Creatori della nostra realtà – intervista a Italo Pentimalli

Italo Pentimalli - Più che Puoi

Italo Pentimalli - Più che Puoi

Alessio Pomaro (La mente mente) intervista Italo Pentimalli, fondatore e direttore di PiùChePuoi.it.

Per prima cosa, una curiosità.. perché il nome “Più che Puoi”
?

Ciao Alessio, intanto grazie per l’ospitalità e per la disponibilità.
Rispondo volentieri alla tua domanda: perché “più che puoi”?
Il nome arriva da molto lontano. Sono da sempre stato appassionato alle tematiche dello sviluppo personale, i primi libri credo di averli letti quando avevo intorno ai 10 anni. E’ stato un mondo che mi ha sempre affascinato, era quello che mi piace definire “il mondo del possibile”.

Quando ero piccolo non avevo dubbi che fosse così, sai meglio di me che da piccoli non abbiamo ancora tutte quelle sovrastrutture mentali che molto spesso ci bloccano, ci limitano, quelle sovrastrutture che fungono da “giudice”, da filtro verso la realtà. Con l’andare del tempo, però, scoprii che la mia vita non corrispondeva a quanto leggevo in tutti quei libri, allora arrivai a pensare che tutto quello che leggevo fossero semplicemente belle favole che si raccontano ai grandi per farli stare sereni.

Si, sono arrivato a pensarlo, lo ammetto. Eppure c’era qualcosa dentro di me che mi diceva “non può essere così”. Vedevo intorno a me persone che riuscivano a realizzare i propri sogni, sapevo che molto dipendeva da come avrei deciso di guardare il mondo (anche se nei momenti di crisi è difficile pensare “basta guardarlo in modo diverso”). Eppure ritrovai la forza di ricominciare a credere.

Crescendo mi ero ritrovato a fare un lavoro che non poteva essere il più distante da quelle che erano le mie caratteristiche personali, mi ci ero ritrovato a causa di una grossa crisi finanziaria che investì me e la mia famiglia quando avevo 15 anni. Però non mi arresi. Ebbi dei momenti di sconforto, molti, ma non mi arresi.

Cercai delle alternative, qualcosa che mi permettesse di riprendere il controllo della mia vita, qualcosa che mi facesse sentire realizzato. A livello economico trovai delle alternative anche molto valide ma ben presto scoprii che non era quello che cercavo. Non cercavo di realizzarmi economicamente, almeno “non solo”. La cosa più importante era la mia libertà, era quella a non avere prezzo.

Decisi per l’ennesima volta di rimettermi in gioco, era come un grande disegno che avevo in mente anche se ancora non ben definito. Volevo unire le mie passioni, volevo occuparmi delle mie passioni, volevo dare agli altri la possibilità di entrare in contatto con quel mondo del “possibile” che mi aveva aiutato così tante volte.

Allora nacque l’idea di un sito. Non sapevo se sarebbe diventato il mio lavoro, infatti nella mia mente il progetto nacque per il piacere di farlo, durante quasi tutto il primo anno non guadagnai nulla infatti, non c’era nessun metodo per monetizzare con quel sito, giusto il piacere di farlo.

Ma facciamo un passo indietro, a quando ebbi l’idea di un sito che parlasse del “mondo del possibile”.

Come ti dicevo era un’idea abbastanza informe, non sapevo ancora come lo avrei strutturato e come lo avrei chiamato.

Quel periodo combaciò con la nascita del mio primo figlio, Manuel.

Ricordo che ero a casa, volevo fargli un regalo, volevo scrivergli una lettera che contenesse tutte le emozioni che stavo provando in quel momento. Volevo che conservasse quella lettera chiusa fino al giorno del suo diciottesimo compleanno e che, proprio quel giorno, scoprisse con quanto amore era stato ricevuto su questa terra.

Però mi accorgevo che più scrivevo e più quello che scrivevo non aveva altra forma che il riflesso dei miei desideri, dei miei sogni. Scrivevo cose del tipo “spero che tu..”, “ti auguro che..” ecc. ecc.

L’opposto di quanto invece volevo fare. Io ero il padre, non volevo essere l’espressione del sogno irrealizzato, volevo semmai essere la speranza, il punto di appoggio.

Allora ricordo che dopo avere scritto e riscritto numerosi fogli arrivò il momento in cui li strappai tutti, ne presi uno nuovo e scrissi semplicemente “Più che puoi è il nostro semplice augurio. Benvenuto Manuel, la mamma e il papà”.

Più che puoi… quello si che mi sembrava un augurio, significava: qualsiasi cosa ti faccia felice il mio augurio è quella di viverla, più che puoi.

Quella si che era una frase che dava forza.

Spesso accade che desideriamo per gli altri cose che in realtà sogniamo per noi stessi. Io non credo sia la cosa giusta da fare. Ognuno nella vita ha il suo concetto di felicità, il suo concetto di successo e per quanto mi riguarda sono convinto che vada rispettato.

Questo volevo dire a Manuel: non mi interessa come deciderai di essere felice, sappi che in qualsiasi momento io ci sarò, il mio è un semplice augurio, più che puoi.

Da quel momento venne in pratica automatico, quell’augurio che mi infondeva tanta forza diventò automaticamente anche il nome del sito. C’è un detto zen che dice “se devi stare fermo stai fermo, se devi camminare cammina. Soprattutto, non tentennare”.

Credo che queste parole contengano il senso della vita. Più che puoi è il mio semplice augurio, per Manuel e per tutte le persone che incontro ogni giorno nella mia vita.

Più che puoi.

Come definisci “Più che Puoi”?

Più Che Puoi era inizialmente un sito nel quale inserivo i miei testi, un blog (anche se all’epoca di blog in giro non ce n’erano tantissimi come ora).

Con il tempo è cresciuto molto, infatti l’idea era rivoluzionaria per certi versi. Quando misi su PiùChePuoi non feci ricerche di mercato e non pensai a strategie di marketing, come ti ho detto volevo semplicemente condividere quello che era il mio pensiero.

Ed io ero cresciuto a forza di Programmazione Neuro Linguistica e di Formazione, di Metafisica e Spiritualità.

Potevano questi argomenti coesistere in un unico posto? Mah, non lo sapevo a dire il vero, dentro di me coesistevano benissimo, quello che ho fatto è stato semplicemente trasportarli online.

Molte persone inizialmente mi dicevano che non era possibile parlare di questi argomenti nello stesso posto, dicevano che erano troppo diversi. Io sono rimasto sempre sereno e devo dire che alla fine molto probabilmente il successo di Più Che Puoi è dovuto anche a questo: unire tematiche che potrebbero apparire diverse ma che invece, secondo me, hanno tutte lo stesso obiettivo – aiutarci a diventare ogni giorno migliori (qualsiasi sia il concetto di crescita o di successo che ognuno di noi ha).

Con il tempo hanno iniziato a collaborare con PiùChePuoi tantissimi professionisti. Oggi è un Network nel quale trainer, formatori e professionisti di ogni area inseriscono ogni giorno i loro contenuti. Oltre 2 milioni di persone visitano ogni anno PiùChePuoi e questo è un motivo di grande orgoglio personale, credimi. Toccare la vita di così tante persone mi riempie di felicità ed orgoglio.

Il sottotitolo di PiùChePuoi è “Crea la Vita che Vuoi – A Livello Personale, Finanziario, di Salute e Benessere”.

Ecco come mi piace definire Più Che Puoi, un sito in cui trovare non solo la spinta motivazionale, ma anche gli strumenti pratici che ci permettono di riprendere il controllo della nostra vita, di “creare la vita” così come l’abbiamo sempre immaginata, a livello personale, finanziario, di salute e benessere.

Tutti noi ne abbiamo il diritto e, tutti noi, ne abbiamo il potere.

Mi piacerebbe che mi parlassi un po’ di te: chi è Italo Pentimalli?

Sono una persona normalissima, come tutti gli altri.
Ultimamente qualcuno ha iniziato a definirmi un esperto, una persona di successo, in alcuni casi un “guru”.
Io non sono niente di tutto questo, credimi Alessio.
Sono una persona normale, sposato con una donna che amo e con due meravigliosi bimbi.

La mia vita è stata piena di momenti belli ma anche di grandi difficoltà. Come quella della maggior parte delle persone insomma. In ogni storia personale si alternano momenti belli e momenti brutti, grandi successi e profonde crisi.

Fino ai 15 anni sono stato un bimbo (o adolescente) felice. Avevo tutto quello che potevo desiderare, una famiglia attenta e affettuosa, tantissimi interessi (sport, musica (ho studiato quasi 10 anni pianoforte)), una situazione economica florida. Non eravamo quelli che si possono definire “ricchi”, ma comunque benestanti.

Mio padre e mia madre erano partiti da zero ma si erano comunque riusciti a costruire una buona solidità economica partendo dalle cose semplici. Mia madre era cameriera ai piani di un famoso albergo romano, mio padre artigiano. All’epoca le cose in Italia andavano anche molto bene per cui, con intelligenza, riuscirono a costruirsi una buona posizione finanziaria. Insomma, avevo tutto ciò che potessi desiderare, sia a livello personale e umano, sia a livello economico.

Tutto cambiò improvvisamente però quando avevo 15 anni. Mio padre subì una grande truffa, situazione che non seppe gestire in quel momento e che ci fece precipitare in brevissimo tempo in un tunnel senza fine.

Centinaia di milioni di debiti sulle spalle e, ovviamente, completamente disintegrata la serenità famigliare.

Niente più sorrisi, niente più scherzi, niente di niente.

Tutto questo mi costrinse ad iniziare a dividere il mio tempo fra lo studio ed il lavoro. Poi, quando avevo appena terminato la scuola, mi portò ad accettare un posto di lavoro a 600 chilometri da dove abitavo, c’era assoluto bisogno che lo facessi.

Come ti dicevo quel lavoro era il più lontano possibile (direi l’opposto completo) di quelle che erano le mie caratteristiche personali. Non furono anni facili, per niente. Passai profondi periodi di crisi e disperazione.

Furono quelli gli anni in cui mi chiesi: è possibile che il mio mondo sia così diverso da quello che leggo in tutti quei libri? E’ possibile che lo facciano solo per vendere? La mia parte razionale, sono sincero, in quel momento diceva di si. Era tutta una fregatura. Ma la mia parte emotiva, quella istintiva, faceva resistenza in modo assoluto, gridava di no, non era possibile.

Cercai di superare quei momenti ma più ci provavo e più andavo giù, fino a quando la crisi raggiunse l’apice.

Sai, sono quei momenti in cui devi decidere, o dentro o fuori. Dopo qualche tentennamento decisi “dentro”. Superai un’altra crisi finanziaria personale notevole (infatti nel frattempo mi ero sposato pur non avendo le basi economiche per farlo) e ricominciai a guardare il mondo con occhi diversi, a cercare alternative.

Mi ripresi prima economicamente, come ti ho detto prima, poi avvenne il miracolo. Uno di quei miracoli che ognuno di noi può realizzare nella vita di tutti i giorni, se solo ha la forza, la costanza e la consapevolezza di avere in mano il controllo della propria vita.

Oggi seguo Più Che Puoi a tempo pieno, ti assicuro che se mi chiedono “che lavoro fai” faccio fatica a pensare ad un lavoro, perché il mio in realtà non è un lavoro, è la mia passione. Io dico sempre che “io non lavoro”.

Oggi vivo la vita che ho sempre desiderato Alessio, ma non ti ho raccontato la mia storia per far passare il concetto “guarda quante ne ho dovute passare”, come ti avevo detto all’inizio ho avuto momenti molto belli e momenti molto brutti, come la maggior parte delle persone insomma, anzi, so che ci sono moltissime persone che hanno vissuto o vivono esperienze assolutamente più difficili della mia.

Quello che volevo trasmetterti è che siamo davvero creatori della nostra realtà ma continuiamo a dimenticarcelo continuamente. Quando sai che tutto dipende da te da un certo punto di vista ti può spaventare, ma dall’altro deve darti una carica, un’energia ed una consapevolezza di poter plasmare il tuo futuro nel modo in cui desideri che dovrebbe farti fare salti di gioia.

Ecco chi è Italo Pentimalli forse allora, uno che è qui semplicemente a ricordartelo.

Quale credi sia stata la cosa a fare la differenza nella tua vita Italo?

Ottima domanda Alessio e sulla risposta non ho dubbi: la differenza nella mia vita l’ha fatta la consapevolezza di essere io stesso il responsabile di tutto.
Credo che questo sia l’errore che il genere umano commetta con più frequenza: delega all’esterno.
C’è sempre una scusa, c’è sempre qualcuno che ha la colpa.

In ogni momento della nostra vita ci troviamo davanti ad una scelta: decidere di dare la colpa a qualcuno o prenderci la piena responsabilità in quel preciso momento e assumere il controllo del nostro futuro.

E’ un concetto molto semplice ma è anche un punto in cui si arena la maggior parte delle persone.
Quando ne parlo con qualcuno spesso sento rispondermi cose del tipo: “ma mio marito è scappato lasciandomi sola con due figli ed io dovrei essere la responsabile di tutto questo?” (o cose del genere, cambiando di volta in volta argomento).

Beh, io dico molto semplicemente due cose: la prima è che dovremmo analizzare il concetto in modo più ampio, capire perché quell’esperienza è arrivata (ma qui dovremmo aprire un discorso molto ampio e che magari affronteremo un’altra volta). Ma non è su questo che voglio concentrarmi, voglio concentrarmi sul fatto dal momento in cui accade qualcosa sei tu il responsabile di tutto.

Ti faccio un esempio: conosci il velcro vero? Oggi chi l’ha brevettato fattura qualcosa come 250 milioni di dollari l’anno, ma devi sapere che dopo aver avuto l’intuizione mise su la catena di produzione e, tutto quel lavoro, si rivelò un completo fallimento. La produzione era talmente articolata e costosa da produrre materiale che non poteva essere commercializzato a causa del prezzo eccessivo.

Dopo quel fallimento si poteva dare la colpa al metodo di produzione, alla sfortuna, o ad altre mille cose. Quello che si fece, invece, fu studiare un metodo di produzione più semplice e meno costoso. Da qui è nato il successo del velcro (oggi ognuno di noi ha in casa almeno un capo con chiusure in velcro vero?).

Ancora un esempio: quando mi ritrovai a 600 chilometri da casa facendo un lavoro così distante da quelle che erano le mie caratteristiche personali avrei potuto dare la colpa alla situazione che si era creata, a mio padre che si era fatto truffare, alla sfortuna..

Lo feci? Forse si, ma per un breve istante. Poi capii che avevo avanti due strade: la prima era quella di continuare a lamentarmi, la seconda quella di trovare una soluzione.

La prima era una via senza uscita, mi avrebbe portato contro un muro sul quale avrei rimbalzato per l’eternità. La seconda mi avrebbe aperto nuove strade, nuove vie, nuove possibilità di vita.

So che in quei momenti, in quelli di crisi, non è sempre semplice prendersi la responsabilità, ma ti assicuro che è la cosa che fa la differenza nella vita di ognuno ed io non sono un fenomeno Alessio, credimi, così come non sono un supereroe, non si tratta di essere niente di tutto questo. Si tratta solo di trovare la consapevolezza.

Dobbiamo ricordarci in ogni momento che siamo i diretti responsabili di tutto ciò che accade, che non possiamo cambiare il passato ma che abbiamo un potere enorme sul nostro presente e, ovviamente, sul nostro futuro.

So che in questi giorni hai reso disponibile un nuovo infoprodotto: “Crea la vita come tu la vuoi”. Ce ne parli?

Crea la vita come tu la vuoi” è nato un po’ per caso Alessio.

Durante tutta la mia vita ho sempre avuto una buona abitudine: di ogni libro che ho letto, di ogni corso che ho frequentato, mi sono sempre scritto quel 5% di cose che funzionavano.
Di ogni esperienza che ho vissuto ho fatto la stessa cosa, per cui mi sono ritrovato con una marea di appunti, oltre che di esperienze.
Non erano destinati alla pubblicazione questi appunti, erano qualcosa che serviva a me, siamo sempre alla ricerca della chiave, del segreto della vita.

Bene, so di non avere in mano il segreto della vita Alessio, ma sono invece consapevole di avere fatto un grandissimo lavoro di rivisitazione di tutte quelle esperienze, di tutti quegli appunti, confrontandoli con la mia esperienza e con le esperienze delle persone che mi circondano.

Quello che è venuto fuori sono 5 leve. Le 5 cose che hanno fatto la differenza nella mia vita e in quella di tutte le persone di “successo” (qualsiasi sia il concetto di successo che ognuno di noi ha) che ho conosciuto.

Mi piace definirle “le 5 chiavi che aprono il mondo del possibile”, già, quel mondo di cui ti parlavo all’inizio, quel mondo che molti di noi vedono così vicino ma allo stesso tempo così lontano.

Lo vediamo così vicino perché è come se avessimo davanti agli occhi il portone che lo apre, lo vediamo così lontano perché in fondo abbiamo tante notizie ma non troviamo le chiavi giuste per aprirlo.

Ecco quello che ho fatto, rianalizzando i miei appunti e le mie esperienze ho tirato fuori le 5 chiavi che hanno aperto la porta verso il mondo del possibile, l’hanno fatto per me e per altre migliaia di persone.

Come ti dicevo non erano appunti destinati alla pubblicazione, poi una sera ero a cena con un amico, mi aveva invitato per fare una chiacchierata e mi disse “in realtà ti ho invitato a cena per ringraziarti Italo”.

Devi sapere che ho visto questo mio amico sempre come un punto di riferimento, una persona di quelle che spesso definiamo di successo. Aveva in effetti passato un periodo difficile, avevamo fatto più di qualche chiacchierata ed io gli avevo passato anche i miei appunti. Quel mio amico vi aveva trovato la via di uscita e non sai quanto piacere provai in quel momento, che bella sensazione. La sensazione di avere aiutato una persona è qualcosa di impagabile.

Iniziammo a parlare anche di tutte le persone che mi scrivono giornalmente per ringraziarmi delle mie parole, di tutto quello che metto a disposizione. A dire il vero a me non sembrava nulla di particolare, ero semplicemente l’amico che se ne stava lì, pronto a darti una mano a raggiungere i tuoi sogni, come farebbe un qualsiasi buon amico, ma non avevo in mano il segreto della vita come ti dicevo.

Invece questo mio amico, quella sera, mi fece riflettere sull’importanza del fatto che se avevo già aiutato molte persone potevo aiutarne ancora molte altre in più decidendo di pubblicare i miei appunti.

Fu quella sera che decisi di riordinarli e di metterli a disposizione di tutti, da lì nasce “Crea la Vita come tu la vuoi – Come diventare padrone della propria vita, a livello Personale, Finanziario, di Salute e Benessere”.

Sono le 5 chiavi, le 5 leve che hanno fatto per me e per moltissime altre persone la differenza ed oggi sono a disposizione di tutti.

Sono molto felice del lavoro che ho fatto e ti assicuro che le centinaia di testimonianze che mi sono arrivate in modo spontaneo da chi l’ha letto e ha cominciato a viverlo in prima persona sono il miglior premio. Sono partito dalla mia esperienza, questo ho voluto fare, sono partito dai momenti bui, quelli che secondo me spesso vengono evitati nei libri di crescita personale. Io invece sono partito proprio da quelli. Dalla paura di non riuscire, dalla poca fiducia, da tutti i momenti in cui la vita si presenta come un pugno allo stomaco.

E’ da lì che sono partito, fino a raccontare come ho fatto a creare la vita che desideravo e a spiegare passo passo come ognuno di noi può farlo, in qualsiasi momento, a partire anche da adesso.

Crea la Vita che vuoi significa avere la possibilità di vivere stessi e la propria avventura personale, sperimentare la libertà di essere, al cento per cento.

Cambio argomento.. Su La mente mente si parla spesso di meditazione. Tu cosa ne pensi? Ne hai avuto esperienza?

Sai che fino a qualche anno fa questa parola mi spaventava? Meditazione..

Io sono una persona che generalmente non ama gli estremi, credevo che meditare significasse passare giornate intere in posizioni particolari contemplando sé stessi e la vita, mi sembrava, almeno per me, un’esperienza che mi avrebbe fatto perdere tutto il resto.

Poi ho scoperto che è l’esatto contrario, almeno per come la vedo io.

Ci sono persone che passano giornate intere meditando, riescono ad andare sicuramente in profondità ed hanno tutta la mia stima, ma mi sono accorto che meditare può significare semplicemente visualizzare in maniera più profonda e siccome visualizzare è qualcosa che facciamo tutti..tutti possiamo meditare.

Ma perché è così importante? Intanto voglio dirti che secondo me visualizzare (o meditare) non è importante, è semplicemente fondamentale.

Come ben saprai alcuni anni fa Roger Sperry (premio Nobel per i suoi studi sul sistema nervoso) scoprì che il cervello era suddivisibile in due emisferi ad ognuno dei quali erano associabili differenti caratteristiche.

In poche parole immagina un cervello, dividilo mentalmente in due tramite una linea verticale, ed ecco che hai trovato i due emisferi. Nello specifico scoprì che l’emisfero sinistro è la sede della nostra parte razionale (ovvero la nostra parte conscia, sede di tutti quei processi che avvengono mediante il nostro controllo vigile quindi il linguaggio, le operazioni matematiche ecc.), l’emisfero destro è invece sede dell’inconscio ovvero di tutti quei processi che, come diceva Freud, “avvengono senza che io me ne accorga” (funzioni corporee, respirazione ecc.).

La parte razionale (emisfero sinistro) ragiona per numeri e parole, la parte irrazionale (inconscio) ragiona per suoni, emozioni, percezioni.

Nel 1962, poi, George Miller dimostrò che la parte conscia gestisce solo il 5-10% delle nostre azioni, la parte inconscia si occupa di tutto il resto.

La cosa ancora più bella è che la parte inconscia regola anche la nostra fisiologia, le nostre emozioni e i nostri comportamenti

Questo è un punto fondamentale da capire.

In “Crea la Vita come tu la Vuoi” faccio un esempio: immagina di essere davanti ad un giapponese e volergli comunicare qualcosa, come lo faresti? A gesti? In inglese? (una lingua che non è né la tua né la sua?) oppure, sapendo parlare il giapponese, sarebbe preferibile comunicare con lui nella sua lingua?

Beh, immaginati davanti a questo giapponese intento a fare gesti di ogni tipo, a dire una parola in inglese, una in italiano e magari facendo qualche disegnino…difficilmente capirebbe qualcosa, sei d’accordo con me?

Certo.

La stessa cosa avviene con la nostra mente. Abbiamo detto che l’emisfero destro, sede della nostra parte inconscia che regola le emozioni, la fisiologia e i comportamenti, parla la lingua delle sensazioni, delle immagini e dei suoni.
Allora come è preferibile parlargli secondo te?

Mediante immagini e suoni…

Esatto, attraverso suoni, immagini e sensazioni! Questa è la sua lingua!
E allora ti chiedo, qual è secondo te il miglior modo di fornire al cervello immagini, suoni e sensazioni?

Con dei gesti, dei movimenti…

Certo, attraverso le visualizzazioni! Alcuni mi chiedono: ma allora il potere delle affermazioni (parole) di cui molti parlano?
Bene, credo molto nel potere delle affermazioni, ma ogni volta che affermi qualcosa attraverso le parole crei che cosa? Un immagine mentale giusto?

Prova a dire “cane”…hai immaginato un cane nella mente no? Ecco che hai fornito al cervello, attraverso le parole, immagini mentali.

Ma attraverso la visualizzazione o la meditazione riesci ad andare ancora più in profondità, perché se volessi trasmettere al tuo inconscio il concetto di “cane” potresti fornirgli non solo l’immagine, ma per esempio anche il suono di lui mentre abbaia, la sensazione di averlo sulle gambe mentre lo accarezzi. Capisci che l’esperienza è molto più profonda? (fai una prova ora se hai voglia, nota la differenza, guarda come l’esperienza è più profonda).
La visualizzazione è qualcosa che facciamo tutti i giorni, in ogni momento, ogni volta che creiamo un immagine mentale di qualsiasi tipo stiamo visualizzando. Il problema è che spesso le immagini mentali che forniamo al cervello sono quelle derivanti dalle nostre paure, dalle nostre angosce, dalle nostre incertezze e, siccome il cervello non distingue fra realtà e fantasia (cosa ampiamente dimostrata anche in laboratorio) ecco lì che ci ritroviamo a fornire informazioni sbagliate al cervello.

Quando riusciamo a prendere consapevolezza di questo meccanismo il nostro mondo, la nostra realtà, cambia all’istante. Se forniamo le giuste immagini mentali la nostra vita si trasforma, diventiamo noi stessi creatori della nostra realtà.
E allora alcuni mi chiedono: ma questo non significa prenderci in giro?
La mia risposta è: e non significa prenderti in giro raccontandoti tante di quelle bugie su come non puoi farcela, perché non puoi farcela ecc., ecc., ecc.?
Tutto dipende da noi Alessio, tutto.
Ecco l’importanza della visualizzazione e della meditazione, andare in profondità, fornire al cervello le giuste informazioni e comunicargliele nella sua lingua (quella appunto delle sensazioni, dei suoni e delle emozioni).

Questo significa prendere in mano la propria vita.

Per quanto mi riguarda il momento della visualizzazione e della meditazione è un momento più importante della giornata. Inizio ogni giornata con una visualizzazione. Lo faccio prima di alzarmi dal letto. Personalmente uso delle visualizzazioni guidate che preparo per cicli di 30 giorni. Quando apro gli occhi al mattino la prima cosa che faccio, rimanendo nel letto, è mettere le cuffie e dedicare mezz’ora alla mia visualizzazione.

Lo faccio al mattino non a caso ma perché il mattino è il momento migliore per meditare, per visualizzare.

Infatti appena svegli il nostro cervello si trova ancora nello stato alpha (è uno dei tipi di onde del cervello ed è quella generata quando siamo in profondo relax e quindi più predisposti a ricevere informazioni).

Come al solito però dico di non credere alle mie parole, ma di sperimentare.

Chi vuole può iniziare a visualizzare fornendo immagini mentali potenzianti al cervello, il mio consiglio è quello di farlo al mattino e fornendo un tipo di stimolazione plurisensoriale (quindi immagini, suoni e sensazioni). Chi non l’ha mai fatto rimarrà stupito dallo straordinario potere di questa semplice abitudine.

Un tema al quale tengo particolarmente. Le religioni, le culture.. e ora, probabilmente, anche la scienza sembrano convergere verso la medesima direzione: tutto è UNO. Tu cosa ne pensi?

Io penso che è qualcosa che abbiamo sempre saputo ma che ci ostiniamo ancora a non credere.
A me sembra una cosa così ovvia..
Voglio farti un esempio: “tutto è uno”, come sai, implica anche fatto di essere collegati l’un l’altro.
Sarà vero? Mah, sembra qualcosa di magico eppure abbiamo la prova concreta che tutto ciò esista tantissime volte. Hai mai provato la sensazione di essere osservato?
Beh…inutile che continui a parlare quando ci sono prove così evidenti vero?
Cos’è quella sensazione di essere osservati? Sicuramente sarà capitato anche a te, a me moltissime volte, immagini di essere osservato, ti giri e c’è qualcuno che ti sta guardando..

Siamo tutti collegati, tutto è uno, in modo imprescindibile, in modo assoluto Alessio.

E’ una cosa che passa attraverso le culture e le religioni di tutti i tempi ma che noi, specialmente noi occidentali, tendiamo ancora a non accettare.
Sai perché? Perché vogliamo le prove, per tutto. Questo potrebbe essere anche lecito..il fatto è che le prove ci sono oggi..ma continuiamo a chiederci: sarà vero?
Le nuove idee fanno fatica ad entrare nella concezione comune, ma arriverà il momento in cui tutto questo sarà normale, come lo è oggi la legge della gravità.
Devo dire che sono molto felice di quanto si sta facendo oggi per portare questo concetto nelle mani di tutti. Non solo mistici e religiosi ma oggi anche scienziati di fama mondiale ce lo confermano. Sono sicuro che non manchi molto al momento in cui verrà accettato come dogma comune.

Hai mai sentito parlare dell’esperimento sul senso di rotazione degli elettroni?
Gli elettroni hanno un senso di rotazione che viene chiamato tecnicamente spin. Due elettroni sulla stessa orbita hanno spin opposti (se uno gira in senso orario l’altro gira in senso antiorario).
Il fatto sorprendente è che non solo questa è una legge naturale che non ammette deroghe, ma anche se gli elettroni venissero allontanati manterrebbero lo stesso spin (senso di rotazione).
La cosa ancora più interessante, però, è avvenuta alcuni anni fa quando due elettroni accoppiati erano stati separati, uno era rimasto a Roma, all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’altro venne portato a Ginevra, al C.E.R.N. (Centro Europeo Ricerche Nucleari).
Il fatto sconvolgente fu che a Ginevra un fisico iniziò a “giocare” con l’elettrone, cambiandone lo spin (il verso di rotazione) e, come per magia…cambiò lo spin anche dell’elettrone rimasto a Roma, come vuole la legge di esclusione di Pauli ma, con l’aggiunta, di 1000 km di distanza da un elettrone all’altro..
Gli elettroni erano rimasti collegati reagendo l’uno al comportamento dell’altro anche a 1000 km di distanza!
Incredibile vero? E quante altre prove vogliamo allora?

Il fatto è che bisogna semplicemente accettarlo, come un dato di fatto.
E’ questo lo scalino da superare in questo momento, spesso tendiamo a credere che non esista tutto ciò che non vediamo, eppure vorrei sapere come immaginavano le cellule gli scienziati prima dell’invenzione del microscopio, oppure cosa pensassero le persone prima dell’invenzione del telefono, quando gli venne detto che un giorno avrebbero potuto comunicare a voce pur essendo a centinaia di chilometri di distanza (..e senza bisogno di urlare!!).
Personalmente non vedo l’ora che tutte le persone se ne rendano conto Alessio, o meglio, che lo accettino, perché questo apre le porte alle infinite possibilità che ci circondano.

Tutto è uno” diverrà presto pensiero comune, come la legge della gravità Alessio, come le cellule, come il telefono.

Si sente sempre più parlare di queste tematiche.. a tal proposito vorrei ricordare l’enorme interesse mediatico suscitato dall’esperimento effettuato al CERN per “cercare la particella di Dio”.. E’ possibile, secondo te, che ci si stia avviando verso un’evoluzione della coscienza globale?

Assolutamente si, ed è il processo del quale ti parlavo nella domanda precedente.
Ogni pensiero diviene comune quando raggiunge il punto che viene chiamato “la massa critica”.
E’ un concetto molto noto in sociologia, Robert Cialdini (famoso sociologo statunitense) l’ha definito la “Riprova Sociale” ovvero “tanto maggiore è il numero di persone che trova giusta un’idea tanto più giusta è per noi quell’idea”.

Ha dimostrato questo concetto con alcuni esperimenti. In uno dei più semplici ma allo stesso tempo più significativi, Robert Cialdini mise online una pagina con delle canzoni e vide come si distribuivano i download.
Nella seconda fase dell’esperimento inserì accanto ad ogni canzone un numero assolutamente inventato di download, il risultato fu che le canzoni alle quali era stato assegnato (ti ricordo in modo assolutamente inventato) un numero di download alto vennero scaricate da un numero maggiore di persone: se una canzone era bella per così tante persone lo era anche per gli altri..
Questa è la riprova sociale e significa, appunto, il raggiungimento della massa critica.

Ci stiamo avvicinando moltissimo a questa massa critica e lo dobbiamo sicuramente a tutte le riviste, a tutti i seminari, a tutti gli uomini di scienza e a tutti i siti che oggi parlano di queste tematiche portando prove concrete ed esperienza diretta. Ovviamente abbiamo davanti uno scoglio molto grande: una volta che tutto questo verrà accettato nel senso comune porterà a sconvolgimenti in ogni settore. Pensa alla medicina per esempio, che rivoluzione. Come ti dicevo lo scoglio maggiore, secondo me, è proprio questo, sono gli interessi in gioco.

Ma sono fiducioso, molto fiducioso. Fino a qualche anno fa questi argomenti erano veramente off limits per tantissime persone, in pochi anni sono stati fatti passi da gigante. Sono sicuro che in poco tempo, continuando l’opera di divulgazione, tutto questo entrerà nel pensiero comune e diverrà la nostra realtà, inconfutabile.

E per finire: se qualcuno ti dicesse che “la mente mente”.. tu cosa diresti?

Dico che è sicuramente una grande verità.
Noi tutti sappiamo che la nostra mente funge da filtro a ciò che viviamo, ma non tutti riusciamo a capire quanto.

Prendi per esempio una delle cose che qui, in occidente, ci fa più paura: il lutto.
La vediamo come una cosa bruttissima vero? Qualcosa che ci allontana dai nostri affetti. Beh, in alcune culture il lutto viene addirittura festeggiato, alla stregua del matrimonio, e capisci che stiamo parlando di un argomento estremo. Quindi non è ciò che accade, ma ciò che credi stia accadendo..
La stessa cosa accade in ogni istante della vita, io dico che niente esiste veramente, quello che vediamo è solo la percezione che abbiamo riguardo a ciò che è accaduto.

Potrebbe apparire come un’affermazione forte, che in qualche modo destabilizza, ma non deve essere così.
Prendi ad esempio un prato, cos’è secondo te?
Dipende, dipende dal tuo filtro.

Se sei innamorato rappresenta un soffice letto dove poterti coccolare con il tuo partner, se sei un biologo rappresenta una flora da poter studiare, se sei una mucca…un lauto pasto!
Dipende, tutto dipende! Mi viene in mente una bellissima canzone di Jarabe de Palo, “Dipende”.
“Che il bianco sia bianco, che il nero sia nero, che uno e uno facciano due, che la religione dica il vero…dipende, tutto dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende”.

La nostra mente è davvero qualcosa di estremamente affascinante. Se raggiungiamo la consapevolezza che la mente crea e che noi siamo in grado di comunicare con la nostra mente..ecco che avviene il miracolo (perché attraverso la nostra comunicazione con la mente saremo in grado di creare la realtà che abbiamo desiderato).

Ancora una volta, molte persone credono che questo significhi prendersi in giro, io dico assolutamente il contrario. In ogni caso comunichi con la tua mente, lo fai con le tue emozioni, con le tue sensazione (così come abbiamo spiegato nelle domande precedenti). Allora sta a te, se farlo inconsciamente (ovvero fornendogli spunti che provengono dall’esterno, continuando a camminare su un treno guidato da altri) oppure consciamente. Fornendogli le giuste indicazioni, diventando nello stesso tempo responsabile e padrone della tua vita.

Continuiamo a cercare il segreto della vita Alessio, ma il segreto, come spesso accade per tutti i segreti, è molto semplice e nelle mani di tutti.

Sii te stesso, renditi conto che sei il responsabile della tua vita e che hai un potere enorme sulla tua realtà.

Hai il potere di plasmare il tuo futuro, così come lo hai sempre immaginato. Non c’è niente di magico, è il senso naturale delle cose, è il senso naturale della vita.

E’ un tuo diritto, lo meriti e hai tutto il potere di farlo, a partire da questo preciso istante, credimi.

Grazie per la tua disponibilità, Italo.
A presto.

Grazie a te Alessio, volevo chiudere facendoti i complimenti per “La mente mente”, stai facendo davvero un lavoro straordinario e di grande utilità per tutte le persone.

E’ stata almeno per me una chiacchierata molto piacevole.
Ancora grazie per l’ospitalità, ti auguro il meglio.

A presto.

Italo Pentimalli [fondatore e direttore di PiùChePuoi.it]


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