“Ora il tempo giunge risuonando nelle radici della terra. Il suono è lieve e travolgente. Il suono solleva le acque in candida schiuma, le acque che distruggono e creano. Oh voi della Terra, risvegliatevi dall’antico sonno che ha pietrificato il vostro cuore!“.
Molti cominciano a chiedersi il senso di ciò che accade. Eventi catastrofici si stanno susseguendo in diverse parti del pianeta, come mossi da un “orologio” invisibile che batte gli istanti cosmici, lasciando evidenti tracce di un disegno che ancora sfugge alla nostra comprensione. L’acqua ribolle e si solleva nel mezzo degli oceani provocando tsunami spaventosi che investono e sommergono le nostre esili esistenze.
E la stessa Acqua agisce anche dentro di noi, sgretolando le rocce interne che provocano inondazioni immani. Ne abbiamo l’esempio nell’improvvisa rivolta di milioni di persone che si sono unite e “sollevate” contro i tiranni.
Qualcosa accade. Qualcosa che risuona in noi come un campanello di allarme. Le immagini scorrono nei nostri occhi assuefatti: guerre, distruzioni, umanità disperse in luoghi irriconoscibili, dove l’aria non è più respirabile. Il nostro pianeta appare devastato dalla crudeltà e dall’inconsapevolezza di una logica chiusa in se stessa, da un sordo opportunismo che mira a salvaguardare, prima di tutto, il proprio angolo di terra. Il gioco dei poteri che governano il pianeta nasconde un falso equilibrio che, ora più che mai, svela l’incapacità e la debolezza del nostro sitsema, delle nostre deboli democrazie, titubanti e conniventi, fortemente assoggettate agli interessi economici, a scapito di un reale benessere comune. Parole vuote vagano nel vento, producendo un brusio scomposto, dissonante ed assordante.
Eppure la Terra è meno di un punto nell’Universo, e di questo ne abbiamo tutti piena coscienza. Ma perché siamo così divisi? Perché siamo incapaci di mantenere l’armonia originaria? Perché stiamo portando il nostro pianeta verso la distruzione anziché vivere con pienezza la gioia di ciò che ci è stato donato, condividendo le nostre esistenze? Davanti ai luminosi “messaggi” dei “Fratelli dello Spazio” mi chiedo perché, nel nostro piccolo mondo, non siamo in grado di sentirci veramente tali. Forse abbiamo dimenticato la “scintilla divina” che ci ha creato. Forse abbiamo sotterrato il diamante della Conoscenza e vaghiamo come esuli in uno spazio sconosciuto.
Sembra una via senza ritorno la nostra, che ha di fronte solo il baratro. Così il pensiero di molti corre al 2012, che si avvicina vertiginosamente con la sua sfera di fascino e di mistero. Dove arriveremo? Quali altre catastrofi ci aspettano? Vi sarà un reale cambiamento? La “fine del mondo” è alle porte? Certamente per coloro che sono stati spazzati via dallo tsunami in Giappone, come dal terremoto di Haiti o dell’Aquila, dall’artiglieria di Gheddafi o di Ahmadinejad, oppure sono stati inghiottiti dalle acque del Mediterraneo mentre cercavano una via di salvezza, e per un elenco interminabile di altri casi, tutto questo è già arrivato.
Qual è il senso allora? Spesso mi capita di osservare il cielo in profondità, con un senso di pace e di abbandono, sentendomi attratto da un respiro vitale. È una sensazione sottile, una vibrazione cosmica, che penso colpisca un po’ tutti in egual modo. Fermiamoci ad ascoltare. Apriamo il cuore, il nostro diamante, alla frequenza che giunge, all’Alito divino che attraversa le galassie. Se il nostro essere sarà pervaso dal raggio Celeste potremo spostare le montagne, potremo trovare la giusta Via che sarà quella di una reale Fratellanza Universale. Allora non vi saranno più barriere alla Conoscenza e la soluzione di tutti i nostri problemi sarà a portata di mano.
Di Gabriele Frigerio.
Fonte: http://www.diventiamopensieri.it
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