Nov 24

Mindfulness: i benefici della meditazione per tutti

 

Cos’è la Mindfulness?
Il termine inglese Mindfulness si riferisce ad una tipologia di consapevolezza: la consapevolezza dei propri pensieri, azioni e motivazioni, la consapevolezza del momento presente.. del qui ed ora.
Jon Kabat-Zinn, uno dei suoi pionieri, la definisce in questo modo:

Mindfulness significa prestare attenzione, ma in un modo particolare:
a) con intenzione,
b) al momento presente,
c) in modo non giudicante
”.

L’approccio della Mindfulness deriva dalle tecniche di meditazione delle tradizioni più importanti in materia: Buddismo (con la meditazione Vipassana), Zen, Yoga.

Quello che la contraddistingue è l’intenzione di portare questo tipo di tecniche alla portata della nostra comune esperienza di vita di tutti i giorni.

L’aumentare del contatto con il momento presente ci permette di apre la nostra mente a nuove esperienze e di essere più consapevoli della meravigliosità della vita che abbiamo. Ma non solo.. ci insegna a non rifiutare le esperienze (anche negative) che viviamo, ma ad accettarle, ad accoglierle.

Bob StahlElisha Goldstein, nella loro opera Il Programma Mindfulness hanno creato un metodo testato che, grazie alla Mindfulness, permette di superare l’asnsia, il dolore e il panico.

Grazie a questi insegnamenti riusciremo a capire quali sono le abitudini “sabotanti” che fanno parte della nostra quotidianità e a come sostituirle con altre che, al contrario, possono valorizzare le nostre potenzialità.

 

 

Il Programma Mindfulness - Bob Stahl e Elisha Goldstein Il Programma Mindfulness – Un metodo pratico e clinicamente testato per superare: stress, ansia, panico, depressione, dolore cronico … e altri problemi di salute 

 
Bob StahlElisha Goldstein

 

 

 

Compralo su il Giardino dei Libri

 

 

Dall’introduzione del libro:
Benvenuti ne Il Programma mindfulness in base alla mindfulness. Nel ringraziarvi di aver acquistato il nostro libro, desideriamo affermare con convinzione che, così facendo, vi state assumendo un ruolo attivo nella sfera della vostra salute e del vostro benessere personale. Se state percependo qualche segno di stress, quali ansia, irritabilità, tensioni muscolari, burnout, apatia, irrequietezza, mal di testa, affaticamento, disordini digestivi, difficoltà di concentrazione, preoccupa­zione, superlavoro, abuso di sostanze, fumo, problemi alimentari, disturbi del son­no, o se vi sentite oppressi, questo manuale può esservi di aiuto“.

 

 



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Giu 27

La forza della volontà

La forza della volontà

In questa intervista, Igor Sibaldi ci parla di volontà e desideri, e dei meccanismi che li governano.

E’ importante la volontà? In che senso?

Ovvio che la volontà è importante: “se vuoi, puoi” ecc… per quello che ne so io riguardo la volontà, credo tuttavia che sia interessante segnalare come questa funzioni nella pratica.

Nella vita di una persona si realizzano diverse situazioni: quando una persona vuole una cosa, quella avviene di sicuro, e quando una persona non vuole una cosa, quella avviene di sicuro, perché “non” non ha nessuna importanza. Se pensi a qualcosa che non vuoi e ti ci focalizzi sopra, e continui a pensarci, ad un certo punto trovi il modo di mettere insieme tutta una serie di sistemi per cui poi fai accadere quello che non vuoi.

E’ facile pensare quale sia la modalità: se una persona ha un obiettivo, la sua memoria agisce in modo selettivo in funzione di questo. Si sa che non ricordiamo tutto quello che vediamo ma facciamo una selezione. Anche la percezione è selettiva ma tutto quello che è di confine tra percezione e memoria non è poi così chiaro, nel senso che in genere si pensa che una cosa esista nel momento in cui la si percepisce e si riesce a ricordarla, ma vale anche il contrario, e quindi il meccanismo non è così ovvio.

Comunque, se io ho uno scopo e lo voglio ottenere, entrando in una stanza ad esempio vedrò una decina di oggetti in 20 secondi. Se dopo di me entra un’altra persona, nello stesso periodo di tempo questa si accorgerà a sua volta di una decina di oggetti. Se elenchiamo quello che entrambi abbiamo visto, otterremmo due elenchi completamenti diversi, essendo che io seleziono il mondo in base a quello che voglio.

Ciò avviene anche per quello che non voglio. Se non voglio qualcosa e mi ci fisso sopra, evidentemente vedrò comunque quello che non voglio… Stabiliamo quindi che se una persona vuole una cosa, questa avviene, e se non vuole una cosa, questa avviene.

E’ interessante vedere, invece, quali sono le situazioni che non si realizzano: sono quelle che tu devi volere. Il verbo “dovere” e il verbo “volere” sono come due entità che hanno entrambe una stessa “carica” e quindi si respingono a vicenda… Se io voglio va bene… Se io devo volere qualcosa, invece non l’otterrò mai.

Per questo la maggior parte delle persone non fa soldi: perché tutti quanti pensano di volere i soldi, in realtà pochissime persone vogliono i soldi anche perché dei soldi non è che ci sia granché da volere: essendo uno strumento, eventualmente il denaro ti permette di andare verso qualcos’altro che vuoi. Invece le persone affermano “io voglio i soldi“, e perché vogliono i soldi? Perché tutti quanti ragionano in questo modo: “non sarò mica l’unico fesso che non vuole i soldi? Allora io mi impongo di dover voler i soldi”, e siccome “io devo volere”, fallisco.

Un altro esempio: io stabilisco che devo trovare una fidanzato, allora devo volere un fidanzato e, cosa strana, da quando ho stabilito che devo avere un fidanzato, non riesco a trovarlo mai… (e anche da quei due tizi che mi avevano notato, non è venuto fuori niente). Questo è uno dei motivi per cui di solito piove sul bagnato, e chi ha una fidanzata, ad esempio, ne può trovare molte altre e quando invece non ne ha, non riesce a concretizzare una storia, e tutte le persone che trova non vanno bene.

Tra l’altro, il dover volere è un annientatore della creatività tremendo, e fa sì che la memoria selezioni proprio le esperienze che non ti servono e che sono al di fuori del tuo obiettivo. E se proprio ci metti tutta quanta la volontà che puoi, ad esempio 50mila unità di “volere” e solo 1 unità di “devo” il fatto di dover volere qualcosa fa in modo che tu arriverai a realizzarla, ma nel momento sbagliato, nel modo sbagliato e tale che poi alla fine non funzionerà.

Per questo, in genere, le persone si accorgono troppo tardi di aver sbagliato vita, quando magari stanno per morire… perché per tutta la loro esistenza hanno pensato di dover volere delle cose e non le hanno ottenute, o se le hanno ottenute non ne hanno ricevuto alcuna gioia.

Quanto alla volontà, uno dei veleni peggiori che esista in merito e che, se pur molto diffuso, non tutti arrivano a scoprire, è che tantissime persone pensano “io voglio una certa cosa” ma in realtà non la vogliono loro bensì è il desiderio di qualcun altro. E’ il desiderio della mamma o del papà che non si è realizzato e che loro vogliono portare a termine in qualche modo, oppure addirittura si tratta del desiderio di un compagno di scuola che ammiravano tantissimo quando erano ragazzi… “Guarda quello lì che voleva quella cosa… lui sicuramente non la otterrà ma vedrai che la otterrò io” e magari si arriva anche ad ottenerla, dopo una fatica terrificante e senza gioia, durata moltissimi anni, per scoprire – alla fine – che non valeva niente.

Di Camilla Ripani.
Fonte: http://www.nonsoloanima.tv

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L’autostima è la percezione complessiva del nostro valore: è il voto che diamo a noi stessi.

Non sorprende dunque che i problemi di autostima siano responsabili di comportamenti inadeguati, negativi, distruttivi, o che siano al centro di molte difficoltà, disagi e persino disturbi psicologici.

D’altra parte, l’autostima dipende a sua volta dai nostri comportamenti e dalle nostre scelte. Se ci comportiamo in modo inadeguato, negativo e distruttivo, la nostra autostima si riduce, e si attiva così un circolo vizioso che genera ulteriori comportamenti inadeguati che, a loro volta, riducono ancora di più la stima di noi stessi.

Come si esce da questa situazione? Come si apprende ad imboccare una strada virtuosa di scelte e comportamenti positivi, vitali, di successo, che accrescano la nostra autostima e che generino ulteriori successi personali?

Le chiavi dell’autostima è il libro che risponde a questa domanda.
Scritto da due autori di successo e trainer di grandissima esperienza, quest’opera mette insieme e insegna, passo dopo passo, i fondamenti della psicologia positiva, dell’assertività, della comunicazione verbale e non verbale per avere successo, e la saggezza profonda della meditazione, lo strumento per eccellenza dell’equilibro e della conoscenza di .



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