Mar 07

101 straordinarie verità sul cervello che nessuno conosce

101 verità sul cervello

Riuscirò ad arrivare in tripla cifra ed elencare 101 curiosità sulla mente umana? Non lo so, spero di sì, per saperlo non ti resta che continuare a leggere.

  1. Non è vero che si usa solo il 2, o il 5, o il 10% del cervello: ogni parte ha una sua specifica funzione che è stata identificata dall’encefalogramma.
  2. Il peso medio del cervello è di 1,3 chili, e varia in base all’etnia.
  3. Il che può sembrare tanto, ma la sola pelle pesa il doppio (quasi 3 chili).
  4. La tanto famosa materia grigia è in realtà la parte più piccola del cervello, ed ricopre soltanto la superficie. La parte con maggiore volume è invece la materia bianca, ed è composta da assoni che hanno il compito di collegare le varie parti della materia grigia.
  5. Il 75% del cervello è composto di acqua.
  6. Il cervello di un neonato cresce di tre volte nel primo anno di vita.
  7. Tutti sanno che i neuroni sono tutti collegati. Pochi sanno con quanti neuroni è collegato ogni neurone: da 1.000 a 10.000!
  8. Tanto per restare con i numeri grandi: il cervello è composto da 100 miliardi di neuroni.
  9. Il cervello riconosce istintivamente la percezione di sé e degli altri: è per questo che non puoi farti il solletico da solo.
  10. Il cervello cresce fino ai 18 anni. Ecco il perché di quella legge che ti dice di non bere grappa fino alla maggiore età!
  11. Il cervello usa circa il 20% dell’ossigeno di cui necessiti per vivere. Ed è anche l’organo che tollera di meno la sua mancanza.
  12. Se viaggi troppo, il cervello andrà in tilt a causa del jet lag e la tua memoria si ridurrà notevolmente.
  13. Tutti sognano, più volte al giorno. Ma c’è chi ricorda i sogni e chi se li dimentica.
  14. C’è una correlazione positiva fra i viaggi in aereo e i mal di testa: circa il 6% di chi viaggia si becca un’emicrania.
  15. Il cervello di Einstein era di dimensione uguale a tutti gli altri, solo la parte che si attiva per i calcoli matematici era più grande del 35% (e non è poco).
  16. Le prime testimonianze di operazioni chirurgiche al cervello risalgono a 4000 anni fa, e si facevano proprio come ora: un trapano per perforare il cranio; e no, le anestesie non esistevano. Ma la cosa più incredibile è che, dopo questa operazione, molti sopravvivevano!
  17. Il 2% del peso di un uomo è dato dal cervello. Anche se in termini assoluti ci sono animali con encefali più grandi (come l’elefante), nessuno ha una percentuale più alta.
  18. Alla nascita, il tuo cervello conteneva già quasi il numero di cellule di un cervello adulto.
  19. Così come con l’ossigeno, il cervello riceve il 20% di tutto il sangue che circola in corpo.
  20. Uno studio australiano ha dimostrato che i bambini con un amico immaginario sono nella maggior parte dei casi primogeniti o figli unici. Colpa della solitudine?
  21. Ogni volta che richiami un’informazione alla mente o pensi a qualcosa di nuovo, crei una nuova connessione fra neuroni. Ecco perché studiare aiuta a studiare.
  22. Molte persone fanno da 2 a 3 sogni a notte, ma alcune arrivano anche a 6 o 7.
  23. Gli studi con l’encefalogramma hanno dimostrato che il cervello è più attivo quando dormi che quando sei sveglio.
  24. Tenere il cervello allenato con lo studio gli permette di adattarsi molto più velocemente alle nuove situazioni.
  25. I taxisti di Londra, famosi per conoscere tutte le strade della città (che non è piccola, lo assicuro), hanno un ippocampo sensibilmente più grande del normale. Si ritiene che più cose si memorizzano, più quest’area del cervello si espande.
  26. Nel 1811 il dottor Charles Bells fu il primo a scoprire che ognuno dei cinque sensi ha una sua area dedicata nel cervello.
  27. Non ci sono recettori del dolore nel cervello, quindi non si può sentire dolore in quella zona. Ma di recettori ce ne sono nella calotta cranica (e anche tanti): sono questi che causano l’emicrania.
  28. La corteccia cerebrale, quella che contiene la materia grigia, diventa più spessa man mano che la usi.
  29. Se il tuo cervello non riceve ossigeno per 8 – 10 secondi, perderai conoscenza. Questo è un meccanismo di difesa contro i picchi di bassa pressione.
  30. Anche senza spiegazioni, sei in grado di intuire l’umore di qualcuno: questa funzione è svolta dall’amigdala.
  31. Il cervello ricorda per associazione. Quindi, se vuoi ricordarti qualcosa, crea dei percorsi logici e connessi fra di loro e con altri tuoi ricordi.
  32. Cinque minuti dopo esserti svegliato, ti sei dimenticato il 50% di un sogno. Dopo 10 minuti, il 90% è andato.
  33. Ti piace Winnie the Pooh? La Disney ha dichiarato che per i personaggi si è ispirata alle più comune malattie mentali. Riesci ad elencarle?
  34. Dopo la sua morte, il cervello di Lenin è stato aperto e sezionato. Si è scoperto che aveva un numero maggiore di cellule in alcune aree che possono spiegare la sua genialità nel manipolare le persone.
  35. L’aspirina, che uso sempre quando ho mal di testa, è stata inventata nel 1899. Ma necessitava della prescrizione di un medico fino al 1912.
  36. Ci sono più di 100.000 capillari nel solo cervello.
  37. In un ambiente che stimola l’apprendimento, l’abilità di un bambino di memorizzare le cose può aumentare fino al 25%
  38. Le informazioni nel cervello possono viaggiare ad una velocità di 430 km/h. Altro che Ferrari!
  39. Se ti fischia l’orecchio, sappi che è un’illusione del cervello. A meno che non sia appena tornato dalla discoteca, in quel caso è il timpano lacerato (ma tranquillo, che in poche ore si rigenera).
  40. L’odore è il ricordo che si fissa meglio nel cervello. Se associ qualcosa ad un odore, difficilmente te lo dimenticherai.
  41. Anche i ciechi sognano, ma chi è cieco dalla nascita non sogna immagini (ovviamente). Sono sicuro che almeno una volta nella vita questo te lo sei chiesto!
  42. Ogni volta che batti le ciglia, il tuo cervello ricrea un’immagine dell’ultima cosa che hai visto per evitare di farti vedere nero per una frazione di secondo. Scommetto che hai appena provato!
  43. Un cervello risalente a circa 2000 anni fa è da poco stato scoperto in Gran Bretagna. Ed è conservato ancora discretamente bene.
  44. Nel 1921, Hermann Roschach (dal cognome impronunciabile) inventa il famoso test con le macchie d’inchiostro.
  45. Il 12% del cervello è composto da grasso.
  46. Il cervello continua a creare nuovi neuroni per tutta la vita in risposta agli stimoli, per rimanere flessibile alle esigenze.
  47. Mentre sei sveglio, il cervello sviluppa 20-30 watt. Abbastanza per illuminare una lampadina.
  48. Gli uomini e le donne percepiscono il dolore in modo molto diverso.
  49. Non si dice “sulla punta della lingua”, si dice anomia!
  50. Il 12% delle persone sogna in bianco e nero, gli altri a colori

Sono a metà! Vado a fare un po’ di stretching per le dita. Mentre mi prendo una pausa, ti chiedo gentilmente di condividere questo articolo su Facebook. Grazie mille in anticipo! E ora, un bel respiro e si continua.

  1. Ridere ad una battuta non è un compito semplice: richiede di attivare cinque aree del cervello diverse.
  2. Daniel Tammet è l’autistico più intelligente del mondo: le sue capacità matematiche rivaleggiano con quella dei più grandi geni del secolo.
  3. Nel 1959, una scimmia è stata spedita nello spazio per testare come il cervello si adattasse alla mancanza di gravità.
  4. Leggere ad alta voce e parlare (specialmente con i bambini) migliore le capacità del cervello.
  5. Lo sbadiglio può avere 3 significati: noia, sonno o fame.
  6. Sì, lo sbadiglio è contagioso, ci sono ricerche a riguardo!
  7. I super-assaggiatori sono persone che riescono a riconoscere sapori che un cervello normale non riuscirebbe nemmeno a percepire. Molto utili nell’industria alimentare, vengono pagati un sacco di soldi.
  8. È quando si dorme che i ricordi della giornata vengono fissati nella memoria a lungo termine.
  9. Mentre dormi il tuo corpo produce un ormone che inibisce il sistema motorio, paralizzandoti. È un’esperienza che può capitare se provi a simulare un’esperienza extracorporea.
  10. L’università di Harvard contiene una magazzino con 7.000 cervelli conservati per ricerche scientifiche. No, non è una figura retorica!
  11. Le capacità di capire e provare le emozioni sono già sviluppate al momento della nascita.
  12. La neocorteccia, che rappresenta circa il 76% di tutta la corteccia cerebrale, è quella adibita alle emozioni e alla coscienza di sé. È la più sviluppata in tutto il regno animale.
  13. Alcune persone sono effettivamente più freddolose di altre, questo dipende da come i sensori di temperatura della pelle comunicano col cervello.
  14. La carenza di sonno potrebbe ridurre la tua abilità a memorizzare cose nuove. Ecco perché è importante imparare a dormire bene!
  15. Se stai russando, non stai sognando.
  16. La mancanza di gravità ha diversi effetti sul cervello, anche se le ricerche in proposito sono lontane dallo spiegare come. Potresti voler aspettare la risposta prima di programmare una gita sulla luna.
  17. Keith Jarrett, musicista jazz, ha scientificamente l’udito perfetto: riesce a riconoscere qualsiasi nota.
  18. Il senso che si sviluppa prima di tutti gli altri in un feto è il tatto (dopo 4 settimane dal concepimento).
  19. I sensi non sono 5, bensì 6: quello mancante è la percezione di sé nello spazio (anche se chiudi gli occhi sai di essere seduto e non in piedi).
  20. Il cervello può resistere al massimo 4 – 6 minuti senza ossigeno, poi i neuroni cominciano a morire. Dopo 6 – 10 minuti, si verificano danni permanenti.
  21. Le donne ci mettono più tempo a prendere una decisione, ma cambiano meno difficilmente idea.
  22. Ben Pridmore riesce a memorizzare un mazzo di 52 carte in 26 secondi. Due carte al secondo!
  23. Se ti svegli durante un sogno, è più facile che te lo ricordi. Ecco perché gli incubi si ricordano sempre, dannati loro!
  24. La musica migliora nettamente la memorizzazione. Ma non mettere su Vasco Rossi quando apri il libro di matematica, quello non fa altro che distrarti!
  25. I bambini che imparano due lingue nei primi cinque anni di vita (come in Canada o in Lettonia) avranno da adulti una materia grigia molto più densa.
  26. Una febbre troppo alta causa rapidamente la morte dei neuroni. Ma non ti preoccupare di qualche linea di troppo: la temperatura più alta mai registrata è stata di 46,5 gradi.
  27. È stato dimostrato che alcune persone sono più portate all’esercizio fisico rispetto ad altre, sotto un fattore psicologico. Ma questa non è una buona ragione per non staccarti mai dalla sedia!
  28. L’estrogeno (ormone presente sia in uomini che in donne) è fortemente correlato con la memorizzazione.
  29. Un sogno non ha mai un significato univoco, né letterale. I sogni vanno interpretati tenendo conto anche della situazione e della psicologia della singola persona, ecco perché i libri per interpretare i sogni sono in buona parte buffonate (per essere gentili).
  30. Gli abusi sui minori possono provocare danni a lungo termine anche fisici, nella struttura del cervello.
  31. Lo stress, quello vero, può provocare l’alterazione di alcune importanti aree del cervello. Meglio prendere la vita con calma!
  32. La noia è una sensazione che viene scatenata dalla mancanza di attività, ed è causata dalla naturale voglia che ha il cervello di imparare.
  33. L’insulina serve a regolare il livello di zuccheri nel sangue, ma recentemente è stato anche dimostrato che aiuta il cervello a memorizzare.
  34. Il caffè ti fa rimanere sveglio perché la caffeina blocca i recettori di adenosina. Sono state anche scoperte sostanze con l’effetto opposto, e vengono spesso utilizzate nei sonniferi da banco (molto poco utilizzati in Italia).
  35. In media il cervello fa 70.000 pensieri al giorno.
  36. L’ossitocina, l’ormone responsabile dell’amore (brutto da dire ma è così), aiuta anche le persone affette da autismo.
  37. La correlazione fra mente e corpo è fortissima. Si stima che il 50 – 70% delle visite in ospedale per problemi fisici derivino da problemi psicologici (non necessariamente malattie mentali).
  38. Un team di scienziati giapponesi è riuscito a creare una macchina in grado di proiettare su schermo i sogni di una persona. Certo per ora l’immagine non è molto accurata, ma a volte si riesce a capire cosa rappresenta il video.
  39. I mancini e gli ambidestri hanno un corpo calloso (la massa che collega i due emisferi celebrali) più grande in media dell’11%.
  40. Uno studio su un milione di studenti di New York ha mostrato che i ragazzi che a pranzo non mangiavano cibi con coloranti, sapori artificiali o conservanti avevano un quoziente intellettivo del 14% superiore. Ora mi chiedo: è il cibo naturale che rende più intelligenti, o è l’intelligenza che porta a mangiare cibi sani?
  41. Le persone tristi, quando vanno a fare shopping, spendono di più di chi invece è felice. Il meccanismo di compensazione porta a cercare di comprare la felicità in questo modo.
  42. Il lavoro associato ad un maggior numero di mal di testa è quello del contabile, seguito da librai e autisti di camion e autobus.
  43. Il pesce non aiuta a diventare più intelligenti, ma pare riduca del 30% il rischio di contrarre la demenza in età avanzata.
  44. Aristotele credeva, erroneamente, che la sede del ragionamento fosse nel cuore.
  45. Errore simile per gli antichi egizi, che ritenevano il cuore il contenitore dell’anima. Infatti nell’imbalsamazione conservavano attentamente tutti gli organi, tranne il cervello (che veniva bollato come inutile e scartato).
  46. Nella genetica umana sono presenti delle tracce di un’evoluzione che ha portato ad avere una resistenza contro le malattie causate dai prioni, elementi della carne umana. In parole povere, questo significa che nell’antichità il cannibalismo era una pratica molto diffusa.
  47. La parola “cervello” viene utilizzata 66 volte nelle opere di Shakespeare.
  48. L’emisfero sinistro del cervello controlla la parte destra del corpo, e vice versa.
  49. Il profumo di lavanda tranquillizza il cervello, e ti aiuta ad addormentarti.
  50. Una patata bollita può ripristinare le funzioni del cervello quando ti senti stanco. E l’effetto dura più del caffè!
  51. I mancini stanno aumentando, ma quanto? Nel mondo chi scrive con la mano destra è il 89,6% del totale, con la sinistra il 10,6% e gli ambidestri sono lo 0,34%. Tu in quale categoria rientri?

Wow, non ci credo, ce l’ho fatta.
Posso chiederti un favore? Se ti è piaciuto l’articolo, puoi condividerlo su Facebook o Twitter con i tuoi amici? Ti ringrazio fin da ora per la disponibilità!

Fonte: http://www.mindcheats.net

Contenuti consigliati

Ottieni il Massimo dal Tuo Cervello - Libro
Gli orizzonti della neuroscienza

Buono

(-15%)
Il Cervello Felice - Istruzioni per l'uso - Libro
Come vivere una vita più felice e appagante senza pillole, sostanze chimiche o anni di terapia.
(-15%)
Allena il tuo Cervello all'Eccellenza con la Pnl - Libro
Strategie di flessibilità mentale per il benessere e il successo
Cambia il tuo Cervello, Cambia la tua Vita
Un programma rivoluzionario per sconfiggere ansia, depressione, ossessioni, rabbia e impulsività
(-15%)
Evolvi il tuo Cervello
Evolve your Brain – Come uscire dal vecchio programma

Da non perdere

(-15%)
Riprogramma il tuo Cervello - Libretto + 3 DVD
Per far evolvere la tua vita

Buono

(-15%)

Contenuti video



Articoli collegati
Dic 21

La terapia dei suoni

La terapia dei suoni

E’ a tutti noto come la medicina primitiva, istintiva, empirica o magica, e le religioni primitive, che erano e sono le depositarie dell’arte medica, usino la musica per ottenere quei fenomeni di allucinazione collettiva e di trans individuale che sono il fondamento di tutte le pratiche mediche, rituali, magiche e religiose.

Il ripetersi in esasperante e ipnotica monotonia di due note fondamentali con un’unica variazione del ritmo, porta lentamente ad una anestesia psichica, a una perdita del controllo della personalità, a uno stato psichico alterato che favorisce lo svolgersi delle pratiche terapeutiche primitive come l’espulsione dal corpo del malato del demone che ha causato la malattia fino alle più complesse pratiche della medicina animistica che ricerca nella musica la perdita della coscienza e della personalità del “paziente” per ottenere lo scambio della sua anima ed ingannare così lo spirito malvagio che lo possiede.

Un altro esempio di grande interesse per le facoltà terapeutiche del suono ci viene dalla medicina sacerdotale greca.

Infatti, nei templi la guarigione miracolosa avveniva nel sonno e nell’ipnosi e l’uno e l’altra erano favoriti da musiche e danze rituali.

Oggi, soprattutto nella medicina ad orientamento psicosomatico possiamo ritrovare il connubio musica-medicina dove il farmaco sonoro interviene su tutto il corpo attraverso la ricostruzione di un’armonia fisica e psichica perduta. Ma bisogna riconoscere che anche la scienza medica ufficiale (soprattutto negli USA, in Canada, in Australia e in Francia) già da molti anni ha iniziato ad investire nella ricerca di terapie alternative in cui i suoni vengono utilizzati con notevole successo nel campo dell’anestesia (applicazioni anelgesiche musicali), per la rieducazione motoria in ortopedia, come vera e propria medicina in campi notevolmente estesi della neuropsichiatria (forme di nevrosi e psicosi o nei casi di autismo) o ancora più semplicemente come tonico durante interventi chirurgici o nel corso di sedute dentistiche o psicanalitiche.

Rimanendo in campo neuropsichiatrico è importante sottolineare come in certe sedute mediche le varie reazioni suscitate nei pazienti sottoposti all’ascolto di musiche o di suoni diversi possa condurre gli specialisti a formulare o convalidare giudizi diagnostici e prognostici. Recentemente, poi, sono sempre più frequenti i tentativi di utilizzare la musica per favorire l’immaginazione, la concentrazione, la meditazione, la capacità apprensiva alla lettura oppure alla proposizione di quesiti matematici.

Lo studio del suono, inoltre, ha stimolato scienziati di ogni disciplina a riconsiderare l’ambiente in cui vive l’uomo moderno e quindi a riformulare un nuovo paesaggio sonoro (futuristico o soltanto immaginario?) privo di quei suoni e rumori che sono propri della civiltà moderna e nel quale l’individuo possa finalmente vivere in armonia con gli elementi naturali, entrare in risonanza con gli altri per giungere ad una visione dei rapporti e dei valori sociali più evoluta.

Per il momento, nell’insperata attesa di nuove città da costruire, la musica può aiutarci ad entrare in contatto con la nostra anima e superare la pura materialità. L’ascolto di particolari composizioni moderne appropriate, alcune delle quali contengono una miscela di musica e suoni che inducono un rilassamento chiamato subliminale in quanto di intensità intorno ai 30 db (una musica piacevole da ascoltare può avere un’intensità di 90 db), oppure la scelta di brani di musica classica particolarmente indicati contro lo stress, l’ansia o la depressione può rappresentare un utilissimo strumento per imparare da soli ad osservare e riconoscere il modo in cui il corpo e le emozioni reagiscono ai diversi tipi di musica e quindi ad ottenere effetti migliorativi non soltanto a livello organico ma anche psicologico e spirituale.

Insomma, un vero e proprio farmaco sonoro (o se volete , una sana “dieta sonora“) da non sottovalutare, che può riportare nelle menti in tumulto la calma e l’equilibrio indispensabile per una vita serena.

Di Maurizio Torretti.
Fonte: http://www.lifegate.it

Contenuti consigliati

Musicoterapia per l'Ansia - Cd Audio
CD di terapia guidata per affrontare ansia, panico, depressione e insonnia
Grazie - La tecnica del campo GIA - DVD
Gratitudine Incondizionata Anticipata = GIA

Da non perdere

(-15%)
Tibetan Healing Meditation

Da non perdere

(-15%)
Musicoterapia
Un’Arte oltre le parole
Musicoterapia per le Ossessioni - CD Audio
CD di terapia guidata

Da non perdere

Musicoterapia per la Paura - CD Audio
CD di terapia guidata per affrontare paure, fobie, angoscia, panico

Buono

Contenuti video



Articoli collegati
Giu 24

Cervello e Musica

Cervello e Musica

La musica ha effetto sulla memoria e può rafforzare le capacita di espressione.

Il cervello è un sofisticato sistema di apprendimento; infatti esso dalle vibrazioni esterne elabora i suoni veri e propri; e ciò vale quindi sia per la parola, che per un suono, che per la musica prodotta da strumenti musicali. Fuori di noi non ci sono suoni o rumori, perché essi sono una risposta cerebrale, a determinate vibrazioni del mondo esterno.

Le dinamiche di interazione tra vibrazioni del mondo esterno e cervello passano attraverso processi di integrazione di aree cerebrali specifiche, che correlano le emozioni ed i significati alle complesse strutture cerebrali di produzione delle sensazioni sonore.

La Tomografia ad Emissione di Positroni (PET), permette di misurare e registrare l’attività di un cervello umano in risposta ad uno stimolo. La PET è infatti in grado di farci osservare piccole variazioni di flusso di sangue nelle diverse aree cerebrali. Un aumento di flusso sanguigno in una specifica zona del cervello corrisponde un aumento dell’attività cerebrale di quella zona.

Da queste limitate informazioni in particolare si può osservare che a partire dalle aree temporali di ricezione delle vibrazioni sonore un essenziale punto di snodo della informazione generata da differenti tipologie di vibrazioni e le zone talamiche responsabili dell’attivazione di stati emotivi, è situato nella zona immediatamente sottostante al lobo frontale dell’acumen; un diverso smistamento di informazione avviene per procedimenti di integrazione che raggiungono l’area di Wernicke collocata circa al centro dell’emisfero superiore sinistro del cervello; area quest’ultima deputata alla interpretazione cognitiva dei suoni.

Dato che le vibrazioni esterne passano debolmente anche attraverso il corpo, anche il cervello delle persone non udenti riesce a percepire la musica, cosi come il bambino, ancora nella pancia materna, inizia ad apprendere come produrre dalle vibrazioni esterne la sensazione interiore del suono e riconoscerne il timbro, il tono e la frequenza.

È pertanto comprensibile che l’esercizio musicale sviluppi aree di integrazione specifiche del cervello; quella relativa a udire per interpretare e cioè a distinguere i suoni come fenomeno cognitivo, l’altra relativa al sentire percettivo che si colloca soprattutto nella attivazione delle funzioni emotive.

Quindi il fatto che l’esercizio musicale sia utilizzato per migliorare anche le capacità cognitive generali è possibile ed utile, poiché le aree corticali uditive e sensoriali realizzano uno sviluppo di apprendimento maggiore rispetto a chi non si occupa di musica.

Una varietà di studi recenti che si è focalizzata sulla neurologia della musica, del rumore, della parola nonché sulle soglie dell’udito, ha avuto un recente sviluppo e, traendo conoscenza da essa, è importante rammentare che le note e le scale musicali vengono mediate primariamente dall’emisfero sinistro (area di Wernicke) e le melodie dall’emisfero

destro del cervello.

Certamente per attuare strategie capaci di ascoltare la musica, con un coinvolgimento globale del nostro sistema nervoso cognitivo e delle funzioni emotive a questo connesse è necessario fare attenzione ai risultati che ogni individuo può ottenere da differenti metodologie di apprendimento.

Infatti la musica può esasperare comportamenti di socializzazione di massa, interagendo direttamente con i complessi fenomeni bio-chimici che correlano il corpo con zone talamiche del cervello che sono alla base delle emozioni; quest’ultime diversamente dalle attività cognitive sono meno regolabili dalla ragione e pertanto meno coscienti.

Certamente ognuno di noi potrà provare come aumenti l’aggressività e quindi la forza durante l’ascolto della “Cavalleria Rusticana“, rispetto a quando si ascolta una “Ninna Nanna“; pertanto è possibile capire come gli effetti subliminali agiscano indipendentemente dal nostro volere cosciente e come essi nelle ripetitività possano divenire condizionanti per effetto di una pressante continuità di ascolto della musica.

Viceversa la musica può anche essere utilizzata con “effetto terapeutico“; le differenze dei due emisferi cerebrali nella elaborazione dei suoni possono generare particolari ricadute terapeutiche in soggetti con difficoltà di comunicazione, qualora si esercitino opportunamente i processi di integrazione cerebrale che correlano emozioni sonore all’attenzione della significazione dei suoni favorendo in tal modo un buon ascolto della musica.

Di Paolo Manzelli.
Fonte: http://www.psicolab.net

Contenuti consigliati

Ebook - La Musica Come Terapia
Malattie e stili di vita: i benefici delle 7 note
Amore e Buona Energia + CD con le musiche di Capitanata
Cara anima eterna tu meriti la pace mentale, la buona salute e la felicità

Da non perdere

La Musicoterapia
Guarire a Suon di Musica
Musicoterapia per bambini e adolescenti
L'Abbraccio Sonoro in Gravidanza
Percorso innovativo di musicoterapia in acqua per future mamme
Arte-Terapia
Disegno, pittura, musica, danza, teatro sono efficaci forme di cura

Contenuti video



Articoli collegati

Iscrizione alla newsletter

CLICCA QUI per iscriverti al sito e alla newsletter!
Iscrizione alla Newsletter
Potrai scaricare da subito tutte le risorse dell'area OMAGGI

Studia meno, Studia meglio!

Studia meno, Studia meglio

Soluzioni rapide e pratiche

Soluzioni rapide e pratiche

Segui il sito su facebook

Mangiar Crudo per Vivere Sani

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Mangiar Crudo per Vivere Sani - Raw Food di René Andreani

Migliora la tua vita

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Metodo - The Tool

Fruttalia

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Fruttalia di Luca Speranza e Silvio Sciurba

Raggiungi la Felicità

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: In compagnia di Spinoza raggiungi la Felicità di Balthasar Thomass

Il Codice della Guarigione

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Il Codice della Guarigione di Alexander Loyd e Ben Johnson