Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Nuova scoperta che avvalora l’uso della musicoterapia: nel cervello è incisa la colonna sonora della nostra vita e c’é un “juke box” che, non appena sentiamo una vecchia canzone legata a un episodio importante del nostro passato, fa risuonare in noi il ricordo di quell’evento e risveglia le stesse emozioni che provammo allora. Si tratta di un “hub” neurale che lega la musica che riconosciamo come familiare ai nostri ricordi ed emozioni.
Resa nota sulla rivista Cerebral Cortex, la scoperta si deve a ricercatori della Università della California presso Davis. Questo “hub” è localizzato nella cortecciamedialeprefrontale, un’area in prossimità della fronte. La sua funzione è associare la musica ad eventi particolari cui fa da sottofondo, eventi che nel momento in cui accadono vengono incisi nel nostro hard disk cerebrale, l’ippocampo, sotto forma di ricordi duraturi.
Cerebral Cortex
L’hub quindi è un punto di snodo neurale tra corteccia uditiva e memoria, che si attiva quando ci capita, anche dopo anni, di riascoltare quel brano che ha “segnato” la nostra vita. Attivandosi suscita “nostalgia” in noi e ci induce a rievocare il momento in cui quella canzone ci è entrata nel cuore e anche le emozioni che abbiamo provato in quel momento. Che siano pezzi di vecchie stagioni sanremesi o brani firmati da indiscussi miti del rock, ognuno di noi porta nel cuore una compilation che fa da colonna sonora della nostra vita. Ma finora non si conoscevano gli ingranaggi cerebrali che permettono a una canzone di richiamare in noi ricordi ed emozioni del passato.
Diretti da Petr Janata, i neurologi hanno scoperto il meccanismo: hanno lasciato ascoltare a un gruppo di studenti universitari una selezione di 30 brani famosi, assurti alla vetta delle classifiche quando i volontari avevano tra 8 e 18 anni. Mentre i giovani ascoltavano, i ricercatori hanno monitorato il loro cervello con la risonanza, poi hanno chiesto loro di compilare un questionario per valutare quali delle 30 canzoni avessero per loro un valore particolare, quali fossero legate a un ricordo e l’importanza di quest’ultimo. Ebbene è emerso che all’ascolto delle canzoni che legavano a un ricordo clou della loro vita, nel loro cervello corrispondeva l’attivazione della corteccia mediale prefrontale. E’ qui dunque che la musica fa risuonare le corde della nostra memoria. Poiché quest’area è una delle ultime a venir danneggiate dal morbo di Alzheimer, conclude Janata, lo studio suggerisce l’utilità della musicoterapia contro la demenza senile: la musica potrebbe risvegliare in questi soggetti flebili barlumi di memoria.
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La guarigione spontanea dalle malattie, il raggiungimento di un’età avanzata, una connessione istantanea con tutti e tutto, e persino i viaggi nel tempo possono essere nostri diritti naturali?
Nuove scoperte suggeriscono che la risposta a questa domanda può essere un sonoro “Sì!”. La chiave di questi miracoli risiede nelle nuove scoperte della fisica e della biologia, e nel legame mancante che le connette alla nostra vita!
Tendiamo a condurre la nostra esistenza in base a ciò che pensiamo del mondo, di noi stessi, delle nostre capacità e dei nostri limiti. Con poche eccezioni, queste convinzioni vengono da ciò che la scienza, la storia, la religione e altre persone ci dicono. Storicamente, ci è stato insegnato che siamo un “incidente” evolutivo, ovvero osservatori passivi dell’universo, di durata limitata e con poca incidenza sull’ambiente.
E se quelle convinzioni fossero errate?
Cosa accadrebbe se fossimo limitati solo finché non cambiassimo il modo in cui ci vediamo nel mondo? Come saremmo diversi se scoprissimo di essere nati con il potere di scegliere il nostro rapporto con la longevità, la salute e la vita stessa? Una scoperta tanto radicale cambierebbe completamente il nostro modo di vedere noi stessi! Ma questo è esattamente ciò che le ultime scoperte ci stanno mostrando. Nei primi anni del ventunesimo secolo, alcune scoperte hanno trasformato il nostro paradigma dimostrando che:
Non siamo limitati dalle leggi della fisica, così come oggi le conosciamo!
Non siamo limitati dalle leggi della biologia, così come oggi le conosciamo!
Il DNA della vita è un codice che può essere cambiato a piacimento!
Le implicazioni di queste scoperte sono vaste, profonde e, per taluni, un po’ inquietanti. Esse dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio che siamo capaci di cambiare il corso della nostra vita, del nostro mondo e anche della realtà, se lo vogliamo. Sono queste facoltà apparentemente miracolose che rendono possibile la guarigione dal cancro e dall’AIDS, che permettono di avere una vita più lunga e che consentono di creare gioia, abbondanza e molto altro.
Nel 1944 Max Planck, il padre della teoria quantistica, scioccò il mondo intero affermando che esiste una “matrice” di energia che fornisce il programma del nostro mondo fisico. È in questo luogo di pura energia che ogni cosa ha inizio: la nascita delle stelle, il DNA della vita, le nostre relazioni più profonde, la pace tra le nazioni, la nostra guarigione personale etc.. La prova sperimentale che la matrice di Planck – La Matrix Divina – è reale, oggi fornisce il legame mancante che salda le nostre esperienzespirituali dell’immaginazione, della preghiera e della fede ai miracoli che vediamo nel mondo intorno a noi.
Attraverso la connessione che unisce tutte le cose, gli scienziati hanno dimostrato che la “materia” di cui è composto l’universo – onde e particelle di energia – risponde e si adatta alle nostre aspettative, giudizi e convinzioni sul nostro mondo. In un mondo in cui un campo intelligente di energia collega ogni cosa, dalla pace globale alla guarigione personale, quello che in passato poteva sembrare miracoloso o frutto di fantasia diventa improvvisamente una possibilità della nostra vita.
C’è un inconveniente, però. Il nostro potere di cambiare il corpo e il mondo è assopito fin quando non lo risvegliamo. La chiave per risvegliare questa straordinaria facoltà è operare un piccolo cambiamento nel modo in cui vediamo noi stessi dentro l’universo. Noi dobbiamo vederci come parti del tutto, anziché come entità separate. E non dobbiamo semplicemente pensare questo, dobbiamo anche sentirci parte di tutto ciò che sperimentiamo. Se operiamo questo piccolo mutamento percettivo, abbiamo accesso alla forza più potente che esiste nell’universo e otteniamo la chiave per risolvere perfino le situazioni apparentemente impossibili della nostra vita.
Con questa connessione in mente, dobbiamo cominciare a guardare al nostro rapporto con la vita, la famiglia e persino le conoscenze casuali da un nuovo, straordinario punto di vista. Tutte le esperienze della nostra vita – belle, brutte, giuste, sbagliate, luminose, meravigliose, orribili o dolorose – non possono più essere liquidate come semplici eventi casuali. Chiaramente, la chiave per la guarigione, la pace, l’abbondanza e le esperienze, le carriere e le relazioni che ci rendono felici, sta nel capire quanto siamo connessi a tutto ciò che fa parte della nostra realtà. E la nostra comprensione si basa sulle nostre convinzioni.
Sembra logico sostenere che per cambiare la nostra vita dobbiamo cambiare quello che crediamo di noi stessi e del nostro mondo. Da più di venti anni Gregg Braden, già programmatore informatico aerospaziale, sta cercando di capire come ottenere ciò. Dai remoti monasteri dell’Egitto, del Perù e del Tibet, ai testi dimenticati che la Chiesa Cristiana delle origini ha nascosto, il segreto per curare le nostre credenze erronee è contenuto nei «linguaggi cifrati» delle antiche, venerande tradizioni. Esso è confermato dalla scienza di oggi.
Gregg Braden è stato definito un autore best seller dal New York Times. È uno scienziato e un visionario che per il suo lavoro di esploratore del ruolo della spiritualità nella scienza ha partecipato a molte conferenze internazionali e inchieste giornalistiche. Già progettista informatico aerospaziale per la Martin Marietta Aerospace e supervisore delle operazioni tecniche per Cisco System, Braden è oggi noto soprattutto per i suoi tentativi di collegare la saggezza del passato alla scienza e la pace del nostro futuro.