Mar 24

Risveglia il Campione in Te!
Come utilizzare al meglio cervello, corpo ed emozioni per ottenere il massimo sul lavoro, nello studio, nella salute, in società

Qualunque essere umano può ottenere grandi risultati; il problema è che pochissimi sanno come risvegliare il campione addormentato che hanno dentro di sé.

Questo libro spiega nel modo più semplice possibile, passo dopo passo, come dare il meglio di te e ottenere quello che desideri:

  • sul lavoro
  • in società
  • in famiglia
  • con te stesso.

Applicando le regole più efficaci delle migliori scuole psicologiche internazionali imparerai, tra l’altro, a:

  • vincere la paura
  • fare buona impressione
  • influenzare gli altri
  • sfruttare al meglio le tue giornate
  • sentirti sempre carico di energia
  • essere costantemente motivato
  • programmare la tua vita per raggiungere il successo.

Con queste tecniche l’autore ha cambiato la sua vita, e come lui migliaia di altre persone. Ci puoi riuscire anche tu: comincia a leggere il primo capitolo e a mettere in pratica quanto sta scritto, e vedrai subito la differenza!

Da questo libro Furlan ha tratto “un seminario eccezionale, energia pura per trovare la tua strada e realizzare i tuoi sogni“.
Sky.

«Mario è un eccellente formatore e life coach, questo libro è il distillato della sua grande esperienza».
Andrea Biavardi, direttore di For Men Magazine, Natural Style e Airone.

«Ammiro molto Mario perché riesce davvero a motivarti, ad accrescerti l’autostima e a risvegliare il meglio di te».
Alberto Fortis, cantautore.

«Mario è un uomo straordinario che migliora la vita delle persone. Leggi questo libro e vedrai».
Gianni Golfera, docente in strategie per apprendere

«Credo in Mario, uomo e coach: determinazione, volontà e leadership sono talmente insite in lui da farne un sincero testimonial del suo operato».
Alviero Martini, stilista

«Di libri densi, ricchi e utili come questo se ne trovano pochi. Non è il solito manuale all’americana, ma il frutto della concreta esperienza dell’autore, trasmessa con efficacia».
Prof. Walter Passerini, caporedattore del Sole24Ore e docente Università Cattolica di Milano

«Mario è un formatore esperto nell’arte di aiutarci a tirare fuori le risorse che abbiamo dentro. Possiamo riuscirci seguendo le indicazioni preziose di questo libro e i seminari di Mario».
Prof. Gianfranco Rebora, rettore università Liuc-Cattaneo di Castellanza

 

 



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Crescita personale

Crescita personale

Svegliarsi e guardare il mondo con occhi nuovi“, questo il punto di partenza per riaprirsi alla vita e intraprendere un percorso di scoperta della vastità del mondo che siamo e del mondo che ci circonda.

Quando parliamo di crescita, pensiamo sempre al bambino e all’adolescente, come se una volta raggiunta l’età adulta il processo evolutivo della nostra vita avesse raggiunto una sua stabilità. Invece il processo di crescita dell’individuo non ha mai fine, perché una volta raggiunta la maturità a livello fisico, è su un piano interiore che c’è ancora uno spazio illimitato per proseguire il cammino verso una più completa autorealizzazione.

Crescere, in ambito psicologico, non vuol dire diventare altro da sé, ma vuol dire avvicinarsi sempre di più a ciò che si è veramente, ottimizzando capacità e potenzialità, riconoscendo e attenuando limiti, superando condizionamenti ormai inutili e imparando a interagire in modo costruttivo con gli altri. E’ un processo che non implica un apprendimento quantitativo, non ci sono materie da imparare o esami da superare, ma si tratta di un apprendimento qualitativo: è la capacità di riconoscere e integrare i diversi aspetti della propria personalità, decidendo liberamente quanto e cosa “coltivare” di e in quale delle possibili direzioni che la vita offre si vuole dirigere la propria realizzazione.

Il processo di crescita personale è più lento e meno spontaneo di quello della crescita fisica, che avviene nostro malgrado, anche se non ce ne preoccupiamo. La crescita personale implica un atto di volontà, bisogna desiderarlo, bisogna dedicarci tempo e attenzione, e può rivelarsi un’attività appassionante, come quella dello scultore che toglie dalla pietra quello che non serve, per lasciar emergere la forma che gli sta più a cuore.

Che cosa vuol dire crescere, in questo nuovo senso, e perché richiede più impegno? Perché vuol dire contrastare e controllare uno dei meccanismi più antichi di sopravvivenza, quello dell’automatismo, che codifica e immagazzina ogni apprendimento, riproponendo per ogni situazione la stessa soluzione che già una volta si era rivelata efficace o la stessa reazione emotiva.

Se la prima volta che tocca la fiamma un bambino si scotta, ogni volta che vedrà il fuoco saprà di non doverci mettere la mano; ma anche se scopre che quando è ammalato ottiene più attenzione dagli adulti, potrebbe interiorizzare la convinzione che per ottenere affetto bisogna mostrarsi dolenti e impotenti; oppure se il suo amichetto con le lentiggini lo ha ferito andando a giocare con altri, potrebbe immagazzinare l’informazione “non mi posso fidare delle persone con le lentiggini”.

Di ragionamenti di questo tipo, che avvengono in modo assolutamente inconsapevole, ne abbiamo accumulati a migliaia e ne formuliamo a decine ogni giorno e così succede spesso che sono le esperienze del passato a tenere le redini del nostro presente.

Ma questa, anche se per molti è la normalità, non è una situazione irreversibile, perché, quando “ci svegliamo”, ci accorgiamo di avere la possibilità di scegliere momento per momento, invece, con quale atteggiamento affrontare una situazione o una persona, scegliendo consapevolmente il nostro agire, in base alla realtà del presente.

Svegliarsi” vuol dire diventare consapevoli dell’ampio margine di libertà e di responsabilità che si ha nei confronti del proprio agire, vuol dire imparare a non reagire automaticamente agli eventi, secondo schemi appresi nel passato o instauratisi casualmente, ma a dare risposte nuove in base a ogni situazione. Il mondo, allora, comincia a rivelarsi più grande e più interessante, e si inizia ad avere una immagine più grande e più interessante anche di se stessi. Ed è solo l’inizio di un lungo e arricchente percorso.

Di Marcella Danon.
Fonte: http://www.lifegate.it

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Trovare la forza dellautomotivazione

L'Automotivazione

«Un uomo, se ci crede veramente, può diventare re» disse Casanova. Il senso di questa frase è da rinvenire tra le righe. Un re non deve possedere necessariamente un Regno per sentirsi tale.

Può essere re un parroco che riempie tutte le domeniche la sua chiesa; un commerciante che vede il proprio negozio affollato da una clientela soddisfatta; un docente che vede i propri allievi interessati e propositivi.

Dapprima dobbiamo credere noi stessi di essere un re, poi gli altri. Se noi stessi non abbiamo un buon concetto di noi, potranno mai averlo gli altri? Chi non crede di poterlo essere, non lo diventerà mai!

Per Henry Ford «il successo risiede prima nella mente, poi in tutto il resto; ma pochi lo sanno». Ford stesso ebbe le prime due attività imprenditoriali dagli esiti fallimentari, ma la terza fu ben altro.

Simile pensiero anche per il barone Bich, delle omonime penne da scrivere e non solo: «prima ci ho creduto; poi l’ho voluto; infine mi sono semplicemente dato da fare».

Siamo noi, con i nostri pensieri, le nostre convinzioni, i nostri modi di fare, a condizionare e indurre la nostra condizione e quindi il nostro destino.

Volere è potere.

Ma cosa si vuole realmente? Per analizzare i nostri desideri dobbiamo procedere per passi, step by step.

Primo passo

Cosa vogliamo e che prezzo sia disposti a pagare? Molti si fermano al desiderio. Distinguiamo pertanto i desideri (inutili e onirici) dagli obiettivi (utili, ma da conquistare con sacrifici e fatica).

Ora iniziamo a delineare ciò che al di là di ogni altra cosa realmente vogliamo.

Come porsi gli obiettivi? Trovare i nostri reali obiettivi richiede una accurata analisi di noi stessi. Ripensiamo ai momenti più felici della nostra esistenza e scriviamoli su un foglio così come ci vengono in mente. Realizziamo così una lista.

Ora analizziamo la lista dei nostri momenti d’oro, cercandone la essenza profonda. Trovato il comun denominatore dei nostri momenti felici, abbiamo individuato la leva della nostra futura motivazione. Siamo cioè appagati dal plauso di chi ci conosce oppure da una attività solitaria e indipendente.

Iniziamo ora a delineare un nostro profilo: vorremmo essere ricchi, famosi, indipendenti, altruisti… Sempre sullo stesso foglio scriviamo anche quello che ci piacerebbe possedere: casa, villa, automobile, piscina… Attenzione a scegliere cose che vogliamo realmente. Se scegliamo desideri e non obiettivi, non ci impegneremo a sufficienza per perseguirli, non sentendone una sufficiente motivazione!

Ora sappiamo quello che vogliamo e come ottenerlo! Selezioniamo dal primo elenco secondo criteri di compatibilità con la seconda lista. Abbiamo l’obiettivo e il mezzo da raggiungere. Abbiamo una meta da raggiungere.

Per riuscire a fare quello che vogliamo, dobbiamo abituarci a controllare i nostri stati d’animo, oltre a pregiudizi e convinzioni personali. Dominare i nostri stati d’animo e mantenere un atteggiamento positivo anche innanzi agli eventi più negativi. Tutto è sta in noi: dalla convinzione di poter vincere, alla determinazione di riuscirci.

Semplici tecniche per automotivarci

1. GIUSTA ANALISI: ogni situazione può essere vissuta in due modi, uno dei quali à’ quello positivo. Solo gli aspetti positivi interessano noi, solo quelli!

2. IMITAZIONE : scegliamo un modello al quale ispirarci; conformiamoci al suo modo di essere. Il Panglos del Candido di Voltaire ne e’ un esempio!

3. ANCORAGGIO : tesaurizziamo una esperienza positiva dentro di noi; richiamiamola alla mente al delinearsi di eventi negativi.

Fonte: http://www.viveremeglio.org

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