Ott 11

Schemi Mentali

Schemi Mentali

Le nostre azioni e decisioni sono conseguenze dirette degli schemi mentali e del modo in cui interpretiamo la “realtà”. Imparando come funziona la mente, impariamo anche a dirigere le nostre percezioni e i nostri comportamenti verso risultati benefici.

Il funzionamento della mente… già, nessuno di fatto lo può scoprire per noi sebbene ci possa indicare come darsi da fare per scoprirlo. E secondo Anthony Robbins bisogna proprio rimboccarsi le maniche ed essere fortemente motivati. Scienza e Conoscenza, ha approfittato dell’agile occasione, in prospettiva del suo seminario a Roma, per fare al più noto coach e comunicatore del mondo qualche domanda elettronica. [...]

Unlimited Power: The New Science Of Personal Achievement and Awaken The Giant Within [Potere illimitato: la nuova scienza dei Risultati Personali e del Risveglio del Gigante Interiore, ndt]: questo è il titolo originale del suo primo libro. Pensa che sia corretto definire la sua scienza “una scienza della mente illimitata”?
La nostra mente è illimitata, perché tali sono le risorse potenziali dentro di noi. Il nostro compito è comprendere come portare alla luce queste potenzialità, come usarle e integrarle, al fine di raggiungere i nostri obiettivi personali.

Questa è la ragione per cui parlo di “potere illimitato”. E questa è anche la ragione per cui ho scelto di chiamare uno dei miei più famosi seminari “Sprigiona il potere che è in te”.

Al centro dei miei insegnamenti ci sono tecniche e strategie pratiche miranti a rinforzare e potenziare la consapevolezza del potenziale umano, per dirigere le nostre energie verso scopi concreti.

Noi siamo ciò che pensiamo. Le nostre azioni e decisioni sono conseguenze dirette dei nostri schemi mentali e del modo in cui interpretiamo la “realtà”. Quindi, imparando come funziona la mente, impariamo anche a dirigere le nostre percezioni e i nostri comportamenti verso risultati benefici.

Una volta, mi colpirono molto queste parole di Bert Hellinger (tra l’altro, un grande esperto della disciplina Eriksoniana): «Divenire adulti vuol dire acquisire consapevolezza dei propri limiti”. Infatti, i bambini si sentono generalmente onnipotenti»
Lei pensa di potere raggiungere tutto ciò che vuole?

I miracoli non esistono, dipendono dalle nostre azioni. Noi abbiamo il potere di scegliere l’imprinting della nostra vita. Possiamo decidere cosa farà parte della nostra esistenza e cosa no. Siamo coloro che possono operare delle distinzioni, scegliendo le persone con cui passare il tempo ed escludendo coloro che non contribuiscono, od ostacolano il nostro cammino verso il successo e l’auto-realizzazione.

Se definiamo con la massima chiarezza e precisione i nostri autentici bisogni, le nostre priorità, l’area della nostra esistenza che può beneficiare dei progressi, abbiamo fatto un grosso passo avanti verso la realizzazione dei nostri desideri.

Tuttavia, per provocare una profonda rivoluzione interiore, è indispensabile passare all’azione. È nel momento delle decisioni che il nostro destino prende forma.

Molte persone non trasformano i loro “vorrei” in affermazioni come “voglio”. Questo è il grande problema, perché queste persone, anche se hanno buoni propositi, non riescono a metterli in pratica. Una cosa è certa: ciò non avviene perché mancano le potenzialità, ma perché, nella gran parte dei casi, queste persone non fanno nemmeno il primo passo. Esse non cercano strategie efficaci che le aiuterebbero concretamente a trasformare quelle parole in azioni.

La stessa domanda, rovesciata: c’è qualcosa che non ha ancora raggiunto?
La fonte dell’appagamento risiede nei nostri progressi quotidiani. Quando raggiungiamo un obiettivo davvero importante, proviamo una certa soddisfazione, ma è una cosa momentanea. L’appagamento autentico si trova nel processo costante di crescita e miglioramento. È quest’ultimo che ci sta dando energia, entusiasmo e benessere. Si tratta di qualcosa di più che semplici emozioni: questi sono concreti e duraturi risultati!

Desidero richiamare l’attenzione sul fatto che questo non è un semplice percorso individuale. Se riusciamo a coinvolgere altre persone nella nostra crescita, in questo processo positivo, creeremo valore e potremo stare sicuri che il nostro contributo alla società ci aiuterà a dare un senso più profondo alla nostra vita e a raggiungere un maggiore successo personale.

La PNL (programmazione neuro linguistica) è una scienza notevole, ed è anche vero che spesso se ne abusa. Non è infrequente vedere il suo nome (di Robbins, ndr) associato alle più efficaci tecniche di persuasione, tecniche che addirittura sono chiamate “armi”. Dobbiamo intraprendere una guerra per ottenere quel successo di cui lei parla?
Se vivessimo il nostro cammino verso il successo come una guerra, la sconfitta sarebbe assicurata. Quando perseguiamo i nostri scopi, dovremmo sempre essere consapevoli che stiamo risolvendo (e non creando) dei conflitti con noi stessi e il mondo esterno. D’altra parte, se la nostra armonia interiore cresce, mirando ai nostri scopi con chiarezza e determinazione, avremo un atteggiamento più produttivo. Ciò vuol dire che, lasciando da parte emozioni negative come il senso di colpa, lo stress e l’insoddisfazione (che sono – anche a livello inconscio – strettamente collegate a una filosofia della guerra), potremo raggiungere il successo più velocemente che mai.

“La natura ha posto il genere umano sotto l’autorità di due padroni: il dolore e il piacere. Essi ci comandano su tutto ciò che facciamo, diciamo e pensiamo”. Su quale dei due, secondo lei, è più importante lavorare?
Non esiste una risposta “assoluta” a questa domanda. Dolore e piacere sono due leve che ci spingono a “scappare da” o a “correre verso”.
Per esempio: possiamo decidere di dimagrire perché soffriamo ogni volta che ci guardiamo allo specchio, perché ci sentiamo arrabbiati e frustrati quando non riusciamo a indossare gli abiti che ci piacciono, o perché ci sentiamo rifiutati dagli altri. In questi casi, scappare da tali situazioni spiacevoli ci dà la forza di cui abbiamo bisogno per passare all’azione e riacquistare il nostro aspetto sano.

Ma esiste anche un altro meccanismo: è possibile perdere peso pensando al piacere di indossare gli abiti che ci piacciono, o di sentire il nostro corpo “più leggero”, energetico e dinamico anche semplicemente salendo le scale!

Dunque, entrambe queste forze trainanti ci sono utili. Quale usare? Dipende dal momento e dal contesto della nostra vita. Provare tutte e due, può aiutarci a capire quale funziona meglio per noi.

Coerenza e marketing: cosa pensa che sia più importante per un coach bravo e di successo?
La Coerenza è potere. Un bravo coach è una persona che crede fermamente nei suoi insegnamenti, che è capace di dare il buon esempio integrando nella sua vita gli stessi principi e le stesse tecniche che insegna.

Commercializzare [in inglese marketing, NdT] una “falsa” immagine non è mai una buona scelta, soprattutto per un coach. A lungo andare, è inevitabile che il consumatore (il quale oggi è più scaltro e selettivo che mai) “subodori” la mancanza di coerenza. Le buone strategie di marketing ruotano intorno ai valori e ai punti di forza del coach, qualità su cui è necessario lavorare duramente. Il nulla genera il nulla.

Cosa pensa dell’attuale situazione economica mondiale? Che cosa cambierebbe?
In questi mesi stiamo assistendo a notevoli difficoltà finanziarie. Ovunque si volga lo sguardo, la parola “crisi” balza agli occhi. Quello che io cambierei è l’approccio che molte persone hanno verso la crisi.

Esiste una tendenza diffusa a focalizzarsi sulle conseguenze negative, che in questo caso sono evidenti e fuori discussione, soprattutto nel breve termine.

Non intendo negare l’evidenza, o i problemi che stanno emergendo da questa crisi epocale, ma consiglio di spostare più oltre il nostro punto di fuga, al fine di ottenere una visione più a lungo termine. Se vogliamo andare avanti e imparare dalle situazioni critiche, dovremmo focalizzarsi sulle soluzioni, non sui problemi.

Se osserviamo questa crisi con una prospettiva a lungo termine, essa non appare irreversibile. È ciclica, come molte altre, e in quanto tale passerà. Inoltre, molto spesso le crisi possono rappresentare delle opportunità. Tenere la testa fuori dall’acqua ci aiuterà a considerare anche questi aspetti.

Il dr. Demartini è stato in Italia a maggio. Egli sostiene che nell’ordine cosmico, ogni cosa ha il suo opposto. Per ogni persona che ti ama, ce ne è una che ti odia o ti tratta con indifferenza. Ogni volta che ti arriva qualcosa di buono, ti arriva anche qualcosa di cattivo. Sembra che riusciamo a compiere il balzo quantico soltanto comprendendo questa dicotomia e provando amore, ovvero sentendo attrazione e repulsione allo stesso momento. Pensa che tale concezione della vita possa essere in sintonia con il suo lavoro sul genere umano?
Ogni situazione presenta la sua dicotomia: buono/cattivo, amore/odio, etc.. Questo è il motivo per cui possiamo apprezzare le cose buone. Come potremmo mai apprezzare l’amore se non sapessimo cosa è l’odio?

Il fatto è che tutte queste non sono altro che “etichette” assegnate dagli esseri umani alle cose e alle situazioni, nella speranza di tenerle sotto controllo. Sfortunatamente, quest’atteggiamento non genera altro che separazione e divisione. L’idea dell’«Unione», al contrario, può aiutarci a sviluppare un approccio alla vita più globale e completo. Tutti i diversi aspetti, anche le polarità più antitetiche, contribuiscono alla nostra crescita e alla nostra evoluzione. Questa è una cosa che va ricordata anche quando ci troviamo di fronte a una specifica “situazione difficile”. C’è sempre speranza, una positiva forza generatrice che può condurci all’azione. Dovremmo accogliere questa forza e agire di conseguenza, cambiando ciò che non ci piace della nostra vita.

Pensiamo, per esempio, a una donna che abbia perso l’adorato figlio in un incidente. Ella può lasciarsi sopraffare dalla disperazione, oppure può usare questa tragica esperienza per fondare un’associazione volta a incrementare la conoscenza delle norme stradali. In tal modo, questa donna trasformerebbe il suo dolore in qualcosa di benefico per tutta la sua comunità.

Il Potere di Adesso e il Potere Personale: vorrebbe per favore chiarire le differenze e le somiglianze (se ve ne sono)?
Il Potere di Adesso sottolinea l’importanza dell’essere nel momento presente, per sconfiggere l’ansia e la paura.
Noi viviamo “qui e ora”, mentre la nostra mente dimora spesso nel passato o nel futuro. Ciò provoca stati emozionali di ansia (per quello che potrebbe succedere) e di paura (per quello che potremmo perdere oppure in conseguenza delle esperienze negative del passato).

Dovremmo comprendere che non possiamo fare nulla con il passato o il futuro. Ciò che possiamo fare, d’altro lato, è agire nel presente, per cambiare ciò che ci provoca dispiacere.

Il Potere Personale è una concezione allargata del Potere di Adesso. Anziché focalizzarsi sul presente, esso include tutte le possibili strategie a nostra disposizione per raggiungere il successo.

Lei è un coach, una persona che motiva gli altri. Se tutto ciò che dobbiamo fare è essere nell’Adesso, risvegliarci alla nostra essenza autentica e vedere che i problemi non esistono e che siamo già completi al 100%, dove troveremo mai le nostre motivazioni?
Il fatto che disponiamo di risorse illimitate non vuol dire che siamo capaci di esprimerle tutte! Allo stesso modo, il fatto che possiamo raggiungere uno scopo non vuol dire che lo raggiungeremo automaticamente!

Molte persone sanno ciò che dovrebbero fare, ma non lo fanno. Questo è il problema. Rappresentiamo un campo di possibilità illimitate, ma dovremmo decidere meglio quali coltivare per raggiungere i nostri scopi. Ciò significa: duro lavoro su di sé, crescita personale e – in una parola – MOTIVAZIONE!

Diciamocelo: i problemi esistono! La differenza sta nel nostro approccio a essi.

Il bisogno di vincere prosciuga le forze. Come mai lei non ha ancora esaurito le sue?
Come ho già detto, una delle mie forze trainanti è osservare la mia evoluzione personale e umana giorno dopo giorno. Migliorare un giorno dopo l’altro aumenta la qualità della vita mia e delle persone che mi circondano. Questo, per me, è il vero significato delle parole “vittoria” e “successo”.

Di Alvise Fedrigo e Elsa Masetti.
Fonte: http://www.scienzaeconoscenza.it

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Set 27

L’Ananda Yoga, sviluppato da Swami Kriyananda, è dedicato a creare armonia tra corpo, mente e anima. Il suo obiettivo primario è aumentare la nostra consapevolezza ed elevare la nostra coscienza.

Swami Kriyananda, il fondatore dell’Ananda Yoga, scrive:

Lo Yoga, in quanto unione, implica una perfetta armonia di corpo, mente e spirito.

A livello fisico, implica una salute splendente.

A livello mentale, implica l’armoniosa integrazione della personalità, e la corrispondente eliminazione dei ‘complessipsicologici.

A livello di anima, lo yoga porta all’unione del piccolo con il più grande Sé, all’unione dell’ego con la vastità della Coscienza Cosmica, e dell’anima individuale con la sua Sorgente infinita: Dio. – Swami Kriyananda, dall’articolo “Cos’è lo Yoga?”.

Il nostro corpo
L’Hatha yoga è uno dei migliori sistemi conosciuti dall’uomo per alleviare i problemi fisici. Crea una sensazione di salute, benessere, armonia ed equilibrio, sia durante la pratica che dopo. Le posizioni yoga (asana) riducono lo stress ed eliminano le tensioni fisiche e mentali; abbassano la pressione alta e migliorano la circolazione del sangue; stimolano il funzionamento degli organi interni, della digestione, dell’eliminazione e del metabolismo; rafforzano il sistema nervoso, quello immunitario e quello endocrino; migliorano il sonno; aumentano la vitalità e l’agilità.

L’Ananda Yoga utilizza movimenti dolci e naturali che richiedono al sistema corporeo una tensione minima, ricavandone il massimo beneficio. Le posizioni yoga, lontano dall’essere un sistema di vigorosi esercizi ritmici, aiutano ad armonizzare il corpo in accordo con le leggi naturali. Lo yogi impara a sviluppare le proprie capacità latenti, piuttosto che a dipendere da qualcosa di esterno per ottenere il benessere fisico.

La nostra mente
Il frutto della pratica dello yoga dovrebbe essere un sentimento di pace interiore, di rilassamento mentale, e il fiorire delle nostre più pure qualità interiori: risvegliamo ciò che già abbiamo dentro.

Con ogni posizione yoga esprimiamo e sperimentiamo attivamente una specifica qualità interiore. La posizione dell’albero (vrikasana), per esempio, ci conduce naturalmente verso una sensazione di centratura e calma. Nell’Ananda Yoga potenziamo la qualità di ogni asana attraverso l’uso di affermazioni specifiche. In vrikasana, per esempio, affermiamo silenziosamente: “Sono calmo, sono sereno!”. L’uso di affermazioni appropriate per ogni asana rende l’Ananda Yoga unico nel suo campo.

La nostra anima
Il frutto finale della pratica dello yoga dovrebbe essere una sensazione di ricettività, quiete, interiorizzazione. L’Ananda Yoga dirige l’energia (prana) verso l’interno e verso l’alto, conducendoci naturalmente a uno stato meditativo e alla comunione interiore.

I profondi Yoga Sutra, o aforismi, di Patanjali sono stati considerati per millenni come la Scrittura definitiva sullo yoga. Egli scrisse: “Yogas chitta vritti nirodh – Yoga è la neutralizzazione dei vortici di chitta”. Lo yoga è la neutralizzazione delle emozioni dell’ego: quando queste vengono calmate, lo yogi realizza che egli è, ed è sempre stato, uno con l’Infinito e che la sua consapevolezza di questa realtà era ristretta solo dalla sua infatuazione per la limitazione.

Lo scopo più elevato dello yoga consiste semplicemente nel mettersi in una posizione che consenta di sentire pienamente lo Spirito riversarsi dentro di sé. Se la grazia di Dio non viene percepita nella vita di tutti i giorni, non è a causa dell’indifferenza divina, ma perché le energie e l’attenzione dell’uomo sono dirette altrove.

Le posizioni yoga dovrebbero quindi essere praticate con un senso di venerazione, se si vuole trarre da esse il massimo beneficio. Esse furono create non da allenatori di calcio o da insegnanti di educazione fisica, ma da grandissimi saggi che riconobbero in certe posture l’espressione esteriore di movimenti interiori dell’anima.

Sviluppare la nostra consapevolezza

Lo scopo primario dell’Ananda Yoga è lo sviluppo di una più alta consapevolezza. Esso insegna:

  • il passaggio graduale dalla consapevolezza fisica alla consapevolezza dell’energia (prana) nel corpo
  • la consapevolezza dello stato mentale, dei pensieri e degli atteggiamenti
  • la consapevolezza della nostra natura interiore più profonda, l’anima.

Nell’Ananda Yoga, le posture sono lo strumento che conduce a graduale scoperta interiore; consideriamo gli asana come un’avventura verso la consapevolezza.

In breve
La felicità a tutti i livelli è l’obiettivo più vero della nostra pratica. La più alta felicità interiore è chiamata Ananda (che in sanscrito significa beatitudine). La nostra tradizione Yoga si chiama, quindi, Ananda Yoga. Ananda non è un luogo fuori di noi: è un luogo interiore.

Fonte del testo:  http://www.ananda.it

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Lug 31

Cosè il Reiki?

Cos'è il Reiki?

Il Reiki viene concepito in Giappone nel 1922, come tecnica di guarigione naturale basata sull’imposizione delle mani. La legenda narrata fino ad oggi vede il suo fondatore Mikao Usui, (1865-1926) monaco cristiano intenzionato a scoprire la motivazione dei miracoli di guarigione eseguiti da Gesù. Mentre la realtà più oggettiva lo vede collocato nella storia concreta come persona estremamente spirituale seguace del Buddismo. Anche se la tecnica di per se stessa non ha nulla a che vedere con il Buddhismo, se non per il fatto che il suo fondatore era un Buddhista.

Il principio del Reiki è molto semplice, a differenza della pranoterapia dove il pranoterapeuta utilizza la propria energia interiore nella cura di un ricevente, rischiando sia di scaricarsi e in alcuni casi di catalizzare la negatività dell’altro su di !. L’operatore Reiki canalizza l’energia dell’universo attraverso dei plessi energetici chiamati Chakra situati lungo la colonna vertebrale e in diverse parti del proprio corpo, donandola immediatamente al proprio paziente attraverso i palmi delle mani, senza che vi sia alcun rischio per se stessi e per gli altri come nel caso della pranoterapia.

Il praticante inoltre ha la possibilità di lavorare ininterrottamente per quanto tempo lo desideri trattando più persone consecutivamente senza correre il rischio di esaurire il proprio bagaglio energetico; potenziando ulteriormente la personale capacità di guarigione attraverso la pratica regolare. Ciò e reso possibile dal fatto che l’operatore Reiki non attinge da una propria riserva energetica, ma egli stesso si collega alla matrice primordiale dell’energia trasformando il suo corpo in un canale di scorrimento perpetuo tra l’Io e il Supremo. Grazie ad un processo di armonizzazione che avviene durante il corso di un seminario Reiki, chiamato appunto: Attivazione Reiki. o (Reiju). In tale modo si crea l’opportunità di attingere energia da una riserva inesauribile.

Tutto questo lavoro va automaticamente ad instaurare un processo di autoguarigione che si sviluppa per mezzo dell’eliminazione delle tossine e si espanderà bi-valentemente a tutti i livelli: fisico, mentale e spirituale. Sia da parte di chi lo pratica che di chi lo riceve. Là dove sono presenti delle cellule vecchie, stanche e malate provvede all’eliminazione di queste attraverso il sudore, le feci e l’urine, tutti i metodi utilizzati dal corpo per espellere il superfluo. Di contro invece quando entra in contatto con delle cellule che possono essere ancora sanate provvede a rigenerarle idratandole di nuova linfa vitale.

Tale processo non avviene solamente a livello fisico ma anche psicologico: dove sono presenti degli schemi mentali che ci impediscono di vivere l’esperienza umana nella piena espressione delle nostre potenzialità, fa il necessario per trasformare le attitudini mentali malsane nei nostri punti di forza attraverso un espansione di coscienza personale che si verifica nella riscoperta dell’essere per mezzo di una presa di posizione da parte dei nostri limiti. Prendendo la vita del singolo individuo per ciò che è, sottoponendola all’esame del nostro Io superiore, delegando a noi stessi il giudizio finale.

Tutta l’esperienza umana è caratterizzata da l’alternanza di sentimenti e stati d’animo come amore e odio, felicità e tristezza, gioia e dolore. Questa oscillazione tra i poli opposti è causa di grandissimo scompenso all’interno della nostra realtà che si manifesterà nella vita di tutti i giorni per mezzo di disturbi fisici, psicologici ed eventi sgradevoli. Con la tecnica Reiki si mira a ri-armonizzare questo processo di degrado dell’essere portando equilibrio a tutti i livelli, facendo riscoprire alla persona il reale gioiello della vita, per mezzo della comprensione di se stessi e nel potenziamento delle doti personali. Non è un caso che molte persone dopo avere iniziato a lavorare seriamente e costantemente su se stesse con Reiki abbiano ridotto notevolmente l’utilizzo di alcool e di farmaci. Altre invece hanno riscoperto doti e attitudini personali rimaste latenti fino ad allora nel loro carattere. Altre ancora si sono accorte che la vita che stavano conducendo era in totale contrapposizione con la loro natura, trovando la forza in un secondo momento per cambiare direzione prima di un ulteriore complicazione degli eventi.

La parola Reiki è formata da 2 fonogrammi: Rei e Ki. Rei rappresenta l’inspiegabile, qualche cosa di misterioso, la causa e l’effetto che si cela dietro la creazione, quella frequenza vibrazionale che si antepone alla vita stessa comunemente conosciuta nella cultura cattolica come Dio. Ki invece costituisce la forza motrice che attraverso la sua energia onnipresente mantiene in vita, unisce ed assembla tutto il creato. Tradotta a noi occidentali con il termine di: Energia vitale universale. Anche se il termine più appropriato sarebbe: Soffi. (il soffio della vita in tutte le sue manifestazioni).

Pertanto Reiki è la capacità di riconnettere la vita ad uno stato divino. Fisicamente l’energia si misura in bande di frequenza, meglio conosciute con il nome di Hertz. Tali frequenze si espandono linearmente in direzioni opposte, tanto verso l’alto quanto verso il basso. Rei, (il divino) racchiude in se la somma delle chiavi di lettura di qualsiasi frequenza vibrazionale esistente nell’universo. Mentre Ki invece è sempre un aspetto di Rei ma rappresentata dal singolo individuo. Quando Ki (l’uomo) si connette con Rei (il divino) per effetto di una legge della fisica quantistica, mediante il quale una frequenza energetica maggiore che entra in contatto con una frequenza energetica minore, influenza la condizione vibrazionale dell’energia più piccola, elevando o abbassandone lo stato in virtù della qualità energetica più grande. In uguale modo Rei va a sintonizzarsi su Ki, innalzando così la frequenza energetica del singolo individuo. Questo procedimento produrrà una personale espansione di coscienza che va a ripercuotersi automaticamente attraverso un naturale benessere psicofisico.

La mente si quieta, il corpo si rilassa profondamente, i muscoli allentano la rigidità e i dolori si attenuano. La massa degli organi e visceri interni trae grandissimo beneficio dall’influenza esercitata dalla frequenza Reiki, riconquistando gradualmente il benessere originario e la funzionalità. I rapporti con gli altri migliorano. Questo perché riducendo il bagaglio di stress dentro di noi, andremo a rifletterlo automaticamente all’esterno nel nostro quotidiano. E i primi ad accorgersi di ciò sono proprio le persone a noi più vicine, come familiari, amici e parenti.

E un po’ come se la vita individuale di una persona fosse uno strumento musicale che suona per se stesso su una propria accordatura. Reiki in questo caso connetterà il nostro strumento affinché risuoni con la melodia del cosmo portando equilibrio alla nostra esistenza.

Di Marco Milione.
Fonte: http://www.mondoreiki.com

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