Set 27

L’Ananda Yoga, sviluppato da Swami Kriyananda, è dedicato a creare armonia tra corpo, mente e anima. Il suo obiettivo primario è aumentare la nostra consapevolezza ed elevare la nostra coscienza.

Swami Kriyananda, il fondatore dell’Ananda Yoga, scrive:

Lo Yoga, in quanto unione, implica una perfetta armonia di corpo, mente e spirito.

A livello fisico, implica una salute splendente.

A livello mentale, implica l’armoniosa integrazione della personalità, e la corrispondente eliminazione dei ‘complessipsicologici.

A livello di anima, lo yoga porta all’unione del piccolo con il più grande Sé, all’unione dell’ego con la vastità della Coscienza Cosmica, e dell’anima individuale con la sua Sorgente infinita: Dio. – Swami Kriyananda, dall’articolo “Cos’è lo Yoga?”.

Il nostro corpo
L’Hatha yoga è uno dei migliori sistemi conosciuti dall’uomo per alleviare i problemi fisici. Crea una sensazione di salute, benessere, armonia ed equilibrio, sia durante la pratica che dopo. Le posizioni yoga (asana) riducono lo stress ed eliminano le tensioni fisiche e mentali; abbassano la pressione alta e migliorano la circolazione del sangue; stimolano il funzionamento degli organi interni, della digestione, dell’eliminazione e del metabolismo; rafforzano il sistema nervoso, quello immunitario e quello endocrino; migliorano il sonno; aumentano la vitalità e l’agilità.

L’Ananda Yoga utilizza movimenti dolci e naturali che richiedono al sistema corporeo una tensione minima, ricavandone il massimo beneficio. Le posizioni yoga, lontano dall’essere un sistema di vigorosi esercizi ritmici, aiutano ad armonizzare il corpo in accordo con le leggi naturali. Lo yogi impara a sviluppare le proprie capacità latenti, piuttosto che a dipendere da qualcosa di esterno per ottenere il benessere fisico.

La nostra mente
Il frutto della pratica dello yoga dovrebbe essere un sentimento di pace interiore, di rilassamento mentale, e il fiorire delle nostre più pure qualità interiori: risvegliamo ciò che già abbiamo dentro.

Con ogni posizione yoga esprimiamo e sperimentiamo attivamente una specifica qualità interiore. La posizione dell’albero (vrikasana), per esempio, ci conduce naturalmente verso una sensazione di centratura e calma. Nell’Ananda Yoga potenziamo la qualità di ogni asana attraverso l’uso di affermazioni specifiche. In vrikasana, per esempio, affermiamo silenziosamente: “Sono calmo, sono sereno!”. L’uso di affermazioni appropriate per ogni asana rende l’Ananda Yoga unico nel suo campo.

La nostra anima
Il frutto finale della pratica dello yoga dovrebbe essere una sensazione di ricettività, quiete, interiorizzazione. L’Ananda Yoga dirige l’energia (prana) verso l’interno e verso l’alto, conducendoci naturalmente a uno stato meditativo e alla comunione interiore.

I profondi Yoga Sutra, o aforismi, di Patanjali sono stati considerati per millenni come la Scrittura definitiva sullo yoga. Egli scrisse: “Yogas chitta vritti nirodh – Yoga è la neutralizzazione dei vortici di chitta”. Lo yoga è la neutralizzazione delle emozioni dell’ego: quando queste vengono calmate, lo yogi realizza che egli è, ed è sempre stato, uno con l’Infinito e che la sua consapevolezza di questa realtà era ristretta solo dalla sua infatuazione per la limitazione.

Lo scopo più elevato dello yoga consiste semplicemente nel mettersi in una posizione che consenta di sentire pienamente lo Spirito riversarsi dentro di sé. Se la grazia di Dio non viene percepita nella vita di tutti i giorni, non è a causa dell’indifferenza divina, ma perché le energie e l’attenzione dell’uomo sono dirette altrove.

Le posizioni yoga dovrebbero quindi essere praticate con un senso di venerazione, se si vuole trarre da esse il massimo beneficio. Esse furono create non da allenatori di calcio o da insegnanti di educazione fisica, ma da grandissimi saggi che riconobbero in certe posture l’espressione esteriore di movimenti interiori dell’anima.

Sviluppare la nostra consapevolezza

Lo scopo primario dell’Ananda Yoga è lo sviluppo di una più alta consapevolezza. Esso insegna:

  • il passaggio graduale dalla consapevolezza fisica alla consapevolezza dell’energia (prana) nel corpo
  • la consapevolezza dello stato mentale, dei pensieri e degli atteggiamenti
  • la consapevolezza della nostra natura interiore più profonda, l’anima.

Nell’Ananda Yoga, le posture sono lo strumento che conduce a graduale scoperta interiore; consideriamo gli asana come un’avventura verso la consapevolezza.

In breve
La felicità a tutti i livelli è l’obiettivo più vero della nostra pratica. La più alta felicità interiore è chiamata Ananda (che in sanscrito significa beatitudine). La nostra tradizione Yoga si chiama, quindi, Ananda Yoga. Ananda non è un luogo fuori di noi: è un luogo interiore.

Fonte del testo:  http://www.ananda.it

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L'Automotivazione

«Un uomo, se ci crede veramente, può diventare re» disse Casanova. Il senso di questa frase è da rinvenire tra le righe. Un re non deve possedere necessariamente un Regno per sentirsi tale.

Può essere re un parroco che riempie tutte le domeniche la sua chiesa; un commerciante che vede il proprio negozio affollato da una clientela soddisfatta; un docente che vede i propri allievi interessati e propositivi.

Dapprima dobbiamo credere noi stessi di essere un re, poi gli altri. Se noi stessi non abbiamo un buon concetto di noi, potranno mai averlo gli altri? Chi non crede di poterlo essere, non lo diventerà mai!

Per Henry Ford «il successo risiede prima nella mente, poi in tutto il resto; ma pochi lo sanno». Ford stesso ebbe le prime due attività imprenditoriali dagli esiti fallimentari, ma la terza fu ben altro.

Simile pensiero anche per il barone Bich, delle omonime penne da scrivere e non solo: «prima ci ho creduto; poi l’ho voluto; infine mi sono semplicemente dato da fare».

Siamo noi, con i nostri pensieri, le nostre convinzioni, i nostri modi di fare, a condizionare e indurre la nostra condizione e quindi il nostro destino.

Volere è potere.

Ma cosa si vuole realmente? Per analizzare i nostri desideri dobbiamo procedere per passi, step by step.

Primo passo

Cosa vogliamo e che prezzo sia disposti a pagare? Molti si fermano al desiderio. Distinguiamo pertanto i desideri (inutili e onirici) dagli obiettivi (utili, ma da conquistare con sacrifici e fatica).

Ora iniziamo a delineare ciò che al di là di ogni altra cosa realmente vogliamo.

Come porsi gli obiettivi? Trovare i nostri reali obiettivi richiede una accurata analisi di noi stessi. Ripensiamo ai momenti più felici della nostra esistenza e scriviamoli su un foglio così come ci vengono in mente. Realizziamo così una lista.

Ora analizziamo la lista dei nostri momenti d’oro, cercandone la essenza profonda. Trovato il comun denominatore dei nostri momenti felici, abbiamo individuato la leva della nostra futura motivazione. Siamo cioè appagati dal plauso di chi ci conosce oppure da una attività solitaria e indipendente.

Iniziamo ora a delineare un nostro profilo: vorremmo essere ricchi, famosi, indipendenti, altruisti… Sempre sullo stesso foglio scriviamo anche quello che ci piacerebbe possedere: casa, villa, automobile, piscina… Attenzione a scegliere cose che vogliamo realmente. Se scegliamo desideri e non obiettivi, non ci impegneremo a sufficienza per perseguirli, non sentendone una sufficiente motivazione!

Ora sappiamo quello che vogliamo e come ottenerlo! Selezioniamo dal primo elenco secondo criteri di compatibilità con la seconda lista. Abbiamo l’obiettivo e il mezzo da raggiungere. Abbiamo una meta da raggiungere.

Per riuscire a fare quello che vogliamo, dobbiamo abituarci a controllare i nostri stati d’animo, oltre a pregiudizi e convinzioni personali. Dominare i nostri stati d’animo e mantenere un atteggiamento positivo anche innanzi agli eventi più negativi. Tutto è sta in noi: dalla convinzione di poter vincere, alla determinazione di riuscirci.

Semplici tecniche per automotivarci

1. GIUSTA ANALISI: ogni situazione può essere vissuta in due modi, uno dei quali à’ quello positivo. Solo gli aspetti positivi interessano noi, solo quelli!

2. IMITAZIONE : scegliamo un modello al quale ispirarci; conformiamoci al suo modo di essere. Il Panglos del Candido di Voltaire ne e’ un esempio!

3. ANCORAGGIO : tesaurizziamo una esperienza positiva dentro di noi; richiamiamola alla mente al delinearsi di eventi negativi.

Fonte: http://www.viveremeglio.org

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