Nov 28

La guarigione costante, l'equilibrio di tutte le forze, l'armonia

L'equilibrio di tutte le forze

Ogni essere umano ha dentro di sé due personalità: una parla con la voce della ragione, l’altra con quella del sentimento. La rappresentante della ragione non si stanca di spiegare di essere disposta a credere solo a ciò che ha visto direttamente. La rappresentante del sentimento è pronta a correre un rischio maggiore: crede a ciò con cui si sente in sintonia, anche quando tutte le apparenze sembrano opporsi.

La ragione si considera la parte migliore dell’individuo, poiché provvede a farci funzionare nella quotidianità e a non mancare il bersaglio; tuttavia non può solo riferirsi a ciò che ha verificato direttamente: sarebbe un’area troppo limitata. Per questo la ragione si fida della scienza, e precisamente di quella parte che al momento sembra incontestabile. In tal modo spera di evitare errori, ma soprattutto non corre il rischio di assumere il ruolo dell’outsider e magari di essere derisa, perché così facendo non si discosta dalle convinzioni della maggioranza.

Il suo polo opposto è disposto a continuare a sperare e ad aver fiducia anche quando la ragione ha già preso una decisione. Questa parte della personalità vive in un altro mondo, nel quale ciò che conta non è la somma dei fatti, ma la visione globale.

Entrambe le personalità hanno il loro particolare valore, e sarebbe sbagliato attribuire più importanza all’una o all’altra dato che sono complementari, pur entrando spesso in concorrenza fra loro. È come se la stessa persona guardasse contemporaneamente in due direzioni: entrambe esistono, quindi tutt’e due sono vere, solo che esprimono la verità in maniera diversa.

Nella medicina questi due aspetti vengono rappresentati da due poli opposti che nella storia si sono combattuti per secoli, se non per millenni. Le loro concezioni di malattia e salute, e dei processi reconditi all’interno del corpo e dell’anima, sembrano inconciliabili, e a volte questo contrasto assume il carattere di una guerra di religione, anche se gli interessati non vogliono. A un primo sguardo il loro linguaggio e il loro pensiero non potrebbero essere più diversi.

Florian Holsboer, neuroscienziato e medico, da vent’anni direttore dell’Istituto di psichiatria Max Planck di Monaco di Baviera, cerca in tutte le malattie, anche quelle psichiche, un fattore scatenante comprensibile sul piano biologico. Vorrebbe quindi scoprire una “formula universale” per l’esplorazione dell’anima che consenta di misurare con precisione tutti i disturbi, per poi esercitare su di essi un’azione mirata con i farmaci adatti. La sua concezione della realtà psichica è quella della biochimica, ragion per cui diffida delle teorie che cercano la causa delle malattie nelle esperienze traumatiche e le vogliono guarire anche su quel piano: «Prima la colpa dell’ulcera era della suocera e andava ricercata nell’infanzia, poi si è trovato un batterio », dice. E giunge alla conclusione provocatoria: «In linea di principio il vissuto soggettivo non è qualcosa di diverso dai reumatismi o dal diabete».

Invece Maria Sabina – guaritrice india del Messico divenuta famosa decenni fa per via del suo stretto contatto con Albert Hofmann, pioniere della ricerca farmaceutica e scopritore dell’LSD – considerava tutte le malattie come conseguenza di eventi spirituali. La donna, come gli sciamani di ogni cultura, guariva in uno stato alterato di coscienza che raggiungeva grazie all’assunzione di funghi allucinogeni da lei chiamati “niños santos“, i bambini santi.

«I niños santos guariscono le ferite aperte e le ferite dello spirito. È lo spirito che fa ammalare. I niños mi mettono in condizione di avere una visione completa. Posso tornare con lo sguardo fino all’origine, posso andare là dove il mondo ha avuto inizio..- Prima di cominciare la seduta chiedo il nome dell’ammalato. Così cerco la malattia e opero la guarigione… Le mie parole costringono la malattia a venir fuori… Guarisco con il linguaggio, con nient’altro…».

Le parole della guaritrice mazateca sembrano inconciliabili con l’immaginario dello psichiatra tedesco. Per la ragione le immagini della sciamana non sono altro che fantasticherie, mentre nel giudizio dello psichiatra il sentimento vede l’espressione di una concezione del mondo tecnica e avulsa dalla realtà. E così le due parti della nostra personalità sono insperatamente concordi nel richiedere una decisione: se una cosa è vera, l’altra dev’essere falsa.

Scegli una delle due verità. Ma questa richiesta è palesemente unidimensionale e ignora la possibilità che entrambi i punti di vista possano illuminare di volta in volta solo un dettaglio dell’intero, che addirittura l’atto stesso dell’osservare la realtà possa influenzarla o perfino plasmarla.

Scopri il Segreto della Guarigione

Nella fisica quantistica, le cui scoperte non sono ancora entrate nel pensiero attuale, questa inseparabilità di osservatore e osservato è da tempo un dato di fatto scientifico: siamo parte della realtà e non il suo osservatore oggettivo. Niels Bohr, uno dei pionieri di questa scienza tuttora nuova, negli anni della scoperta al principio del XX secolo amava raccontare questa storiella ai suoi colleghi: nei pressi della sua casa delle vacanze abitava un uomo che aveva appeso un ferro di cavallo sopra la sua porta di ingresso, oggetto che secondo l’antica credenza popolare dovrebbe portare fortuna. Un conoscente aveva chiesto con stupore al possessore di quell’oggetto magico se davvero fosse così superstizioso. «Naturalmente no», aveva risposto l’uomo, «ma si dice che funzioni anche se non ci si crede».

La storiella mostra un atteggiamento che esprime una terza via, quella dell’apertura critica e nel contempo ludica: anche se la ragione sembra essere contraria, l’uomo non vuole rinunciare agli effetti forse benefici di questa azione magica. Comportandosi in questo modo rimane assolutamente ragionevole, perché acquisisce una possibilità in più, senza perdere nulla.

Questo libro descrive lo stesso percorso: affronta con rispetto sia la parte razionale sia quella magica della nostra personalità e dà voce a entrambe. Il futuro della medicina non è nel ritorno ai tempi del pensiero esclusivamente magico o mitico, ma nemmeno nella distruzione di questo pensiero a favore di uno spietato razionalismo: è invece nell’integrazione di queste due forme di percezione.

E con questo non si intende una serie di poco convinti negoziati di pace in cui ogni parte lascia apparentemente all’altra il diritto di esistere senza accettarla davvero o quanto meno capirla, ma di un pensiero diverso che collega in maniera nuova le due modalità di comprensione della realtà, che sta al di sopra dei due atteggiamenti e da questa prospettiva elevata percepisce più di quanto fosse possibile in precedenza.

Jean Gebser ha dato il nome di “coscienza integrale” a questo pensiero modificato, un atteggiamento di apertura nei confronti di tutte le correnti di pensiero, da cui a poco a poco nasce una nuova percezione della realtà che è un’autentica evoluzione e non un compromesso zoppicante.

In ambito medico, negli ultimi anni medici e naturopati, psicoterapeuti e guaritori, specialisti e profani hanno cominciato a porre fine alla lotta dei sistemi e a conciliare gli antichi avversari. Per il momento si tratta di singoli individui, ma a lungo andare essi potrebbero cambiare la concezione medica del mondo e riportare nella medicina quell’umanità di cui così tanti pazienti lamentano la scomparsa.

In ogni parte del mondo questi pionieri di una medicina più completa cercano le radici sepolte di un’arte terapeutica in cui corpo e anima siano legati in maniera inscindibile. Vanno a scuola dagli sciamani, imparano dai medici cinesi, fanno esperimenti con la trance terapeutica. I primi ospedali cominciano a formare gli infermieri nell’arte dell’imposizione delle mani, e sono sempre più numerosi gli ambulatori in cui i guaritori lavorano insieme ai medici tradizionali. Costoro non si accontentano più di eliminare i sintomi, ma cercano la guarigione completa, il recupero di uno stato di equilibrio da parte di corpo, mente e anima.

Dal loro punto di vista, i guaritori sono soltanto degli accompagnatori che sostengono i pazienti nel loro percorso. Per questo i guaritori sono alla ricerca di tutte le risorse che una persona ha a disposizione sul cammino del recupero dell’interezza, ossia della guarigione nel vero senso della parola. E queste energie fondamentali le trovano nel viaggio verso l’interno, verso l’eredità del passato, presente in ogni individuo, anche se a livello inconscio.

A un’osservazione più attenta, si vede che la mente è composta da stati completamente diversi, che vanno dalla coscienza vigile attiva ai sogni, passando per tutti gli stadi della contemplazione meditativa, e poi oltre ancora, fino agli strati di coscienza del tutto ignoti alla coscienza vigile, che affiorano in superficie solo di rado e comunque in modo criptico. Ma laddove si trovano i ricordi dei nostri antenati arcaici, come parte del nostro presente sono assopite forze misteriose con cui metodi nuovi e a volte vecchi di millenni entrano in risonanza per ridestarle a beneficio dei pazienti.

Con la loro coscienza razionale, gli esseri umani hanno compiuto grandi progressi, anche nel campo della medicina, ma hanno quasi dimenticato le loro forze nascoste. È rimasta solo una vaga idea dell’antico incanto della magia, con cui soprattutto i bambini hanno ancora piena dimestichezza, finché le domande ironiche degli adulti e poi anche dei coetanei non suggeriscono loro di rivolgersi al moderno incantesimo del tecnicamente possibile. A quel punto i bambini imparano a dominare il mondo con la ragione, ma perdono la capacità di comprenderlo a livello intuitivo e di sentirsi parte di una realtà più vasta.

Questo libro si propone di recuperare una parte di quella magia e rendere utilizzabile una grande fonte di guarigione. Non va inteso come un attacco alle conquiste indubbiamente importanti della medicina moderna, alle quali oggigiorno a ragione nessuno vuole più rinunciare. Le scoperte delle neuroscienze tuttavia dimostrano che i metodi antichi e i relativi miti e idee contengono più realtà di quanto vorrebbero i sostenitori di una “medicina rigorosamente razionale“.

Per motivi assolutamente razionali mi esprimo a favore di una cauta apertura al non-razionale, un piano dell’anima che vive soprattutto in immagini e storie, in quello che io chiamo “il magico“. Qualcosa di inafferrabile, complesso e non misurabile si accinge a far ritorno nella medicina. Oggi ne è già un elemento di integrazione e forse si rivelerà addirittura indispensabile quando si tratterà di permettere la guarigione costante, l’equilibrio di tutte le forze, l’armonia.

È questo lo stato a cui in definitiva aspira la maggior parte delle filosofie, una condizione in cui non ci si pone più la domanda sul significato, poiché tutto è presente. In questo senso la guarigione ha anche qualcosa a che fare con la ricerca del significato, e così questo libro tocca non solo il piano della scienza, dell’essenza della razionalità, ma anche quello del sentimento.

Tratto da Scopri il Segreto della Guarigione (introduzione dell’autore) di Joachim Faulstich.

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Ott 18

Stare bene con la forza del pensiero, l’esercizio del potere d’azione

Stare bene con la forza del pensiero

La forza del pensiero è un immenso potere a disposizione di tutti, scopriamo come utilizzarlo in modo pratico e accessibile, allenabile e migliorabile quotidianamente.

  • Siamo consapevoli che la qualità dei nostri pensieri può influenzare la qualità del funzionamento del nostro corpo?
  • Che cosa innesca un pensiero mentale a livello fisico?

Un qualsiasi pensiero, anche il più piccolo, ininfluente e banale, produce reazioni a tutti i livelli fisiologici del corpo.

Per esempio infatti,

  • il pancreas e le ghiandole surrenali immediatamente dopo un pensiero, secernono ormoni, neurotrasmettitori, cioè sostanze che consentono le connessioni e passaggio di informazioni neurologiche.
  • Milioni di sostanze neurochimiche si mettono in moto, dal cervello a diverse aree.
  • Milza e timo parlano al sistema immunitario, i succhi gastrici aumentano il loro circolo, il fegato aumenta o diminuisce la produzione di enzimi, a seconda del pensiero.
  • Il ritmo del cuore varia in conseguenza del nostro pensare.
  • I polmoni fanno variare la gettata sistolica, il flusso sanguigno diretto ai capillari varia in funzione di questo nuovo fiume di reazioni, in funzione del tipo di stimolo.

Tutto ciò e molto altro, anche solo per un piccolo pensiero.

Questo è un Immenso potere.

Ed è un potenziale d’azione.

Da usare bene, cercando di pensare sempre al meglio.

Per trasformare i pensieri in azioni, ogni giorno, possiamo allenarci a pensare a situazioni e realtà positive, mettendo nell’agenda immagini piacevoli, contornandoci in casa o al lavoro di stimoli positivi, guardando solo cose costruttive, cercando di ridurre al minimo, quando possibile, i pensieri e le preoccupazioni limitanti.

Il pensiero diventa dunque un potenziale d’azione concreto, con cui modificare fisicamente il nostro stato d’essere, con cui cambiare il modo di scegliere.

Come fare?

C’è una parola d’ordine che racchiude il segreto neurologico di questo percosrso di reazioni, un concetto che apre le porte ad un potere illimitato che ci appartiene e di cui dobbiamo solo imparare ad avere consapevolezza.

Tutto questo si può fare attraverso l’ATTENZIONE.

Che cos’è l’attenzione dal punto di vista neurofisiologico?

È una incredibile opportunità.

L’attenzione è un lavoro che disegna mappe precise, offre l’opportunità di escludere interferenze e di creare strade dettagliate.

IN FISICA QUANTISTICA

Unita all’intenzione pura, l’attenzione muove particelle fisiche (i quanti, unità di misura usata per descrivere la materia, l’energia) nella direzione che la mente immagina e che il cuore desidera. Per questo è bene scegliere con cura ciò che si pensa e che si desidera.

Dove si porta l’attenzione, li si creano mappe nuove e si muovono fisicamente energie quantificabili.

L’attenzione è la nuova frontiera dello sviluppo del potere della mente, dove la concentrazione e la consapevolezza disegnano nuove opportunità di sviluppo e di crescita, di riuscita e di successo, di cambiamento e di energia costruttiva.

IN NEUROFISIOLOGIA

Il lobo frontale, attraverso l’attenzione, disattiva o riduce al minimo e in economia intelligente gli altri circuiti cerebrali come ad esempio udire, gustare, muovere altri muscoli, sentire la vescica piena, attivare stati d’ansia.

Quindi la capacità di prestare attenzione, l’allenamento all’essere presenti, alla calma, alla gioia,

  • può modificare circuiti cerebrali e ottimizzare tutto ciò che processa stimolazioni sensoriali
  • con le quali ci relazioniamo al mondo, e che condizionano le nostre scelte.

Scegliendo di modificare il proprio stato di attenzione, di consapevolezza, si generano nuovi percorsi neurologici.

Il sistema di catene reagenti incrementa le capacità di ascolto, aumenta le connessioni, e questo crea un cambiamento fisico concreto e duraturo delle capacità cerebrali, delle forze di immaginazione e delle capacità di rendita, sotto tutti i punti di vista.

La consapevolezza e l’allenamento all’attenzione, aumentano il POTENZIALE D’AZIONE in ogni uomo,

  • nella vita relazionale,
  • nelle capacità personali,
  • nel mondo professionale.

LA CURIOSITA’. In proporzione alla nostra massa corporea, il nostro cervello utilizza all’incirca il 20% dell’energia del corpo nonostante costituisca il 2% del peso corporeo. Deve esserci una ragione per tutto questo dispendio energetico e costo evolutivo :) !!

RIASSUMENDO

Qualunque cosa faccia un uomo, prima deve farla con la sua mente, col cervello, VISUALIZZANDOLA, sospinto dalla guida del cuore. La mente può fare solo ciò che il cervello le consente, dunque è utile che l’uomo scopra come funziona il suo cervello per poter comprendere il suo comportamento.

Ogni evento e cambiamento, che dona all’organismo l’opportunità di venire a contatto con l’ambiente esterno, rappresenta l’accesso a nuove informazioni su quest’ambiente. Quindi nuove esperienze e opportunità entrano così in quel sistema operativo organico cerebrale.

La più grande scoperta della nostra generazione è che l’uomo può cambiare la sua vita semplicemente cambiando il proprio atteggiamento mentale.

La vera attenzione non è una rincorsa alla conoscenza a tutti i costi, alla crescita e allo sviluppo, è semplicemente sapere che sentiamo, che ci siamo.

L’ATTENZIONE è ORDINE, CALMA, FEDE.

Questa attitudine può sviluppare grandi miglioramenti in ogni settore della Vita.

  • Nella capacità di ascolto e di comprensione di un genitore.
  • Nell’abilità di lettura e di interpretazione di un venditore verso un cliente.
  • Nella sensibilità di empatia di chiunque lavori a contatto con le persone.

E pensare che molto di tutto questo tesoro umanamente utile l’ho imparato osservando le persone con cui lavoro e esercitandomi con gli animali e con la Natura, sacra Madre Terra.

L’attenzione è consapevolezza dell’essere.

Già questo consente di trasformare la mente e fare numerose scelte differenti. Scelte che non avremmo fatto prima della presa di coscienza.

IN PRATICA

Quando abbiamo una nuova espressione del attraverso l’attenzione e la presa di coscienza, pensiamo e agiamo in modi nuovi. Essendo un processo di evoluzione quotidiano, di pratica e azione, e ogni scelta fatta concretamente oggi induce alla successiva e porta a nuove tappe conseguenti, dopo poco tempo ci si troverà in una vita nuova con circostanze nuove.

E’ necessario scegliere su quali aspetti agire, portare l’attenzione su ciò che è migliorabile, esercitarsi e credere.

Questa è la realtà accessibile a tutti. Semplice e meravigliosa.

ESERCIZIO

Ora, a ognuno la scelta e la possibilità di fare in questo stesso momento, un bel pensiero positivo, ce ne sono infiniti!

Si inizia da un piccolo pensiero ora, poi ci si abitua a farne 4-5 al giorno, fino a che si desidera di passare tutto il proprio TEMPO vedendo le cose sotto una luce positiva, E PENSANDO SEMPRE A COSE POSITIVE.

Il tempo diventa una grande opportunità di investimento in pensieri positivi nella banca della felicità.

Qualunque sia il lavoro che stiamo facendo, la realtà che stiamo affrontando, se viviamo con una connessione costante al pensiero positivo e alla gratitudine di questa esperienza evolutiva, possiamo solo che migliorare se possibile la situazione.

Fate un elenco di 10 cose che vi rendono allegri, calmi, contenti. Scrivetele ora!

Poi ne farete uno di 100, e le scriverete giorno per giorno riempiendo le pagine della vostra agenda!

Ad esempio, fate così:

Associate tutti i pensieri positivi che volete a segmenti temporali. Si può iniziare con 12 temi positivi, da dedicare uno al mese. Per i più coraggiosi, si possono creare 365 pensieri positivi all’anno, segmento temporale giornaliero! Per gli esploratori pionieri della mente si può anche arrivare a 24 pensieri al giorno, uno all’ora, scrivetene anche per le ore di sonno!! L’importante è scrivere, agire concretamente! Scegliete di fare una cosa piuttosto che un’altra connettendovi ad un sentimento di allegria e gratitudine. Le scelte cambieranno, e con loro le circostanze, le persone che incontrerete, e si allineeranno ai vostri pensieri. Provare per credere!

Fare le cose con attenzione, connessi a pensieri piacevoli, significa che qualsiasi cosa può diventare sacra, se fatta con cura e per il bene di Sè e delle persone.

Anche guidare può diventare un modo per esprimere rispetto e calma. O anche vendere un profumo, può essere fatto con cura e attenzione sacra e state certi venderete molto di più.

Le persone percepiranno il vostro pensiero positivo.

Esempio pratico: Che giorno è oggi? Martedì 3 agosto, giorno del pensiero positivo numero 55 del mio elenco, segmento temporale in cui mi concentro su questo pensiero che mi rende felice…

Poi vi abituerete a pensare sempre bene, per voi e per le persone che incontrate. Ogni giorno!

Provateci, è solo questione di esercizio e allenamento!

Non costa niente, proviamoci tutti e aiutiamo gli altri a farlo, ci riscopriremo piano piano, piccolo pensiero dopo piccolo pensiero, giorno dopo giorno in un mondo migliore.

Ognuno di noi può fare molto, semplicemente con la sua attenzione.

Un immenso potere.

Io ci credo.

Grazie quindi per la vostra preziosa attenzione qui dimostrata. Avete già messo in moto qualcosa di concreto. Semplice!

Grazie.

Di Roberto Bettoni
Fonte: http://www.piuchepuoi.it

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Aleph - Libro

Il nuovo romanzo di Paulo Coelho

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Come il protagonista del suo romanzo più famoso, “L’Alchimista“, anche Paulo Coelho sta affrontando una profonda crisi di fede ed è alla ricerca di un cammino che lo aiuti nella sua rinascita spirituale.

L’unica vera possibilità è di ricominciare tutto dall’inizio.

Viaggiare, sperimentare, riprendere contatto con la gente e con il mondo.

Con questo fine intraprende un viaggio che lo porterà attraverso l’Europa, l’Africa e l’Asia lungo il percorso della linea ferroviaria Transiberiana, e gli farà incontrare nuovi amici, come Yao, il traduttore che sta ancora piangendo la perdita della moglie; Tatiana, una donna russa con cui il protagonista condividerà un’esperienza di trasformazione; e soprattutto la giovane violinista Hilal, la donna che Paulo ha amato cinquecento anni prima, ma che ha tradito con un gesto di codardia talmente estremo da impedirgli di raggiungere la felicità in questa vita.

Insieme inizieranno un viaggio mistico nel tempo e nello spazio, un viaggio che li porterà più vicino all’amore, al perdono e al coraggio di superare tutti gli ostacoli che la vita, inevitabilmente, ci presenta.

Aleph” è un romanzo che parla di come affrontare le proprie paure, credere nel proprio istinto e aprire la mente alle infinite strade che collegano tutti noi mentre affrontiamo insieme il viaggio della vita, pur seguendo percorsi diversi.

L'alchimista

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Amore
Dall’Autore di l’Alchimista

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