Nov 10

Affermazioni positive: amare la vita - Louise Hay

Riconoscere l’importanza delle nostre azioni e l’influenza della nostra energia equivale a dire che benedire i propri figli quando li facciamo scendere dalla macchina ha delle conseguenze.

Inviare amore all’impiegato dell’ufficio postale o al dipendente del supermercato produce degli effetti. L’intenzione di passare una splendida giornata con i propri colleghi di lavoro comporta dei risultati. Ognuna di queste azioni contiene la promessa di rendere il mondo un posto migliore, se concentriamo e inviamo l’energia nella giusta direzione.

Le opportunità di inondare la propria mente di pensieri positivi durante la giornata sono tantissime“, dice Louise.

E’ molto semplice. Nel corso della giornata, sorridi e dì a te stesso frasi del tipo:

Amo la mia vita

Amo questa giornata.

La vita mi ama.

Adoro le giornate in cui splende il sole.

E’ meraviglioso sentire l’amore nel mio cuore.

Tutto quello che faccio mi procura gioia.

Questi pensieri ti daranno modo di vivere un’esperienza completamente nuova.

 

Tratto da Puoi Vivere una Vita Straordinaria! di Louise Hay e Cheryl Richardson.

Puoi Vivere una Vita Straordinaria - Louise Hay Puoi Vivere una Vita Straordinaria!

 
Louise Hay, Cheryl Richardson

 

 

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Puoi Vivere una Vita Straordinaria ci insegna che siamo stati creati da un’energia universale, una forza divina, che ci sostiene, ci connette l’uno con l’altro e agisce in armonia con i nostri pensieri, parole e azioni plasmando le nostre esperienze di vita.

Dopo 25 anni e oltre 50 milioni di copie vendute, Louise Hay torna con un nuovo eccezionale Best Seller. Louise e Cheryl ti aiutano ad aprire il cuore e la mente. Ti forniscono i giusti supporti per creare la vita che hai sempre sognato.

 



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Ott 22

Il Libro del Talento - Scopri il tuo talento

Con quali parametri misuri il tuo benessere?
Su cosa punti per condurre una buona esistenza?
Quanto puoi incidere nel determinare il successo o l’insuccesso della tua vita?
In particolare, nella costruzione del successo personale e professionale contano, secondo te, i talenti?

Come afferma Cristiano Ghibaudo, nella sua ultima opera, Il libro del talento, solitamente a questa ultima domanda rispondiamo affermativamente, salvo poi rimanere incerti quando dobbiamo riconoscere ed elencare i nostri di talenti ;)

“Ciascuno di noi nutre il profondo desiderio e l’ambizione di avere una vita buona.
[..]Siamo quindi spesso alla ricerca di sfide ritenute via via necessarie al fine di raggiungere quella
condizione interiore di appagamento e gratificazione che ci rende persone soddisfatte, e quindi felici.”

L’autore, formatore e coach, ci presenta una favola che ha come protagonista una rana, Lara, alle prese con infelicità e frustrazione che stanno soffocando la vita nello stagno in cui sta con le compagne.

Attraverso il loro vivere quotidiano ne esplora significati e implicazioni; offrendo a noi lettori un bel po’di spunti per una riflessione personale e per capire come individuare e coltivare i propri talenti e cosa molto carina, anche quelli delle persone che ci vivono accanto, marito, moglie, compagno, figli, amici, famigliari…

A volte capita che ci troviamo di fronte ad un muro che, perchè pur avendo raggiunto risultati professionali significativi, riconosciuti socialmente e in molti casi invidiabili, ci sentiamo delusi rispetto a quanto avevano sperato di ottenere al termine del percorso intrapreso.

«Come mai non sono soddisfatto come mi sarei aspettato?
Eppure ho raggiunto ciò che desideravo, e mi è costato parecchi sforzi!»
è la domanda che ci frulla nella mente troppo spesso..

Forse oggi è venuto il momento di abbandonare le vecchie logiche ed imparare a dare il meglio di noi stessi partendo da ciò che siamo.
Dobbiamo cioè semplicemente imparare a spenderci in pienezza e per riuscirci possiamo cambiare la chiave di lettura della nostra vita, senza porci limiti di età.

Questo nuovo modo di vedere le cose ci dà la possibilità di cambiare la prospettiva della nostra vita fin da subito.
Gribaudo afferma infatti:
“Ognuno di noi può diventare esploratore di se stesso,
per scoprire la vera natura del proprio talento:
un dono da coltivare con cura e tenerezza nelle diverse stagioni della vita,
dentro e fuori il lavoro.”

E’ un percorso bellissimo per ritrovarci esploratori di noi stessi,
per scoprire la vera natura di quel bene prezioso che sta nel profondo di noi:
un dono, che a volte pensiamo di non avere, solo perchè è da coltivare in ogni stagione della vita :)

E se alla domanda, “Dimmi i tuoi talenti“… ti fermi a pensarci e ti pare di non averne, pagina dopo pagina cambierai felicemente idea!

Lasciati guidare da questa “favola”..
Spero davvero che tu ti lasci trasportare, come ho fatto io, e che la lettura delle avventure di Lara la Rana e delle sue compagne, alle prese con i problemi che colpiscono lo stagno in cui vivono, possa offrirti numerosi nuovi spunti per riflettere sul modo in cui maneggiare e sfruttare ogni giorno il tuo talento e quello delle persone che ti sono vicine.

Buona lettura, alla scoperta del tuo talento!

Il Libro del Talento Cristiano Ghibaudo Il Libro del Talento

Trovare e coltivare il proprio e quello altrui, nel lavoro e nella vita

Cristiano Ghibaudo

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Ott 15

Svezzamento bambini - Il mio bambino non mi mangia

“Fidati di tuo figlio.
Dopo nove mesi di attesa, alla fine hai in braccio tuo figlio.
Per non avere conflitti fin dall’inizio, fidati di tuo figlio.
Tuo figlio sa se ha fame, l’orologio no.”

Mamme e papà quante volte, vi siete detti, “io non sarò apprensivo per l’alimentazione di mio figlio“?
Mamme e papà quante volte poi siete andati in tilt dopo giorni di rifiuto delle pappe?
Mamme e papà quanto siete stanchi di sentirvi dire cosa fare da nonni, zii, cognati, prontissimi ad elencarvi i loro consigli?
Mamme e papà in molti han detto ..”se solo l’avessi letto prima avrei vissuto più serenamente quei momenti..

Mamme e papà questo è il momento di ascoltare le parole di un’esperto pediatra, ironico, rassicurante, reale, sensibile e attento alla salute dei bambini.
Tutti i suoi libri sono unici e semplicemente stupendi e piacevoli nella lettura…

Il mio bambino non mi mangia“ di Carlos Gonzalez è assolutamente da leggere, parola di molte mamme..e papà!

L’autore è molto diretto e pratico, e nel chiarire i dubbi delle mamme utilizza le lettere ricevute dalla sua rubrica sull’allattamento materno (della rivista spagnola Ser padres).

I bambini vengono spesso costretti, con ricatti, con le buone o con le cattive a finire il piatto.
Serve davvero?
O si crea solo un rapporto malsano con il cibo?
Immaginate se veniste costretti a mangiare anche quando non ne avete bisogno?
Come vi sentireste?

Il concetto principale è, e sempre sarà:
non obbligare tuo figlio a mangiare, non obbligarlo mai con nessun metodo, in nessuna circostanza e per nessun motivo”, infatti Gonzalez ci spiega come l’inappetenza sia un problema di equilibrio tra ciò che un bambino mangia e quello che la sua famiglia spera che mangi.
Non costringere i nostri figli a mangiare è quindi il metodo per sviluppare in loro un sano appetito: mangeranno quello che avrebbero comunque mangiato risparmiando a noi genitori la sofferenza, la tensione e le liti che accompagnano l’ora del pasto.

Cosa ancora più interessante che ci racconta lo scrittore con precisione nel libro “Il mio bambino non mi mangia“ è come il ritmo di crescita dei bambini allattati al seno sia diverso rispetto a quello di chi viene allattato al biberon, evidenziando come i grafici delle curve di crescita non sono comunque validi per tutti nello stesso modo. Ogni bambino è un mondo a sè :)
Il pediatra, sdrammatizza il problema e indicando regole chiare di comportamento, tranquillizza quelle madri che vivono il momento dell’allattamento e dello svezzamento come una questione personale, con angustia e sensi di colpa se il bambino non aumenta di peso come da “standard”

“Sono molti i motivi per cui alcuni bambini mangiano più o meno di altri.
Influiscono naturalmente l’età, le dimensioni, la velocità di crescita, l’attività fisica…
Tutti conosciamo persone che mangiano “come un uccellino” e altre che “non si sa dove mettono il cibo”.

Però, a volte, si può creare un malinteso: cosa intendi per mangiare poco?”

Insomma, in questo libro, Gonzales incoraggia, tranquillizza, rasserena, dà fiducia alle mamme e, con gran senso dell’umorismo, “si prende gioco” della loro paura costante riguardo l’inappetenza dei loro pargoli.
Probabilmente dovrebbero leggerlo anche diversi pediatri italiani e imparare un po’ da lui, il modo di rassicurare i genitori che alla fine hanno sempre gli stessi dubbi e le stesse paure. Che ne dici?! :)
A mio giudizio e di migliaia di lettori, questo è il miglior libro sull’autosvezzamento e crescita del bambino e paturnie dei genitori;)

Ricorda find’ora che una volta escluse possibili patologie, anche i bambini inappetenti arrivano prima o poi a trovare la loro strada per la buona tavola.
L’importante è non cedere al pasto continuo, riconcorrendoli per casa con il cucchiaio purché raggiungano quello che noi pensiamo sia il giusto livello di calorie da ingerire, o al far mangiare loro schifezze varie purché mangino, così come al cibo-spazzatura come premio.
Non preoccuparti, significa che o non gli piace o non ha bisogno di quel tipo di nutrienti in quel momento. ;)

Buona lettura anche a te che hai deciso di fare un grande regalo a tuo figlio per tutta la vita:
permettendogli di mangiare secondo le sue necessità e non secondo una tabella di calorie! :)

I nostri piccoli bimbi hanno un ottimo istinto di autoregolazione, gli obblighi non fanno altro che rovinarlo.
Cresciamo con loro ma sopratutto fidiamoci di loro.

Il Mio Bambino non mi Mangia Il Mio Bambino non mi Mangia

 

Consigli per prevenire e risolvere il problema

Carlos González

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La madre si prepara a dare da mangiare a suo figlio mentre lo distrae con un giocattolo. Lei prende un cucchiaio e lui, subito, predispone il suo piano strategico contro l’eccesso di cibo: la prima linea di difesa consiste nel chiudere la bocca e girare la testa. La madre preoccupata insiste con il cucchiaio. Il bambino si ritira allora nella seconda trincea: apre la bocca e lascia che gli mettano qualsiasi cosa, però non la inghiotte. I liquidi e i passati gocciolano spettacolarmente attraverso la fessura della sua bocca e la carne si trasforma in un’immensa palla.

Questa situazione, più caratteristica di un campo di battaglia che di un’attività quotidiana, illustra con umorismo la tesi centrale di questo libro: l’inappetenza è un problema di equilibrio tra quello che un bambino mangia e quello che sua madre si aspetta che mangi. Mai obbligarlo. Non promettere regali, non dare stimolanti dell’appetito, né castighi.Il bambino conosce molto bene ciò di cui ha bisogno.

Le mamme impareranno a riconoscere:

  • l’importanza dell’allattamento al seno;
  • quello che non bisogna fare all’ora dei pasti;
  • i luoghi comuni e i falsi miti legati allo svezzamento…
  • e soprattutto a rispettare le preferenze e le necessità del loro bambino.

Con prefazione de La Leche League (Lega per l’Allattamento Materno)



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