Feb 22
Sulle tracce di Matrix

Sulle tracce di Matrix

La prima volta che vidi il film Matrix rimasi colpito dal messaggio contenuto inerente il potere delle convinzioni. Questo film è incredibilmente complesso è pieno di metafore, contiene una serie di concetti interessanti legati alla Fisica Quantistica e al Pensiero Positivo. Il mondo virtuale, secondo me, è solo una scusa per affermare alcune verità molto forti sulle convinzioni e su come queste influenzano la realtà.

Il secondo, Matrix Reloaded, è un susseguirsi incalzante di concetti così intenso che ad un certo punto è difficile tenerne il conto. Questi film sono banalmente scambiati per un genere fantasy, ma per chi ha visione più olistica della vita, individua degli insegnamenti preziosi. Ho personalmente riscontrato che sono pochi gli individui che come me vedono qualcosa che vada oltre, che le intenzioni dei registi vanno al di là del semplice intrattenimento

Matrix è prevalentemente focalizzato sulla forza delle convinzioni che Neo deve assumere per modificare la realtà (olografica) in cui vive.

Morfeus è la guida che gli indica la soglia… La frase di Morfeus durante l’addestramento alle arti marziali “non pensare di essere più veloce, convinciti di esserlo” è importante perché la realtà si costruisce grazie alle convinzioni e non su semplici pensieri.

Inoltre, vi siete mai chiesti come mai il film ruota molto sulle arti marziali? Nell’immaginario collettivo sono pratiche che richiedono disciplina, che esistono realmente, che spingono l’uomo oltre i suoi limiti fisici. Vediamo farle da altri ma noi senza anni di addestramento non siamo in grado di applicarle e vanno oltre le nostre ordinarie capacità. Anche qui si tratta di convinzioni. Il film fa passare questo messaggio: in Matrix tutto è possibile, modificare la realtà a piacimento, solo se ne sei realmente convinto. Un’altra domanda sorge spontanea: e se i registi avessero usato la scusa della realtà olografica per dirci “svegliatevi perché siete voi i padroni della vostra vita?”.

Mi occupo di Programmazione Neurolinguistica da diverso tempo e molti miei colleghi che hanno visto il film si sono fermati al concetto delle convinzioni limitandosi a pensare che possiamo cambiare la nostra mente ed i relativi limiti. La PNL indica nella credenze i nostri punti di forza in quanto pilastri della nostra esistenza. Cambiare le proprie convinzioni significa anche cambiare la propria esistenza in quanto ci si libera da antichi condizionamenti. Quindi, per chi si occupa di determinate discipline, l’accento posto su questo punto tende ad essere notato molto facilmente. Però pensano che il resto del film sia scena ed effetti speciali per esaltare il messaggio.

Ma essendomi appassionato alle nuove teorie della fisica, non mi è passato inosservato il discorso sulla realtà olografica (teoria del fisico David Bohm). Quindi il parallelismo tra Matrix e le scoperte della Fisica Quantistica è notevole. Personalmente credo che l’insegnamento sia semplice e chiaro: i limiti sono frutto della mente e dell’imprinting. Neo li supera e va oltre divenendo padrone e protagonista della propria vita.

Pensateci un attimo: quando siate realmente convinti che un evento andrà in un certo modo, questo tende a seguire le aspettative. Gli insegnamenti del primo film possono essere sintetizzati in:

SIAMO PADRONI DELLA NOSTRA ESISTENZA

TUTTO QUELLO CHE PENSIAMO DIVIENE REALTA’

LA REALTA’ E’ IL FRUTTO DELLA NOSTRA MENTE

NON BASTA PENSARLO, DOVETE CONVINCERVENE!!!

Di Vincenzo Fanelli.
Fonte: http://www.vincenzofanelli.com

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Nov 09
Intervista a Dan Winter

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Pubblichiamo qui solo alcune delle tante domande che compongono l’intervista a Dan Winter, pubblicata sul n°30 della Rivista Scienza e Conoscenza.

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Scienza e Conoscenza divulga orientamenti di frontiera nei diversi campi della conoscenza: dalle neuroscienze alla coscienza, dalla biologia ai nuovi potenziali del DNA, dalla fisica quantistica alle origini evolutive dell’uomo…

Alcuni argomenti:

  • La faccenda dell’Etere – A conversazione con il fisico innovativo Roberto Monti
  • Forme di vita estrema – Curiosità biologiche sulla Terra a cura di Corrado Ruscica
  • Vibrazioni Paranormali – Lezioni di Fisica Estrema. Di Massimo Corbucci
  • InPHInito, la scienza del divino, la fisica del sacro – Intervista a Dan Winter
  • Segmenti di vita - Guardare alla morte da un’altra prospettiva. Di Marco Ferrini
  • Il sempreVivente – La morte come continuum della vita. Di Vittorio Marchi
  • Quel Bleep di un Bardo – Vita e morte sono interdipendenti come lo sono l’osservatore e l’osservato. Di Annalisa Faliva
  • Fumetti per la mente – Siamo tutti scienziati. Di Giovanni Degli Antoni
  • Immunità, tumore e altre malattie – Il ruolo della fitoterapia. A cura di Valerio Pignatta
  • Influenza AH1N1 – Il virus è nell’informazione mediatica a tappeto. Di Giorgio Gustavo Rosso

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S&C: Cos’è la morte per Dan Winter?
Puoi darci una definizione semplice e applicabile di ciò che chiami “morire con successo” (succesfull death)?

Dan Winter: La memoria della vita viaggia con il plasma misurabile che se ne va al momento della morte. Più quell’inviluppo è coerente, più esso contiene memoria. Una pratica che serve a guidare quel plasma è fare sogni lucidi. Un ambiente magneticamente coerente è fondamentale per sognare e per morire. L’elettrosmog è un veleno assoluto. Il modo per testare la lucidità di un sogno è lo stesso che serve a testare una morte di successo. Noi spieghiamo dove si dirige il plasma del corpo durante la morte, e la sequenza delle immagini che si vedono basate sul ripiegamento del DNA su: http://www.goldenmean.info/immortality

S&C: La beatitudine nel sesso e la potenziale beatitudine al momento della morte sono correlate?

Dan Winter: Sappiamo che la sequenza d’immagini che la gente vede quando muore è il DNA che indica come intrecciarsi, comprimersi e implodere. Quindi esiste una mappa per morire, che è la fisica della compressione frattale e si chiama “forme costanti di Kluver” ed è in realtà la sequenza di intreccio del DNA. È il tuo plasma che dice: o implodi o ti frazioni. Ecco perché morire in ospedale è una pessima idea e morire in un frattale, è un’ottima idea, in quanto la distribuzione di carica è l’unica forma di immortalità. In pratica significa che il luogo di morte dovrebbe avere una mappa magnetica a forma di rosa. La mappa originaria della città di Praga, ad esempio, era una rosa, come Machu Picchu, Stonehenge etc.. L’idea è che ognuno crei un frattale a casa propria, nel proprio spazio, dove si possa misurare la coerenza del magnetismo e la frattalità nell’aria.

S&C: Due dei tuoi slogan sono: “Diventa frattale o muori” e “Se non nasci/vivi/muori in un frattale sei tostato”. Puoi spiegare cosa intendi?

Dan Winter: Intendo che se la compressione non è perfetta, come all’interno di un frattale, si crea calore, che la chiesa definisce come inferno.

S&C: Usi molto la parola perfetto. Si dice che la perfezione non è di questo mondo…

Dan Winter: Matematicamente l’apice della coerenza è frattale ed è molto precisa, e la frattalità matematicamente è la compressione perfetta, anche molto precisa. In fisica l’unica perfetta compressione è frattale, l’unica perfetta coerenza è frattale.

S&C: Questo linguaggio mi spinge alla necessità di ottenere dei risultati, ed è anche frustrante perché l’idea di frattalità perfetta mi appare irraggiungibile… in che modo può essere d’aiuto?

Dan Winter: Ciò significa che l’igiene della beatitudine merita un’alta priorità. Se riesci a immaginare davvero bene una rosa, la stanza si riempirà della sua fragranza: questa è fisica. Noi spieghiamo la fisica di questo processo.

S&C: Qual è il tuo consiglio da applicare nel quotidiano per andare incontro a “una morte di successo”?

Dan Winter: Imparare i movimenti che attraggono la carica. Tutte le azioni che facciamo o attraggono la carica o la disperdono. Tutta la carica sostenibile è intelligente. Il motivo per cui il plasma di una montagna ti verrà incontro se il tuo intento è puro, è perché quelle onde sanno dove si trova il percorso di condivisibilità. L’igiene è semplice: condurre una vita densa di carica. Questo è ciò che chiamiamo spirito, ciò che si muove a spirale. Solo la coniugazione di fase ci riesce.

A cura di Elsa Masetti (Scienza e Conoscenza).

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Ott 19
Il Training Autogeno

Il Training Autogeno

Conoscere se stessi è forse la cosa più importante della nostra esistenza, perché solo sapendo chi si è veramente si è in grado di utilizzare le risorse adeguate ai nostri obiettivi.

Questo bisogno di consapevolezza è sempre stato presente in me; già da bambina mi facevo domande tipo “E’ questa la vera vita oppure è quella dei sogni?” E mi davo anche la risposta: “E’ questa, perché è in questa che me lo chiedo!” Ho visto in seguito che anche Cartesio… (“cogito ergo sum”)!
[...]

Il T.A. è un sistema per conoscere, sviluppare e riequilibrare se stessi, ma con un diverso procedimento.

Il rilassamento: il corpo partecipa ad ogni emozione, e reagisce a quelle negative (ansia, collera, paura) con una contrazione muscolare che con l’andar degli anni si accumula e diventa cronica, creando quel che Wilhelm Reich ha definito “armatura muscolare” e “corazza caratteriale cronica”. Questa situazione nel corpo, oltre a creare dolori e malesseri, blocca l’energia vitale, con conseguente stato di stanchezza. Inoltre si vive con una percentuale(5-10%?) ridotta delle proprie capacità, ci si sente insicuri, inadeguati, mancanti di qualcosa. La corazza blocca una piena conoscenza ed espressione di sé; se avete visto “Excalibur” un film di alcuni anni fa, ricorderete che Parsifal vive una lunga e travagliata ricerca del sacro Graal e arriva finalmente a trovare la luce quando cade nelle profondità di un lago e la sua armatura si sgretola e lo lascia libero.

La respirazione: il respiro è vita, respirare bene vuol dire vivere bene, vivere più calmi, più lucidi, con una maggiore concentrazione mentale.

La respirazione favorisce la circolazione sanguigna, il sistema linfatico, ossigena e stimola gli organi interni. Ricerche di laboratorio hanno dimostrato che il T.A. può ridurre il tasso di colesterolo, regolarizzare la pressione sanguigna, migliorare le funzioni neurovegetative.

L’autoterapia: attraverso il contatto e l’utilizzo del prana, l’energia vitale, ci si ricarica e ci si cura in modo naturale; il risultato per moltissime persone è stato l’eliminazione dei medicinali.

Nel T.A. c’è una speciale tecnica, che aiuta a raggiungere i propri obiettivi e fa funzionare i meccanismi di guarigione insiti nel corpo e nella mente: la visualizzazione creativa o programmazione positiva.

I benefici dell’utilizzo del Training Autogeno, che prevede pochi mesi di apprendimento, sono molteplici. I risultati si vedono presto e si concretizzano con l’eliminazione dello stress, e uno sviluppo a largo raggio della propria personalità, della sicurezza in se stessi e consente di affrontare bene ogni problema.

In dettaglio sul piano psichico agisce su insonnia, nevrosi, ansia, depressione, panico, fobie, paure, insicurezza, timidezza, insonnia, tic, balbuzie, dipendenza da fumo, cibo, alcool. Migliora le prestazioni professionali, scolastiche, artistiche, sportive. Sviluppa la capacità di parlare in pubblico.

Sul piano fisico agisce su mal di schiena, cervicale, cefalea, emicrania, allergie, asma, raffreddore, sinusite, tachicardia, ipertensione, gastrite, ulcera, difficoltà digestive, nausea, colite, stipsi, disturbi sessuali, disturbi mestruali, menopausa, problemi della pelle, sistema immunitario; riduce i tempi di travaglio nel parto.

Il T.A. nasce negli anni trenta da J.H. Shultz, medico e psichiatra; in Italia è conosciuto ma non quanto meriterebbe. C’è da chiedersi come mai questo metodo così efficace e facilmente fruibile non si sia allargato a macchia d’olio.

Personalmente devo al Training Autogeno un gran colpo di timone per la mia vita: ha consentito l’emersione di talenti dormienti come il fluido energetico e le facoltà intuitive, creando una strada professionale più consona alla mia indole. E di ciò sono profondamente grata

Di Silvana Borile.
Fonte: http://www.silvanaborile.it

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