Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
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Come possiamo affrontare le sfide che ci aspettano se partiamo da presupposti sbagliati?
Dal 1986 a oggi l’obiettivo del mio lavoro è stato quello di trovare la connessione tra la saggezza antica e la migliore scienza disponibile oggi, perché questa unione ci può aiutare a diventare persone migliori e creare un mondo migliore per affrontare le grandi sfide della nostra epoca.
La storia scritta dall’uomo ha avuto inizio circa 5000 anni fa e durante questo lasso di tempo i nostri predecessori hanno sviluppato delle massime spirituali per aiutarci a comprendere il nostro rapporto con il mondo, con gli altri e con il divino. La scienza, pur essendo importante, ha solo 300 anni di storia, e dopo appena 300 anni di studi, gli scienziati iniziano già a confermare quello che la saggezza delle antiche tradizioni ci ha sempre detto. Questo è un concetto potente per noi oggi, perché come civiltà dovremmo probabilmente affrontare le più grandi sfide mai registrate nella storia umana.
Gli scienziati ci dicono che la nostra generazione dovrà risolvere grandi problemi entro 5 o 8 anni al massimo, problemi che non abbiamo mai dovuto affrontare finora e non lo potremo fare solo con la scienza.
Avremo bisogno di andare oltre la scienza per risolverli.
Durante i miei studi da scienziato, la domanda che mi ponevo sempre era: perché non coniugare la saggezza antica, questi 5000 anni di spiritualità, con la migliore scienza disponibile?
Perché non unirli per raggiungere una sapienza maggiore, che ci aiuterebbe a risolvere i problemi di guerra e pace o delle malattie che non riusciamo a curare o la competizione per accaparrarsi le risorse che scarseggiano sulla terra?
Potremmo unirci per risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici, perché solo aiutandoci a vicenda potremmo affrontarli. I vari problemi non sembrano correlati, ma in realtà lo sono, perché sono tutti problemi che condividiamo, come pure un passato comune.
Il mio pensiero è che se possiamo riavvicinarci alla saggezza antica, a quello che insegna e poi unirla alla scienza moderna, questo sarebbe il modo migliore per lavorare assieme e per risolvere i problemi del pianeta.
Nei monasteri di Tibet, Perù, India, Bolivia e Nepal, antichi custodi di saggezza, è possibile trovare la conoscenza del cuore umano e la regola di comunicare con il mondo tramite il linguaggio del cuore piuttosto che con il pensiero razionale. Questa è la cosa più difficile da accettare per la civiltà moderna, perché siamo una civiltà molto logica. Ma è una regola potente.
Abbiamo scoperto che nei villaggi delle montagne andine o nei monasteri dei monti tibetani o peruviani, le persone non conoscono la scienza, ma sanno come curare il corpo ed essere longevi.
Abbiamo conosciuto persone di 120 anni, che erano sane e forti. Vivere fino a quella età ed avere un corpo sano e vitale è una cosa molto lontana da quello che vediamo in occidente. A tutti chiedevo: come ci riuscite?Cosa fate?
E la risposta era sempre la stessa. Mi dicevano: non lo pensiamo con la mente, lo sentiamo con il cuore.
Oggi la scienza ci dice che i nostri cuori parlano un linguaggio, fatto di sentimenti, emozioni, fede e che proprio questo linguaggio dà istruzioni ai nostri organi e agli atomi che compongono il nostro mondo. Noi letteralmente possiamo modificare gli atomi dello spazio circostante per mostrare ciò che proviamo. Se proviamo un senso di guarigione per i nostri cari, la scienza dimostra che loro ne traggono effettivamente vantaggio e potrebbero guarire. E quando proviamo nel nostro cuore un sentimento di pace, la scienza dimostra che la pace si realizza non solo nella nostra casa, ma anche nella nostra città. È vero che molte persone nel mondo moderno, iniziano solo ora a conoscere questi argomenti, come è vero che questo è un modo radicalmente diverso di pensare al nostro mondo, sicuramente diverso da ciò che mi insegnavano a pensare da scienziato.
Il fatto è che dovremmo affrontare le più grandi sfide mai affrontate nella storia e che la maggior parte della nostra storia è basata su due falsità, due false credenze sul nostro mondo.
La prima falsità è che ogni cosa è separata dalle altre: ora sappiamo che assolutamente non è così.
C’è un campo energetico, una Matrice Divina che collega tutto.
La seconda falsa credenza è che noi non abbiamo un effetto sul mondo. Ma non è affatto così! Sappiamo infatti che le nostre esperienze interiori di pensiero, sentimento, emozione e credenza, hanno un effetto diretto sul mondo circostante attraverso questo stesso campo energetico.
La Matrice Divina è il canale che porta le nostre esperienze fuori dal mondo circostante.
Questi due fatti, che siamo tutti collegati e che influenziamo la realtà, cambiano davvero tutto. Cambiano 300 anni di pensiero riguardo il nostro mondo.
La PNL (Programmazione Neuro-Linguistica) è una disciplina dinamica, in continua evoluzione, da utilizzare sul cammino della crescita personale. Grazie ai suoi strumenti, possiamo scoprire e modificare le modalità automatiche – bloccate nel passato – con cui ci rappresentiamo il mondo e limitiamo i nostri potenziali…
“Niente di splendido è mai stato compiuto se non da coloro che osavano credere che qualcosa dentro loro fosse superiore alle circostanze”
(Bruce Barton)
“Se facessimo tutte le cose che siamo capaci di fare, ci stupiremmo davvero”
(Thomas A. Edison)
La Programmazione Neuro-Linguistica è oggi uno dei più efficaci strumenti a nostra disposizione per raggiungere una migliore qualità di vita in termini di rapporto con gli altri, con se stessi e di chiarezza riguardo alla propria direzione di vita.
Le origini della disciplina risalgono ai primi anni ’70 e alle intuizioni dei suoi ideatori, Richard Bandler e John Grinder. Bandler – all’epoca – era uno studente di Matematica e Informatica all’Università di Santa Cruz (California), Grinder era assistente di Linguistica presso la stessa università. In quel periodo gli studenti avevano la libertà di seguire le lezioni di altri corsi di laurea, così Richard iniziò ad interessarsi al mondo della Psicoterapia e a seguire le sedute di Fritz Perls, psicoterapeuta e psichiatra tedesco autore del testo cardine della Gestalt, Gestalt Therapy (1951). Un editore gli commissionò inoltre la registrazione delle sedute dello psicoterapeuta: quel materiale sarebbe servito per una pubblicazione accademica dello stesso Perls.
Essere uno studente del quarto anno comportava dei vantaggi: potevi organizzare i tuoi seminari! Così Richard – insieme ad un amico e collega – limitandosi semplicemente a modellare (modeling) quanto Perls metteva in atto durante le sue sedute di psicoterapia, organizzò delle “sessioni” con colleghi universitari consenzienti e riuscì ad ottenere risultati analoghi (in termini di efficacia terapeutica) a quanto era in grado di ottenere Perls con un’esperienza pluri-decennale nel settore. Chiese aiuto a John Grinder, esperto di Linguistica, per scoprire quali fossero i modelli linguistici maggiormente efficaci nel rapporto terapeuta-paziente: Grinder accettò volentieri e si dedicò con passione al progetto.
Successivamente i due studiarono ed emularono gli schemi (patterns) linguistici e comportamentali di altri psicoterapeuti e comunicatori di successo: fra gli altri Virginia Satir, psicoterapeuta della famiglia e Milton Erickson, padre delle moderne tecniche ipnotiche. Dalla sinergia di interessi fra i due giovani ricercatori nacque ciò che venne da loro stessi definito lo studio della “Struttura della Magia” (Bandler, Grinder, 1975).
La Programmazione Neuro-Linguistica è pertanto lo studio delle strategie comportamentali e delle rappresentazioni interne di quei soggetti che – nel loro settore – sono riusciti ad ottenere risultati molto superiori alla media.
Grazie alla PNL è innanzi tutto possibile raggiungere una straordinaria efficacia comunicativa. Infatti è merito dei due giovani ricercatori avere scoperto che ciascuno di noi utilizza un “canale preferenziale” nel rappresentarsi interiormente la realtà. Alcuni individui hanno maggiormente sviluppato il canale visivo, altri quello uditivo, altri ancora quello cosiddetto cinestesico (che comprende tatto, olfatto, gusto e sensazioni interne). Riconoscere questo permette di creare “Rapport” adeguando la propria modalità di comunicazione a quella del destinatario.
La tecnica del Ricalco e Guida consente infatti di iniziare l’interazione con l’altro tenendo conto dei suoi “sistemi rappresentazionali”, ma prosegue portando l’altro all’interno del nostro mondo, nella direzione da noi scelta.
L’uso del linguaggio è stato passato al vaglio delle recenti acquisizioni della Linguistica contemporanea e – grazie a ciò – è stato possibile ricavare un “modello di precisione” (il Metamodello), che permette di riconoscere le generalizzazioni, cancellazioni e distorsioni presenti nella comunicazione verbale del nostro interlocutore. Avvalendosi di tale strumento è possibile condurre l’altro verso la presa di coscienza dei “filtri linguistici” da lui adottati. Con delle semplici domande l’interlocutore viene guidato verso una maggiore comprensione delle proprie rappresentazioni interne. Ciò consente al soggetto stesso – un po’ come faceva Socrate con la “maieutica” – di trovare la chiave di volta che potrà permettergli (se lo vorrà) di ribaltare il castello da lui costruito in precedenza.
Ma la PNL non si limita solamente a migliorare l’interazione con l’altro: ci offre anche preziosi strumenti per migliorare la qualità del nostro Dialogo Interno e per ampliare ed arricchire il nostro “modello del mondo”.
Il lavoro sulle submodalità consente infatti di intervenire sulla qualità delle nostre rappresentazioni interne (visive, uditive, cinestesiche) – per adeguarle ad un risultato desiderato. Operare sulla Time-Line – e cioè sul “segmento immaginario” attraverso il quale ciascuno di noi codifica interiormente lo scorrere del tempo – consente di ristrutturare episodi passati non piacevoli, assegnare loro un significato diverso, progettare e pianificare il futuro sulla base dei nostri attuali obiettivi.
La gestione dello stato emotivo consente di passare da uno stato attuale (non produttivo) ad uno stato desiderato. E il lavoro sulle Credenze Limitanti e sulla scala di Valori consente di superare limiti auto-imposti, precisare la direzione da percorrere ed orientare il nostro percorso verso il raggiungimento della Mission personale.
La PNL è tutto questo e molto di più: una disciplina in continua e costante evoluzione, il cui obiettivo è quello di accompagnarci nel nostro percorso di crescita personale. Essa ci offre strumenti di comprovata efficacia volti – da un lato – a potenziare la nostra capacità di interazione col mondo esterno; dall’altro lato ci consente di approfondire la comprensione stessa del reale attraverso il riconoscimento delle modalità e dei “filtri” (linguistici, sensoriali, ecc.) attraverso i quali ce lo rappresentiamo internamente.