Lug 21

La vita è troppo corta

La vita è troppo corta per lasciare spazio alla confusione e all’agitazione,
per perdere il nostro tempo nel rimpianto, per avere voglia di offendere il nostro vicino,
per doversi preoccupare del perché il nostro interlocutore ci abbia dato una risposta evasiva o sgarbata e,
sebbene assediati da preoccupazioni inutili,
per lasciare che qualche piccola felicità possa essere rifiutata o invitata.

La vita è semplicemente troppo corta.
Trascorri ogni giorno, piuttosto, con l’idea di mettere la vita in debito di felicità,
agisci in modo tale che le probabilità volgono tuo favore,
prova a cercare un sorriso in ogni dolore
e non negarti una gioia per qualche motivo di poca importanza e in ogni caso,
ricorda che per quella felicità che potrai ricavare
la vita è comunque troppo corta.

Tratto da: Il Libro dell’Ottimismo

Il Libro dell'Ottimismo Marco Doré Il Libro dell’OttimismoRiflessioni e pensieri positivi per riscoprire il lato luminoso della vita

Marco Doré

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Questo libro si compone di riflessioni, pensieri positivi e testi di indubitabile bellezza e profondità pensati per condurre ogni lettore in un’immaginaria escursione nel lato luminoso e positivo della vita.

È un libro da regalarsi, specialmente quando maggiormente le sfide della vita si fanno sentire, per non scordare che ogni dolore, ogni apparente impedimento, ogni ostacolo possono essere affrontati, anche quelli che maggiormente sembrano al di fuori della nostra portata e controllo.

È un libro da regalare alle persone cui vogliamo più bene. È un dono di positività. È un incoraggiamento a non lasciarsi mai abbattere dalle sfide, dai problemi, dalle scelte che la stessa vita pone e impone, a reagire per affrontare la quotidianità con fiducia, speranza, fermezza e ottimismo.

È un libro per le feste e le ricorrenze. È un libro per chi sta attraversando un momento buio della vita, il suo messaggio è infatti: «non temere, non preoccuparti, andrà tutto bene».



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Lug 19

Cosa fare o avere per essere felice

Nel corso del tempo, ci viene spontaneo collegare, e persino attribuire, il ritorno al benessere a quelle persone o attività che sembrano determinarlo:
siamo OK perché la mamma ci ama;
siamo OK perché il papà ci protegge;
siamo OK perché le persone attorno,
per la maggior parte, sembrano avere a cuore il nostro benessere.

Poi un giorno facciamo qualcosa che ci rende felici ma che non piace a mamma e papà: disegniamo sulle pareti di casa, oppure urliamo quando papà è stanco e improvvisamente l’oceano d’amore nel quale abbiamo sguazzato fino a quel momento si riempie di squali e altri mostri troppo brutti da nominare.
In breve tempo, ci convinciamo che l’amore e il benessere siano all’esterno e contemporaneamente nasce l’esigenza di impersonare un ruolo.
Invece il benessere (felicità, connessione, amore, pace, spirito) è la nostra vera natura.
Quindi tutti i nostri tentativi di catturare queste sensazioni all’esterno, a prescindere dalla bontà delle nostre intenzioni e dall’impegno profuso, sono destinati a fallire.

Non perché la felicità e il benessere siano irraggiungibili, ma semplicemente perché non è possibile trovare ciò che non è mai stato perso.

“Il benessere non è frutto di qualcosa che fai;
è l’essenza di ciò che sei.
Non c’è niente che tu debba cambiare,
fare o avere per essere felice.”

La ragione per cui è importante comprendere quale sia la vera sorgente del benessere è che sprechiamo gran parte della nostra energia e del nostro tempo cercando di raggiungere obiettivi, progetti, incentivi economici e relazioni che crediamo possano “renderci” felici. Molto dello stress e dell’affaticamento che proviamo dipende dai tentativi maldestri di stare bene avendo, facendo o perseguendo le cose giuste.

Per dirlo in parole povere, la fonte da cui pensiamo provengano le nostre sensazioni positive determinerà le azioni che faremo e la direzione che prenderemo per procurarcene ancora di più.
• Se penso che il mio benessere dipenda dalla vicinanza con una persona in particolare, avrò un comportamento che altrimenti non avrei, e sopporterò ciò che altrimenti non sopporterei, pur di starle accanto.
• Se penso che il mio benessere dipenda dall’attività che svolgo o da quanto guadagno, allora investirò tutto sul lavoro e sarò persino disposto a tradire i valori in cui credo pur di preservarlo o migliorarlo.

[..] Il mondo è come crediamo che sia e se ci ripetiamo che ognuna di queste cose ci renderà più felici, allora sarà così, almeno per un po’.
Ma quando inizi a capire che il benessere fa parte della tua natura e non è un obiettivo da raggiungere, ti renderai conto che per riappropriartene devi solo volgere l’attenzione dall’esterno verso l’interno. ;)

Tratto da: Supercoach – 10 Segreti che ti cambiano la Vita

Supercoach Michael Neill Supercoach – 10 Segreti che ti cambiano la Vita

Michael Neill

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Divertente, facile da leggere, ironico e illuminante, questo libro ti insegna a smettere di pensare da vittima, ti aiuta a trovare la stabilità economica,instaurare relazioni positive e durature e a creare le condizioni per la felicità a lungo termine.

Che tu voglia avere un impatto maggiore sulle persone attorno a te o che stia semplicemente cercando di vivere in modo più intenso, dando un significato profondo alla tua esistenza, questo libro è una guida indispensabile per aiutarti a realizzare il tuo obiettivo.

Michael Neill è coach di fama internazionale, al servizio di celebrita’ nello spettacolo e nello sport e di quanti vogliono cambiare in meglio la propria vita. Definito da Paul McKenna “il miglior coach del mondo”, ha scritto un libro-novita’ in cui condivide con tutti quelli che lo leggeranno alcune strategie e tecniche che i suoi clienti hanno trovato efficaci per per individuare nuove possibilità e intraprendere nuove azioni nella vita.



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Lug 14

Se... sarai un uomo figlio mio

Se saprai mantenere la testa quando tutti intorno a te
la perdono, e te ne fanno colpa.
Se saprai avere fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,
tenendo però considerazione anche del loro dubbio.
Se saprai aspettare senza stancarti di aspettare,
O essendo calunniato, non rispondere con calunnia,
O essendo odiato, non dare spazio all’odio,
Senza tuttavia sembrare troppo buono, né parlare troppo saggio;

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone;
Se saprai pensare, senza fare del pensiero il tuo scopo,
Se saprai confrontarti con Trionfo e Rovina
E trattare allo stesso modo questi due impostori.
Se riuscirai a sopportare di sentire le verità che hai detto
Distorte dai furfanti per abbindolare gli sciocchi,
O a guardare le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E piegarti a ricostruirle con i tuoi logori arnesi.

Se saprai fare un solo mucchio di tutte le tue fortune
E rischiarlo in un unico lancio a testa e croce,
E perdere, e ricominciare di nuovo dal principio
senza mai far parola della tua perdita.
Se saprai serrare il tuo cuore, tendini e nervi
nel servire il tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tenere duro quando in te non c’è più nulla
Se non la Volontà che dice loro: “Tenete duro!“.

Se saprai parlare alle folle senza perdere la tua virtù,
O passeggiare con i Re, rimanendo te stesso,
Se né i nemici né gli amici più cari potranno ferirti,
Se per te ogni persona conterà, ma nessuno troppo.
Se saprai riempire ogni inesorabile minuto
Dando valore ad ognuno dei sessanta secondi,
Tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa,
E — quel che più conta — sarai un Uomo, figlio mio!

Di Rudyard Kipling.

 

Storie Proprio Così Storie Proprio Così 

Rudyard Kipling

 
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Nel presentare ai suoi lettori Storie proprio così, scritte in origine per far addormentare la sua primogenita, Kipling ricordava come non gli fosse permesso, allora, alterarne neanche una parola: andavano raccontate “proprio così“, altrimenti la bambina “sarebbe saltata su a ripristinare la frase mancante“. In seguito le avrebbe sperimentate con gli altri figli e i loro piccoli amici, studiandone le reazioni, dando ascolto a eventuali loro appunti, rifinendo ogni cadenza e intonazione, tanto che quelle storie hanno finito per diventare vere e proprie formule incantatorie.

Così temi didascalici come geografia e preistoria, flora e fauna, nascita della scrittura, “evoluzione della specie” e altro materiale ponderoso, mirabilmente parodiati e reinventati, vengono assunti di diritto nell’empireo fiabesco.

 



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