Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
“È la domanda più importante da fare. È il cuore stesso del mio intero sforzo. È il grembo stesso da cui la nuova religiosità prenderà vita.
Ma è difficilissimo da tradurre in parole. Dire qualcosa sulla meditazione è una contraddizione in termini.
È qualcosa che puoi avere, che puoi essere, ma per sua stessa natura non puoi parlarne.
Eppure, sono stati fatti molti sforzi per trasmetterla in qualche modo…”
“La meditazione non è contro l’azione. Non è che si debba fuggire dalla vita.
Ti insegna semplicemente un nuovo stile di vita: diventi il centro del ciclone.
La tua vita prosegue, di fatto diventa ancora più intensa, con più gioia, più chiarezza, una visione più ampia, più creatività, eppure tu resti distaccato, un semplice osservatore sulla collina, che si limita a vedere tutto ciò che accade intorno a sé…”
Il Dr. Schussler è stato il fondatore, oltre un secolo fa, di un innovativo sistema di preparati terapeutici cellulari, a cui diede il nome di Biochimica. Il suo metodo, si basa sulla valorizzazione dei minerali e sull’ importanza che essi rivestono nel il corretto funzionamento del nostro metabolismo. Il suo pensiero è semplice e lineare, ma tremendamente corretto: “non c’è osso senza calcio, non c’è sangue senza ferro, cartilagine senza silice“.
La malattia è sempre associata ad una carenza (fisica o funzionale) di un qualche minerale. Decenni dopo, queste sue intuizioni sono state ampiamente dimostrate anche a livello scientifico, mettendo in correlazione le varie funzioni specifiche di ogni minerale.
I 12 Sali Minerali essenziali
I minerali essenziali, sono solo 12. Sono stati individuati a seguito di calcinazione cellulare (la calcinazione è un processo di riscaldamento ad alta temperatura, protratto per il tempo necessario ad eliminare tutte le sostanze volatili da un composto chimico).
Sono questi i Sali primari: una loro alterazione porta al disequilibrio e conseguente alterazione che porta alla malattia. Il trattamento con i Sali di Schussler prevede l’assunzione di uno o più Sali in base alla specifica problematica in grado di ripristinare il normale rapporto e funzionalità tra minerali e quindi, di mettere nelle condizioni ottimali la cellula che è il più importante laboratorio di biochimica del nostro corpo.
L’ innovazione apportata dal Dr. Schussler: l’Omeopatia si avvicina alla Biochimica
Il Dr. Schussler verificò che era possibile ricavare rimedi con un efficacia di molto a quella delle sostanze minerali di partenza. Il processo di preparazione è di tipo omeopatico, ossia caratterizzato da diluzione e potenziamento.
Sali di Shuessler: Immunplus per il sistema immunitario
Un sistema immunitario efficiente e reattivo è fondamentale per affrontare il cambio di stagione con i malanni associati come influenza e patologie respiratorie. I Sali di Schussler possono contribuire a sostenere le nostre difese in modo rapido ed immediato a tutti, senza controindicazioni.
Ad ogni cambio di stagione il nostro organismo, oltre a far fronte ai soliti stress (lavoro, studio, sport, alimentazione scorretta, ecc.) deve predisporsi ad una maggior capacità di adattamento al cambiamento climatico. Per far ciò, ogni giorno, consuma risorse metaboliche e nutrizionali. Se queste ultime non vengono recuperate con un’alimentazione corretta, un sonno ristoratore ed un adeguato riposo settimanale, il nostro organismo sarà più vulnerabile ai cambi di stagione.
In un soggetto che facilmente presenta ricorrenti problemi a carico dell’apparato respiratorio e cutaneo con predisposizione a catarri, stati di raffreddamento, ecc., è fondamentale controllare l’equilibrio acidobase, seguire un’alimentazione bilanciata di proteine animali ed eventualmente escludere alimenti stresso geni (es. grassi animali, zuccheri raffinati) in quanto questi soggetti possono essere caratterizzati da maggior accumuli metabolici con una deficitaria eliminazione dell’acido urico, sovraccaricando così il tessuto connettivo.
La proposta Nuova Era: Immunplus
La New Era produce i Sali di Schussler dal 1923 secondo la formula originale. La New Era è specializzata non solo nella produzione dei Sali di Shuessler, ma anche di specifici complessi sinergici ottimizzati per il supporto di determinate condizioni fisiche, frutto di numerosi studi ed esperienza condotte sul campo. L’Immunplus è un esempio concreto di questa ricerca, ottimizzato per stimolare il Sistema Immunitario e contrastare gli effetti di patologie respiratorie come tosse e broncospasmo.
Le tre azioni di Immunplus. Silica, Maghesium, Natrum
Modulazione immunologica (Silica): Il biossido di silicio esplica numerose funzioni nell’organismo, sostenendo i tessuti connettivi, favorendo la convalescenza e la riparazione dei tessuti. A livello dell’apparato linfatico attiva i fagociti e il drenaggio linfatico
Azione metabolica (Maghesium Phosphoricum): Modula la trasmissione dell’impulso nervoso sulle muscolature lisce e striate. La carenza di Magnesio ha effetti negativi sul ritmo sonno veglia, sul sistema gastro-enterico ( coliti, stipsi )
Nutrizione cellulare (Natrum muriaticum): Il cloruro di sodio regola il metabolismo dei liquidi.
Questi risultati sono il frutto della combinazione dei tre sali che compongono la formula.
I vantaggi di Immunplus:
1 – Si risparmiano soldi: in un solo prodotto si ha l’effetto combinato di 3 sali, ad un costo inferiore e con una maggiore praticità d’ uso.
2 – La formulazione è testata e collaudata da un’azienda storica che hanno fatto della produzione di Sali Di Schussler una vera e propria missione.
3 – Tutti possono usarla, indipendentemente dall’età e non ha controindicazioni.
Maurizio Grandi è un luminare che il mondo ci invidia. Lavora a Torino, tratta i pazienti da amici e ha ottenuto risultati straordinari.
Immaginate un oncologo che riceve i pazienti parlando della bellezza della vita e che quando li dimette li ringrazia per avergli permesso di condividere la loro gioia e il loro dolore. Un oncologo che considera una benedizione le scoperte scientifiche, ma che quando cura non si limita alla chemioterapia e alla radioterapia.
Va oltre. Sa che l’anima di ognuno di noi non è scollegata dalle cellule e dunque un tessuto cancerogeno difficilmente potrà guarire se lo spirito resta malato.
Quel medico si chiama Maurizio Grandi ed è un luminare.
Specialista in oncologia clinica e in altre cinque discipline mediche, docente universitario in Italia e all’estero, medaglia d’Oro dell’oncologia a Roma, Gran Croce Cristoforo Colombo del Congresso degli Stati Uniti d’America e ha guidato il Laboratorio della ricerca della vita.
Eppure in Italia è praticamente sconosciuto. Quando glielo fai notare, risponde: «Meno male» e capisci subito che la sua non è falsa modestia, ma un approccio coerente con la sua personalità. Non cerca la popolarità, né le polemiche. Eppure i suoi risultati sono davvero straordinari; quasi miracolosi.
Tanto più che, contrariamente a medici famosi e controversi (a cominciare da Di Bella) non pretende di aver inventato cure miracolose. Al contrario. Il suo segreto è metodologico. Non si limita alla chemio e alla radioterapia, ma scava nel passato attingendo alla medicina tradizionale e ad altre discipline, che in apparenza nulla condividono con l’oncologia.
Oggi ha 58 anni e rappresenta una famiglia che esercita la professione da 8 secoli, per l’esattezza dal 1200. Maurizio Grandi opera nel proprio poliambulatorio, un edificio alla periferia di Torino, soprannominato «La Torre», che però del non sembra una struttura clinica, bensì un condominio.
Il suo gabinetto appare come un appartamento, arredati con buon gusto. Quando il paziente entra ha la sensazione di visitare un amico.
E come un amico viene ricevuto. Maurizio Grandi non ha mai fretta. E visita a modo suo, per un’ora, se necessario anche due. Osserva la postura del paziente, lo fa parlare di sé, della sua famiglia, delle sue preoccupazioni per intuire il suo stato d’animo. E, soprattutto, conquistarne la fiducia. Ritiene indispensabile stabilire un’«alleanza terapeutica» per «mettere insieme il malato con il suo cuore, con la famiglia, con se stesso, con le istituzioni, compreso il medico, perché solo a quel punto può cominciare la lotta contro il male».
La cartella clinica è fondamentale, «ma non esaustiva», aggiunge. E le terapie più moderne non sempre vincenti. «Capita spesso che si formino fenomeni di chemioresistenza, di ormonoresistenza. E allora che cosa fai?». Alcuni medici scelgono l’accanimento terapeutico, altri s’arrendono, passando alle cure paliative. «A me piace ipotizzare altre strade – spiega – non per sostituire l’esercito terapeutico, ma per rafforzare le sue chance di riuscita, per superare la cinta muraria dei chemioresistenti. Quando tutto sembra perduto bisogna trovare il cavallo di Troia, il pertugio insperato, il modo per far suicidare le cellule nemiche o per convincerle a far la pace».
Come? Ad esempio con la fitoterapia, ovvero l’utilizzo di piante e dei loro derivati. «L’ho scoperta quando ero ricercatore a Parigi (e già considerato uno dei cinque migliori giovani oncologi di Francia, n.d.a) e non l’ho mai abbandonata». E poi con l’immunologia, la fisiochinesiterapia (una forma di terapia fisica e manuale), l’etnomedicina, la medicina ambientale. Il suo arsenale include anche le regenoterapia, basata sullo scambio ionico dei bio-elementi, attraverso l’emissione di radiofrequenze «dedicate».
Non si stanca di precisare che queste non rappresentano un’alternativa alle cure moderne, ma un complemento per rafforzarne le chance di riuscita. E quando è sicuro che hai capito bene va oltre. Spiega che il grande medico è colui che asseconda il proprio intuito, «come facevano i luminari del Settecento e dell’Ottocento che pur privi di strumenti sofisticati erano dei grandissimi diagnosti, perché ascoltando la voce interiore giungi a diagnosi che poi l’analisi confermerà». L’intuito anticipa e instrada, esalta le capacità del medico, il cui talento non è mai solo razionale, ma impalpabile, istintivo, subliminale. E flessibile, con se stesso e con gli altri. L’opposto della medicina in serie e di massa.
É convinto che il tumore rappresenti «una perdita di integrità, il venir meno dell’unità interna e del riconoscimento del sé e del legame del sé con gli altri» e che per combatterlo occorra ristabilire la propria armonia interna. La Fede aiuta moltissimo, Grandi insegna ad ascoltare il proprio corpo e il proprio spirito, ad esempio «riattivando i cinque sensi, di cui spessiamo perdiamo la consapevolezza». Dimostra come musica, carezze, profumi, immagini diano sollievo, gioia, forza interiore.
Diversi pazienti considerati spacciati, affidandosi a lui sono guariti, altri sono riusciti a bloccare la malattia per anni. E oggi, naturalmente, lo adorano. Non tutti, ovviamente, ce la fanno. Maurizio Grandi non è un guru, né uno sciamano, bensì solo un medico dalla mente molto aperta. E anche quando il viaggio dei pazienti è alla fine, lui continua a sostenerli, sollecitandoli a mostrare la parte migliore di sé proprio nell’ora più difficile. Insegna ad accettare la fine con un sorriso pieno, solare. Il sorriso di chi ha capito tutto.