Set 14

Che cos’è la realtà?

Che cos’è la realtà?

Ho notato che alcune persone a volte pensano che fare domande come: «Che cos’è la realtà?» sia inutile e che non abbia a che fare con le realtà quotidiane. Ma supponiamo per un momento che il nostro mondo “là fuori” sia costruito dalla nostra percezione. Come possiamo modificare il fondamento che sta creando quel mondo? Proviamo a cambiare le cose “là fuori” nel mondo? Bene, questo è ciò che la maggior parte di noi continua a fare, e non funziona mai. Non avete mai provato a fuggire da una situazione per scoprire che i vostri problemi vi hanno seguiti?
Ovvio che l’hanno fatto. Ciò accade perché non vi lasciate alle spalle il vostro sistema nervoso.
Continuate a reagire allo stesso modo agli stessi vecchi stimoli. E allora, c’è un modo migliore? Sappiate questo: la realtà ha del tutto a che fare con noi.

La più grande e vera delle realtà possibili: quella della coscienza

Il dottor Newberg sostiene che le persone che vivono una profonda esperienza mistica e poi “ritornano indietro” nel mondo ordinario continuano a percepire quella realtà come più reale, sentono che essa rappresenta la forma di realtà più autentica e fondamentale; il mondo materiale in cui viviamo per loro è una realtà più secondaria.

Per questo il dottor Newberg aflerma che: «Dobbiamo veramente prendere in considerazione la relazione tra la coscienza e la realtà materiale… che il mondo materiale possa o non possa effettivamente derivare da una realtà conscia, o che sia addirittura la coscienza stessa ad essere la sostanza fondamentale dell’universo».

È possibile conoscere davvero?

Nel XVIII secolo, il filosofo tedesco Immanuel Kant fece notare che gli esseri umani non possono mai conoscere davvero la natura della realtà così com’è. Le nostre indagini forniscono soltanto risposte agli interrogativi che poniamo, i quali sono basati sulle capacità e limitazioni della nostra mente. Tutto quello che percepiamo nel mondo naturale, sia attraverso i nostri sensi che attraverso la scienza, passa attraverso il filtro della nostra coscienza, ed è determinato, perlomeno fino a un certo punto, dalle strutture proprie della mente. Così, quelli che vediamo sono “fenomeni”, ovvero l’interazione tra la mente e qualsiasi cosa ci sia “realmente là fuori”.

Noi non vediamo la realtà; vediamo soltanto la nostra costruzione della realtà, fabbricata dai neuroni del nostro cervello. La “cosa in sé” ci è eternamente celata.

In altre parole, la scienza ci fornisce soltanto dei modelli del mondo, non il mondo stesso.

Come afferma Miceal Ledwith:

«Ebbene, sapete, la visione quantistica della realtà non è la risposta risolutiva. Nella storia della scienza non stiamo cercando di fare altro che produrre modelli sempre meno imperfetti per esprimere la natura di ciò che esiste e, naturalmente, forse tra venti o trent’anni la fisica quantistica sarà sostituita da una comprensione più profonda e radicale della realtà, qualunque sia il nome che verrà dato a quella fisica».

E anche dopo che la scienza ci ha fornito quei modelli, rimane ancora il “noi” da affrontare, come fa notare il dottor Andrew Newberg:

Per quanto riguarda la possibilità che stiamo soltanto vivendo in un grande holodeck, questa è una domanda per cui non è detto che abbiamo una buona risposta. Io credo che questo sia un grande problema filosofico che dobbiamo affrontare, nei termini di quello che la scienza può dire del nostro mondo, perché nella scienza noi siamo sempre gli osservatori. Siamo sempre vincolati da quello che in definitiva entra nel nostro cervello umano, che ci permette di vedere e percepire le cose che facciamo. Dunque è plausibile che tutto questo non sia altro che una grande illusione da cui non abbiamo modo di uscire per vedere che cosa ci sia davvero là fuori.

Livelli di realtà

Un’informazione che può essere molto utile quando si abbia a che fare con questioni sconcertanti riguardo alla natura della realtà è l’idea che ci siano diversi livelli esistenti simultaneamente, e che tutti siano reali. In altre parole, i livelli superficiali sono reali di diritto; è soltanto quando li confrontiamo con livelli più profondi che diciamo che non sono davvero reali; non sono il livello “ultimo”. Braccia e gambe sono reali; cellule e molecole sono reali; atomi ed elettroni sono reali. E la coscienza è reale.

Come afferma il dottor Iohn Hagelin:

Esistono letteralmente diversi mondi in cui viviamo. C’è la verità superficiale, e c’è la verità profonda. C’è il mondo macroscopico che vediamo, c’è il mondo di noi stessi, c’è il mondo dei nostri atomi, il mondo dei nostri nuclei.

Ciascuno di questi è un mondo completamente diverso. Ciascuno ha il proprio linguaggio, la propria matematica. Non sono soltanto più piccoli; ognuno di essi è completamente diverso, ma sono complementari perché io sono i miei atomi, ma sono anche le mie cellule. E sono anche la mia fisiologia macroscopìca. È tutto vero. Sono soltanto livelli diversi di verità.

E così: E’ tutto vero.
Nulla di tutto ciò è vero: sono soltanto modelli.
Noi non possiamo mai uscire dal modo a noi proprio di percepire la totalità.
Espandendo la nostra consapevolezza, possiamo percepire la totalità.
Tutte le affermazioni precedenti sono vere.
Tutte le affermazioni precedenti sono modelli.
Oppure…

La realtà è un processo democratico?

Nella nostra vita quotidiana, nelle nostre decisioni estemporanee nei confronti della realtà, la realtà è semplicemente democratica?
O per metterla diversamente, a che punto l’intesa tra coloro che ci circondano rende qualcosa reale? Se ci sono dieci persone in una stanza, e otto vedono una sedia mentre due vedono un Marziano, chi è preda dell’illusione?
Se dodici persone vedono un lago come una massa d’acqua, e una persona la vede abbastanza solida da camminarci sopra, chi è preda dell’illusione?
Ritornando indietro di un capitolo, potremmo dire che un paradigma è semplicemente la nozione (o modello) più comunemente accettata riguardo a ciò che è reale. Noi votiamo con le nostre azioni, e questo diventa reale.
E così, ecco il tranello: è la coscienza a creare la realtà? È questo il motivo per cui nessuno è mai arrivato a una buona risposta, dal momento che la realtà È la risposta?

Pensateci un po’ su…

  • Quali sono le vostre presupposizioni sulla realtà? Qual è la più basilare che confermate ogni giorno?
  • Non vi siete mai chiesti di che cosa siano fatti i pensieri?
  • Potete fare un esempio di come i vostri pensieri diventino realtà?
  • Scrivere una risposta alla domanda precedente ne era un esempio?
  • Che cosa sono i sogni? Se sia il sogno che la percezione sono innanzitutto attività cerebrali, perché dovreste pensare che il mondo reale sia più reale?
  • Qual è lo stato che sembra più reale?
  • Qual è la differenza tra la realtà e la percezione che ne avete?
  • In che modo il cambiamento del vostro paradigma cambierà la vostra percezione della realtà?
  • È possibile cambiare la vostra percezione della realtà senza cambiare il vostro paradigma?
  • E adesso di che colore sono le vostre lenti?

Tratto da Bleep – Ma che… Bip… Sappiamo Veramente? (What the Bleep do We Know?)

 

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Set 24

Margherita Hack: se confermato, cadrebbe la teoria di Einstein

Cadrebbe la teoria di Einstein

Il Cern di Ginevrà ha inflitto un duro colpo ad uno degli assiomi della relatività di Albert Einstein, secondo il quale nell’universo niente può superare il limite della velocità della luce.

Un team di ricercatori guidato dall’italiano Antonio Ereditato ha registrato che i neutrini, le particelle più piccole e così sfuggente da atraversare qualsiasi solido, hanno superato i 300.000 chilometri al secondo.

Ereditato, che lavora al centro di fisica delle particelle del Cern, ha raccontato che nel corso di tre anni di misurazioni è stato verificato che i neutrini si muovo 60 nanosecondi (un tempo infinetesimale) oltre la velocità della luce sulla distanza di 730 km tra Ginevra, sede del Cern, e il Gran Sasso, sede del laboratorio dell’Istituto di Fisica Nazionale (Infn).

«Siamo piuttosto certi dei nostri risultati ma abbiamo bisogno che altri colleghi li confermino», ha dichiarato Ereditato.

Se la notizia fosse confermata, cadrebbe la Teoria della relatività: è perplessa l’astrofisica Margherita Hack, nell’apprendere la notizia secondo la quale l’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) avrebbe dimostrato che è possibile superare la velocità della luce. Anche Margherita Hack, come tantissimi altri fisici, è in attesa di vedere i dati, previsti tra questa notte e domani mattina.

«Se fosse vero – commenta perplessa l’astrofisica – cadrebbe la teoria della relatività di Einstein».

Questa teoria, spiega, «prevede che se un corpo viaggiasse ad una velocità superiore a quella della luce dovrebbe avere una massa infinitamente grande. Per questo la velocità della luce è stata finora considerata un punto di riferimento insuperabile». Se la notizia fosse confermata, sarebbe una vera e propria rivoluzione perchè, osserva Hack, «finora tutte le previsioni della teoria della relatività sono state confermate». I dati dell’esperimento Cngs sarebbero quindi la prima bocciatura per la teoria di Einstein.

In sostanza ci sarebbe una contraddizione fra la Teoria della relatività ristretta, secondo la quale è impossibile superare la velocità della luce, e la Teoria della relatività generale. Una delle due teorie, insomma, sarebbe sbagliata e si aprirebbe davvero una nuova pagina per la fisica. Si aprirebbero anche scenari da fantascienza: «oggi per esempio – dice Hack – si ritiene che sia impossibile percorrere le enormi distanti cosmiche che separano un sistema solare da un altro a causa dell’impossibilità di superare la velocità della luce».

Fonte: http://www.unita.it

Più veloci della luce confemati dati neutrini

E’ arrivata la conferma ufficiale: la velocità della luce è stata superata. I dati, resi noti questa mattina, dimostrano che i neutrini viaggiano ad una velocità di circa 60 nanosecondi superiore a quella della luce, il limite della velocità nel cosmo.

Il risultato è stato ottenuto nell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso) e le anomalie sono state osservate dal rivelatore Opera, che ha analizzato il fascio di neutrini che dal Cern di Ginevra vengono lanciati verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

I dati dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce.

Il risultato è stato ottenuto con una serie di misure ad altissima precisione, fatte in collaborazione con gli esperti di metrologia del Cern e di altre istituzioni. La distanza tra l’origine del fascio di neutrini e il rivelatore Opera è stata misurata con un’incertezza di 20 centimetri sui 730 chilometri del percorso e il tempo di volo dei neutrini è stato determinato con una precisione di meno di 10 nanosecondi, utilizzando strumenti molto sofisticati, come sistemi Gps progettati appositamente per l’esperimento e orologi atomici.

 

Luce dalla Terra alla Luna

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‘Abbiamo sincronizzato la misura dei tempi tra il Cern e il Gran Sasso con un’accuratezza al nanosecondo e abbiamo misurato la distanza tra i due siti con una precisione di 20 centimetri”, ha detto Dario Autiero il ricercatore oggi pomeriggio presenterà i dati al Cern.

Nonostante le nostre misure abbiano una bassa incertezza sistematica e un’elevata accuratezza statistica – ha aggiunto – e la fiducia riposta nei nostri risultati sia alta, siamo in attesa di confrontarli con quelli provenienti da altri esperimenti“.

Il Cern stesso rileva in una nota che ”considerando le straordinarie conseguenze di questi dati, si rendono necessarie misure indipendenti prima di poter respingere o accettare con certezza questo risultato. Per questo motivo la collaborazione Opera ha deciso di sottoporre i risultati a un esame più ampio nella comunità”.

I dati saranno quindi presentati oggi pomeriggio in un seminario nel Cern di Ginevra e lunedi’ in un seminario nei Laboratori del Gran Sasso.

Quando un esperimento si imbatte in un risultato apparentemente incredibile e non riesce a individuare un errore sistematico che abbia prodotto quella misura, la procedura standard è sottoporlo a una più ampia indagine”, ha osservato il direttore scientifico del Cern, Sergio Bertolucci.

Se questa misura fosse confermata – ha aggiunto – potrebbe cambiare la nostra visione della fisica, ma dobbiamo essere sicuri che non esistano altre, più banali, spiegazioni. Ciò richiederà misure indipendenti“.

Fonte: http://www.ansa.it

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10 minuti, 10 mesi, 10 anni – La formula per prendere sempre le decisioni giuste

Buono

Vorremmo tutti essere padroni della nostra vita. Ma nel mondo di oggi spesso le nostre scelte sono dettate solo dall’urgenza, dallo stress o dall’opportunismo. Impossibile quindi non chiedersi: avrò preso la decisione giusta?

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Adottato da studenti universitari, madri super indaffarate, manager e dirigenti d’azienda, artisti, politici e imprenditori, il 10-10-10 ha dimostrato tutta la sua efficacia in decisioni grandi e piccole, di routine o radicali, e ha migliorato la vita di chi lo ha applicato, sostituendo la coerenza al caos, la gioia al senso di colpa e la lucidità alla confusione.

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