Il mondo che ho visto finora non è la realtà , ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Desideri cambiare la tua vita?
Vuoi raggiungere con forza gli obiettivi che ti sei prefissato?
Pensi che sia ora di metterti in discussione?
Il famoso conferenziere ed esperto di Programmazione NeurolinguisticaVincenzo Fanelli, nella sua nuova e straordinaria opera PNL per cambiare, ti rivela come realizzare la vita che desideri, utilizzando le più importanti ed efficaci tecniche per il cambiamento personale derivanti dalla PNL.
L’armonia nella propria esistenza si crea dichiarando la propria intenzione, scoprendo la direzione della nostra parte profonda, rimuovendo i condizionamenti limitanti e disegnando il futuro desiderato.
Il libro tocca le più importanti ed efficaci tecniche per il cambiamento personale derivanti dalla Programmazione Neurolinguistica (PNL).
Gli argomenti dell’opera:
Scoprire cos’è la PNL
Individuare i tuoi REALI obiettivi profondi
Generare stati alterati di coscienza
Organizzare la tua mente con la Time Line
Rimuovere credenze limitanti profonde
Accedere alle tue risorse più potenti
Motivarti quando ne hai bisogno
Cambiare il tuo stato interiore
Creare ancore per richiamare stati potenzianti
Modellare l’eccellenza dagli altri
Eliminare comportamenti indesiderati
Creare obiettivi ben formati
Disegnare il futuro desiderato
Affrontare ogni situazione
Controllare il tuo peso.
Come apprenderai tutte queste abilità ? Grazie ai numerosi esercizi pratici e ai questionari che ti guideranno passo dopo passo. Se metterai in pratica gli esercizi esposti cambierai le tue prospettive e accenderai il tuo potere interiore.
Da leggere, consultare e applicare, questo libro rappresenta uno strumento insostituibile sia per i neofiti, che vi troveranno una panoramica dettagliata di principi, tecniche e modelli, sia per i professionisti, che in queste pagine scopriranno quello che secondo gli autori è il futuro della PNL, la NEXT GENERATION.
Anteprima del libro
La Programmazione Neuro-Linguistica è una disciplina giovane, potente e fortemente dinamica.
Dalla sua nascita negli anni Settanta fino a oggi, si è diffusa in tutto il mondo, toccando la vita di milioni di persone. Contemporaneamente ha conosciuto un’evoluzione senza sosta: ha allargato i propri orizzonti, moltiplicato i suoi strumenti e coinvolto nuovi settori.
Per Robert Dilts, che fin dagli albori è stato uno dei protagonisti di quest’avventura, era arrivato il momento giusto per fare il punto della situazione fotografando l’intera vita della PNL, dalle prime intuizioni di Bandler e Grinder fino ai più recenti sviluppi.
Il risultato è L’evoluzione della PNL, un’opera di straordinaria completezza e singolare leggibilità , che offre al lettore qualcosa che ancora mancava nella letteratura di settore: una visione organica della PNL, una contestualizzazione dei suoi principali strumenti e una chiara periodizzazione.
Nasce così uno strumento prezioso, in grado di offrire una risposta esaustiva – certamente soggettiva, ma senza dubbio molto convincente – a una domanda fondamentale: quali tecniche e strumenti sono essenziali per chi si accosta oggi allo studio della PNL? Cosa è importante trasmettere alle nuove generazioni?
In queste pagine risponde chi può dire io c’ero, operando una selezione consapevole e sapiente tra l’infinita ricchezza della PNL e scegliendo di mettere in evidenza le tecniche e i modelli più rappresentativi e utili per chi studia e pratica PNL oggi.
Al passato, si aggiunge poi il presente e, anche grazie al contributo della terza co-autrice, Deborah Bacon Dilts, vengono presentati i modelli e le tecniche più recenti e attuali, con un’attenzione particolare a ciò che sarà di vitale importanza nel prossimo futuro, come ad esempio l’approccio del coaching. L’evoluzione della PNL è tutto questo: passato, presente e futuro.
Un libro che guida e orienta, alimentando l’idea che la PNL sia una disciplina in continuo e orgoglioso divenire.
Di generazione in generazione, fino alla NEXT GENERATION.
Alessio Roberti
Master Trainer di PNL, editore e fondatore della NLP ITALY Coaching School, co-autore del bestseller Scelgo la libertà .
L’intelligenza emotiva è l’abilità , la capacità di percepire, valutare, gestire le emozioni proprie, degli altri, dei gruppi. In questo senso, c’è chi preferisce distinguere tra conoscenza emotiva e intelligenza emotiva, anche se con scarsa chiarezza.
La conoscenza pare essere relativamente stabile nel tempo, viene misurata dal Quoziente di Intelligenza (Q.I.) che valuta le capacità cognitive. L’Intelligenza in questa prospettiva si definisce come la capacità di portare avanti ragionamenti astratti validi in relazione all’area dell’informazione. Il Quoziente Emotivo (Q.E.), invece, pare essere dinamico secondo alcuni ricercatori (Bradberry e Graves, 2005), mentre per altri non si può accrescere (Mayer). Esso comprende la capacità di comprendere la natura delle emozioni individuali, di scoprire le similitudini e le differenze tra esse e di impegnarsi in altre attività mentali correlate.
Andando oltre la diatriba tra possibilità o meno di accrescere il Q.E. è indubbio che una maggiore conoscenza delle emozioni proprie e altrui rende possibile una migliore comprensione e gestione delle stesse. Questo rappresenta un elemento importante per stare bene con se stessi e con gli altri, in quanto consente una comunicazione più profonda, sensibile e raffinata. In tale prospettiva, l’intelligenza emotiva comporta una componente individuale, ma anche una sociorelazionale.
Conoscere le proprie emozioni non solo accresce la quota di piacere e di benessere connessa alla nostra esistenza, ma evita anche, soprattutto nel caso di emozioni spiacevoli, che queste restino non riconosciute, inespresse e inducano il rischio di esplosione successiva o si sedimentino nel corpo dando adito alla lunga ad una serie di disturbi di origine psicosomatica.
Sapere gestire le proprie emozioni comporta la possibilità di esprimerle nel modo e nel contesto appropriato: si tratta di vivere le proprie emozioni senza farsene travolgere. Si potrebbero paragonare le emozioni ad un fiume: se il suo letto è ben pulito e curato, se gli argini possono contenere bene eventuali piene o periodi di scarso afflusso, l’acqua può scorrere liberamente con tutto il suo impeto, oppure con la sua delicatezza. Si tratta di realizzare un equilibrio tra gli estremi, tra l’alluvione emotiva e la siccità , l’inaridimento che a monte i nostri filtri, le nostre dighe dovrebbero essere in grado di evitare.
Il riconoscimento e la gestione delle emozioni sono strettamente legati anche alla motivazione: il controllo emotivo, così come la capacità di raggiungere un obiettivo, comportano la capacità di ritardare la gratificazione e di reprimere gli impulsi. Queste capacità aiutano ad essere più produttivi ed efficiente in qualunque ambito di vita, lavoro compreso.
In realtà , emozioni e pensieri non sono così avulsi l’uno dall’altro come si crede. A livello fisiologico, le aree cerebrali principalmente deputate al pensiero, la neocorteccia, e alle emozioni, l’amigdala, sono distinte, ma non isolate. Per tale motivo è praticamente impossibile in condizioni naturali prendere delle decisioni solo ed esclusivamente basate sulla ragione e la logica. La sfida che ogni istante dobbiamo vincere è quella di stabilire un equilibrio tra queste due parti di noi.
Intelligenza emotiva al lavoro
Esistono delle ricerche che hanno messo in luce il ruolo dell’intelligenza emotiva per il successo professionale, nello specifico:
il reclutamento dei militari della Air Force americana sulla base dell’intelligenza emotiva ha consentito un incremento di tre volte del successo della fase di reclutamento con un risparmio complessivo di circa 3 milioni di dollari;
nelle aziende di medie dimensioni si è visto che la selezione in base alle competenze emotive ha consentito di assumere personale che ai livelli elevati della gerarchia produceva l’85% in più e ai livelli più bassi il 127% in più;
presso L’Oreal si è visto che i venditori selezionati in base alle competenze emotive hanno realizzato vendite superiori di oltre 90.000 dollari e hanno effettuato un turnover inferiore del 63% nel corso del primo anno dopo la selezione;
una ricerca condotta dal Center for Creative Leadership ha messo in luce che la causa principale di abbandono degli executive manager è il loro deficit nelle competenze emotive, in particolare la gestione del cambiamento, l’incapacità di lavorare in squadra, le scarse relazioni interpersonali;
l’addestramento del personale nelle competenze emotive di una azienda manifatturiera ha apportato un incremento della produzione del 17%;
la competenza emotiva di capacità di gestione dello stress si è rilevata correlata al successo nella posizione manageriale in una catena di vendita al dettaglio;
l’ottimismo è risultato un’altra competenza emotiva legata ad una aumento della produttività . Presso l’azienda Met Life si è visto che gli ottimisti hanno venduto il 37% in più di polizze sulla vita rispetto ai pessimisti;
una ricerca su 130 executive manager ha messo in evidenza che quanto più questi erano in grado di gestire le loro emozioni, tanto più risultavano ben graditi e con cui si lavorava bene;
la selezione in base alle competenze emotive in una azienda americana di mobili ha ridotto a metà il tasso di dropout nel corso del primo anno.