Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Se ti senti prigioniero di una vita che non ti piace e tutto ti sembra sbagliato… niente paura! Hai solo bisogno di fare chiarezza!
Questo libro ti aiuterà efficacemente a scoprire i tuoi realidesideri e a individuare la strada giusta per realizzarli.
Quali sono i tuoi talenti? In che modo esaltarli? Come trasformare i lati del tuo carattere che ti penalizzano nella vita e nella carriera? Come vincere la paura e le emozioni nagative? E come migliorare le tue relazioni con gli altri?
In un’epoca come questa in cui le nostre certezze sono scosse, il lavoro diventa precario, il conto in banca rischia di assottigliarsi e le relazioni sono sempre più instabili, è necessario recuperare la nostra forza interiore, poiché laddove le certezze esteriori cominciano a vacillare diventa importante rivolgersi all’interno e iniziare a trovare quella base stabile che è dentro di noi.
Lucia Giovannini, che nel 1999 ha fondato l’associazione BlessYou! ed è cofondatrice e codirettrice della Libera Università di Crescita Evolutiva insieme al marito Nicola Riva, ha un Doctorate in Psychology e Counselling, un Bachelor in Psycho-Anthropology ed è membro dell’American Psychological Association. È Master Trainer di Firewalking, Trainer di ProgrammazioneNeuro-Linguistica e Neuro-Semantica (ISNS Usa), Spiritual, Transformational ed Executive Coach (ACMC Usa), Master Trainer di Breathwork, insegnante certificata del metodo Louise Hay ed esperta di tecniche di meditazione. È l’unica facilitatriceVeriditas di Labirinti in Italia.
In Tutta un’altra vita, che ha già venduto 7500 copie in soli otto mesi, Lucia Giovannini parla di come realizzare i propri sogni vincendo le paure, di come trasformare le crisi in opportunità, e fornisce strumenti indispensabili, come il diario e gli e-book gratuiti, per iniziare un percorso verso il cambiamento, perché, che lo vogliamo o no - spiega Lucia - nella vita cambiamo costantemente: il nostro corpo cambia, l’ambiente e il pianeta cambiano (purtroppo). Tutto intorno a noi cambia, anche se non ce ne rendiamo conto. Allora la domanda da farsi non è più: voglio cambiare sì o no? Ma è: in che direzione sto cambiando? Col passare degli anni sono più felice, più saggio, più soddisfatto della mia vita, del mio lavoro, delle mie relazioni delle mie giornate o no?
Le chiediamo allora: come si fa a cambiare per realizzare i propri sogni?
Il primo passo è lavorare sulla consapevolezza di chi siamo, dei nostri talenti, dei nostri pensieri, di come funziona quello strumento meraviglioso che è la nostra mente, uno strumento veramente potente che ci può portare in paradiso o all’inferno…
L’obiettivo è iniziare gestire i pensieri, poiché i pensieri ci portano ad avere delle emozioni e le emozioni sono alla base degli stati d’animo, e con questi stati d’animo facciamo o non facciamo delle azioni.
Per questo è importante andare alla scoperta della nostra Matrix.
Che cos’è la Matrix?
La Matrix è la matrice della nostra mente, cioè l’insieme delle nostre esperienze di riferimento, dei significati che abbiamo dato alla nostra realtà; già con questo esercizio possiamo iniziare a cambiare dei significati tossici che abbiamo dato alle nostre esperienze.
Faccio un esempio: se nella nostra vita una volta abbiamo fallito, probabilmente l’etichetta che abbiamo dato a quell’esperienza e che è diventata la nostra credenza è “sono un fallimento”.
Oppure: abbiamo avuto una delusione in amore o abbiamo sofferto in amore? Facilmente la decisione che abbiamo preso è “l’amore fa soffrire” o “non m’innamorerò più” o “non mi aprirò più completamente all’amore”…
O ancora: a scuola prendevamo spesso insufficiente come voto? La nuova credenza che potremmo aver creato è “io sono insufficiente” e quindi non vorremmo più trovarci in situazioni in cui gli altri ci giudicano insufficienti , e così ci chiudiamo delle porte e viviamo come incatenati.
Il ragionamento è affascinante, ma quanto è facile? Come si fa a rompere le abitudini?
Certo, non è sempre così facile ma è molto peggio non farlo, l’immobilismo ci porta a vivere pieni di stress, a essere preda di paure e a volte anche di depressioni.
Può sembrare un paradosso ma se ci pensiamo bene il nostro cervello è un organo poco intelligente, anzi, è più stupido dello stomaco! Cosa succede infatti se diamo da mangiare allo stomaco una cosa cattiva? lo stomaco la rifiuta… E se diamo al cervello qualche ideatossica che cosa fa ? La prende, la elabora, fa costruzioni mentali, collegamenti, etc etc…
Ecco perché è necessario fare un controllo di qualità dei significati che diamo agli eventi esterni, ai nostri pensieri, è fondamentale!
Quanto alle abitudini in realtà non si può dire se sono buone o cattive, noi esseri umani siamo abitudinari, l’abitudine spesso è utile perché ci fa risparmiare energiementali, il punto è scoprire quali sono le abitudini che governano la nostra vita? Se ci sono abitudini funzionali è utile conservarle, è su quelle disfunzionali che abbiamo bisogno di portare la consapevolezza per iniziare a cambiarle.
Perché una cosa è certa: finché continuiamo a fare le stesse cose avremo gli stessi risultati, se vogliamo risultati nuovi abbiamo bisogno di fare nuove azioni, anche piccole.
Nel libro si parla di accettazione, apprezzamento, ammirazione, come si fa a provare tutti questi sentimenti verso se stessi?
La prima regola è distinguere tra persona e comportamento: le persone in quanto esseri umani sono tutte degne d’amore, i comportamenti invece a volte non sono così perfetti, a volte sono migliorabili, altre volte decisamente disfunzionali.
Per questo è importante ritrovare quella forza interiore, quell’essenza dentro di noi che è degna d’amore.
Pensiamo a un bambino appena nato, anche se non è bello, non porta soldi a casa, non fa cose per essere ammirato, lo amiamo . E allora perché andando avanti con gli anni smettiamo di provare amore per quel bambino che siamo sempre noi?
Una volta che riusciamo a fare questo, allora possiamo benissimo essere aperti a cambiare i nostri comportamenti, anche a dirci che certi comportamenti non vanno bene, perche non hanno a che fare con noi come persona ma col nostro comportamento.
Lei insegna a realizzare i propri sogni, qual è il suo?
Il mio sogno è di creare una nuova comunità di persone, uno spazio dove le persone possano cambiare, migliorare e tirare fuori i loro talenti, rapportarsi tra loro in maniera diversa.
Ognuno di noi, consapevolmente o inconsapevolmente, fa la differenza nella vita delle persone che gli stanno accanto, la domanda è “che differenza voglio fare?”.
Il mio progetto, indubbiamente un po’ ambizioso, è di contribuire a rendere il nostro pianeta un luogo migliore in cui vivere dando la possibilità alle persone di scoprirsi e di scoprire i loro lati migliori, per creare una nuova comunità di essere umani migliori…
Nel sito www.tuttaunaltravita.it e su Facebook alla pagina “Tutta un’altra vita” ci sono sezioni dedicate proprio a questo. L’idea è di creare tramite il web ciò che nei corsi avviene naturalmente: conoscere altre persone in questo cammino in tutta Italia e condividere le proprie esperienze. E poi trovare persone della propria zona con cui potersi incontrare per fare insieme gli esercizi del libro, aiutarsi a vicenda a usare con costanza gli strumenti suggeriti. E, perché no, ogni tanto andare insieme al cinema o a mangiare una pizza. Il cammino del cambiamento è anche divertimento e gioco.
Il concetto di comunità nei secoli ha sempre svolto un ruolo fondamentale. Una comunità non solo è un luogo in cui scambiare accoglienza e aiuto, ma è anche un gruppo che riconosce i nostri talenti e che ci sprona a scoprire lo scopo della nostra vita. È attraverso questo tipo di gruppo che possiamo riconoscere i nostri doni e offrirli al mondo.
Ecco credo che questo sia il mio più grande sogno.
La mente, fondamento di tutte le nostre esperienze, è il limite entro il quale confiniamo la nostra consapevolezza, la nostra idea di noi stessi; ed è il filtro all’interno del quale crediamo di percepire la realtà, pagandone il prezzo, in termini di tensioni, disagi, somatizzazioni, malattie dell’anima che neppure immaginiamo aver origine qui! Osho mette in luce l’assurdità della nostra identificazione con la mente, e le potenzialità che si schiudono al ricercatore allorché osa addentrarsi nelle dimensioni che si stendono dentro di lui, oltre quelle frontiereillusorie.
“Nel mondo intero la psicologia moderna sta facendo qualcosa di stupido: analizza la mente, analizza tutti i pensieri che danno forma alla vostra mente. In Oriente, abbiamo scrutato nelle sfere più intime dell’essere umano e abbiamo compreso che la mente non necessita affatto di analisi: sarebbe come analizzare dell’immondizia. Essa deve essere semplicemente eliminata.
E nel momento in cui il cervello si trova libero dalla mente… l’innocenza del cervello acquista coscienza di uno spazio nuovo, che noi abbiamo chiamato anima: allorché si scopre la propria anima, si trova la propria dimora reale“. Osho
“La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.
Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso
la propria immagine, credette di possedere l’intera verità”
[Mevlana Rumi, Sec. XVI]
Questa frase sottolinea la frammentarietà con cui percepiamo noi stessi e il mondo, pur convinti di entrare in contatto con qualcosa di intero ed assoluto. Dimentichiamo che le apparenze, i condizionamenti e le aspettative ci allontanano dalla nostra veranatura, mentre in realtà dovremmo imparare che nulla ha un valore assoluto, ed è necessario aprirsi agli altri per ricomporre ciò che siamo e che loro sono; senza chiuderci in una pretesa verità separata; questo è possibile solo attraverso il confronto e la condivisione. Quando, con il nostro sforzo, tentiamo di ricomporre quello specchio, comprendiamo di essere spinti dalla necessità di salvaguardare noi stessi a discapito degli altri e possiamo, allora, cominciare a condurre una vitaconsapevole.
Spesso proviamo attaccamento per tutto ciò che può rappresentarci e temiamo il giudizio altrui, senza renderci conto che siamo i primi a giudicare, condizionati come siamo a percepire come negativo in altri, quanto è, invece, il riflesso di noi stessi e del nostro piccolo ego. Ma quanto investiamo per modificare i nostri atteggiamenti? Siamo consapevoli di essere la causa delle nostre proiezioni e reazioni? Non sappiamo fermarci e non poniamo attenzione a quel che accade in noi per poterci correggere. Presi come siamo ad investire energie per la ricerca di quel che ci manca e che poi non appaga, siamo ciechi di fronte alle potenzialità che sono in noi e che somigliano a semi da curare e da far germogliare, semi che sono spesso: paura, orgoglio, rancore, attaccamento e rivalsa, ma che potrebbero essere: consapevolezza, fiducia, pace e amore.
Non comprendiamo che a ben poco serve la strenue difesa di cose illusorie che non perdurano e che siamo soggetti alla legge dell’impermanenza; quale verità resta dunque da difendere se restiamo attaccati alla personalità e ad un orgoglio inutile? Un cambiamento potrebbe avvenire se fossimo capaci di mettere a fuoco i nostri sforzi per annullare gli argini di quel piccolo “io” ponendoci in condizione di alimentare il Cuore.
Il Cuore ha sempre avuto importanza come contenitore di energie che producono apertura verso gli altri. Esso non è scisso dalla menteconsapevole e soprattutto dalla volontà di manifestare unicità. Non è una mente illusa e distratta, con i suoi inganni, attaccamenti e percezioni erronee a doverci condurre. Nella scuola Dhyana, Bodhidharma affermava che non è possibile trovare la verità fuori da sé stessi e considerava la Mente-Cuore come la luce della coscienzarisvegliata che è “non originata” e “senza forma”. In noi stessi dunque troviamo l’opportunità di essere, riscopriamo il sentiero da percorrere ed il saper vivere, istante dopo istante, quella ricchezza che è già in noi ed intorno a noi e, immersi in essa, diveniamo capaci di donarla ad altre persone che l’attendono.
Rumi, autore del pensiero che ci conduce a queste riflessioni, nasce in quel sentiero che è conosciuto come la “via del cuore” o “via della purezza“, in seno al Sufismo. Si tratta di un percorso mistico ed ascetico che mira alla comprensione dell’amore e della verità. Indifferentemente dal nostro cammino, tutti siamo chiamati a maturare amore e verità. Una verità da non afferrare come unica e separata, ma da ricomporre con cura, permettendo a noi stessi di porgere ad altri quel che siamo ed accogliendo quel frammento di specchio/cuore che gli altri ci possono offrire.
Che si sia credenti o che ci si tenga a distanza da un camminoreligioso, l’essere consapevoli delle nostre responsabilità circa il dolore o l’allontanamento dall’unità o legame tra l’uomo e Dio, è nelle nostre facoltà, così come il compiere un percorso che ci renda soggetti attivi e capaci di trasformazione; cosa che avviene se dai nostri istinti, o sé inferiore, siamo capaci di percorrere il cammino che ci conduce a quella capacità di trasformarci in amore.
Per il Buddhismo, che non si pone domande circa la presenzadivina, ma mira a trasformare il dolore tramite l’impegno consapevole libero dal vittimismo, il camminointeriore prende forma dal proprio agire in modo retto. E’ necessario risvegliare la nostra attenzione e le nostre energie per raccogliere tutti quegli insegnamenti che possono aiutarci a migliorare. Riveste soprattutto importanza la pratica della meditazione ed un cammino che nutra la capacità di ascoltareconsapevolmente per essere presenti a noi stessi, per imparare a lasciare andare giudizio, attaccamento, aspettative e tutte quelle cause che generano ignoranza e dolore. E’ importante l’attenzione che poniamo al nostro respiroconsapevole, l’essere capaci di presenza nel “qui ed ora” e, poiché il passato non ci appartiene e del futuro non sappiamo nulla, a che serve tenersi ancorati a questi pesi inutili? E’ ora, in questo preciso istante, che possiamo respirare e prestare attenzione e mentre lo facciamo lasciamo andare le tensioni e gli attaccamenti per scoprire gioia e fiducia.
L’ascolto profondo è il mezzo che ci permette di sciogliere le nostre illusioni e smascherare gli inganni della mente; è uno strumento che porta a quella trasformazione che ci fa aprire le ali verso la veravita. Quando saremo in grado di offrire a noi stessi la pace interiore, dopo aver fatto cadere le aspettative e compreso i nostri meccanismi di difesa, facendo tacere la mente distratta per ascoltare il Cuorerisvegliato, saremo capaci di aprire le braccia agli altri; proprio per scoprire quella ricchezza che nascondevamo per timore.
Quando amiamo, dobbiamo sciogliere ogni aspettativa e sentire che quanto offriamo è solo per la gioia di farlo; saperci condurre verso un cammino di gentilezza, equanimità e compassione per gli altri, senza fare distinzioni e senza erigere divisioni, perché siamo tutti petali di uno stesso fiore. Non è facile amare senza nulla attenderci, ma l’amore non è merce di scambio. Essere capaci di sciogliere ogni dualità, ogni diversità é portare la nostra acqua in un altro fiume per farne uno solo; non dobbiamo provare attaccamento e identificazione con un “io” o un “mio”, ma essere unità, attraverso quella compassione che è dei Bodhisattva. Possiamo imparare ad inter-essere con equanimità, abbattendo tutti i muri che ci impedivano di far entrare la luce della comprensione in noi.
Quando questo accade, ci rendiamo conto che siamo entrati in una diversa dimensione dove gentilezza, accoglienza e capacità di provare compassione sono parte di noi stessi. Avvertiamo in noi quella trasformazione che ci conduce all’amore universale. Questo non si lega a religioni né a principi imposti, ma ad un’esperienza diretta da vivere con costanza. Non smettiamo di credere nella Mente-Cuore, di vivere e di sperimentare modi per realizzarla, di essere e di respirare…quel che è in noi. Non facciamoci paralizzare dal timore perché per camminare ci vuole coraggio. Per amare ci vuole la consapevolezza di essere vivi e liberi da ogni aspettativa.
Siamo noi gli artefici del nostro presente per far fiorire il futuro nella gioia.