Il mondo che ho visto finora non è la realtà, ma è quello che la mia mente mi ha fatto vedere. La mente è condizionata da quello che ha appreso e seleziona fra tutti i segnali esterni quelli che meglio si adattano alla sua concezione del mondo. In effetti la mente mente…
Esiste una mente che è al di là dei limiti della nostra mente, entro i quali vi sono il nostro passato ed il pensiero legato ad esso?
Una mente che è di Nessuno e che appartiene a Tutti?
Possiamo contattarla, diventarne parte?
Con quella mente, non condizionata, potremmo riconoscere la verità, rivolgere il nostro sguardo, finalmente libero da interpretazioni, verso una parete, una finestra e riconoscere che sono energia!
Con tutti i nostri sensi!
Rivolgere il proprio sguardo verso un albero e riconoscere che è un essere, che ha un suo pensiero, con le radici saldarsi al terreno ergersi in verticale rispetto alla gravità e distendere i suoi rami le sue foglie per fare ciò che è chiamato a compiere.
Non pensa e non si preoccupa che potrà essere sradicato da una slavina, bruciato dal fuoco, fatto a pezzi dall’uomo.
Non ha paura, e non avendo paura AMA, così si da alla VITA; è ESSERE VIVENTE!
Non pensa che potrà morire, che potrà divenire ridotto in cenere dal fuoco, divenire trasformato dall’uomo in una casetta per gli attrezzi.
E’ ESSERE!
Gli uomini sanno ESSERE?
Sanno AMARE?
Non hanno forse paura?
Non si preoccupano forse?
Gli uomini sono condizionati o hanno VERAMENTE SCELTA?
E chi non ha scelta com’è?
Pensate ad una persona che non ha scelta, voi gli offrite un caffè ma questa non ha scelta, non può scegliere se prenderlo o meno, non può scegliere se prendere qualcos’altro, non ha scelta! Com’è?
Esiste la morte nella vita come la vita nella morte!
“Ti sto offrendo solo la verità, ricoldalo!
Hai mai fatto un sogno tanto realistico da sembrarti vero?
E se da un sogno così non ti dovessi più svegliare?
Come potresti distinguere il mondo dei sogni da quello della realtà?“.
(Tratto da “Matrix“, dei F.lli Wachowsky)
L’intervista che potete guardare ed ascoltare sotto è una di quelle rare occasioni, autentici gioielli, in cui un grande uomo del nostro tempo racconta in prima persona la propria vicenda.
Carl Jung è di fatto colui che ha concepito l’idea di una Mitologia comune a tutta l’Umanità, e l’idea della Mitologia personale che guida il singolo, ispirando poi il lavoro di Joseph Campbell.
E’ affascinante ascoltar da lui stesso la storia dell’ “illuminazione” che lo ha portato a quest’idea, risultato di una serie di scelte di vita per nulla ovvie, ma sempre coerenti a ciò che sentiva profondamente significativo per sé, e che, nei momenti cruciali, ha sempre saputo riconoscere con certezza.
Vi lascio alla visione di un documento straordinario.
Carl Gustav Jung fu uno dei più noti e influenti seguaci di Freud. Nato nel 1875 a Kesswil, in Svizzera, figlio di un pastore protestante, Jung si laurea in Medicina e nel 1900 entra a lavorare nell’ospedale psichiatrico di Zurigo, diretto da Eugen Bleuler (1857-1939). Venuto a conoscenza delle teorie di Freud, intrattiene con lui scambi epistolari ed entra a far parte del movimento psicoanalitico, ma con la pubblicazione del suo volume Trasformazioni e simboli della libido (1912) vengono alla luce i suoi dissensi teorici con Freud e nel 1913 il loro rapporto si interrompe.
Nel 1920, Jung intraprende viaggi in vari continenti per studiare le culture primitive e, nel 1921, pubblica il libro Tipi psicologici. Nominato nel 1930 presidente onorario della Società tedesca di psicoterapia, dopo l’ avvento del nazismo, nel 1933, non dà le dimissioni, ma collabora con Herman Goring, sino al 1940, alla riorganizzazione della Società. Nel 1948 viene fondato il Carl Gustav Jung Institut per l’ insegnamento della teoria e dei metodi di quella che è ormai denominata psicologia analitica, per distinguerla dalla psicoanalisi freudiana. Jung muore nel 1961.
Jung condivide inizialmente con Freud l’ipotesi che le manifestazioni delle malattie mentali, per essere comprese, richiedono il riferimento alla storia individuale del paziente e ai processi di rimozione che che l’accompagnano. Successivamente, però, egli comincia a dubitare che i contenuti rimossi siano di natura esclusivamente sessuale e arriva a formulare l’idea che i fenomeni psichici siano manifestazioni di un’unica energia presente nella natura e non riducibili alla sola sessualità: la libido. Alla nozione di libido Jung attribuisce caratteristiche che richiamano lo slancio vitale di Bergson: essa è una pulsione dinamica della vita, che garantisce la conservazione degli individui e delle specie. Secondo Jung, Freud privilegiava eccessivamente la componente biologica di essa a scapito di quella spirituale e ne dava una rappresentazione intrisa di pessimismo: si trattava invece, di una forza essenzialmente sana, protesa verso il futuro, dalla quale dipendono le realizzazioni più alte della cultura occidentale. La libido, infatti, è suscettibile di evoluzione, e può essere spostata su oggetti immateriali ed è, dunque, spiritualizzabile; solo quando tale evoluzione è bloccata e avvengono regressioni, si originano le nevrosi. La nevrosi, infatti, è prodotta non tanto da avvenimenti risalenti alla prima infanzia, quanto da un conflitto presente, ovvero dall’incapacità di adattarsi alle richieste dell’ambiente o di trasformarlo: in questa situazione vince l’inerzia, particolarmente forte nei bambini e nei primitivi, e si regredisce a forme più arcaiche di funzionamento della libido. Grazie all’attività di produzione dei simboli, l’uomo primitivo riuscì a trasferire l’energia psichica da manifestazioni pulsionali immediate, a manifestazioni mediate, orientate verso fini creativi e, in tal modo, effettuò la transizione dal piano della natura a quello della cultura. I simboli della libido manifestano contenuti che trascendono la coscienza e aprono, dunque, al mondo dei valori religiosi; la religione , a sua volta, attraverso i suoi simboli, sposta la libido fuori dall’ambito strettamente familiare, a cui Freud la restringeva, e la rende disponibile agli usi sociali. In tal modo, Jung veniva ad attribuire alla religione una funzione decisiva nello sviluppo della civiltà. Nell’ ultima fase della sua attività, egli condannerà la massificazione e la perdita di spiritualità del mondo moderno, nonché il predominio incontrastato della scienza, e guarderà con crescente interesse alle culture e alle religioni orientali e all’esegesi delle simbologie presenti in esse. Il simbolo, svolgendo una funzione mediatrice fra l’inconscio e la coscienza può operare come agente trasformatore della natura stessa dell’uomo, conducendolo ad individuarsi sempre più articolatamente come un Io. Ogni cosa può essere impiegata e funzionare da simbolo, ma alcuni simboli hanno una ricorrenza universale, che rimanda all’esistenza di quelli che Jung chiama archetipi, cioè letteralmente modelli: i simboli non sono altro che trasformazioni della libido, nelle quali si esprimono gli archetipi. Gli archetipi non sono idee, ma possibilità di rappresentazioni, ossia disposizioni a riprodurre forme e immagini virtuali, tipiche del mondo e della vita, le quali corrispondono alle esperienze compiute dall’umanità nello sviluppo della coscienza. Essi si trasmettono ereditariamente e rappresentano una sorta di memoria dell’umanità, sedimentata in un inconscio collettivo, non puramente individuale, ma presente in tutti i popoli, senza alcuna distinzione di luogo e di tempo: la mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio, afferma Jung. Gli archetipi lasciano le loro tracce nei miti, nelle favole e nei sogni, che contrariamente a quanto pensava Freud, non sono appagamento di desideri puramente individuali legati alla sessualità infantile, ma espressioni dell’inconscio collettivo. Un’analisi comparata di questi materiali è in grado di portarli alla luce: Jung menziona tra gli archetipi più importanti quello del vecchio, della grande madre, della ruota, delle stelle e così via. Essi, però, non si presentano mai all’analisi allo stato puro, ma attraverso loro manifestazioni in simboli: ogni individuo li avverte come bisogni e li può esprimere in modo storicamente variabile, secondo le diverse situazioni etniche, nazionali o familiari. In tal modo, l’inconscio collettivo, attraverso gli archetipi, può condizionare e dirigere la condotta dell’ individuo nei suoi rapporti col mondo, inducendolo a ripetere esperienze collettive e, quindi ostacolandolo nel suo ulteriore sviluppo, oppure guidandolo nei suoi progetti.
A proposito dell’inconscio collettivo, dice Jung in una conferenza tenuta nel 1936:
L’inconscio collettivo è una parte della psiche che si può distinguere in negativo dall’inconscio personale per il fatto che non deve, come questo, la sua esistenza all’esperienza personale e non è perciò un’acquisizione personale. [...] l’inconscio personale consiste soprattutto in “complessi“; il contenuto dell’inconscio collettivo, invece, è formato essenzialmente da “archetipi“. Il concetto di archetipo, che è un indispensabile correlato dell’idea di inconscio collettivo, indica l’esistenza nella psiche di forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque. La ricerca mitologica la chiama “motivi“; nella psicologia dei primitivi esse corrispondono al concetto di raprésentations colletives di Lévy-Bruhl; nel campo della religione comparata sono state definite da Hubert e Mauss “categorie dell’immaginazione“.
I complessi di rappresentazioni che mediano questa interazione fra coscienza e inconscio e fra inconscio individuale e inconscio collettivo sono strutturati secondo coppie di opposti. Una di queste coppie è costituita dall’Io, inteso come il complesso di rappresentazioni coscienti e permanenti, in cui è riposta la propria identità, con tutti i principi e valori accolti e riconosciuti, e dall’Ombra, intesa come l’insieme delle possibilità di esistenza respinte dal soggetto come non proprie in quanto considerate negative. Sul piano dell’inconscio collettivo, una variante dell’archetipo Ombra è rappresentata dal diavolo. L’inconscio collettivo è il punto di arrivo dell’analisi, secondo Jung: questa, infatti, risale dal sintomo al complesso e da questo simbolo all’archetipo. Obiettivo della terapia è la realizzazione dinamica del Sé, come espressione individuale di quel che è universalmente umano e, quindi, come superamento continuo del conflitto tra la coscienza e l’inconscio. A tale scopo è necessario che sia superata una fusione e identificazione immediata con gli archetipi e sia, invece, effettuata una integrazione di essi nella coscienza, in modo che questa possa allargare i propri confini e diventare capace di operare scelte che portino all’attuazione del Sé. La terapia non mira, dunque, a recuperare il rimosso, come voleva Freud, ma a recuperare gli archetipi, in modo che nella psiche possano coesistere i contrari senza produrre conflitti e scissioni: la razionalità e l’irrazionalità, il maschile e il femminile, l’estroversione e l’introversione, il pensiero e la sensazione. L’obiettivo non è l’eliminazione di uno di questi contrari, perché ciò condurrebbe a un impoverimento del Sé, che diventerebbe unilaterale: si tratta, invece, di integrare armonicamente ciascun contrario con l’altro, assecondando le tendenze vitali del paziente all’autorealizzazione. Su questi presupposti, Jung costruì una tipologia di caratteri, ossia di forme individuali stabili, la quale fondata prevalentemente sulla distinzione fra estroversione e introversione: nel primo caso, l’energia libidica è orientata all’esterno, mentre nel secondo, è distolta dagli oggetti esterni per concentrarsi sul mondo interno del soggetto. Però, anche quando predomina uno di questi tratti caratteristici, ciò non significa, secondo Jung , che l’opposto sia del tutto scomparso e inoperante. Jung concepisce il Sé come la totalità psichica rispetto a cui l’Io, la nostra parte cosciente, è solo una piccola parte. Va ricordato che Jung è stato buon lettore di Kant, che a sua volta aveva paragonato la ragione a un’isola nell’oceano dell’irrazionale. Diventar se stessi, o come dice Jung ” individuarsi“, significa non arroccarsi nella propria identità egoica, ma aprirsi al Sé, ossia a quell’altro da noi che è dentro di noi, senza il quale non c’è sviluppo psichico. La dinamica Io e Sé ha in Jung un’accentuazione intrapsichica, è pensata cioè come una dinamica interna all’individuo, mentre le odierne psicologie del Sé hanno un’accentuazione interpsichica, pensano cioè a una relazione tra due individui (madrebambino). Per quel che riguarda il sentimento, Jung dice: Quando io uso la parola “sentimento” in contrasto con “pensiero“, mi riferisco a un giudizio di valore, per esempio: piacevole o spiacevole, buono o cattivo, e via dicendo. Secondo questa definizione il sentimento non è un’emozione (che, come dice la parola, è involontaria). Il sentimento, come l’intendo io, è (come il pensiero) una funzione razionale (cioè imperativa), mentre l’intuizione è una funzione irrazionale (cioè percettiva).
Alcune delle sue frasi note
Conoscere le nostre paure è il miglior metodo per occuparsi delle paure degli altri.
Di regola, le grandi decisioni della vita umana hanno a che fare più con gli istinti e altri misteriosi fattori inconsci che con la volontà cosciente, le buone intenzioni, la ragionevolezza.
Il vero capo è sempre guidato.
La parola credere è una cosa difficile per me. Io non credo. Devo avere una ragione per certe ipotesi. Anche se conosco una cosa non è detto che debba crederci.
Il cervello è visto come un’appendice dei genitali.
La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta. Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole.
Mostratemi un uomo sano di mente e lo curerò per voi.
Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l’attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l’autore, il pubblico e il critico.
Se c’è un qualche cosa che vogliamo cambiare nel bambino, prima dovremmo esaminarlo bene e vedere se non è un qualche cosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi.
Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Sé o dell’Anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.
La mia vita è la storia di un’autorealizzazione dell’inconscio.
La grande madre non prende le parti di nessuno. Lei protegge soltanto l’equilibro della vita.
Neytiri, Avatar
Nucleare
Il 10/07/2009 il Senato ha definitivamente approvato, in quarta lettura, il ddl n. 1195-B recante disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia.
Entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, nel rispetto delle norme in tema di valutazione di impatto ambientale, il Governo italiano adotterà uno o più decreti legislativi per la localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi e alle misure compensative in favore delle popolazioni interessate. I sei mesi sono passati e nessuno ne parla, il ministro Scajola per questioni personali è stato rimosso, ma il progetto va avanti, nel 2013 la prima pietra. Non si dà nessuna diffusione alle iniziative, ma le persone si stanno mobilitando soprattutto quelli che rientrano intorno ai siti scelti. Omertà innanzi tutto.
Attenzione, però perché, per quanto ce ne freghiamo, è evidente che la cosa investe tutti, non possiamo continuare a pensare che non è un nostro problema finché non ce la fanno nel nostro giardino. Sapete cosa significa “misure compensative” contenute nel decreto? Significa che in cambio del fatto che ti faccio una centrale nucleare sotto casa non ti faccio pagare l’importo o ti do una tariffa agevolata sulla bolletta (per un certo tempo, ovviamente, dopo paghi come gli altri). Ditemi chi è disposto a farsi fare una centrale di fronte a casa? Nemmeno quelli che lo sostengono il nucleare la vorrebbero. Perché? Perché non ci vuole uno scienziato per capire che è qualcosa di orrendamente pericoloso. Nucleare SI, ma nel giardino di un altro. Vero?!
Guardate che esistono reali rischi geologici ed esiste il problema delle scorie; ancora oggi le scorie delle vecchie centrali di Caorso, Latina, Garigliano, Trino Vercellese girano per l’Italia. Non esiste “assicurazione” al mondo disposta ad assicurare un centrale nucleare. Come mai? Il Nucleare non è sicuro, questo dovete saperlo, scrivete su un motore di ricerca “incidenti nucleari in Francia” e vedrete cosa esce, non esiste la tecnologia francese sicura o le centrali moderne. Le centrali di nuova generazione, che si chiamano Epr, di costruzione francese, le stesse che Sarkozy ha promesso di regalare agli aquilani nell’ultimo G8, non hanno l’approvazione perché il sistema di emergenza non soddisfa i minimi requisiti della sicurezza.
In Inghilterra quando la Teacher mise in vendita le centrali non le comprò nessuno, nemmeno quando decise di regalarle se le sono volute prendere. La quantità di cemento che ci vuole per costruire una centrale nucleare è spaventosa. Chi vuole il nucleare o è mal informato o ci guadagna sopra, non tanto quando entra in funzione ma nella realizzazione. Il guadagno è sulla costruzione, la gestione e lo smaltimento delle scorie e chi costruisce questo lo sa. E’ la stessa storia degli inceneritori, … ops”! pardon, … i rigassificatori o termovalorizzatori; sono sempre gli stessi a costruirli e quello che gli importa è fare miliardi a palate lasciando e facendo pagare lo scotto alla comunità. Non si rendono conto che alla fine danneggeranno anche loro stessi. Possono fare quello che fanno perché non si ricordano che un giorno moriranno anche loro, credono realmente che la vita si costruisce con denaro, con le banche, col potere, inquinando l’ambiente, i fiumi, l’acqua, l’aria, la terra. La vita si costruisce con la solidarietà, non con il malaffare. L’ignoranza uccide, la mancanza di consapevolezza è lo strumento del controllo.
L’ENEL fa spot pubblicitari su l’energia pulita, ma poi compra centrali nucleari vecchie nei paesi dell’est. I paesi che cercano il nucleare lo fanno per avere la bomba, il processo di arricchimento dell’uranio permette di arrivare a realizzarla. Il nucleare è fritto economicamente, ci vogliono anni prima che rientri degli investimenti, non è vero che il nucleare riduce i costi dell’energia, l’uranio è presente i 4 o 5 paesi nel mondo, l’Italia non è uno di questi, quindi significa che lo dobbiamo comprare da qualcun altro, al prezzo che vorrà stabilire, ed anche lui presto finirà, entro 50 anni circa.
Il signor Rubbia in Spagna ha realizzato centrali col solaretermicodinamico di 14 mila megawatt e lo ha fatto in 18 mesi, questo significa energia pulita, sicura e subito… Se si rompe l’impianto o avviene un incidente si fertilizza la zona, questo perché usa una soluzione di sali fusi, che raggiunge 600 gradi, che rilascia il calore anche di notte; col buio o con le nuvole, producendo energia sempre.
Sveglia!Sapete come funziona una centrale Nucleare? Usano il decadimento radioattivo e l’energia sprigionata provocando un’esplosione controllata. Controllata? Controllata a livello fisico.
A livello atomico, o a livello Eterico-Vitale e nei mondi interni, a livello delle dimensioni interiori (parlando in termini esoterici od olistici) del pianeta, si crea un incendio perpetuo ed espanso che sconvolge tutto il sistema Pianeta. Il piano vitale, eterico, è una sorta di regione Spirituale del Pianeta, una sorta di un involucro energetico, un’atmosfera dove la forza vitale del pianeta si concentra e, per quanto, non si veda e la maggioria delle persone non crede, esiste ed è ciò che influenza tutta la vita e i comportamenti del Pianeta Terra. Gaia il pianeta che respira.
Si tratta della parte che contiene l’intelligenza del pianeta, è il serbatoio della vita, dove la vita in forma eterica sta, la Vril è quello che sta dietro alla vita: il mondo Eterico-vitale. La scienza lo conosce, ma lo nega perché dovrebbe di fatto giustificare certi suoi comportamenti a cominciare proprio dall’atomica. Dovrebbero spiegare dove solo finite le intuizioni del geniale Nikola Tesla e della sua auto spinta ad etere o come mai produciamo energia elettrica con carburanti fossili quando Tesla, ideatore del sistema alternato, lo aveva pensato per farlo funzionare con l’energia dei fiumi. Sapevate che la prima centrale a C.A. fu prodotta alla cascate del Niagara?
Il mondo atomico è energia intelligente e non possiamo pensare di lasciare fuori dalle nostre scelte lo Spirito del Pianeta. Noi ragioniamo in termini umani, antropomorfi, ma l’intelligenza esiste a tutti i livelli, da quello umano a quello planetario, a quello astrale, del cosmo, ecc.. Si tratta di ordini di mondo, ma tutto è permeato ed è plasmato dai piani interiori della Coscienza.
Il Pianeta ha le sue misure di sicurezza, e quelle purtroppo per noi costano care a tutti indistintamente. Siamo noi ad avere bisogno del pianeta e non il contrario. Esiste una relazione tra l’uomo e la terra, ma se l’uomo non dovesse rispettare più questa relazione la Terra è in grado di considerare la possibilità di cambiare razza, noi siamo già la quinta ronda. Il pianeta non è in pericolo, lo siamo noi!
FERMIAMO IL NUCLEARE!!! IL NUCLEARE è UN DISASTRO AMBIENTALE ANNUCIATO.
IL SILENZIO IN QUESTO CASO STA DIVENTANDO ASSENSO.
Perché vi dico queste cose? Per spaventarvi? No, le dico affinché ci muoviamo. E’ di un moto interiore di cui sto parlando, non un azione precisa nel mondo fisico, ma di un atto interno di risveglio. Se raggiungeremo quello “stato“, la consapevolezza che ne consegue genererà un effetto nel mondo. La mente crea, ricordi?! Non possiamo che lavorare al miglioramento di questo mondo partendo da noi stessi, creando quella massa critica ideale e consapevole che serve a quest’umanità per superare la sua adolescenza tecnologica ed evitare di fatto l’autodistruzione di massa.
Solo portando l’attenzione in noi stessi, sentendo e desiderando fortemente un cambiamento verso la direzione della Coscienza che possiamo, dal nostro Potere Interiore nell’Adesso, modificare le decisioni, pensando ad un sistema diverso, pensando di irradiare luce e consapevolezza a coloro che ci governano affinché possano udire la Guida della Coscienza e non le influenze nefaste dei nostri peggiori Incubi.