Mag 11

Un angelo di mamma!

Racconta un’antica leggenda che un bimbo che stava per nascere disse un giorno a Dio:
Mi dicono che presto mi manderai nella terra, ma come farò a vivere così piccolo e indifeso come sono?
– Tra tanti angeli ne ho scelto uno per te; lui è lì ad aspettarti. Quest’angelo baderà a te.

Ma dimmi, qua nel cielo non faccio altro che cantare e sorridere, questo basta per essere felice.
– Il tuo angelo ti canterà e ti sorriderà ogni giorno, e tu sentirai tanto amore e sarai felice.

E come farò a capire quello che la gente mi dirà se non conosco quella strana lingua che parlano gli uomini?
– Il tuo angelo ti dirà le parole più dolci e tenere che tu possa mai sentire, e con molta pazienza ed amore, t’insegnerà a parlare.

E come farò se avrò voglia di parlare con te?
– Il tuo angelo metterà insieme le tue manine e t’insegnerà a pregare.

Ho sentito che nella terra ci sono uomini cattivi, chi mi difenderà?
– Il tuo angelo ti difenderà, anche a costo della sua vita.

In quel momento una grande pace regnava nel cielo, e già si sentivano voci terrestri.
Allora il bambino disse :
Sto nascendo… dimmi il suo nome, come si chiama il mio angelo? 

Il suo nome non ti interessa, tu la chiamerai MAMMA…”

 

La Mamma Perfetta La Mamma Perfetta

Antonella Pfeiffer

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Elena è una mamma come tante alle prese con i problemi delle donne che lavorano e nello stesso tempo devono gestire una famiglia. Doppio lavoro, anzi triplo. E, in più, l’ansia continua di non essere una mamma perfetta.

Già, ma qual è la mamma perfetta? Quella in carriera? Quella single? Quella casalinga? Quella apprensiva? Quella incombente o quella assente? Un vero groviglio.

Provate voi a fare la mamma oggi: sempre di corsa, con il dubbio assillante di aver dimenticato qualcosa, il sonno dimezzato dalle poppate o dalle influenze. Per fortuna ci sono i nonni e le tate. E poi ci sono i papà. Chi? I papà? Quando non rientrano a casa dopo le nove di sera.

Tra pannolini, ufficio, casa ed educazione dei figli, tutto quello che le mamme pensano, ma non sempre dicono.

«La mamma perfetta non esiste. È inutile prenderci in giro perché la verità è che fare la mamma è un gran casino.»



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Apr 11

Sorridere è una pratica efficace

Inspirando, sorrido; espirando, lascio andare.
Inspirando, sorrido al mio corpo; espirando calmo il mio corpo.
Inspirando, sorrido alle mie sensazioni; espirando calmo le mie sensazioni.

Sorrido, lascio andare: sorridere è una pratica efficace.
Non occorre sentirsi contenti al cento per cento prima di poter sorridere,
perché sorridere è una pratica yoga: sorridendo pratichi lo yoga della bocca. Anche se non ti senti contento, sorridere ti aiuta a rilassare i muscoli del viso. Il tuo viso ha circa trecento muscoli, che si tendono quando sei arrabbiato o spaventato: se in quel momento ti guardi allo specchio ti vedi la tensione in faccia. Se invece sai come respirare e sorridere la tensione svanirà ben presto e ti sentirai molto meglio.

Puoi aiutare una persona tesa con un sorriso: si sentirà subito molto meglio.
“Inspirando sorrido. Espirando, lascio andare la tensione.”

Inspirando forse ti renderai conto di essere arrabbiato per quello che ti ha detto o fatto la persona che ami; espirando sorridi perché sai di essere capace di abbracciare quelle sue parole o azioni e di stare in pace.

Scriviti questa frase su un pezzetto di carta delle dimensioni di una carta di credito e mettilo nella borsa o nella cartella che porti al lavoro:
“Anche se in questo momento sono arrabbiato con la persona che amo, nel profondo so di essere capace di essere pace.”.
Poi, quando stai per perdere il controllo di te, tira fuori il bigliettino, leggilo e mettiti a respirare in consapevolezza. È essenziale agire rapidamente, prima di far danno a se stessi e alla persona amata. Quando ne avrai bisogno tira fuori il promemoria, leggilo e ritorna alla pratica.

Le Vie del Benessere Le Vie del Benessere 

Rimedi facili di salute perfetta

 

Giorgio Lombardi

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Consigli pratici e concreti per curarsi da sé con l’energia della piramide, i Fiori di Bach, la musica, l’alimentazione, la respirazione, i massaggi, lo yoga, il pensiero positivo, il sorriso, il dormire bene…
Un viaggio nelle medicine naturali per cominciare a praticare.



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Mar 16

Massaggi che parlano al cuore

«Come l’aurora boreale vibra nel cielo notturno,
così reagisce la nostra energia vitale, emana luce
e si muove nel campo di energia della mano che ci tocca.
Un contatto può farci stare nuovamente bene,
e dare nuovo impulso alla nostra energia vitale

Per nove mesi, un bambino, è coccolato e cullato al caldo dentro il pancione e rassicurato dai suoni interni come il battito del cuore, lo stomaco e le voci della mamma e del papà. Alla nascita questo suo piccolo mondo viene stravolto e perde quel rassicurante contatto e contenimento che aveva all’interno del pancione.
Per rendere più sicuro e meno spaventato il bambino dalla conoscenza del mondo è molto utile e bello iniziare a toccarlo.

Margarita Klein, autrice del meraviglioso libro “Massaggi che parlano al cuore” ci insegna l’importanza del tocco.
Nel libro sono infatti spiegate con chiare immagini le fasi di diversi massaggi neonatali, per donare al proprio figlio quelle sensazioni che per nove mesi gli hanno dato sicurezza.
Il contatto è un legame energetico unico tra la vita intrauterina e quella esterna, aiuta la mamma a creare un legame di comunicazione, aiuta a comprendersi e conoscersi in una relazione nuova unica.
I benefici della costanza nel praticare i massaggi al bambino saranno molti, il piccolo sarà più sereno e tranquillo, il sonno sarà più regolare e più lungo oltre ad una serie di sequenze di massaggi utili per aiutarlo in caso di pianti per i nuovi dentini, mal di testa, raffreddore e tosse, asma, oppure potrà essere anche più semplicemente un modo diverso di divertirvi con il bambino con delle storielle create giocando sulla pelle.

“I primi nove mesi della sua vita, il bambino li trascorre cullato nell’abbraccio della mamma.
Poi nasce. E ricerca quell’abbraccio, per stare bene, Per sentirsi al sicuro.”

Molti pensano che massaggiare richieda una grande preparazione, ma in questo caso basta l’amore che ogni mamma e papà hanno per il loro bambino. Scoprite il momento giusto per voi e per lui e dedicate il tempo necessario a questa attività. Non negatevi questi momenti di comunicazione, unici, con il vostro bambino. A volte le faccende domestiche possono essere rimandate, il mondo va avanti lo stesso!

“Un massaggio può essere per voi e per lui un momento
di tranquillità quotidiana per rilassarvi e ritemprarvi insieme.”

L’autrice ci spiega come il massaggio può anche essere un terapeuta famigliare. Sì perchè talvolta i rapporti genitori e figli sono difficili e la comunicazione.
Grazie al massaggio, si può osservare e ascoltare ciò che il bambino vi risponde, ovviamente nella sua lingua, con uno sguardo che vi sembrerà scettico o con un sorriso felice, in entrambi i casi anche se il vostro bambino è ormai cresciutello, tranquillizzatelo, parlategli e descrivete ciò che state facendo, la vostra voce e il vostro tocco gli permetterà di abbandonarsi con fiducia.

“Il contatto da pelle a pelle è come un dialogo intimo:
la pelle può raccontare molto e le mani possono ascoltare e dare risposte”

Non fatevi mancare questi unici e dolci momenti con il vostro bambino, che sia un neonato o già grandicello.
Abbandonatevi l’uno all’altro e il legame tra voi sarà più intenso, date più spazio al contatto fisico e scoprirete fin da subito la profonda efficacia del tocco.
Il massaggio vi permetterà di consolidare la relazione genitori e bambino, un caldo abbraccio, una stretta affettuosa possono esprimere molto più di qualsiasi  discorso.
Un massaggio o una carezza lieve dopo una giornata lunga e faticosa sono un toccasana per tutti.

Con l’augurio di trovare ogni giorno il tempo per massaggi che parlano al cuore, …per massaggi d’amore.

Massaggi che Parlano al Cuore Massaggi che Parlano al Cuore

 

 

Margarita Klein

 

 

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Il massaggio, praticato prima alla madre durante la gravidanza, e insegnato dopo il parto, consiste in una serie di tocchi delicati e leggeri come «ali di una farfalla». E’ la madre che tocca il proprio bambino, sperimentando direttamente con il piccolo questo tipo di comunicazione profonda. Imparando a massaggiare con attenzione e sensibilità, i genitori migliorano la relazione, profondamente corporea, che «nutre» i propri figli. In questo modo il massaggio può diventare un momento importante della vita quotidiana familiare, un rituale affettuoso per sanare conflitti e tensioni e favorire la comprensione reciproca.

Con un linguaggio chiaro e poetico, Margarita Klein guida i lettori a praticare passo a passo i singoli massaggi nelle diverse situazioni: dalla cura di un neonato e di un bebé, come occasione di gioco e di divertimento attraverso il racconto di «storie sulla pelle», ma anche come pratica in grado di alleviare disturbi psicologici e fisici.

Questo libro è in grado di parlare sia ai genitori che condividano il desiderio di contatto con i figli, sia a lettori più «tecnici» come medici, psicologi infantili, educatori, insegnanti, psicomotricisti, fisioterapisti e operatori del parto.

 



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