Nov 03

Vivere in equilibrio con la natura

 

I continui sbalzi climatici (il clima, in questi anni sembra davvero impazzito), l’alimentazione non equilibrata e l’effetto dello stress, causano un malessere persistente nelle nostre vite.

Il “segreto” per risolvere questo stato, secondo me, è quello di ricominciare a vivere in equilibrio con la natura.. o meglio, a vivere cominciando a “riconsiderare” la natura.

Rav Rav Laitman, importante studioso della saggezza della Kabbalah, dice che l’uomo è stato creato per vivere in equilibrio con la natura, per essere una parte armoniosa della corretta ecosfera.

Il recente rapporto sul clima delle Nazioni Unite (Ipcc) descrive degli scenari abbastanza drammatici per il prossimo futuro dell’umanità. I cambiamenti climatici causeranno la crescita delle diseguaglianze globali ed aumenteranno il rischio per la salute di milioni di persone.

Grazie al libro Curarsi Secondo Stagione di Emilio Minelli e Fabrizia Berera, avremo la possibilità di imparare a conoscere il sapere delle tradizione cinese in relazione al rapporto tra clima e salute, abbinato alla scienza occidentale.

Il testo va a descrivere quali sono le criticità che il nostro organismo deve affrontare durante il ciclo stagionale e spiega diverse pratiche e metodi di cura per riuscire a gestirle con efficacia.

Secondo la medicina tradizionale cinese, la dietetica è il principale fattore di mantenimento della salute e di prevenzione, si basa sull’evitare eccessi alimentari e tramite l’assunzione degli alimenti in base alle stagioni, una masticazione lenta e lunga, la combinazione dei sapori, un’adeguata integrazione di liquidi lontano dai pasti.

Combinando, quindi, la medicina occidentale a quella tradizionale cinese, gli autori descrivono i disturbi più frequenti di ogni stagione indicandone i rimedi naturali più indicati per far sì che l’organismo sia pronto ad affrontare gli squilibri nel miglior modo possibile.

Oltre che ai rimedi “classici“, varranno forniti preziosi consigli e delle tecniche di meditazione per armonizzare lo stato emozionale ad una specifica stagione.

Emilio Minelli (medico) è responsabile del settore di Medicina Complementare del Centro Collaborante dell’OMS per la Medicina Tradizionale dell’Università degli Studi di Milano.

Fabrizia Berera (esperta di medicine naturali) è docente presso il Corso di Perfezionamento in Agopuntura dell’Università degli Studi di Milano.

 

Curarsi Secondo Stagione - Emilio Minelli - Fabrizia Berera Curarsi Secondo Stagione – Adattare il nostro organismo ai ritmi del tempo e del clima 

 

Emilio MinelliFabrizia Berera

 

 

 

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Gen 19

Tu sei nella verità, la verità è in te

Tu sei nella verità, la verità è in te

 

La verità è il fondamento per eccellenza, l’essenza stessa dell’esistenza è la verità.
La domanda è importante e sgorga dal tuo cuore: “Cos’è la verità?” – sorge in te un desiderio di conoscere ciò che è.
Entra nella domanda. Non scacciare questo desiderio, entra in esso. Chiudi gli occhi. Lascia che la domanda si focalizzi al massimo – “Cosa è la verità?“.

Lascia che sorga in te una grande concentrazione. Dimentica tutto il resto, come se la tua vita intera dipendesse da questa domanda: “Cos’è la verità?”.
Lascia che diventi una questione di vita o di morte. E non tentare di rispondere, perché tu non conosci la risposta.
Ti arriveranno delle risposte perché la mente cerca sempre di fornire delle risposte. Ma considera il fatto che non sai, perciò fai la domanda. Quindi come potrebbe la mente darti una risposta? La mente non sa, perciò dille: “Sta zitta!“.

Se tu sapessi, non avresti bisogno di chiedere. Tu non sai, per questo fai la domanda.

Pertanto non farti ingannare dai giocattoli della mente. Ti fornisce dei giocattoli, ti dice: “Guarda! Sta scritta nella Bibbia. Guarda! Sta scritta nelle Upanishad. Guarda! Quella è la verità. È stata scritta da Lao Tzu, questa è la verità“. La mente può gettare davanti ai tuoi occhi ogni genere di sacre scritture: la mente può fare citazioni, la mente te le fornisce prendendole dalla memoria. Tu hai udito molte cose, hai letto molto, la mente contiene tutte queste memorie e può ripeterle meccanicamente.

Ma osserva questo fenomeno: la mente non sa e tutto ciò che la mente ripete è preso in prestito e ciò che è preso in prestito non può aiutarti.
Guardati dalla mente. La mente continua a fare citazioni, la mente sa tutto, senza sapere affatto. La mente è una simulatrice. Penetra all’interno di questo fenomeno: questa io la chiamo intuizione. Non si tratta di pensare.
Se ci pensi, è ancora la mente. Devi penetrare a fondo, devi osservare il fenomeno stesso in profondità: il funzionamento della mente, il suo modo di funzionare. Essa prende in prestito da ogni dove, continua a prendere in prestito e ad accumulare. È un’accaparratrice, un’accaparratrice di sapere. La mente diventa molto sapiente e ogniqualvolta tu le fai una domanda importante, ti dà una risposta del tutto priva di importanza – futile, superficiale, spazzatura.

Guardati dalla mente. La mente è il demonio, non esiste altro demonio. Ed è la tua mente. Devi sviluppare l’intuizione – devi perforare la mente da parte a parte. Taglia in due la mente con un preciso colpo di spada: questa spada è la consapevolezza. Taglia in due la mente e attraversala, vai oltre! Se riuscirai ad andare oltre la mente e, dopo averla attraversata, in te sorgerà un attimo di non mente, questa è la risposta – non una risposta verbale, non una citazione da una sacra scrittura, non fra virgolette, ma autenticamente tua, un’esperienza.
La verità è un’esperienza esistenziale. La domanda ha un significato immenso, profondo, ma devi averne un rispetto estremo. Non aver fretta di trovare una risposta qualsiasi, altrimenti la spazzatura soffocherà la risposta.

Non permettere alla mente di soffocare la risposta. Il metodo che la mente usa per neutralizzare la domanda è fornirti risposte non vissute, che non sono frutto della tua esperienza. Tu sei la verità!
Ma la verità può accadere soltanto nel silenzio totale, quando neppure un pensiero si muove, quando la mente non ha niente da dire, quando nella tua consapevolezza non c’è una benché minima increspatura.

Quando nella tua consapevolezza non c’è una benché minima increspatura, la tua consapevolezza rimane intatta, libera da distorsioni. Quando c’è un’increspatura, c’è una distorsione.

Va’ a guardare un lago. In piedi sulla riva, guarda la tua immagine riflessa. Se sul lago ci sono delle onde, delle increspature e il vento sta soffiando, la tua immagine riflessa è ondeggiante. Non puoi capire cosa sia cosa – dove sia il naso e dove siano gli occhi – puoi soltanto fare supposizioni. Ma quando il lago è silenzioso e il vento non soffia e sull’acqua non c’è una benché minima increspatura, improvvisamente tu sei presente.

La tua immagine riflessa è assolutamente perfetta. Il lago diventa uno specchio.
Ogniqualvolta un pensiero si muove nella tua consapevolezza, la distorce. E i pensieri sono tanti, milioni di pensieri che continuano a correre velocemente ed è sempre ora di punta. Per ventiquattr’ore è ora di punta e il traffico continua ininterrotto, e ogni pensiero è associato a migliaia di altri pensieri. Si tengono tutti per mano e sono legati e interconnessi tra loro e tutta questa folla corre velocemente intorno a te.

Come potresti sapere cos’è la verità? Liberati da questa folla.

Ecco cos’è la meditazione, ecco in cosa consiste la meditazione: una consapevolezza senza la mente, una consapevolezza senza i pensieri, una consapevolezza completamente senza onde – una consapevolezza intatta.

Allora la verità è presente in tutta la sua bellezza e benedizione. Allora la verità è presente – chiamala Dio, chiamala nirvana o con qualsiasi altro nome tu voglia darle.
È presente ed è presente come una esperienza.

Tu sei nella verità, la verità è in te.

Usa questa domanda. Rendila più penetrante. Rendila totalmente penetrante, metti tutto in gioco, in modo che la mente non possa ingannarti con le sue risposte superficiali.

Quando la mente sarà scomparsa, quando la mente non starà più giocandoti i suoi vecchi trucchi, saprai cos’è la verità. La conoscerai nel silenzio. La conoscerai nella consapevolezza senza pensieri.

 
Da La Mente che Mente di Osho.

La Mente che Mente
Commenti al Dhammapada di gautama il Buddha

Il Dhammapada, o “Sentiero della Legge“, è uno dei testi più conosciuti di tutta la letteratura buddhista e uno dei più antichi del Canone pali: un’antologia di oltre quattrocento detti di Gautama il Buddha che è diventato testo di riferimento e oggetto di studio e interpretazioni.

Buddha non predicò una religione, né insegnò una filosofia come sistema di pensiero, offrì invece una spiegazione dell’infelicità umana e mostrò una pratica per liberarsene: “la Via del Buddha“.

La liberazione, che è essenzialmente libertà da sé stessi, si realizza attraverso la meditazione e il risveglio dal sonno della coscienza.

 



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Set 14

Che cos’è la realtà?

Che cos’è la realtà?

Ho notato che alcune persone a volte pensano che fare domande come: «Che cos’è la realtà?» sia inutile e che non abbia a che fare con le realtà quotidiane. Ma supponiamo per un momento che il nostro mondo “là fuori” sia costruito dalla nostra percezione. Come possiamo modificare il fondamento che sta creando quel mondo? Proviamo a cambiare le cose “là fuori” nel mondo? Bene, questo è ciò che la maggior parte di noi continua a fare, e non funziona mai. Non avete mai provato a fuggire da una situazione per scoprire che i vostri problemi vi hanno seguiti?
Ovvio che l’hanno fatto. Ciò accade perché non vi lasciate alle spalle il vostro sistema nervoso.
Continuate a reagire allo stesso modo agli stessi vecchi stimoli. E allora, c’è un modo migliore? Sappiate questo: la realtà ha del tutto a che fare con noi.

La più grande e vera delle realtà possibili: quella della coscienza

Il dottor Newberg sostiene che le persone che vivono una profonda esperienza mistica e poi “ritornano indietro” nel mondo ordinario continuano a percepire quella realtà come più reale, sentono che essa rappresenta la forma di realtà più autentica e fondamentale; il mondo materiale in cui viviamo per loro è una realtà più secondaria.

Per questo il dottor Newberg aflerma che: «Dobbiamo veramente prendere in considerazione la relazione tra la coscienza e la realtà materiale… che il mondo materiale possa o non possa effettivamente derivare da una realtà conscia, o che sia addirittura la coscienza stessa ad essere la sostanza fondamentale dell’universo».

È possibile conoscere davvero?

Nel XVIII secolo, il filosofo tedesco Immanuel Kant fece notare che gli esseri umani non possono mai conoscere davvero la natura della realtà così com’è. Le nostre indagini forniscono soltanto risposte agli interrogativi che poniamo, i quali sono basati sulle capacità e limitazioni della nostra mente. Tutto quello che percepiamo nel mondo naturale, sia attraverso i nostri sensi che attraverso la scienza, passa attraverso il filtro della nostra coscienza, ed è determinato, perlomeno fino a un certo punto, dalle strutture proprie della mente. Così, quelli che vediamo sono “fenomeni”, ovvero l’interazione tra la mente e qualsiasi cosa ci sia “realmente là fuori”.

Noi non vediamo la realtà; vediamo soltanto la nostra costruzione della realtà, fabbricata dai neuroni del nostro cervello. La “cosa in sé” ci è eternamente celata.

In altre parole, la scienza ci fornisce soltanto dei modelli del mondo, non il mondo stesso.

Come afferma Miceal Ledwith:

«Ebbene, sapete, la visione quantistica della realtà non è la risposta risolutiva. Nella storia della scienza non stiamo cercando di fare altro che produrre modelli sempre meno imperfetti per esprimere la natura di ciò che esiste e, naturalmente, forse tra venti o trent’anni la fisica quantistica sarà sostituita da una comprensione più profonda e radicale della realtà, qualunque sia il nome che verrà dato a quella fisica».

E anche dopo che la scienza ci ha fornito quei modelli, rimane ancora il “noi” da affrontare, come fa notare il dottor Andrew Newberg:

Per quanto riguarda la possibilità che stiamo soltanto vivendo in un grande holodeck, questa è una domanda per cui non è detto che abbiamo una buona risposta. Io credo che questo sia un grande problema filosofico che dobbiamo affrontare, nei termini di quello che la scienza può dire del nostro mondo, perché nella scienza noi siamo sempre gli osservatori. Siamo sempre vincolati da quello che in definitiva entra nel nostro cervello umano, che ci permette di vedere e percepire le cose che facciamo. Dunque è plausibile che tutto questo non sia altro che una grande illusione da cui non abbiamo modo di uscire per vedere che cosa ci sia davvero là fuori.

Livelli di realtà

Un’informazione che può essere molto utile quando si abbia a che fare con questioni sconcertanti riguardo alla natura della realtà è l’idea che ci siano diversi livelli esistenti simultaneamente, e che tutti siano reali. In altre parole, i livelli superficiali sono reali di diritto; è soltanto quando li confrontiamo con livelli più profondi che diciamo che non sono davvero reali; non sono il livello “ultimo”. Braccia e gambe sono reali; cellule e molecole sono reali; atomi ed elettroni sono reali. E la coscienza è reale.

Come afferma il dottor Iohn Hagelin:

Esistono letteralmente diversi mondi in cui viviamo. C’è la verità superficiale, e c’è la verità profonda. C’è il mondo macroscopico che vediamo, c’è il mondo di noi stessi, c’è il mondo dei nostri atomi, il mondo dei nostri nuclei.

Ciascuno di questi è un mondo completamente diverso. Ciascuno ha il proprio linguaggio, la propria matematica. Non sono soltanto più piccoli; ognuno di essi è completamente diverso, ma sono complementari perché io sono i miei atomi, ma sono anche le mie cellule. E sono anche la mia fisiologia macroscopìca. È tutto vero. Sono soltanto livelli diversi di verità.

E così: E’ tutto vero.
Nulla di tutto ciò è vero: sono soltanto modelli.
Noi non possiamo mai uscire dal modo a noi proprio di percepire la totalità.
Espandendo la nostra consapevolezza, possiamo percepire la totalità.
Tutte le affermazioni precedenti sono vere.
Tutte le affermazioni precedenti sono modelli.
Oppure…

La realtà è un processo democratico?

Nella nostra vita quotidiana, nelle nostre decisioni estemporanee nei confronti della realtà, la realtà è semplicemente democratica?
O per metterla diversamente, a che punto l’intesa tra coloro che ci circondano rende qualcosa reale? Se ci sono dieci persone in una stanza, e otto vedono una sedia mentre due vedono un Marziano, chi è preda dell’illusione?
Se dodici persone vedono un lago come una massa d’acqua, e una persona la vede abbastanza solida da camminarci sopra, chi è preda dell’illusione?
Ritornando indietro di un capitolo, potremmo dire che un paradigma è semplicemente la nozione (o modello) più comunemente accettata riguardo a ciò che è reale. Noi votiamo con le nostre azioni, e questo diventa reale.
E così, ecco il tranello: è la coscienza a creare la realtà? È questo il motivo per cui nessuno è mai arrivato a una buona risposta, dal momento che la realtà È la risposta?

Pensateci un po’ su…

  • Quali sono le vostre presupposizioni sulla realtà? Qual è la più basilare che confermate ogni giorno?
  • Non vi siete mai chiesti di che cosa siano fatti i pensieri?
  • Potete fare un esempio di come i vostri pensieri diventino realtà?
  • Scrivere una risposta alla domanda precedente ne era un esempio?
  • Che cosa sono i sogni? Se sia il sogno che la percezione sono innanzitutto attività cerebrali, perché dovreste pensare che il mondo reale sia più reale?
  • Qual è lo stato che sembra più reale?
  • Qual è la differenza tra la realtà e la percezione che ne avete?
  • In che modo il cambiamento del vostro paradigma cambierà la vostra percezione della realtà?
  • È possibile cambiare la vostra percezione della realtà senza cambiare il vostro paradigma?
  • E adesso di che colore sono le vostre lenti?

Tratto da Bleep – Ma che… Bip… Sappiamo Veramente? (What the Bleep do We Know?)

 

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