Dic 01
Il vero miracolo siamo noi

Il vero miracolo siamo noi

Quando ero ancora interessato alle domande (ed alle risposte), mi sono spesso sentito obbligato a farmene qualcuna. Per esempio, queste: “Perché gli esseri umani sono incapaci, nelle condizioni ordinarie, di conoscere il loro vitale Centro di Coscienza? Perché tutti noi siamo così assuefatti all’esistenza, da non chiederci mai cos’è che ci fa esistere? Cos’è che permette la comparsa di un essere vivente nella manifestazione della sua natura umana? Da dove provengono l’autodeterminazione, il libero arbitrio ed il potere di autogestione, come pure quest’energia che ci anima e che sembra essere sempre in carica? D’altra parte un’auto, quando finisce il carburante si ferma ma, anche quando ha il serbatoio pieno, ha bisogno di qualcuno che la guidi. Chi è che guida noi? È mai possibile che, in un qualunque momento della giornata, nessuno si fermi un attimo per collegarsi col proprio “interiore, al fine di cercar di comprendere, di rimuovere il dubbio, riguardo a questo miracolo vivente e pensante, che comprende tutti noi? Questo è uno dei molti motivi, per cui i Saggi dell’antichità pensavano che fosse estremamente difficile, per le persone comuni, scoprire la propria natura fondamentale. Ora, adesso che ho smesso di farmi le domande, sicuramente lo penso anch’io.

L’individuo mosso da abitudine, persino quando sente lo stimolo di trovare una fonte di conoscenza, è portato a ritenere che l’energia che lo anima, nonché quella da assorbire per sopravvivere, sia esterna a se stesso. Persino quando è di fronte a coloro che gli trasmettono la conoscenza, la tendenza è quella di vederli come fuori di sé, allo stesso modo in cui si vede tutto ciò che fa parte della nostra vita quotidiana. Perciò, poi è difficile che la persona trovi un valore in questa esperienza spirituale; al massimo può arrivare a considerarla come un’avvincente sensazione emotiva, e null’altro. Com’è possibile che le parole di qualche individuo debbano mettere in moto una conoscenza spirituale che, di per sé, dovrebbe già essere nella mente di ciascuno di noi?

Sarebbe meraviglioso poter conoscere immediatamente la Verità, da se stessi, sulla propria natura interiore, senza manipolazioni da parte di entità esterne che devono mettere in moto l’energia dell’autocoscienza. Normalmente noi riteniamo che questo tipo di energia sia una sorta di miracolo, per la quale dovremmo ringraziare un qualche Sommo Creatore. Non ci sfiora minimamente l’idea che il VERO MIRACOLO, in realtà, siamo proprio noi stessi, in quanto prodotti della nostra stessa mente! Quando una persona ha imparato a mettere sotto osservazione la propria energia manifestata, l’energia personificata, questo sarà senz’altro il modo migliore per non sprecarla. Quando si parla di energia da visionare, non ci si riferisce soltanto all’energia vitale, anche se poi è proprio questa ad essere strettamente collegata e connessa a quella forma di Energia Superiore che attiva tutto l’Universo. A volte, situazioni che potrebbero essere superate facilmente con una consapevolezza attenta del nostro essere, provocano emozioni o tensioni così forti da bruciare tantissima di questa energia. Le condizioni reattive e coinvolgenti che, appunto non ci permettono di applicare la pratica di autoconsapevolezza, fanno esplodere grosse fiammate di scariche energetiche. Immaginate una persona che si arrabbi almeno una volta al giorno. È una cosa veramente impensabile quante energie essa sciupi! Oppure, chi non adegua i propri comportamenti ai giusti ritmi della natura e cioè mangia troppo, lavora troppo, dorme troppo, fa troppo sesso e, soprattutto, pensa troppo! Insomma, oltre ad essere inconsapevoli della natura di questa energia, coloro che ne abusano con un uso sconsiderato, certamente non potranno goderne pienamente né utilizzarla al meglio.

Tutto ciò è molto importante. Alla fine ci fa capire il perché noi subiamo certi effetti karmici. Non è soltanto un fatto di verità metafisica, ma è proprio una verità tangibile. Si può affermare che è un fatto lampante constatare che, quando non si ha una diretta autocoscienza, anzi proprio per il fatto di ignorare questo tipo di conoscenza, siamo sottoposti ad una forza primordiale che fa di noi quello che vuole. È una forza incontrollabile che noi chiamiamo destino, karma, volontà di Dio, o in qualsiasi altro modo tanto per scaricare la nostra diretta responsabilità individuale. O perché non siamo a conoscenza che tutto ciò che ci accade, è dovuto alla nostra ignoranza del fatto che l’energia ed il soggetto a cui accadono queste cose, sono la stessa identica entità. Ogni intenzione e reazione, ogni causa ed effetto, ogni nostro comportamento nella vita, mettono in moto piccole ruote collegate ad altrettanti ingranaggi. Dobbiamo capire che una piccola ruota, mettendo in moto grossi ingranaggi, alla fine mette in moto tutta la macchina del Karma. È per questo che, a volte, partendo da situazioni ritenute impercettibili, considerate ininfluenti, rischiamo di incappare in circostanze davvero drammatiche, se non addirittura pericolose per la nostra sopravvivenza. Comunque, grosse cause di sofferenza hanno origine da minimi desideri, innocenti gratificazioni o piccoli peccati di orgoglio e superbia.

Molte persone non si accontentano mai della loro condizione e questa continua pretesa di voler stare sempre meglio comporta, intanto, di non potersi godere pacificamente ciò che si ha, inoltre quest’ansia e questi desideri smaniosi complicano l’esistenza e innervosiscono la mente, impedendo di godere quel livello a cui, comunque, siamo giunti. Per di più, l’affanno di voler continuare la scalata al successo ed al benessere fa sciupare ancora molta più energia, che avremmo potuto benissimo utilizzare per una meditata e continua autoosservazione. Alla fin fine, la conclusione di questo discorso è che, con molta probabilità, proprio questa brama di rincorrere sempre qualcosa in più, ostacola un dosaggio misurato e proficuo della nostra energia mentale e vitale.

Quei pochi fortunati che sono riusciti nell’arduo compito di arrivare a comprendere come stanno veramente le cose e che hanno utilizzato le loro energie nel modo migliore, riceveranno il premio per i loro sforzi e la loro perspicacia. Questo premio è la convinzione e la comprensione finale che il vero miracolo non è da ricercare fuori di noi stessi. Il Vero Miracolo è ciò che noi siamo, proprio nel nostro modo di essere! Per mezzo dell’indagine e dell’autocoscienza si otterrà il potere di comprendere il funzionamento selvaggio della nostra mente, che noi ritenevamo stesse funzionando come qualcosa di creato da una Suprema Entità, mentre ora potremo capire che il Creatore è la mente stessa! Tutto ciò che sembra essere il nostro comune pensiero, il nostro rapportarci con la vita quotidiana, i nostri sentimenti ed i rapporti umani, sono funzioni extraproiettate a cui siamo assuefatti e che riteniamo ordinarie e abituali, solo perché siamo inseriti in questo meccanismo automatico provocato dalla forza dell’Illusione. Perciò, è normale che ci si trovi invischiati in questa apparente magìa, ma non è normale che non si cerchi di capirne la causa né di sviscerare l’origine e la funzione di questo apparente automatismo.

Quando ascoltiamo la musica, non possiamo impedire il funzionamento del nostro senso dell’udito, quando vediamo qualcosa, non possiamo impedirci di averne la coscienza totalmente impressionata. Ma il vero dramma è che, anziché chiederci intimamente come tutto ciò avvenga, noi ne restiamo avvinti e coinvolti e, producendo subito una sequela di pensieri conseguenziali, entriamo di getto nella relazione del contatto con ciò che sentiamo o vediamo. È il non indagare in profondità nella natura di tutto ciò, il non avere coscienza che tutto avviene come effetto karmico della nostra ignoranza metafisica, è il subire passivamente le leggi del mondo samsarico (causa ed effetto) che ci rende persone ordinarie.

Nella terminologia Zen, le persone comuni o ordinarie, sono quelle che non hanno mai sentito parlare della Dottrina del Dharma o, che anche avendone sentito parlare, non abbiano creduto alle profonde verità comunicate e che, rifiutandole, sono costrette a restare imprigionate, loro malgrado, nell’esistenza ciclica, per colpa di queste leggi del Karma di Causa ed Effetto. Chiunque invece, diventi cosciente del reale modo di esistere delle cose, compresa la sua stessa persona, grazie alla comprensione della propria mente, dei pensieri e del funzionamento dell’energia, permetterà a quell’energia di diventare ancora più potente. Pian piano, una simile persona, smetterà di funzionare come se fosse una produzione di qualcosa e diventerà autonomo regista del proprio essere, consapevole guida del proprio destino. Anziché cadere preda della vorace bocca del Karma, che ci ingoia tutti come se fossimo dei vermi, destinati a cadere in questa enorme trappola, una volta divenuti veramente consapevoli, potremo avviarci verso quella Via che ci renderà liberi.

Con la meditazione Ch’an di Autoconsapevolezza, sarà possibile riconoscere il bivio che diversifica le due strade: quella dell’Ignoranza, che porta alla sofferenza, e la Via della Saggezza che conduce verso la Liberazione e l’Illuminazione.

A tal riguardo, dobbiamo ricordare che la vista mentale è ben diversa dalla vista fisica, in quanto i ricordi di un passato ancestrale della mente non riescono a manifestarsi nella nostra coscienza attuale; essi non riescono a scalfire il buio dell’ignoranza metafisica. Solo con un perfetto sentiero di Liberazione è possibile riaccendere la luce, così da poter “ricordare” le memorie sopite della mente.

In questa circostanza, essa riconosce gli inganni della manifestazione, cioè le cose che l’hanno fatta soffrire, e cesserà quindi di attaccarsi ai desideri ed alla brama di voler tornare nell’esistenza ciclica. Perciò, se non comprendiamo la “natura” della mente, non potremo mai avere il potere di eliminare le cause della sofferenza. A nulla può servire essere scettici o dubbiosi, o addirittura increduli. Il tentativo dello struzzo, di infilare la testa nella sabbia, pur di non vedere, servirà soltanto a rimandare il problema della soluzione. Ricordiamocelo bene, come pure dobbiamo ricordare che, perfino se la vita ci piace così com’è, apparendo alla nostra mente come un miracolo da godere, il VERO MIRACOLO è conoscere sé stessi, conoscere il perché si debba approdare alla vita, in maniera da comprendere alla fine anche ciò che è collegato ad essa e che non ci piace, vale a dire la sofferenza, la vecchiaia, la morte e gli stati intermedi, con tutti gli sconosciuti misteri che, a nostra insaputa, giacciono obliati nella Mente stessa, da tempi senza inizio e senza una verificabile fine!

Fonte: http://www.centronirvana.it

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Nov 30
Osho

Osho

ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.
OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di deprogrammazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere… ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull’intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l’idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un’idea imposta. La tua intelligenza non l’ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l’esistenza? C’è l’esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: “Ma in questo caso, chi ha creato Dio?” Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L’esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un’ingannevole manipolazione dell’innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All’università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po’ eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: “lo sono l’uomo più importante del mondo intero”.

Era troppo! Uno studente si alzò e disse: “Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto”. Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: “Qual è la nazione più grande del mondo?” Tutti, ovviamente, risposero: “La Francia!” il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: “E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?” In coro risposero: “Parigi.. E la più bella!” Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.

La domanda successiva fu: “E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?” “L’università ovviamente, il tempio della saggezza“, fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: “E quale facoltà è la più importante nell’università?” Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un’argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo… a quel punto dovettero dire: “La nostra facoltà naturalmente”. La risata finale fu fragorosa: “Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà”.

Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l’inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un’integrità, una libertà dell’anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall’ignoranza, dall’infelicità, dall’angoscia. Io non ho insegnamenti. Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro. Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi, metodologie per trasformare la gente.

BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad andartene?
OSHO
: Perché Socrate fu avvelenato? Perché Gesù fu crocefisso? Perché tante volte si attentò alla vita di Buddha? A me non hanno fatto un gran male, si sono limitati ad arrestarmi senza un mandato, senza spiegarmene il motivo, senza permettermi di chiamare i miei avvocati, come era mio diritto. Non risposero alle mie domande, la sola risposta evidente erano quei dodici fucili carichi che mi erano stati puntati contro. In ogni caso, quell’esperienza mi ha divertito. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Socrate. Non mi hanno avvelenato. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Gesù. Non mi hanno crocifisso. Si sono limitati a maltrattarmi per dodici giorni spostandomi da un carcere all’altro. Di fatto è stata un’esperienza eccezionale: ho sempre desiderato visitare l’inferno, sebbene non esista. L’America mi ha concesso l’opportunità di visitarlo. Ma dopo dodici giorni, poiché non esisteva alcuna accusa contro di me, visto che non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai commesso crimini… il mio solo crimine è stato di aver creato una comune in cui cinquemila persone vivevano così felici e così festanti che quella felicità e quella beatitudine suscitarono la gelosia dei vicini, dei politicanti e in particolare dei cristiani. I cristiani sono venuti in Oriente e hanno convertito milioni di persone al cristianesimo. Ora, per la prima volta, qualcuno sottraeva migliaia di cristiani al loro gregge, senza che loro potessero fare qualcosa… Inoltre, la gente convertita in Oriente non era istruita, erano sempre gli analfabeti, i poveri, mai gli strati più elevati della società. In Oriente i cristiani hanno convertito mendicanti, aborigeni, tribù primitive, orfani, gente che stava morendo di fame per le strade. Mai sono riusciti a convertire un solo intellettuale, una sola persona intelligente, in tutto l’Oriente! Ovviamente si sentirono tremendamente offesi, perché io non convertivo mendicanti, orfani, bensì le loro menti migliori, convertivo solo l’intelligentza. E non la convertivo a un’altra religione: sarebbe facile toglierti di mano un giocattolo per dartene uno nuovo. Tutti sono felici di avere un giocattolo nuovo. Quello vecchio era ormai sporco, consumato, andava in pezzi, è stato usato da un’infinità di persone per secoli… è molto più bello trovarsi in mano un giocattolo nuovo. Ma io non convertivo questa gente a un’altra religione: mi sono limitato a deprogrammarla… Dunque, sono stati i cristiani alle spalle dei politici a spingerli perché venissi scacciato dagli Stati Uniti. Questa è la prova di quanto sia povera la teologia cristiana, altrimenti sarebbero usciti allo scoperto: io ero pronto a discutere su tutto ciò che volevano. La mia espulsione dagli Stati Uniti dimostra quanto sia povera di argomenti la teologia cristiana. Se avessero avuto coraggio, mi avrebbero invitato a una discussione pubblica. Sapevano, purtroppo di non avere argomenti validi a loro sostegno. Per cui misero in atto un piano criminale per arrivare a espellermi. Ma tutto questo non mi fermerà. Ovunque sarò, continuerò ad attuare il mio metodo. Non possono espellermi da questo pianeta! La mia espulsione non è altro che un segno di sconfitta del cristianesimo, della grande potenza, gli Stati Uniti d’America: non riuscirono a trattare con un individuo, che da solo, senza appoggio di eserciti, si era posto loro davanti, con il solo scopo di proporre un modo nuovo di guardare le cose. Hanno preferito restare ciechi. Ma è l’esperienza di tutta la mia vita: io vendo candele in una città di ciechi! Non è colpa loro se sono in collera con me. E’ un mio errore, ma sono impotente, non posso fare altro: lo commetto e continuerò a commetterlo fino a quando esalerò l’ultimo respiro.

BIAGI: Come avete fatto tu e la tua comune a diventare tanto ricchi?
OSHO
: Io non ho fatto nulla per arricchirmi. Solo chi è ricco è attratto da me; perché solo le persone intelligenti sono attirate da me. Devi capire che esiste una gerarchia di valori.

Non chiedi mai: “Come mai un povero non è attirato dai dipinti di Picasso?” né chiedi: “Come mai un mendicante non si interessa alla musica di Mozart?” Tuttavia si continua a chiedere come mai solo i ricchi, persone colte, intelligenti, istruite, sono attratte da me. La religione è il lusso supremo. Ovviamente, ne saranno attratte solo le persone che se lo possono permettere. Non si adatta al povero, il povero non ha bisogno di religione. E in nome della religione al povero sono stati dati solo oppio e consolazioni. In nome della religione al povero è stato dato qualcosa di falso, un surrogato. Al povero, che sta morendo di inedia, che è malato, stanco, non si addice la vera religione. Non gli è possibile interessarsi ai voli della consapevolezza. Vuole qualcosa da mangiare, vuole una casa, degli abiti. Fa freddo, è nudo e tu gli parli di meditazione e di consapevolezza? Gli vai a parlare di come conseguire le vette supreme dell’essere? E’ semplicemente assurdo! Quindi, non è vero che la mia gente si è industriata per arricchirsi.. In realtà chiunque venga a me è già ricco. E’ per quello che viene da me: la religione ha inizio solo quando sei stufo della tua ricchezza, quando possiedi tutto ciò che il denaro ti può dare e tuttavia ti ritrovi vuoto. Hai tutto ciò che puoi possedere, tuttavia scopri che ti manca qualcosa che il denaro non è in grado di darti, per cui devi cercare altre strade. Quando il denaro ti ha dato tutto, quando tocchi il fondo delle sue capacità, il gioco finisce: presto inizi a esserne annoiato e stanco. A quel punto o ti suicidi, oppure inizi una ricerca che ti può condurre a un uomo come me. Io attraggo i ricchi e non fornisco nessun oppio a chi viene da me, ragion per cui il mio stile di vita non si addice al povero.

BIAGI: Come spieghi l’effetto carismatico che hai sulla gente?
OSHO
: E’ molto semplice. Io non sono un politicante. Gli uomini politici esprimono in parole ciò che la gente desidera sentire. Io esprimo con le parole la mia esperienza. Senza preoccuparmene se piace o non piace a chi mi ascolta.. Quando parlo, parlo con tutto il mio cuore, senza rispettare affatto le tue reazioni. La mia è semplicità, onestà. Non cerco in nessun modo di influenzarti. Non ho affatto il desiderio di convertirti. Mi limito a condividere la mia esperienza e questo mi diverte, mi allieta. Al mondo troverai persone interessate a te solo perché vogliono convertirti. Non troverai persone che abbiano il semplice desiderio di condividere con te il loro cuore e la loro anima. Non so cosa sia il carisma, perché non ho mai incontrato nessuna personalità carismatica, nel mondo intero. Non mi interessa influenzare nessuno.. Mi rende incredibilmente felice condividere con te la mia visione. E forse la mia schiettezza, la mia verità, l’autorità che traspare dietro alle mie parole, hanno su di te un effetto carismatico. E quando parlo di “mia autorità”, questo non significa che sono una persona autoritaria. Esiste una differenza abissale che deve essere ricordata. Un uomo autoritario ha sempre un’autorità fittizia. Quando Gesù dice: “Ascoltami, perché le mie parole vengono da Dio”, parla in modo autoritario. Usa il nome di Dio per rafforzare la propria autorità, Quando il papa parla, parla in nome di Gesù Cristo. E’ autoritario. Io non lo sono, perché non parlo in nome di nessuno. Non ho Dio che mi sostiene, né una sacra bibbia. Parlo semplicemente per esperienza personale; e questo mi dà un’incredibile autorità… Forse, tutte queste qualità sommate, l’autorità che si intravede dietro le mie parole, la mia esperienza, il mio desiderio di non influenzarti, la schiettezza con cui espongo la verità, la mia riconoscenza a te, che mi ascolti… non sei tu a dovermi riconoscenza. Io ti sono riconoscente, perché mi hai dato l’opportunità di alleggerirmi il cuore: è carico, come lo è una nuvola di pioggia; da qualche parte vuole riversare la sua acqua. Ha la stessa fragranza di una rosa che schiude i suoi petali: desidera una brezza che porti quanto più lontano possibile il suo profumo… per questo ti sono riconoscente. Forse è tutto questo ad averti dato l’impressione del carisma.
Altrimenti io sono un semplicissimo essere umano. Non faccio miracoli, non trasformo l’acqua in vino, perché non sono un criminale e quello è un crimine: sofisticare l’acqua! Non rivendico di essere l’unigenito figlio di Dio. Non dico che devi credere in me; al contrario, ti provoco a pensare, a dubitare, a essere scettico. Perché so che se dubiti, se ti interroghi, troverai inevitabilmente la verità che io stesso ho trovato. Solo le persone che dubitano della loro verità ti forzano a credere, ad aver fede. Perché hanno paura che, se ricerchi in prima persona, non troverai nessun riscontro di ciò che dicono. Il loro insistere sulla fede dimostra che loro stessi non sanno. Altrimenti, perché avere paura del dubbio e della ricerca? Io invito a ricercare, a indagare, perché so che qualsiasi cosa io dica esiste dentro di te, proprio come esiste in me.

BIAGI: E’ stato detto che nelle tue comuni esiste un’attività sessuale continua e frenetica.. E’ vero ? Inoltre, cos’è il sesso e cosa l’amore?
OSHO
: Innanzitutto un’attività sessuale continua e frenetica non può esistere. La biologia lo vieta, non è in tuo potere: quante volte puoi fare l’amore in una notte? Sai che non può andare avanti all’infinito, esiste un limite e lo scopri molto presto. Dire che nella mia comunità esiste un’attività sessuale continua e frenetica è assurdo. In realtà accadevano attività di ogni tipo e colore e nessuno aveva tempo per attività sessuali. Certo, io non sono favorevole alla repressione, ma questo non significa che io dica alla gente di fare una vita dissoluta.
Quando dico di non reprimersi, voglio semplicemente dire: “Ascolta il corpo. Ha una sua saggezza“. Quando mangi, puoi mangiare senza fermarti mai? Sai benissimo che il corpo ti invia segnali chiarissimi, ti indica senza ombra di dubbio quando ti devi fermare. E se ascolti il corpo, starai meglio in salute. Esistono due tipi di estremisti: chi digiuna e non ascolta il corpo che borbotta per la fame, e chi continua a mangiare anche quando il corpo si ribella perché è pieno. Ho saputo che in America ci sono trenta milioni di persone che stanno morendo perché non hanno cibo, né vestiti, né una casa. E lo stesso numero esatto di persone, trenta milioni, sta morendo perché mangia troppo! Di certo dobbiamo vivere in un mondo assolutamente folle. Si dovrebbe capire una cosa elementare e agire di conseguenza: sessanta milioni di persone stanno morendo a causa di un semplice malinteso. Di solito si sa quando smettere di mangiare, né si beve senza mai fermarsi: quando ti sei dissetato, smetti. Come mai il sesso dev’essere un problema?
Esiste un limite… ed è un bene che ci sia! Nella mia comune il sesso è una cosa naturale, come lo è tutto il resto. Non occorre abusarne, né reprimerlo. La Via Auréa è la via mediana.
Inoltre, mi chiedi: “Cos’è il sesso e cos’è l’amore?” Il sesso è una funzione biologica. Tutti gli animali sono esseri sessuali. Solo l’uomo ha il privilegio di avere qualcosa di più elevato: non il semplice incontro di due corpi, ma l’incontro di due anime. E questo è l’amore. L’amore può contenere in sé il sesso. Il sesso non può inglobare in sé l’amore. Il sesso è una cosa minuscola. L’amore è vasto e tremendo. Può esistere anche senza il sesso. Un rapporto d’amore non deve necessariamente implicare il sesso. Anzi, per esperienza posso dire che più ci si eleva oltre il sesso e più si inizia a gioire di una comunione spirituale con un amico, una donna, un uomo. Da quello stato di comunione il sesso sembra così distante, così vittima della biologia, se confrontato con la libertà che dà l’amore, con la crescita e l’espandersi che continua ad avere, che è possibile non desiderare più di scendere nelle valli oscure della sessualità. Ma io non impongo limiti di nessun tipo. Dico semplicemente che quando l’amore cresce in profondità, il sesso impallidisce. E quando l’amore raggiunge la sua estrema fioritura, il sesso scompare. Diventa una cosa infantile. Pensaci, mettiti in disparte e guardati fare l’amore. Resterai esterrefatto: tu che fai tutti quegli esercizi ginnici? Ti sembra stupido, idiota!
L’amore è la vera trasformazione dell’energia sessuale. Ma accade solo quando accetti il sesso come una cosa naturale. Non potrà mai verificarsi con i monaci di tutte le religioni del mondo. Sono tutte persone cui manca l’amore. Non possono amare, perché non si sono neppure addentrate nel sesso.. Hanno evitato di conoscere l’energia primaria che può essere trasformata in amore; ragion per cui, possono parlare d’amore, ma i loro discorsi non sono altro che sacrosante stronzate. Non sanno nulla dell’amore e non lo possono capire. E’ necessario fare un passo alla volta e il corpo rappresenta il primo passo. Non lo puoi ignorare, è essenziale perché ha le sue radici nell’esistenza. Ignorarlo vuol semplicemente dire suicidarsi. Ignorarlo vuol dire aprire le porte alla perversione. Per cui tutti i monaci e tutte le suore, di tutte le religioni, sono pervertiti, per quanto riguarda il sesso. Cercheranno altre scappatoie: diventeranno omosessuali e lesbiche. E questo è disgustoso…
Le religioni hanno costretto le persone a diventare omosessuali, lesbiche, a fare l’amore con animali, ma ancora continuiamo a rispettare il celibato. Dovrebbe essere dichiarato un atto criminale. Nessuno può restare celibe, perché è contro natura. Devi imparare ad accettare la natura e tramite quell’accettazione vi è la trascendenza. Vivendo un rapporto fondato sul sesso, probabilmente, con l’intimità, si creerà qualcosa di nuovo e cioè l’amore. E mentre l’amore cresce, il sesso si ritira: è la stessa energia che trasmuta, si sposta in una forma superiore. E quando l’amore raggiunge la sua maturità, il sesso scompare. Questo è il vero celibato. Tu non fai nulla per ottenerlo. Ti viene dato in dono dalla natura. Quando affiora come dono naturale dell’esistenza, ha una sua bellezza incredibile; ma quando te lo imponi produci omosessualità, finché un giorno spunta anche l’AIDS. Proprio l’altro giorno qualcuno mi ha detto che Madre Teresa sta aprendo a New York un ospizio per malati di AIDS: “Sta compiendo una grandissima opera umanitaria, ha commentato chi me ne parlava. “Non dire assurdità,” ho ribattuto, “è questa gente che ha creato l’AIDS. Se adesso apre ospedali, sanatori, non è altro che un’azione dettata dal pentimento“. Non è affatto un’opera umanitaria. L’intero Vaticano dovrebbe essere trasformato in un sanatorio per malati di AIDS, visto che loro ne sono i responsabili. Io mi limito a insegnare ad accettare la tua natura e attraverso quell’accettazione accadono trasformazioni gigantesche. Ma sono spontanee, non le si deve forzare. L’amore ha una sua bellezza. Il sesso è brutto. Il sesso assomiglia alle radici di un roseto: saranno inevitabilmente brutte. L’amore è simile alle rose… ma quelle radici continuano a mandare energia alle rose ed è quell’energia che dà vita alle rose, per cui non dirò mai: “Taglia le radici, perché non sono belle!” Non tagliarle, aiutale a rafforzarsi e vedrai fiorire migliaia di rose. Allora sperimenterai ciò che io chiamo amore.

BIAGI: L’ultima domanda, qual è la tua ricetta per essere felici?
OSHO
: Ogni bambino nasce felice. Ogni bambino nasce innocente e meraviglioso. Ma poi accade qualcosa e tutti quei bambini meravigliosi si perdono; la loro innocenza viene distrutta. Tutta la loro felicità si trasforma in disperazione. Osserva un bambino che raccoglie conchiglie sulla spiaggia: è più felice dell’uomo più ricco del mondo. Qual è il suo segreto? Quel segreto è anche il mio. Il bambino vive nel momento presente, si gode il sole, l’aria salmastra della spiaggia, la meravigliosa distesa di sabbia. E’ qui e ora. Non pensa al passato, non pensa al futuro. E qualsiasi cosa fa, la fa con totalità, intensamente; ne è così assorbito da scordare ogni altra cosa. Il segreto della felicità è tutto qui: qualsiasi cosa fai non permettere al passato di distrarre la mente e non permettere al futuro di disturbarti. Perché il passato non esiste più e il futuro non esiste ancora. Vivere nei ricordi, vivere nell’immaginazione significa vivere una vita non esistenziale; e vivendo fuori dall’esistenza ti sfugge cosa l’esistenza è. Sarai inevitabilmente infelice, perché per tutta la vita ti lascerai sfuggire la vita stessa. Perdi un’occasione dopo l’altra, ma la vita non ti dà due istanti contemporaneamente: te ne dà solo uno alla volta! E quell’istante può essere vissuto oppure ce lo si può lasciare sfuggire. Esistono due modi per farselo sfuggire o ci si lascia appesantire dal passato. Oppure ci si fa attrarre dal futuro… e l’istante scompare! Ci si lascia sfuggire ciò che è reale desiderando ciò che reale non è: l’infelicità umana è tutta qui. Io cerco di aiutare i miei amici a capire una cosa sola: vivi nel presente. In questo istante, ora, non esiste infelicità, né sofferenza, né angoscia.
Se ti allontani dal presente, entri in un mondo irreale… e l’irrealtà sarà inevitabilmente fonte di infelicità. La realtà è estatica e il solo modo per collegarsi al reale è non lasciarsi sfuggire il momento presente. Se conosci il gusto, se anche una sola volta hai assaporato cosa si prova a essere nel presente - a volte, mentre guardi un’alba o un tramonto, sii semplicemente presente, così potrai assaporare il gusto - ti stupirai, ma possiederai per sempre la chiave che ti introduce nel reale. Una chiave universale che può aprire tutte le porte dei misteri della vita, delle sue estasi e delle sue bellezze. Non avete bisogno di un Gesù Cristo che vi conduca in paradiso; siete in grado di essere in paradiso qui e ora. Perché il paradiso non è da qualche parte nell’alto dei cieli. E’ qui, da qualche parte! Mi ricordo di un ateo che in salotto aveva scritto la frase che riassumeva la sua filosofia: “Dio non é da nessuna parte (nowhere, in inglese, n.d.t.)”. E tutti coloro che andavano a trovarlo non potevano fare a meno di vederla, ragion per cui da li partiva ogni discussione…. un giorno all’ateo nacque un figlio, che crebbe fino all’età in cui si impara a sillabare. Un giorno il bambino era seduto in braccio al padre, fu attratto dalla scritta sul muro e si mise a leggerla. Riuscì a leggere “Dio”, ma “nowhere” era una parola troppo lunga. Per cui la divise in due e lesse: “Dio è qui ora”, (’now here’ in inglese, n.d.t.). Il padre rimase sconvolto, non aveva mai pensato a quella possibilità di lettura… si dice che la sua filosofia di ateo andasse in frantumi. Iniziò a pensare alle implicazioni di quel qui e ora. Nel qui e ora non troverai Dio, ma qualcosa di più grande: troverai un’essenza divina. Questo è il termine che designa l’esperienza suprema della beatitudine. Ricorda quelle due parole: qui e ora, e conoscerai il segreto della felicità suprema. Non è mai esistito altro segreto, né mai ne esisterà un altro. E tutto qui! Ed è semplicissimo, facilmente a portata di mano di ogni essere umano. Non occorre appartenere a una chiesa o a un’organizzazione. Non devi portare con te una sacra Bibbia, i Veda, la Gita o il Corano. Devi solo capire un po’ di più la tua mente e le sue funzioni, come agisce. La mente non è mai nel presente, mentre il tempo è sempre presente; per cui la mente e il tempo non si incontrano mai. Ecco dov’è la tragedia: a ogni istante ti sfugge il treno e continuerai a perderlo per tutta la vita. Un grande mistico stava morendo. I suoi discepoli gli erano vicini e gli chiesero: “Maestro, qual è il tuo ultimo messaggio?” Il Maestro morente aprì gli occhi e indicò col dito il tetto della sua capanna. Uno scoiattolo stava giocando; tutti i discepoli guardarono verso l’alto e per un istante vi fu un silenzio assoluto. Il Maestro disse: “Questo è il messaggio di tutta la mia vita. Vivi nel momento. E’ meraviglioso ascoltare lo scoiattolo che gioca sul tetto, senza preoccuparsi di altro”. E aggiunse: “Ora, posso morire” e morì col sorriso sulle labbra, il volto soffuso di beatitudine. Perfino nell’ultimo istante della vita il suo messaggio fu: sii qui e ora. Quello è anche il mio messaggio.
28 Gennaio 1986, SPOT, RAI UNO
Intervista con Enzo Biagi, tratta dalla serie “Light on the Path, rilasciata il 12 gennaio 1986 a Katmandu, Nepal

Per l’italiano tratto dal Libro
Il Significato Dell’Esistenza” Edizioni IDM ISTITUTO DELLE MOTIVAZIONI srl Torino

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