Ott 09

Chiave della meditazione

Chiave della meditazione

“La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell’estasi, lo stato di ebbrezza divina. E’ una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata.
La mente deve renderla molto complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la morte della mente; naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione. L’osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente.

Non fare nulla. Limitati a osservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fare assolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore. E il miracolo dell’osservare, è meditazione.

Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente si svuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente è assolutamente assente – se n’è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte – per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente, non trovandola più, si ribalta su se stessa.

Grazie all’osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando ti ritrovi pienamente all’erta, senza che esista in te un singolo pensiero… ma solo il cielo silente del tuo essere interiore.

Questo è il momento in cui l’energia si volge all’interno: questa inversione è improvvisa, è repentina! E quando l’energia si volge all’interno, porta con sé una gioia infinita. Quando la meditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suo stadio supremo, è illuminazione.

Tu non sei sbagliato! Solo il tuo modello, il modo in cui hai imparato a vivere è sbagliato. Le motivazioni che hai imparato ed accettato come tue, non sono tue. Non soddisfano il tuo destino. Sono contro il tuo germoglio, sono contro il tuo elemento…

Ricorda: nessuno può decidere per te. Tutti i loro comandamenti, tutti i loro ordini, tutte le loro morali, esistono per ucciderti. Tu devi decidere per te stesso. Devi prenderti la tua vita nelle tue mani. Altrimenti, la vita continua a bussare alla tua porta e tu non ci sei mai – sei sempre da qualche altra parte.

“Qualsiasi pensiero ti foggi con la mente dualistica, non potrà mai dar conto della vera natura della mente: per questo dico che vivi in un sogno”.

Di Osho.

Contenuti consigliati

Estasi - Il Linguaggio Dimenticato
carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho
Essere se Stessi
carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho
Amore, Scienza e Meditazione
Le dimensioni dell’uomo nuovo
carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho
Ha un Senso la Vita ? - DVD
Non ti darò un altro sogno…il mio invito è a svegliarti, è davvero ora…
carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho
Innamorarsi dell'Amore

Da non perdere

carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho
Trova la Tua Voce Interiore - DVD
E poi seguila senza paura

Da non perdere

carrello Osho   Ogni passo è meraviglioso osho

Contenuti video



  • Facebook
  • Twitter
  • Google Buzz
  • Orkut
  • LinkedIn
  • MySpace
  • Share/Bookmark
Articoli collegati
Set 16

Come Meditare

Come Meditare

La gioia della meditazione come nutrimento (733)
Download La gioia della meditazione come nutrimento

Ciò che facciamo è domare la nostra mente. Cerchiamo di superare ogni tipo di ansia ed agitazione, ogni tipo di schemi abituali di pensiero, in modo da essere in grado di sedere con noi stessi. La vita è difficile, potremmo avere grandi responsabilità, ma la cosa strana, la logica rovesciata è che il modo per relazionarci allo scorrere fondamentale della vita consiste nel sedersi completamente immobili. Potrebbe sembrare più logico tentare di accelerare, ma qui riduciamo tutto al livello più basilare.

Domiamo la mente facendo uso della tecnica della presenza mentale. Molto semplicemente la presenza mentale è completa attenzione al dettaglio. Siamo costantemente assorti nel tessuto della vita, nella struttura del momento. Realizziamo che la nostra vita è fatta di tali momenti e che non possiamo avere a che fare con più di una situazione per volta. Anche se abbiamo ricordi del passato e idee sul futuro, è la situazione presente, quella che sperimentiamo.

Così siamo in grado di sperimentare la nostra vita pienamente. Potremmo ritenere che pensando al passato o al futuro rendiamo la nostra vita più ricca, ma se non prestiamo attenzione alla situazione immediata, ci perdiamo veramente la vita. Non c’è nulla che possiamo fare a riguardo del passato, possiamo solo passarlo in rassegna di nuovo e di nuovo, mentre il futuro è completamente sconosciuto.

Perciò la pratica della presenza mentale è la pratica dell’essere vivi. Quando parliamo di tecniche meditative, parliamo delle tecniche della vita. Non parliamo di qualche cosa di separato da noi. Quando parliamo dell’essere presenti e del vivere in modo presente, parliamo di pratica della spontaneità.

È importante capire che qui non si parla del tentativo di accedere a qualche stato mentale superiore, particolarmente elevato. Non stiamo dicendo che la nostra situazione attuale è indegna. Ciò che stiamo dicendo è che la situazione presente è completamente disponibile, in modo non distorto e che questo è possibile tramite la pratica della presenza mentale.

A questo punto possiamo descrivere la vera e propria forma della pratica. Per prima cosa è importante relazionarsi con il locale e con il cuscino su cui pratichiamo. Ci relazioniamo con il luogo in cui meditiamo come fosse il centro del mondo, il centro dell’universo. Questo è il luogo in cui proclamiamo la nostra sanità, perciò quando ci sediamo il cuscino deve essere considerato come un trono.

Quando ci sediamo, lo facciamo con un certo grado di orgoglio o dignità. Le nostre gambe sono incrociate e le spalle rilassate. Abbiamo la sensazione di ciò che sta sopra, di qualcosa che ci trascina verso l’alto e nel contempo sentiamo il terreno. Le braccia sono comodamente appoggiate alle cosce. Coloro che non possono sedersi su di un cuscino, possono stare su una sedia. Il punto principale è di essere piuttosto comodi.

Il mento è leggermente rientrante, lo sguardo gentilmente focalizzato verso il basso a circa un metro e mezzo davanti a noi, la bocca è leggermente aperta. La sensazione di base è di comodità, dignità e fiducia. Se sentite di dover muovervi, semplicemente vi muovete, modificate leggermente la postura. Questo è il modo con cui ci relazioniamo al corpo.

La parte successiva, la vera parte semplice, consiste nel relazionarsi con la mente. La tecnica di base risiede nel notare il respiro, nell’avere la sensazione del respiro. Il respiro è ciò che usiamo come base per la nostra pratica della presenza mentale: ci riporta al momento, ci riposta alla situazione presente. Il respiro è qualche cosa di costante, altrimenti sarebbe troppo tardi.

Poniamo l’enfasi sull’espirazione. Non accentuiamo né alteriamo assolutamente il respiro, semplicemente lo notiamo. Notiamo il respiro uscire e quando inspiriamo c’è un’interruzione momentanea, uno spazio. Ci sono varie tecniche meditative e questa è una avanzata. Impariamo a focalizzare l’attenzione sul respiro e nel contempo diamo spazio alla tecnica.

Poi capiamo che, anche se ciò che stiamo facendo è molto semplice, sorge un numero incredibile di idee, pensieri e concetti sia sulla vita che sulla pratica stessa. Il modo con cui lavoriamo con tali pensieri consiste semplicemente nell’etichettarli. Facciamo semplicemente sapere a noi stessi che stiamo pensando e torniamo a seguire il respiro.

Perciò se ci chiediamo che cosa faremo per il resto della nostra vita, semplicemente etichettiamo ciò “pensiero“. Se ci chiediamo che cosa ci sarà per pranzo semplicemente etichettiamo ciò “pensiero”. Ogni cosa che emerge è gentilmente riconosciuta e lasciata andare.

Non vi sono eccezioni in questa tecnica, non vi sono buoni pensieri e cattivi pensieri. Se state pensando a quanto sia meraviglioso meditare, questo è comunque un pensiero. Quanto era grande il Buddha: è comunque un pensiero. Se volete uccidere la persona seduta di fianco a voi, etichettate tutto ciò “pensiero”. Non importa quale estremo raggiungiate; è pur sempre pensiero; tornate al respiro.

Di fronte a tutti questi pensieri, è difficile essere nel momento e non lasciarsi deviare. La nostra vita ha creato una barriera fatta di diverse correnti, elementi ed emozioni che cercano di disarcionaci, destabilizzarci. Emerge di tutto, ma tutto è etichettato come pensiero e non siamo trascinati via. Ciò significa che manteniamo il nostro posto e semplicemente lavoriamo con noi stessi.

L’idea del mantenere il nostro posto, il nostro seggio, continua quando lasciamo la sala di meditazione e torniamo ad occuparci della nostra vita. Manteniamo dignità ed umorismo e lo stesso tocco leggero che avevamo usato per lavorare con i nostri pensieri. Mantenere la propria posizione non significa rimanere rigidi e cercare di essere delle rocce; tutto il processo riguarda l’apprendere la flessibilità. Il modo con cui trattiamo i pensieri e noi stessi è lo stesso modo con cui trattiamo il mondo.

Quando iniziamo a meditare, la prima cosa che realizziamo è quanto la situazione sia selvaggia, quanto la mente sia selvaggia, quanto la nostra vita sia selvaggia. Ma quando iniziano a presentarsi le qualità della mente domata, quando siamo veramente in grado di sederci con noi stessi, vediamo che esiste una vasta ricchezza di possibilità che si presentano dinanzi a noi.

La meditazione consiste nel guardare nel nostro cortiletto dietro casa, per così dire, nel guardare che cosa veramente abbiamo, per poi scoprire la ricchezza già esistente. La scoperta di tale ricchezza è un processo che avviene momento per momento e man mano pratichiamo, la nostra consapevolezza diviene sempre più acuta.

Questa presenza mentale allora avvolge tutta la nostra vita. Questo è il miglior modo per apprezzare la sacralità di tutto. Con l’aggiunta della presenza mentale improvvisamente tutta la situazione si ravviva. La pratica impregna tutto ciò che facciamo; nulla è escluso. La presenza mentale pervade suono e spazio. È un’esperienza completa.

Da Sakyong Mipham Rinpoche.
Fonte: http://lucca.shambhala.info

Contenuti consigliati

Compralo su Macrolibrarsi

Meditazione sull’energia spirituale

Compralo su Macrolibrarsi

Viaggi guidati verso la pace interiore
Campane tibetane per rilassarsi e meditare


  • Facebook
  • Twitter
  • Google Buzz
  • Orkut
  • LinkedIn
  • MySpace
  • Share/Bookmark
Articoli collegati
Ago 14

Dialogo fra scienze naturali e scienza dello spirito

Una lucida analisi del limite della scienza nel doversi attenere al visibile. Cos’è che impedisce allo scienziato di andare dalla luce sovrasensibile a quella visibile?

E se nell’ambito della materia ci fossero solo effetti le cui cause prime fossero tutte nel mondo spirituale, non percepibili dai sensi?



  • Facebook
  • Twitter
  • Google Buzz
  • Orkut
  • LinkedIn
  • MySpace
  • Share/Bookmark
Articoli collegati

Iscrizione alla newsletter

Inserisci la tua Email



Seleziona le newsletter:
La mente mente
Crescere Leggendo
Iscriviti alla newsletter e scarica subito un contenuto multimediale gratuitamente
 

Segui il sito su facebook

Prodotti naturali

Scelgo la libertà

Macrolibrarsi.it presenta il libro: Scelgo la Libert

Il consapevole

Macrolibrarsi.it presenta la Rivista: Il Consapevole

Lo spazio delle Varianti

Macrolibrarsi.it presenta: Arriva in Italia la trilogia del Transurfing - Lo spazio delle varianti

Non è questione di Soldi

Macrolibrarsi.it presenta il libro: Non  questione di Soldi di Bob Proctor - La Ricchezza  nella tua Mente